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La scena rivela la verità su chi si è: intervista a Lorena Baricalla

La scena rivela la verità su chi si è: intervista a Lorena Baricalla

 

Artista internazionale dai molteplici talenti Lorena Baricalla è Etoile, Cantante ed Attrice nonché Coreografa, Writer e Produttrice. Ha sviluppato la sua carriera in più di 35 paesi nel mondo, in teatro e televisione. Nata da una famiglia di Monaco da più di cinque generazioni con origini italiane, francesi, ceche e tedesche, vive da sempre a Monte-Carlo. Lorena Baricalla scopre la danza all’età di quattro anni quando incontra la grande maestra russa Marika Besobrasova, della quale sua madre era stata l’allieva, ed esprime da quel momento il suo desiderio di danzare. È per lei del tutto naturale decidere a dodici anni di farne una carriera e segue per questo una formazione professionale all’Accademia di Danza Classica “Principessa Grace” di Monte-Carlo diretta da Marika Besobrasova. Si diploma giovanissima, a diciassette anni, ottenendo il massimo dei voti “Mention Très Bien”. Sulle scene dall’età di quattro anni, ottiene a dieci anni il suo primo contratto professionale per una serie di spettacoli alla “Salle des Etoiles” di Monte-Carlo. Dai quattordici ai sedici anni lavora anche nei balletti delle Stagioni Liriche dell’Opera di Monte-Carlo. Partecipa ai numerosi spettacoli organizzati dall’Accademia nel Principato, in Italia e in Francia danzando il repertorio classico. A conclusione dei suoi studi in Accademia il grande Serge Lifar, durante la lavorazione di “Suite en Blanc”, la nota prediligendola con particolare attenzione e le preannuncia una brillante carriera. In seguito decide di conseguire gli studi di canto, dapprima presso l’Accademia di Musica Rainier III di Monaco e poi con insegnanti privati quali Giulia Betti, cantante lirica nel Coro dell’Opera di Monte-Carlo ed il direttore d’orchestra Olivier Dos Santos. Attrice naturale decide anche di seguire corsi di recitazione. Inizia la sua carriera professionale a diciotto anni presso il Ballet Théâtre Français de Nancy con tournées in Francia, tra cui i noti teatri del Châtelet e dell’Odeon di Parigi, e all’estero. Le vengono affidati numerosi ruoli da solista in “I Quattro Temperamenti” di Balanchine, “Sinfonia in D” di Kylian, “Les Forains” di Roland Petit, “Jeu de Cartes” di Jeanine Charrat, “Les Biches” di Lifar, “Fedra” con Maja Plitzenskaia, ecc. I coreografi la scelgono anche per i ruoli solistici nelle loro creazioni per la compagnia: Moses Pendleton, direttore dei Momix per “Pulcinella”, e Nils Christe per “Strings”. Thierry Malandain, ora direttore del Ballet Biarritz, crea per lei la sua prima opera coreografica, l’assolo “Träume”. Ingaggiata dai Balletti di Monte-Carlo, fondati dalla Principessa Carolina di Monaco, ottiene rapidamente i ruoli da étoile con prestigiosi partner: “Sheherazade” (repertorio Ballets Russes Diaghilev) con Eric Vu An, “La Marchesa” in “Marco Spada” di Lacotte con il grande Rudolf Nureyev; “la Sirena” ne “Il Figliol Prodigo” di Balanchine con Fréderic Olivieri o Marco Pierin, “la Gitana” ne “I Deux Pigeons” di Ashton con Fréderic Olivieri, “La Bisbetica Domata” di Russillo con Daniel Agesilas o Guillaume Graffin, “la Dama Rossa” in “Gaité Parisienne” di Massine, “la Favorita” in “Le Danze del Principe Igor” con Fréderic Olivieri, “In the Middle… something elevated” di Forsythe, “Dessin pour les six” di Taras, ecc. Come artista invitata danza “Il Lago dei Cigni” con Guillaume Graffin, “Romeo e Giulietta” di Lifar ed il Pas de Deux de “La Bella Addormentata” con Gilles Stellardo, “Tzigane” di Balanchine con Serge Rampal.
 Inoltre è più volte l’étoile dei Gala della Festa Nazionale in onore del Principe Ranieri di Monaco all’Opera di Monte-Carlo. La sua esperienza presso i Balletti di Monte-Carlo le permette di lavorare con numerosi coreografi quali Jean Christophe Maillot, Joseph Russillo, John Taras, Pierre Lacotte, Boris Eifman, Kevin Haigen, Dieter Amman, Uwe Scholz, Philippe Lizon. In seguito decide di lasciare la compagnia desiderando realizzare i suoi propri spettacoli e coreografie e prosegue la carriera di étoile dapprima come artista ospite e poi creando, nel 1999, la propria società di produzione a Monte-Carlo, la Promo Art Monte-Carlo Production, che da allora la produce come artista. In questa nuova fase suoi partner sono stati Vladimir Derevianko, Marco Pierin, Stefano Botto, Francesco Villicich, Antonio Russo, Valerio Mangianti, Jean Alavi, Serge Rampal e il cantante e ballerino Randy Diamond.

 

Gentile Lorena, per lei è stato un percorso naturale seguire la danza?

Per me è stata come un’evidenza diventare ballerina ed essere un’artista. Non posso neanche dire che sia stata una scelta ma un destino, come se non conoscessi altra strada per me.


Che ricordi ha di sua madre, Madame Joelle Heidel, nelle vesti di ballerina?

In realtà nessuno purtroppo… si era fermata di ballare giovanissima, nel momento del matrimonio, per dedicarsi alla famiglia e a noi figli. Sono io che ho voluto ballare!


Il suo primo incontro con la Maestra Marika Besobrasova com’è avvenuto e cosa l’aveva colpita della sua grande personalità artistica?

Ho incontrato Marika nello sesso istante in cui ho incontrato la danza. Ricordo ancora perfettamente quel giorno. Avevo quattro anni ed ero a passeggio a Monte-Carlo con mia mamma, quando abbiamo incontrato una sua amica, con la figlioletta. Si recavano a lezione di danza dalla Besobrasova che per l’appunto era stata l’insegnante di mia mamma. Così lei ha deciso di andarla a salutare. Mi sono ritrovata in quell’ambiente sconosciuto per me, con la musica e tutte queste bambine che ballavano. Ero totalmente intimidita e ho rifiutato di unirmi a loro. Ad un certo punto una ragazza mi ha preso per mano, e nella mia ingenuità, ho pensato che mi portasse a vedere dei tutù! Invece mi ha messa insieme alle altre bambine posizionate in cerchio. Quel girotondo di “chassés” è stato fatale. Da allora non mi sono più fermata di ballare!


