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“Th!nk P!nk”: per dire no alla violenza sulle donne

 

Il 25 novembre è la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999 per invitare governi, organizzazioni internazionali e ONG a sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso attività promosse in quel giorno. La data fu scelta da un gruppo di donne attiviste riunitesi nell’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi di Bogotà nel 1981, in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per 30 anni. In Italia solo dal 2005 si è cominciato a celebrare questa giornata, ma oggi centinaia sono le iniziative organizzate in questa occasione per dire no alla violenza di genere in tutte le sue forme.

“Th!nk P!nk” nasce dalla volontà di Fattoria Vittadini, e in particolare di Francesca Penzo che cura la direzione artistica della proposta, di partecipare a questa ricorrenza con un evento dedicato al femminile nell’arte e nello spettacolo contemporanei, offrendo un programma di performance, incontri, mostre, video, laboratori che promuovano una sensibilizzazione alla biodiversità, intesa come varietà di organismi e identità. Un invito al pensiero e alla condivisione. Una proposta che inoltre accoglie e si arricchisce delle diverse iniziative organizzate in concomitanza alla Fabbrica del Vapore da altre organizzazioni attive su tematiche comuni. L’evento si svolge nell’ambito del progetto “Spazi al talento”, Fabbrica del Vapore del Comune di Milano.

Vediamo e viviamo costantemente un collegamento diretto tra la marginalizzazione del femminile, la violenza cui troppo spesso è sottoposto e la distruzione della biodiversità non solo ecologica ma anche politica, sociale, culturale ed artistica che è invece fondamentale tutelare e accogliere per proiettare una nuova e migliore idea di futuro. Il femminile è per sua natura la forza custode di questa biodiversità ed è presente in tutto ciò che accoglie, crea e produce abbondanza di intenti e pensiero –  queste le parole della direttrice artistica Francesca Penzo –  Th!nk P!nk vuole riscoprire questo femminile, che appartiene a ognuno, attraverso pratiche di riappropriazione performativa, visiva, teorica e sensoriale. È giunto il momento di creare tracce durevoli sul suolo caotico del contemporaneo, affermare dichiarazioni di intenti inequivocabili con cui dare corpo all’apertura, accoglienza della diversità, manifestazione attiva di un desiderio di condivisione e rifiuto di qualunque forma di violenza.

A partire da queste riflessioni è stato sviluppato un evento articolato tra performance, incontri, video con un’apertura anche al campo letterario. Presso Spazio Fattoria avrà luogo il ‘cuore’ della manifestazione con la parte performativa. L’artista marocchino Othman Sellami, creatore e Direttore Artistico del Festival Youmein di Tangeri, ospitato in residenza presso la sede, apre il suo lavoro al pubblico. Il tema da lui affrontato è una rivisitazione delle danze tradizionali femminili marocchine come spunto compositivo e coreografico, e come fondamentale mezzo di trasmissione di valori e codici propri del femminile, quasi dimenticati nella cultura attuale.  

La coreografa modenese Marianna Miozzo propone lo spettacolo La vedova, operazione mediatica e performativa dell’artista che presenta in questo lavoro un femminile anticonformista e rivoluzionario. Il collettivo Cult of Magic in Le Serpent Rouge, performance a metà strada tra un live musicale e uno spettacolo di danza frutto dell’incontro tra la coreografa Samira Cogliandro e il compositore Francesco Sacco, accompagnerà il pubblico in un percorso alla scoperta del divino femminile (o femminino sacro) nelle sue diverse declinazioni e manifestazioni.

Lo spettacolo Trieb di Chiara Ameglio (Fattoria Vittadini) ha invece come tema la violenza perpetrata da un personaggio femminile. Riflettendo sul concetto di unicità e complessità della persona, sulla coesistenza di luce e ombra in ogni identità, lo spettacolo mostra l’esperienza di una liberazione e di un’ammissione. La giovane coreografa italiana Marla Francis La Spada propone un lavoro tra video e performance, così come Maura Di Vietri (Fattoria Vittadini) con la video-installazione performativa Clouds e le sue atmosfere di grande impatto e bellezza visiva. Altro progetto firmato da Fattoria Vittadini è la perfomance Yes, I’m a witch, elaborata nel corso del laboratorio di esplorazione della interculturalità al femminile ideato nell’ambito del progetto ministeriale “MigrArti” e condotto da Francesca Penzo e dal coreografo Said Ait El Moumen presso il Centro Interculturale Zonarelli di Bologna dal 14 aprile al 14 luglio 2018. Al progetto hanno partecipato 18 donne tra i 20 e i 60 anni, provenienti da Nigeria, Camerun, Costa d’Avorio, Ghana, Bielorussia e Italia, di cui 5 residenti in Italia e altre beneficiarie di strutture di accoglienza. Dopo le dimostrazioni pubbliche in diversi luoghi di Bologna e nell’ambito del Festival Danza Urbana, la performance è ora presentata a Milano seguita da un dibattito con le partecipanti che racconteranno la loro esperienza e affronteranno il tema della violenza nelle rispettive culture e società.

