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Il mondo della danza piange la morte di Roland Petit

Se n’è andato in silenzio, velocemente, troppo velocemente: Roland Petit è morto domenica pomeriggio a Ginevra, stroncato da forma tumorale fulminante. 87 anni, ultimo grande maestro e coreografo del Novecento, Petit ha detto addio al mondo circondato dall’affetto dei suoi cari: accanto a lui c’erano la figlia, cantante e compositrice, Valentine, il suo braccio destro, il danzatore Luigi Bonino, la moglie e musa Zizi Jeanmaire con cui aveva vissuto da oltre 60 anni in un lungo sodalizio e sentimentale.

Nato a Villemomble il 13 gennaio del 1924 e di origini, il coreografo ha lavorato nei più importanti teatri del mondo e collaborato con imponenti figure del panorama culturale come Serge Gainsbourg, Yves Saint-Laurent, Cesar e i pittori Jean Carzou e Max Ernst. Entrato a otto anni nella scuola di ballo dell’Opera de Paris, già all’età di quindici anni viene ammesso nel corpo di ballo. Nel 1945 fonda i Ballets des Champs-Élysées e nel 1948 i Ballets de Paris al teatro Marigny, con Zizi Jeanmaire, sua futura moglie, come ballerina étoile.

Nel 1972, con il balletto Pink Floyd, fonda il Ballet National de Marseille, che dirigerà per ventisei anni. “Le jeune homme et la mort” su libretto di Jean Cocteau si può considerare il suo capolavoro assoluto, con coreografia e costumi di straordinaria modernità. Petit è autore di più di 50 creazioni che spaziano in tutti i generi e non ha mai smesso di rinnovare il suo stile e il suo linguaggio, diventando maestro nell’arte del ‘pas de deux’ del balletto narrativo. Tra le tante collaborazioni internazionali anche quelle italiane da Luigi Bonino a Francesca Natili, da Carlotta Zamparo a Francesca Sposi. La sua compagnia ha avuti come ospiti anche Massimo Murru e Alessandra Ferri.

Le reazioni di tutto il mondo della danza, pochi attimi dopo la diffusione della notizia, sono state pressoché immediate ed unanimi: la danza ha perso un maestro. Eleonora Abbagnato, scoperta da piccolissima proprio dal genio coreografico di Petit, si è immediatamente detta scioccata per la scomparsa, come del resto tantissimi altri danzatori e coreografi che con lui hanno avuto modo di studiare, prepararsi e soprattutto migliorarsi. Non sarà facile stare senza di lui, assolutamente: le sue opere saranno rappresentate al meglio, il suo talento ricordato per sempre però, a onor del vero, la sua mancanza si sentirà. Eccome. Arrivederci, Roland: ci hai lasciato fisicamente, ma mai spiritualmente.

Valentina Clemente

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