Che maestra è stata la signora Besobrasova e quale eredità ha lasciato per la nobile arte della danza?

Marika era un’insegnante unica, estremamente rigorosa fino ad essere talvolta troppo dura. Per me è stato un grande esempio, sicuramente mi sono ispirata a lei per la mia costruzione fin da piccola, non solo come ballerina ma anche come persona. Marika non era solo la mia insegnante ma anche parte della mia famiglia. Passava tutti i week-end, i Natali e le feste a casa nostra con suo marito, che per me è stato una specie di mentore. Ricordo che ogni domenica facevo con lei lavori di ricamo o con l’uncino!


La prima lezione in Accademia quali emozioni Le ricorda?

Alla prima lezione, come ho raccontato, avevo quattro anni, da lì sono andata avanti a lavorare con Marika fino alla sua morte a novant’anni passati…


Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate durante lo studio della danza classica soprattutto a livello tecnico?

La prima difficoltà che ho incontrato da ragazzina era l’apertura dell’en dehors, non avevo una naturale scioltezza dell’articolazione dell’anca… quasi piangevo vedendo le compagne fare la spaccata frontale. Ma ho sempre avuto disciplina e forza di volontà. Per tanto ho deciso che avrei cambiato le cose, anche se mio papà vedendomi sforzare mi diceva come medico che era impossibile che io riuscissi ad allungare così tanto i legamenti dell’anca. Per due anni, per un’ora al giorno, ho lavorato da sola sul problema e finalmente ho raggiunto lo scopo che mi ero prefissata. Da allora ho la spaccata frontale facilissima!


Lei è cresciuta all’Hotel de la Poste a Monaco appartenente ai suoi nonni materni. Che clima si respirava in quegli anni nel Principato sotto il punto di vista culturale ed artistico?

Era sicuramente un bel periodo, ma il migliore sicuramente era stato anni prima all’epoca della Principessa Grace, icona di grande classe che ha conferito al Principato il glamour di cui gode ancora ad oggi. Il ristorante dei miei nonni era un posto noto e qui venivano grandi artisti e sportivi, da Zizi Jeanmaire a Olivia de Havilland, Lendl o Noah. Mia nonna mi raccontava tante belle storie!


Ha danzato con celebri partner e con grandi coreografi, con chi ha trovato maggiore empatia in scena e in sala prove?

Ho amato molto lavorare con Joseph Russillo che ha creato per me la “Bisbetica domata” che ho interpretato con il suo ballerino étoile Daniel Agesilas presso i Balletti di Monte-Carlo. Sono fiera di poter dire che tutti gli etoiles ospiti della compagnia sono venuti per ballare con me. Con Russillo ho avuto un bellissimo rapporto. Quando le persone sono umanamente elevate si crea uno scambio artistico di grande intensità. Gli artisti, coreografi o ballerini, esprimono sempre e semplicemente quello che sono ed è la persona in quanto individuo che fa la differenza. La scena rivela sempre la verità su chi si è.


Tra tutti i ruoli danzati a quale è più affezionata e per quale motivo?

Ho amato tutti i miei ruoli. Mi considero prima di tutto un’interprete. Un personaggio permette di mostrare un aspetto diverso della propria personalità, non amo molto apparire mono-tematica. Ho amato molto interpretare il ruolo affascinante di “Sheherazade”, della seducente “Gitane” o della rabbiosa e buffa “Bisbetica” che ho danzato ai Balletti di Monte-Carlo. O a seguito, su mie  coreografie, della romantica “Sirena”, della focosa “Carmen” o della forte “Penelope”. Mi sono anche divertita molto ad interpretare “My Fair Lady” o “Satine” di Moulin Rouge nelle mie commedie musicali. Mi è piaciuto tantissimo anche il ruolo di “Trinity” in Matrix e della “Coquette” in “Belle Epoque Cancan” su musiche di Offenbach che ho interpretato recentemente.  Non ho mai fatto l’elenco, ma pensandoci  …quanti personaggi! Il ruolo del mio attuale grande progetto di spettacolo è anch’esso appassionante, si tratta di una dea extraterrestre!  A breve poi, riprenderò “Sheherazade” in una mia versione coreografica di due anni fa che danzerò per un Gala a Monte-Carlo in onore del principe Alberto di Monaco.


Cosa rende speciale nel mondo l’Accademia Princesse Grace di Monaco diretta da Luca Masala e i Balletti di Monte Carlo?

Monte-Carlo è il luogo dove è nata la danza moderna, pochi lo sanno, ma è così. Qui, grazie agli esuli russi fuggiti dalla rivoluzione in patria, è nato ad inizio secolo un focolaio artistico a livello mondiale grazie ai Balletti Russi creati da Diaghilev. Un periodo straordinario fatto da grandi ballerini come Nijinski e coreografi quali Fokine, Massine, Lifar e Balanchine, che dopo essere stato a Monte-Carlo è andato in America dando vita a quanto sappiamo. Ho avuto la fortuna di ballare i primi ruoli in tutto il repertorio dei Ballets Russes, dal “Figliol Prodigo” di Balanchine, che ho amato tanto, ai balletti dell’epoca precedente come “Sheherazade” che ho danzato in tutto il mondo, da Tokyo al Piccolo Bolshoi di Mosca e in America. Ho lavorato “Sheherazade” con Frederic Franklin che era venuto a rimontarlo ma aveva solo informazioni frammentarie, quindi ho guardato foto d’epoca e ho ricostruito personalmente tutte le pose e movenze ricreando una coreografia. Un lavoro estremamente interessante e unico a livello interpretativo, soprattutto per la famosa scena del suicidio. La sera della prima abbiamo avuto più di trenta minuti di applausi.


La Compagnia, oggi diretta da Jean Christophe Maillot è un’eccellenza internazionale. A quale serata è più legata durante le sue numerose tourneé e in quale teatro ha gioito della magnificenza del luogo?

Ho grandi ricordi in Giappone, in Russia, in America… difficile dirlo! Mi viene in mente di quando appena ventenne ho ballato con il grande Rudolf Nureyev in “Marco Spada”! Ero piuttosto impressionata da lui, ma è stato così gentile ed attento nei miei confronti. Di quei spettacoli ho purtroppo una sola foto, uno scatto in cui Nureyev mi fa il baciamano. Ma in fondo cosa sognare di meglio?


