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Il San Carlo a due punte si apre alla città con il Festival della Danza

Gli allievi della Scuola di Ballo del Real Teatro San Carlo di Napoli, diretti da Anna Razzi, inaugureranno il Festival della Danza il prossimo 28 e il 29 ottobre.

Il programma prevede: Le Jardin animé da Le Corsaire, coreografie di Anna Razzi dall’originale di Petipa, musiche di Adolphe Charles Adam; Troy Game, coreografie di Robert North, musiche di Bob Downes e Batucada; Sogno di una notte di mezza estate, coreografie di Anna Razzi, musiche di Felix Mendelssohn Bartholdy e Gaetano Panariello.

Le Corsaire è un balletto in tre atti basato sul poema The Corsair di Lord Byron (1814) e musicato da Adolphe Adam che racconta una drammatica avventura di Conrad, capo corsaro e capobanda dei pirati dell’Arcipelago Greco, capace di mettere a repentaglio l’amore della sua vita, Medora, pur di salvare la schiava di un harem turco.

Originariamente coreografato da Joseph Mazilier, ebbe la sua prima rappresentazione il 23 gennaio 1856 all’Académie Royale de Musique di Parigi.

Durante il XIX secolo alla partitura di Adam furono apportate molte aggiunte e, all’inizio del XX secolo, fu arricchita da sei compositori diversi: Cesare Pugni, il granduca Pietro II di Oldenburg, Léo Delibes, Léon Minkus, il principe Nikita Trubetskoi e Riccardo Drigo. Attualmente Le Corsaire è rappresentato fondamentalmente in due versioni: quella di Pyotr Gusev, del 1955, diffusa soprattutto in Russia e in Europa, e la versione di Konstantin Sergeyev, del 1973, rappresentata in America e in parte dell’ Europa occidentale. Spesso però, a causa di una trama fumosa e poco coerente che ne rende difficoltoso l’allestimento, vengono presentati solo i suoi brani più famosi: Le Jardin Animé e il Pas de trois del II atto danzato da Conrad, Medora e Alì.

Troy Game è un ironico e divertente balletto, pensato come una irriverente e sagace parodia del culto del corpo e dello sport portato all’estremo. La coreografia è ricca di virtuosismi classici, jazz e della danza moderna e molti movimenti sono basati sulle arti marziali dell’Aikido e della Capoeira. Sui ritmi ossessivi della batucada brasiliana, otto danzatori-gladiatori si affrontano e si confrontano in un’estrosa esibizione di muscoli, rapidità e agilità fino all’esaurimento delle energie. Troy Game è nel repertorio delle più grandi compagnie internazionali ed è oggetto di studio in molte accademie di danza europee, australiane e americane.

La drammaturgia è sempre stata una delle fonti predilette dai coreografi che hanno contribuito alla storia del teatro di danza del XX secolo. Shakespeare è forse l’autore che, più di altri, li ha spinti a cimentarsi in originali rivisitazioni, tutte accomunate dal desiderio di reinterpretare nel linguaggio della danza le più importanti pièces del drammaturgo inglese. E così succede anche per Sogno di una notte di mezza estate, in cui musica e danza dolcemente prendono il posto di parole e voci e spalancano le porte su un mondo fatato che avvolge e incanta lo spettatore. La commedia epitalamica (in quanto si apre con l’annuncio delle nozze fra due dei protagonisti e si chiude con la consacrazione del talamo) si svolge in una notte di mezza estate, in una fitta boscaglia alla porte di Atene dove, al chiaro di luna, si intrecciano, tra fatati incantesimi e improvvise passioni, le storie di uomini e fate: quattro giovani, vittime dei capricci di Cupido (nelle vesti del folletto Puck) si inseguono da Atene, regno delle regole e dell’ordine, al bosco, luogo in cui tutto ciò che è razionale viene sovvertito. In un turbinio di situazioni, atmosfere ed eventi in cui la potenza del sogno vanifica il confine tra realtà e fantasia si intessono le vite dei protagonisti, su due livelli di realtà: quello atemporale delle fate e quello terreno dei quattro innamorati e del gruppo degli artigiani.

Mito, sogno e quotidianità danzano, in un atto unico, sulle musiche di Felix Mendelssohn-Bartholdy e Gaetano Panariello e si intersecano all’interno di quest’opera, abilmente fusi dalla calzante coreografia di Anna Razzi, che fa ballare il sogno nella sua dimensione più propria, ovvero nel bosco, luogo incantevole dove tutto è possibile, e riesce ad armonizzare le vite dei numerosi personaggi che si muovono sul palcoscenico. Il sogno si muove sinuoso, leggero e ricco di colori in un’incantevole sequenza di avvenimenti fino al saluto conclusivo di Puck.

ORARI

Giovedì 28 ottobre, ore 20.30

Venerdì 29 ottobre, ore 20.30

INFO

Teatro San Carlo

Via San Carlo 98/F

Napoli

Tel. 081 7972331/7972412

biglietteria@teatrosancarlo.it

http://www.teatrosancarlo.it

Lorena Coppola

Foto di Alessio Buccafusca

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