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“Il lago dei cigni” di Ratmansky incanta il Teatro alla Scala

“Il lago dei cigni” di Ratmansky incanta il Teatro alla Scala

 

Il programma della stagione 2015/2016 del Teatro alla Scala di Milano declama come penultimo balletto in cartellone il capolavoro per eccellenza, il non plus ultra della tradizione coreutica classica, Il lago dei cigni, musicato da Pëtr Il’ič Čajkovskij e coreografato da Marius Petipa e Lev Ivanov.

Le recite sono previste dal 30 giugno al 15 luglio (precisamente: 30 giugno; 4, 6, 7, 11, 12, 13, 14, 15 luglio), tutte in fascia serale alle ore 20.

La produzione di questo masterpiece è affidata sia al Teatro italiano sia all’Opernhaus di Zurigo, sede del più importante ensemble ballettistico dello Stato della Svizzera, presso cui Alexei Ratmansky, curatore della messinscena e delle integrazioni coreografiche, ha presentato lo scorso febbraio la première dell’opera in questione.

Ad affiancarlo nelle sale da ballo scaligere, in qualità di assistenti, sono Tatiana Ratmansky e Jean-François Boisnon; mentre a dare corpo al suo estro creativo sul palcoscenico è il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala insieme agli Allievi della Scuola di Ballo dell’omonima Accademia.

Un incantesimo, che si può rompere solo con l’amore vero, le insidie di un mago, il fascino delle fanciulle-cigno, un lago fatato e il sinistro inganno del cigno nero. Il lago dei cigni è Il balletto più amato del grande repertorio classico, quasi il simbolo e l’icona del balletto stesso e la poetica e struggente musica di Čajkovskij lo rende indimenticabile. Alexei Ratmansky, dopo il successo della sua messa in scena della Bella Addormentata, metterà ancora la sua straordinaria capacità artistica al servizio della partitura di Čajkovskij, per dare nuova vita a questo balletto immortale di Marius Petipa e Lev Ivanov: un nuovo ingresso nel repertorio scaligero per una nuova produzione destinata a rimanere. (teatroallascala.org).

La celeberrima partitura musicale è altresì affidata all’Orchestra “padrona di casa”, diretta dal Maestro Michail Jurowski, di origini russe ma attivo professionalmente su raggio internazionale: dalla Scandinavia alla Germania, passando per l’Argentina.

Le scene e i costumi sono firmati da Jérôme Kaplan, parigino classe 1964, strenuo collaboratore dello stesso Ratmansky dal 2010, nonché vincitore del premio come Best Costume Designer all’edizione del 2012 del Golden Mask, Russian Performing Arts Festival and National Theatre Award.

L’impianto illuminotecnico vanta la bravura di Martin Gebhardt, il cui curriculum vitae dichiara apertamente un talento straordinario nell’allestimento di opere liriche di enorme lustro e pregio.

Tutte le componenti tecnico-artistiche rendono palese il clamoroso successo di questa produzione, assolutamente imperdibile in una delle nove soirée ad essa dedicate.

In dance terms, the production’s greatest but strangest achievement is to change our sense of Ivanov’s choreography of the lakeside scenes: an alteration more of style than of dance text. There’s no doom-laden grand manner. Principally, the swan-maiden characters are not tragically haunted by a bird form (as has become the stylistic norm, with mighty wing beats and arches throughout the arms and torso). Their sprightly first waltz suggests their pleasure both to be in human form and to be protected by the prince and his men. (A. Macaulay).

ORARI & INFO

30 giugno – 15 luglio ore 20

Teatro alla Scala

Via Filodrammatici, 2 – Milano

Tel: + 39 02 88 79 1

www.teatroallascala.org

 

Marco Argentina

www.giornaledelladanza.com

Opernhaus Zürich Ballet / Swan Lake © Carlos Quezada

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