Che esperienza è stata al Ballet Théatre Francais di Nancy?

Il “Ballet di Nancy” è stato prima dei “Balletti di Monte-Carlo”. Ero agli inizi di carriera ancora diciottenne. Sicuramente un’ottima esperienza da un punto di vista professionale ma due anni di solitudine sul piano personale che mi sono pesati. Lì ho danzato i “Quattro Temperamenti” di Balanchine, “Symphonia in D” di Kilian e ho conosciuto Maya Plisetskaya con la quale ho danzato un ruolo solistico a Parigi. A Nancy ho lasciato un contratto da Solista per tornare a Monte-Carlo.


Quanto è stato importante l’apporto e la passione coreutica di S.A.R. la principessa Carolina nel sostenere e promuovere i Balletti di Montecarlo e l’Accademia intitolata all’indimenticata principessa Grace?

Bisogna dire che è stata la Principessa Grace la prima promotrice della danza a Monaco. Ha creato l’Accademia “Principessa Grace” insieme a Marika. Aveva una vera e propria passione per la danza e per anni ha desiderato anche riportare alla luce i Balletti di Monte-Carlo, che ormai non esistevano più. Ma la sua morte prematura lo ha reso impossibile. La Principessa Carolina ha poi raccolto l’eredità dell’impegno della madre. Ad oggi prosegue la sua attività legata a queste due istituzioni.


Quali sono stati i suoi miti di danza del passato?

Non ho dei miti in particolare ma amo la danza come espressione delle emozioni. Pertanto apprezzo i veri artisti e non i ballerini che puntano esclusivamente sulla tecnica. Io stessa mi considero un’interprete.


Si è ispirata a qualche ballerina durante gli anni di formazione?

Da ragazzina mi piaceva molto Marcia Haydée, che posso definire una vera artista. E il mio sogno da ragazzina era di entrare al Balletto di Stoccarda. Marcia mi aveva presa ma contemporaneamente mi è stato offerto il contratto a Monte-Carlo e a quel punto ho fatto la scelta di rimanere a casa…


Dopo la danza, grazie anche alla sua vocazione per il canto e la recitazione, ha calcato il palco nel musical, portando in scena spettacoli come “My Fair Lady”, “Victor Victoria” ed “Evita”. Cosa l’attrae in questo genere teatrale?

Il canto è nato per caso… Ballavo con Derevianko per la RAI e per una tournée in Italia. Il produttore mi ha chiesto se sapevo cantare. Non avevo mai aperto bocca, in quel momento mi sono voluta dare questo nuovo challenge! Il canto mi è costato anni di fatica in quanto ho una voce naturalmente lirica che per tanto necessita di studio. La cosa strana è che è stata su richiesta dei teatri stessi che ho iniziato a realizzare degli spettacoli che unissero la danza al canto sui best hits del musical. In tale modo i teatri erano sicuri di fare il pienone e incassi sicuri! Mi sono ispirata alle grandi artiste di un tempo quali Zizi Jeanmaire, Leslie Caron e Cyd Charisse… diventando la sola soprano che canta ballando sulle punte. Ho voluto nobilitare il musical mescolandolo alla danza neo classico-moderna sulle punte. Anche se alcuni si sono stupiti, questo percorso non è per niente insolito, molti dimenticano il passato. Zizi Jeanmaire era nota in Francia per cantare “Mon truc en plume” (“il mio coso di piume”) circondata da boys con ventagli di piume su coreografie di Roland Petit nello stile del Cabaret parigino. Leslie Caron e Cyd Charisse, vere ballerine classiche, sono diventate famose grazie ai musical di Hollywood. Twila Tharp ha realizzato le coreografie di show per Broadway e di film musicali come “Hair” oltre a balletti per il teatro. Quindi le mie scelte si inseriscono in questo percorso storico. Da allora la Promo Art Monte-Carlo Production, la mia società di produzione che porto avanti insieme al mio manager Tino Genovese, ha prodotto grandi spettacoli con 250 costumi e corpi di ballo di 40/50 interpreti in miei spettacoli come “Checkmate” su musiche e canzoni degli Abba, che ho interpretato con l’americano Randy Diamond. Randy dopo essere stato étoile al Balletto di Stoccarda è il mio partner in questo genere in quanto ha una voce da crooner e insieme danziamo veri passi a due.


Per il Gala dei Giochi del Mediterraneo all’Arena di Nimes è stata interprete, in Eurovisione, della “Sinfonia del Mare”, davanti al Principe Alberto di Monaco. Che rapporto ha con la famiglia regnante, lei che da sempre vive a Monte Carlo?

Ho un ottimo rapporto, in particolare con il principe Alberto, il quale ha assistito a numerosi momenti topici della mia carriera e che incontro spesso. È sempre molto gentile e attento nei miei confronti e lo apprezzo particolarmente. In relazione al “Gala dei Giochi del Mediterraneo” è stato un grande momento della mia carriera. Ho creato la coreografia della “Sinfonia del Mare” che ho interpretato con il mio corpo di ballo su musiche suonate dal vivo da un’orchestra sinfonica su scena. Non ricordo di avere mai visto così tante persone nel pubblico, sembravano sedute fino in cielo nell’Arena. 20.000 spettatori dal vivo e milioni in Eurovisione: il giorno dopo mi hanno telefonato da tanti paesi! Lo spettacolo era presentato da Frédéric Mitterand, noto presentatore televisivo e Ministro della Cultura francese. Un’atmosfera straordinaria e uno dei miei primi lavori con la mia propria produzione. Infatti è proprio in quel periodo che avevo deciso di lasciare i Balletti di Monte-Carlo per creare la mia società di produzione come artista. È la Promo Art a realizzare da allora i miei spettacoli, eventi e progetti di entertainement in tutta Europa, negli Emirati, in America. Infatti essendo io basata a Monte-Carlo non potevo ottenere contributi da parte del Governo per creare una Compagnia e pertanto ho dovuto fare la strada indicata da personaggi come Diaghilev che lui stesso mecenate, sosteneva i Balletti con gli sponsor. Sono così diventata produttrice, sul modello americano, e questo per poter realizzare i miei propri show, per dare e avere opportunità diverse da quelle che mi venivano offerte. Ho tanti progetti in cantiere, l’unico problema è trovare il tempo di realizzarli tutti! Ricordiamo anche che Bejart ha potuto creare la propria Compagnia in Svizzera perché finanziato dalla Philip Morris. Con la PromoArt ho potuto creare spettacoli grandiosi con cast fino a 100 artisti grazie a sponsor come, ad esempio, La Roche che ha a lungo sostenuto parecchi miei lavori. Il rovescio della medaglia è che talvolta essendo Gala privati su invito non possiamo pubblicizzarli a livello mediatico. Ma è un piccolo scotto in confronto all’avere a disposizione budget importanti.


