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“Danza chi, come e perché?” – La Posta di Anna Maria Prina

MILANO, NOVEMBRE 2006, Anna Maria Prina, © ARMANDO ROTOLETTI

Salve Signora Prina, qualche anno fa Lei ha preso parte alla giuria del noto talent show “Amici” di Maria De Filippi. Ha mai pensato di farvi ritorno nelle prossime edizioni?

(Sonia da Napoli)

Cara Sonia,

se venissi nuovamente invitata da Maria certamente tornerei. Mi sembra però che la danza classica sia sempre meno presente nella trasmissione, a favore di quella modern/hip hop. In ogni caso mi piacerebbe avere ancora l’opportunità di contribuire alla diffusione della danza, non soltanto quella accademica (dalla quale nascono le altre discipline).

Cari saluti

Gentile Signora Prina, vorrei chiederle se esiste un ente lirico del mondo di cui vorrebbe prendere la direzione?

(Michela da Torino)

Cara Michela, rispondo senza esitazione dicendo che non sarebbe il mio mestiere. Dirigere un ente lirico o Fondazione è un incarico molto gravoso, che richiede capacità manageriali e spesso – come in Italia – conoscenze in ambito politico. Piuttosto potrei pensarmi in un ruolo di consulente artistico, vista la mia pluriennale esperienza alla Scala e in teatri internazionali.

Cari saluti

Cara Signora Prina, volevo chiederle cosa ne pensa di alcuni coreografi che hanno provato a contaminare la danza classica con la break dance. Crede sia eccessivo abbinare due discipline così distanti?

(Fabrizio da Bari)

Caro Fabrizio, la danza classica, da cui ogni altra disciplina trae ispirazione, può essere abbinata ad ogni stile, ma bisogna saperlo fare con intelligenza e buon gusto: due caratteristiche che, a mio parere, mancano spesso nelle coreografie odierne. Sono quindi a favore della contaminazione di vari stili che tra l’altro può portare giovani validi coreografi al successo di pubblico. Un ottimo esempio mi è sembrato il Lago dei Cigni di Matthew Bourne, creato nel 1995.

Cari saluti

La posta di Anna Maria Prina

Scrivete a redazione@giornaledelladanza.com

Photo Credits: Armando Rotoletti

 

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