Volge lo sguardo all’Africa il progetto Energy Africa proposto da Viafarini e Africa Rivista con workshop, convegni e proiezioni video presso la Sala Colonne della Fabbrica del Vapore. Altri i momenti di approfondimento in programma. Feed and Void: Violenza di genere, artisti e attivismo, incontro condotto da Francesca Guerisoli, storica e critica d’arte, in cui si affronterà il tema della violenza di genere e come viene affrontato nell’arte contemporanea; tra gli ospiti Ciriaca Erre, artista visiva la cui ricerca è caratterizzata da una visione antropologica, in cui affronta tematiche che vanno dall’identità femminile ai diritti umani all’ambiente e Livia Grossi, giornalista del Corriere della Sera e autrice di diversi reportage teatrali sulla situazione delle donne in Africa e non solo. Sarà invece occasione per parlare di uno dei territori più complessi e affascinanti dell’odierno panorama artistico, le performing arts, la presentazione del libro Performance Art. Traiettorie ed esperienze internazionali a cura di Chiara Mu e Paolo Martore alla presenza della curatrice. Contribuiranno all’evento anche artisti afferenti alle arti visive che offriranno uno sguardo multiforme sul femminile attraverso l’esposizione delle loro opere in forma installativa e interattiva con il pubblico presso Spazio Fattoria. Mara Di Giammatteo, con Mutevole, peraltro di senso, installazione a parete di pagine di libri salvati dalla distruzione e dal macero che offrono ancora al tatto e alla vista un corpo scritto, da leggere e da far vivere ancora con nuova scrittura, nelle stratificazioni di segni, di parole e di significati.

Samanta Malavasi, pittrice e illustratrice di base a Milano, con See beyond propone una mostra/installazione in cui trame di tessuti si intrecciano con le immagini dell’artista fondendosi in un magico mix tra le trasparenze dei supporti in plexiglas e il colore. Le opere raffiguranti volti di donne tratti da immagini forti della moda, icone estreme del nostro vivere, creeranno un percorso attraverso cui ogni visitatore sarà immerso. Noemi Bresciani/Collettivo Fragile Artists propone invece una mostra fotografica con performance sul tema del maschile in rapporto con la femminilità dall’emblematico titolo FeMale. Presso The Art Land si potrà invece visitare Com’eri vestita? a cura di Libere Sinergie, progetto di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne che fa tappa a Milano dopo il tour italiano. La domanda che dà il titolo alla mostra, posta ricorrentemente a chi subisce violenza, sottende gravi stereotipi sessisti e pregiudizi poiché presuppone l’idea che la vittima avrebbe potuto evitare lo stupro se avesse indossato abiti meno sexy. La mostra, che presenta alcune storie di donne abusate e mostra indumenti che sono rappresentazione verosimile degli abiti che indossavano in quel momento, ha lo scopo di smantellare questo pregiudizio. Il progetto è realizzato grazie alla preziosa collaborazione di: Comune di Milano, Fondazione Milano, C.L.A.P.Spettacolodalvivo, Fondazione Pietro e Alberto Rossini, Non una di meno, Mondo Donna, Associazione Maschile Plurale, Collettivo Fragile Artists

ORARI & INFO

22-25 novembre 2018

Fabbrica del Vapore

Via Giulio Cesare  Procaccini 4, Milano

Infoline: 342 945 9493

organizzazione@fattoriavittadini.it

comunicazione@fattoriavittadini.it

www.fattoriavittadini.it

Lorena Coppola

www.giornaledelladanza.com

Photo Credits: Renzo Bilenchi

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