Nelle vesti di coreografa qual è l’aspetto che la entusiasma maggiormente?

Ad un certo punto è stato naturale per me diventare coreografa, mettendomi in scena insieme agli altri interpreti e il corpo di ballo. Certamente ciò è impegnativo ma non ho mai avuto paura delle responsabilità, anzi!  Come coreografa ho un lato molto concreto che mi permette di strutturare i miei sogni e di trasformarli in spettacoli. Posso definire il mio stile come neo classico-moderno, è il mio modo di muovermi. Ricerco sempre l’estetica attraverso le linee, l’energia e il dinamismo. Ma non si è coreografi perché si è ballerini. Sono mestieri diversi che si imparano.


La sua prima coreografia “Psiche o gli specchi dell’anima” ha vinto il “Premio VignaleDanza”. Com’era strutturata la creazione e cosa narrava?

Quella è stata proprio la mia prima coreografia. Era basata sul libro di Apuleio e sugli aspetti della personalità. Marika Besobrasova mi aveva spinta e sostenuta dandomi i migliori ballerini dell’Accademia. Da lì è nato il nuovo connubio con Marika che ci teneva sempre a che prendessimo gli elementi più avanzati dell’Accademia nel corpo di ballo della PromoArt Monte-Carlo Production. Da allora più di centoventi giovani dell’Accademia hanno partecipato ai miei spettacoli e nei tre balletti che ho creato per l’Accademia stessa. A loro si sono aggiunti altri elementi che abbiamo preso su audizione tra Parigi, Milano, Roma nonché agli elementi cresciuti nell’Accademia di Savona.


Sono seguite molte altre sue creazioni, tra cui “Prashanti”, “Sitting”, “Gypsy”, “Ritual”, “L’Amore Stregone”, “La Creazione del Mondo”; i passi a due “Romanza”, “I Passeggeri del Vento”, “Serenata per Archi”, “Carmen”, “La Muerte del Angel”, “Timepiece”; gli assoli “Sheherazade”, “Modern Art”, “La Traviata“, “Ritual” e il balletto “Orlando” che ha interpretato con i danzatori dei Balletti di Monte-Carlo.  Da dove trae spunto per le sue coreografie e quali sono i punti di partenza?

Penso che prima di tutto è la nostra anima e il nostro mondo interiore ad esprimersi. Tutto nasce da un pensiero, da un’emozione, che si traduce poi in un gesto, un suono, uno sguardo od una parola pronunciata o scritta… Quindi il punto di partenza è sempre un’emozione che poi concretizzo strutturandola.

Cosa ricorda del suo incontro con l’indimenticabile Serge Lifar di cui lei ha danzato nel memorabile “Romeo e Giulietta”?

Serge Lifar mi apprezzava così tanto che la sera della prima aveva voluto salutare il pubblico solo con me. Ero ancora giovanissima e molto intimidita. Mi prediceva una grande carriera. Purtroppo all’epoca era ormai in pensione sennò sicuramente avrei danzato per lui.


A livello espressivo ed emotivo come si è apprestata a danzare “Carmen” al Teatro Lope de Vega di Siviglia, nella città stessa dove si svolge la celebre vicenda?

Sono sempre stata attratta dai personaggi intensi e passionali. È stato un grande momento nella mia carriera. Nello spettacolo ho legato la danza classica, il canto lirico, e il flamenco. Questa mia opera coreografica era stata sostenuta da La Roche, per l’appunto, la quale aveva invitato ospiti dal mondo intero.


Con un suo cast di trenta ballerini ha creato e interpretato “Time Machine”, ispirato alla storia dell’umanità, presentato in Svizzera, a Montreux. Si occupa anche della scelta delle musiche, dei costumi, delle luci a livello di supervisione totale?

Sì, mi piace avere una visione globale dello spettacolo e curare lo sviluppo dell’idea dal suo inizio. “Time Machine” racconta la storia dell’umanità in un percorso tra preistoria, medioevo, settecento e futuro. È stato un balletto di grande successo così come Checkmate, un musical grandioso che ho realizzato al Grimaldi Forum di Monte-Carlo.


E come sceglie i danzatori per la sua Compagnia? Oltre alle qualità tecniche qual è l’aspetto che la colpisce maggiormente durante un’audizione?

Scelgo le persone come le sceglierebbe il pubblico. Il pubblico vuole sognare, vuole vedere bellezza ed energia, non solo tecnica. E soprattutto scelgo persone disciplinate e rispettose del lavoro. Questa è la vera professionalità. Le persone che non sanno stare nelle regole dando il loro meglio creano solo problemi. I più grandi sono da sempre persone di grande professionalità.


A Cannes si è prodotta come cantante nell’Aria della Vilja tratta dalla “Vedova Allegra” in un balletto dedicato alla Belle Epoque con la sua compagnia e con Marco Pierin. Spesso siete stati partner in scena, cosa apprezza di Marco, splendido artista e tra l’altro mio caro amico?

Con Marco abbiamo ballato insieme per la prima volta in America nel “Figliol Prodigo” di Balanchine che solitamente ballavo con Frédéric Olivieri. Ci siamo praticamente conosciuti in scena perché si erano dimenticati di farci provare insieme! Quando ho fondato la PromoArt Monte-Carlo Production abbiamo chiamato Marco per essere mio partner. Insieme abbiamo ballato in tanti miei spettacoli. Ancora l’anno scorso Marco è stato nella giuria della mia “Mèthode” per giovani ballerini. È sicuramente un carissimo amico. La Vilja poi è stata la prima volta che ho cantato professionalmente su scena…


Altro mio caro amico l’attuale direttore del Corpo di Ballo della Scala, Frédéric Olivieri, come lo vuole ricordare artisticamente in scena quando era étoile a Monte Carlo?

Con Olivieri abbiamo ballato molti spettacoli insieme! È stato il partner con il quale ho danzato di più ai Balletti di Monte-Carlo: “Il Figliol Prodigo” di Balanchine, uno dei miei ruoli preferiti, “I Deux Pigeons” di Ashton nel quale interpretavo “la Gitana”, “Le Danze del Principe Igor” dal repertorio dei Ballets Russes-Diaghilev che abbiamo ballato in molte tournées, e anche “Sheherazade”, che avevo inizialmente ballato con Eric Vu An. Siamo rimasti in contatto da allora, un po’ di tempo fa ero andata a trovarlo alla Scala, ogni tanto ci sentiamo. Certamente non si possono dimenticare tante emozioni vissute insieme!


Recentemente ha cantato con il baritono Armando Ariostini il duetto dal “Fantasma dell’Opera” per gli Oscar dello Sport a Monte-Carlo. Che legame c’è, signora, tra il canto e il ballo nella sua visione artistica?

Con Armando è stato un grande momento cantare insieme pochi mesi fa e sono stata molto toccata nel vedere quanto anche lui fosse emozionato. Tutto questo ci ha permesso di restringere i nostri legami di affetto. È uno dei protagonisti della lirica italiana a livello internazionale. Ho avuto anche la fortuna di condividere in palco con José Carreras pochi anni fa. Il canto come la recitazione sono parte di me e del mio modo di esprimere me stessa come artista. Sono come lingue diverse ma ognuna dice la stessa cosa. Ho sempre amato darmi dei challanges. Ovviamente ci vuole capacità di disciplina e di studio perché nulla si improvvisa. Non credo nelle persone monotematiche e capaci a fare una cosa soltanto. Per me essere artisti vuol dire sapersi trasformare, evolvere ed essere eclettici.


Ha avuto la fortuna di realizzare una serie di riprese con Roger Moore, da poco scomparso. Un suo pensiero e ricordo?

Come tutti i veri professionisti Roger Moore era una persona seria e lavoratrice. Puntualissimo sul set, ha sempre ripetuto tutti i ciak fino al risultato ottimale. Un vero gentlemen, elegante e di grande fascino anche in età avanzata. Ho la fortuna anche di aver lavorato con Armand Assante, grande attore americano vincitore di un Golden Globe, che molti ricorderanno come Ulisse, o come l’ispettore in “Striptease” con Demi Moore. Da allora ci sentiamo regolarmente. È una persona dalle grandi qualità umane. Basta pensare che dopo che abbiamo lavorato insieme due o tre anni fa, presentando un grande evento a Monte-Carlo, ha scritto un messaggio ai suoi contatti di lavoro parlando di me con tali elogi professionali che ne sono stata commossa. Questi scambi artistici mi arricchiscono molto! Negli ultimi anni ho iniziato anche a recitare nei miei spettacoli. Sono sempre stata molto attratta dalla recitazione ed avrei potuto percorrere questa strada se non fosse che la danza ha avuto la prevalenza nel momento che adolescente ho dovuto fare una scelta professionale. Ma questa passione per la recitazione non si è mai spenta e l’ho potuta mettere a frutto in tanti miei spettacoli, recitando in inglese, francese o italiano a seconda del pubblico che ho avuto davanti a me. Ultimamente ho avuto più proposte cinematografiche in America in ruoli molto interessanti. Sicuramente è bello ricevere questo tipo di richieste professionali. Vediamo… Talvolta certi presunti “puristi” credono che ciò esuli da quella che è la carriera classica di una ballerina ma in realtà tutto questo si iscrive nel normale percorso di un artista che sviluppa una carriera nel tempo. Ovviamente chi interrompe prima la sua carriera per svariati motivi riesce a dedicarsi solo a quello che è il percorso strettamente accademico. Ricordiamo che Barishnikov ha recitato in “Sex and the City”, Nureyev in “Valentino”, il mio amico Eric in “Té nel deserto” di Bertolucci… Per me un vero artista è una persona che sa evolvere nel tempo in relazione al mondo che lo circonda e che sa esprimere sé stesso attraverso le molteplici opportunità che nascono dai suoi incontri artistici nei vari settori dello spettacolo. Questi sono stimoli per l’artista a rinnovarsi. Non bisogna avere paura di mettersi in gioco e di darsi nuove sfide. Nella capacità di comunicare con il pubblico non vedo limiti se non quelli che la persona in quanto artista pone a sé stesso. Pertanto mi considero un’artista di oggi.


L’Opera di Monte-Carlo è un luogo di rara bellezza, cosa si prova a danzare su quel palcoscenico?

L’Opera di Monte-Carlo è un bellissimo teatro costruito da Garnier, lo stesso architetto che ha anche realizzato l’Opera di Parigi. Ci ho ballato per la prima volta a cinque o sei anni e successivamente per tanti spettacoli per tutti i primi ruoli che ho interpretato ai Balletti di Monte-Carlo. Ultimamente l’hanno ristrutturata e anche se ovviamente offre maggiori comodità a me piaceva di più prima, con i vecchi corridoi e camerini, si respirava un’atmosfera magica!


Lei signora è stata anche soggetto di mostre di pittura sul tema della danza di pittori quali Robert Heindel (Saloni Beaumarchais e Bosio – Hotel de Paris – Monte-Carlo), Jean-Pierre Rousseau (Galleria Pictural – Monaco), Renzo Luna (esposizione a Bergamo). Oltre allo spettacolo quali sono le altre sue passioni?

È vero. Ho spesso ispirato pittori che hanno realizzato opere e mostre ritraendomi. È bello ispirare altri artisti, ne sono molto onorata.


È
stata più volte invitata a tenere delle conferenze sulla danza a Monaco, in Francia e in Italia. Qual è l’aspetto che tende a sottolineare maggiormente nei suoi interventi?

Dipende un po’ dal soggetto primario della conferenza ma lo scopo è sempre quello di trasmettere la mia passione e di avvicinare le persone e far comprendere cos’è veramente la danza, non solo nel percorso storico ma anche in quanto arte. Ma qual è l’essenza stessa dell’arte? Credo che sia la perfezione incommensurabile dell’universo. Quale opera più grande? Quale visione da tagliare il respiro ci danno quei miliardi di stelle, quei milioni di pianeti in quello spazio senza fine dove il tempo non esiste? Lì si svolge la danza eterna del Cosmo attraverso la rivoluzione costante dei pianeti e delle galassie. La Danza primaria che si ritrova insita nell’istinto dell’uomo al movimento.


Da tempo cura anche le coreografie per gli spettacoli annuali dell’Accademia di Danza di Savona della quale è anche Supervisore Artistico. Realtà fondata da Joelle Heidl Baricalla e da Marika Besobrasova come succursale dell’Accademia Principessa Grace di Monte-Carlo. Qual è il punto di forza di questa Scuola?

Sicuramente la qualità del lavoro e la capacità di formare elementi fino a portarli al professionismo. Possono poi audizionare presso compagnie stabili o far parte del mio corpo di ballo per gli spettacoli da me prodotti. Spesso è difficile trovare ballerini, quindi da anni abbiamo deciso di formarli. L’Accademia di Savona, è ora Centro Nazionale di Formazione Professionale secondo la  “Methode Russe de Monte-Carlo de Lorena Baricalla” e vi stanno crescendo artisticamente ottimi elementi. Vi studiano al quotidiano giovani provenienti non solo dalla città stessa, ma da tutta la Provincia, da Genova e da Imperia, ai quali si uniscono ragazzi da Mestre, Sassari, Vallecrosia, ecc., durante gli stage formativi della “Mèthode”.  Ora siamo pronti ad accogliere in collaborazione con l’Ente Nazionale Libertas giovani provenienti da tutta Italia che vogliono studiare per tutto l’anno presso l’Accademia di Savona e che potranno risiedere presso il convitto della Casa della Giovane. Per gli studi potranno frequentare la scuola di propria scelta oppure il Liceo Sportivo che offre agevolazioni per chi si dedica ad un’attività come la danza o lo sport. La Formazione professionale prevede il Libretto di Studio per la Formazione Professionale, sul quale vengono iscritti i giudizi in occasione delle quattro tappe formative obbligatorie durante l’anno della “Méthode”: stages di perfezionamento e momenti di verifica del lavoro dell’allievo. Annualmente l’allievo deve presentarsi agli Esami Internazionali di Monte-Carlo ai quali viene rilasciato un Certificato della “Méthode” secondo il livello superato, che viene registrato sul sito ufficiale della Méthode. Inoltre in partenariato con l’Ente Nazionale Libertas i certificati vengono registrati anche sull’Albo Nazionale Italiano dei Ballerini Italiani, l’unico in Italia. La formazione è completa tra danza classica, moderna, contemporanea, jazz, musical con canto e recitazione, afro, laboratorio coreografico, variazioni del repertorio. Al giorno d’oggi un ballerino deve sapersi muovere in stili diversi ed essere duttile per poter cogliere opportunità professionali a seconda delle proprie caratteristiche.


Ha realizzato numerose coreografie e regie per eventi internazionali nei più prestigiosi spazi del Principato di Monaco: Grimaldi Forum, Opera di Monte-Carlo, Sporting di Monte-Carlo, Salle Empire, Monte Carlo Bay Resort, Yacht Club, Fairmont Hotel, Port Hercule, Théatre des Varietés, Hotel Hermitage, Hotel Metropole. C’è un luogo dove nei suoi sogni le piacerebbe creare una coreografia che ancora manca nel suo palmares?

Certamente a Monaco, la mia città, ho danzato e prodotto eventi in tutti gli spazi di prestigio. Ad oggi mi sono prodotta in 35 paesi nel mondo non solo in teatro ma anche in spazi unici quali il Museo d’Arte di Copenhaghen, il Museo d’Arte Moderna di Praga, i giardini del Bay Resort a Monte-Carlo dove la PromoArt ha costruito un palco sulla grande piscina a laghetto, lo Sporting di Monte-Carlo dove sono venuti i più grandi artisti mondiali, il favoloso Emirates di Abu Dhabi… Il mondo è grande e vi sono molteplici luoghi dove sognerei sicuramente di fare mie coreografie e danzare. Attualmente avrei alcune idee in rapporto all’America! Ma questo è un progetto molto molto grosso intitolato “Origins”, un nuovo “world” che si esprime mediante un grande spettacolo per Arene, tre film ed una trilogia di libri che ho scritto. Ho dovuto fare più di 5000 pagine di ricerche sui più antichi testi della Terra per ideare questa saga epica avventurosa e spirituale.


In passato ha avuto modo anche di curare la supervisione artistica per la Nazionale Italiana di Nuoto Sincronizzato e la Squadra del Rari Nantes Atena. Quali sono i suoi sport preferiti?

Con il nuoto sincronizzato è stata ed è una collaborazione molto interessante basata sul curare l’aspetto artistico di questo sport molto faticoso. Ammiro tutti gli sport perché so cosa c’è dietro: lavoro e dedizione come per la danza. Per tanto anche quando uno sport mi colpisce meno ho comunque grande rispetto per chi vi si dedica con impegno. Per questo nella mia veste di “Master of Ceremonies” per grandi eventi internazionali che presento in cinque lingue ho desiderato presentare pochi mesi fa il “Monaco World Sports Legends Award”, gli Oscar dello Sport prodotti dalla PromoArt, che premia le più grandi star dello sport mondiale. Due giornate molto intense ed uniche per l’incontro con tanti campioni! Grandi personalità, grandi storie di vita con uomini e donne che hanno lasciato la loro impronta non solo nello sport ma che sono esempio di vita per tutti, in particolare per i giovani. Ho veramente apprezzato ognuno di loro, lo spirito era quello di una grande famiglia, tutte persone di grande semplicità e impareggiabile energia! Come ballerina mi sono sentita parte di questa grande famiglia perché la danza da un punto di vista fisico è molto atletica oggi giorno. Il Gala di premiazione della scorsa edizione alla Salle Empire dell’Hotel de Paris è stato un momento di grande emozione per ognuno dei campioni: da Giacomo Agostini a Mika Hakkinen. In questa occasione è stato anche registrato il mio Talk Show degli Oscars dal titolo “Sporting Stars: the men or the woman behind the champion”. Tutte le puntate con ognuno dei vincitori dell’Award possono essere viste sui canali web (You Tube, Vimeo, Daily Motion) del Monaco World Sports Legends Award. Mi sono divertita parecchio con Giacomo Agostini che mi ha confidato  i suoi inizi; con Mika Hakinnen abbiamo evocato la sua emozione ad ogni curva del circuito di Monte-Carlo; Jhong Uhk Kim mi ha raccontato che come discendente della famiglia reale coreana era dovuto fuggire dal paese ancora giovanissimo e che grazie al kung fu aveva dato un nuovo futuro a tutti loro in America; Pernilla Wiberg invece ha parlato della sua inarrestabile voglia di vincere, mentre Tia Hellebaut è una donna determinata ma molto più tranquilla; Jean-Marie Pfaff rimane un grande charmeur oltre al più grande portiere di sempre! Sir Tony Mc Coy ha rivelato i grandi sacrifici per dover restare estremamente magro perché troppo alto come fantino; Carl Fogarty emana la stessa grande energia di sempre, un uomo molto interessante. Infine Lionel e Yann-Anthony Noghès hanno rievocato gli inizi del Gran Premio di Monaco creato dal nonno Anthony, mentre Victor Tello che aiuta i bambini bisognosi attraverso lo sport ci ha portato tutto il sorriso e l’anima del Messico! Ora stiamo preparando l’edizione 2017.


Ha creato un suo metodo di insegnamento per la danza e cioè il “Méthode Russe de Monte-Carlo de Lorena Baricalla” secondo la sua propria esperienza artistica e la tradizione russa, sviluppatasi a Monte-Carlo dal 1900 con i Balletti Russi di Diaghilev. Mi parla di questo metodo e come si differenzia dagli altri già esistenti e praticati nelle accademie e scuole internazionali?

L’idea della “Méthode” è nata per supportare i giovani ballerini e le Scuole di Danza. Chiaramente ciò si inserisce in un percorso che porto avanti da sempre ma che da due anni ho qualificato sotto questo nome. Ho iniziato ad insegnare dai quattordici anni e ho sviluppato una visione didattica in parallelo alla mia carriera. Spesso ho sostituito la Besobrasova su sua richiesta dando lezioni all’Accademia di Monte-Carlo e ho ripreso la supervisione dell’Accademia di Savona quando lei non ha più potuto occuparsene. Ho lavorato con tantissime persone durante la mia carriera. Inoltre allenarmi da sola già da un po’ di anni mi ha permesso di mettere a punto su me stessa un allenamento molto funzionale e dinamico a livello muscolare. Pertanto la “Méthode” nasce dalla mia esperienza, la quale mi ha permesso di forgiare una didattica per la preparazione di allievi, ballerini e Maestri di Danza. Da un certo punto di vista chiunque può insegnare la danza classica, in fondo si tratta di passi codificati. Ma perché visto che si tratta di passi codificati tutti gli insegnanti non possono portare gli allievi allo stesso livello? La differenza la fa la visione e l’approccio all’insegnamento. Alla “Méthode” possono affiliarsi tutte quelle scuole che desiderano portare avanti un percorso di qualità con i loro allievi beneficiando così della mia esperienza e di un programma di studio basato su criteri di livello internazionale. Le grandi Accademie hanno un loro programma didattico al quale però si può accedere solo studiando lì. Io invece ho creato quella che si può definire un’Accademia globale dando la possibilità a tutte le Scuole serie di accedervi e questo è innovativo. Come fa infatti una Scuola a sapere su quale livello si situano i suoi allievi? Come fanno gli allievi ad avere la visione di un percorso e di cosa devono esattamente essere in grado di svolgere anno dopo anno? La “Méthode” è un sistema di valutazione unico che permette di situare l’allievo nel panorama internazionale della danza secondo 14 livelli di studio. Fondamentali in questo percorso sono i Passi di Esame annuali, con coreografie che ho appositamente creato, che contengono tutte le difficoltà tecniche per ogni livello e che costituiscono una successione di tappe regolari che permettono una effettiva progressione. La “Méthode” può far crescere fino al professionismo o a livelli amatoriali di qualità. Attraverso gli stage di perfezionamento che tengo regolarmente la “Méthode” si esprime inoltre attraverso il completo sviluppo di “corpo-mente-anima” dell’allievo in quanto binomio atleta/artista. Dieci scuole in Italia sono al momento affiliate e per l’anno prossimo abbiamo richieste anche dalla Francia. La Méthode è inoltre insegnata presso l’Accademia di Savona che supervisiono, come Centro Nazionale di Formazione. Il programma didattico completo per lo studio della Danza Classica è suddiviso in Formazione Propedeutica, Preparatoria, Intermedia, Superiore e Professionale che comprende 14 livelli. Annualmente l’allievo può presentarsi agli Esami Internazionali di Monte-Carlo sanciti da un Certificato, il quale viene registrato sul sito ufficiale della Méthode. Inoltre gli allievi delle Scuole Affiliate possono presentare la richiesta del Libretto di Studio per la Formazione Professionale con relativi giudizi. Questo sia in vista della professione sia per studi più approfonditi e qualificanti. Ciò comporta la frequenza obbligatoria durante l’anno ai 4 stage formativi di perfezionamento che strutturo appositamente. Per il resto gli allievi proseguiranno lo studio presso le loro Scuole Affiliate. Inoltre i Corsi di Formazione ed Aggiornamento per Maestri di Danza Classica permettono di ottenere l’Abilitazione all’Insegnamento della Méthode.


Il suo metodo riunisce anche molte scuole che partecipano agli Esami Internazionali che si tengono annualmente a Monte-Carlo presso il Theatre des Variétés in presenza di personalità della danza, dell’arte e della cultura?

Sì, l’edizione di quest’anno ha riunito una selezione di più di cento candidati provenienti dalle dieci scuole attualmente affiliate alla “Méthode” in tutta Italia. Un evento che prevede gli Esami Internazionali dei giovani talenti ma che è anche momento di arte e cultura. Una festa della danza quale esempio per i giovani ballerini. In giuria ho avuto con me Eric Vu An, étoile dell’Opera di Parigi che è stato mio partner ai Balletti di Monte-Carlo in “Sheherazade” interpretata per la Festa del Principe di Monaco, e ora Direttore del Balletto dell’Opera di Nizza; e l’étoile Luciana Savignano, iconica interprete di Béjart. Erano presenti S.E. Cristiano Gallo Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco, e S.E. Ekaterina Semenikhina, Console Onorario di Russia nel Principato. Ha presenziato un comitato d’onore composto da artisti internazionali, personalità del teatro e della comunicazione: il baritono Armando Ariostini; la soprano Valeria Esposito; Marcos Marin, artista scultore e pittore; l’agente artistico Martial Benhamou; la stilista Genesia Walle; Krissy Pesciglione-Cuni proprietaria del nuovo social network Opportunity. “Radio Monte Carlo” è stata partner dell’evento. Pertanto Maurizio Di Maggio, noto speaker dell’emittente ha presentato la parte istituzionale. L’Ente Nazionale Italiano Libertas ha voluto onorarmi in questa occasione di un “Premio alla carriera” insieme a Luciana Savignano ed Eric Vu An. Dieci borse di studio, una per ogni Scuola Affiliata, sono state date a giovani meritevoli dalla PromoArt Montecarlo Production, Freed of London, Fil Rouge BMG Prod, CTNT Isuzu e Opportunity per lo Stage di Perfezionamento della Méthode che si è svolto a luglio. Il ritratto di Rudolf Nureyev, con l quale ho danzato agli inizi di carriera, realizzato da Marcos Marin è stato esposto durante l’evento. Luciana Savignano ha presentato la sua biografia “L’eleganza interiore”, sicuramente un libro di grande interesse.


Tra tanto spettacolo, danza, eventi c’è spazio anche per le cause umanitarie, infatti lei è Ambasciatrice di Buona Volontà della Onlus VEGB – Visage des Enfants de la Guinée-Bissau, che aiuta i bambini africani. Fattivamente quali sono stati i risultati più importanti raggiunti in questo senso?

Sono stata richiesta per essere Ambasciatrice di Buona Volontà di Vegb, il cui impegno è attualmente quello di costruire una scuola in Guinea Bissau. Non mi tiro mai indietro quando bisogna aiutare gli altri. Il mondo ha così tante persone in difficoltà. Ho per anni offerto performance per spettacoli benefici della Croce Rossa Italiana e pochi mesi fa ho offerto uno spettacolo per un’associazione monegasca che si dedica ai bambini malati della regione… Anche se queste sono gocce nel mare non bisogna cessare di lottare e soprattutto di parlare. Infatti è attraverso il dialogo che si cambia la società. La causa che mi interessa maggiormente è la parità fra uomo e donna. Quando si parla di questo i più pensano immediatamente a paesi lontani dimenticando invece che in Italia o in Francia ogni settimana avvengono minimo tre femminicidi da parte di mariti o fidanzati che si credono padroni. Siamo ancora lontani da una società evoluta e paritaria! Ma in fondo l’umanità è ancora giovane e ci vuole tempo per evolvere. I dinosauri sono stati sul pianeta per milioni di anni, l’“uomo” solo da qualche centinaio di migliaia, e scrive soltanto da 5000 anni…


Savona cosa rappresenta oggi per lei, che legame affettivo nutre per questo luogo?

Savona è la città di mio padre, ed è lì che è stata creata da mia madre e da Marika Besobrasova, l’Accademia di Savona, come scuola satellite dell’Accademia di Monte-Carlo. Marika vi si recava una volta al mese, mia mamma ancora ad oggi ogni settimana. Io ne curo ora la supervisione recandomi una o due volte al mese. Stiamo crescendo lì numerosi ottimi elementi che sono in Formazione professionale con Libretto di Studio della mia “Méthode”.


A suo avviso, esistono ancora pregiudizi nel mondo della danza classica per i maschi che scelgono questa professione?

Purtroppo il mondo è pieno di pregiudizi e questo in tutti i settori, sembra quasi ci sia un impegno comune nel cercare di limitare la libertà altrui. Ora che molti personaggi fanno outing dichiarando la propria omosessualità è di pubblico dominio che i gay sono in tutti in mestieri che spaziano dalla politica allo sport e al cinema, oppure che lavorano in banca. Quindi probabilmente si capirà che non serve fare danza classica per diventare od essere gay! Peraltro molti ballerini sono eterosessuali. Un tempo è vero molti omosessuali si rifugiavano nei mestieri artistici perché in questo settore vigeva maggiore apertura mentale. Ora per fortuna non è più così ed ognuno può finalmente vivere liberamente la propria vita.


Qual è la magia che avvolge da sempre il Principato di Monaco e illumina Monte Carlo in tutto il suo glamour?

Ritorno a parlare della Principessa Grace, la cui stella brilla ancora illuminando il Principato. Forse è per questo che da sempre amo il glamour, lo stile e il fashion. Da un po’ di anni la moda mi ha cercata e gli stilisti mi richiedono come testimonial per indossare i loro brands per i red carpet, i grandi eventi o shooting fotografici… Sul red carpet del Festival del Cinema di Cannes, dove ero ospite anche quest’anno, ho portato un meraviglioso abito creato appositamente dalla stilista Genesia Walle. Ultimamente ho portato più marchi quali Eles Italia, Didimara, Uel Camilo, Gianni Versace Private Collection, Sveta, Gaetano Navarra; Duccio Venturi Bottier, Urak Buyan e Joshua Fenu per le scarpe; per i gioielli ad esempio Montblanc di cui ho portato la “Princesse Grace” Collection… Amo molto la moda e ogni abito è come un costume sul palcoscenico della vita. Per questo mi piace interpretare ogni outfit: l’atteggiamento cambia a seconda di cosa si indossa. Tutti questi abiti si possono vedere sui miei social, da Facebook ad Istagram, dove sono divulgate quotidianamente tutte le mie attività professionali. Peraltro devo dire che grazie ai social ho la fortuna di ricevere grande sostegno da parte di persone dal mondo intero che ogni giorno mi inviano gentilissimi messaggi di apprezzamento. Sono molto grata per questo!


Per concludere, cortese signora Baricalla, qual è stato il regalo più bello che ha ricevuto scegliendo da bambina la danza come compagna di vita?

Credo di avere ricevuto il dono di poter essere me stessa. Tutto questo è nato da una passione che si è trasformata in vocazione ed infine in missione! Bisogna per questo lavorare molto, avere tanta disciplina e soprattutto non scoraggiarsi mai perché è un mestiere difficile sia per impararlo sia per viverlo professionalmente. Ho una visione della vita piuttosto idealizzata, amo guardare il mondo attraverso gli occhi sognanti di una bambina. Il mondo della danza e dello spettacolo permette di vivere grandi sentimenti, di interpretare ruoli intensi, di vivere storie diverse. Il palcoscenico grazie all’energia che si trasmette e che si riceve dal pubblico permette di vivere momenti di vera perfezione e questo dona una grande adrenalina! La vita è per me passione, energia, eleganza, femminilità, istinto… e tutto questo si racchiude in una sola parola: DANZA.

 

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com

 

Foto: Archivio

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