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“Più che danza!”, Festival in scena a Milano dal 26 novembre al 2 dicembre

Più che danza!, Festival nato nel 2014,  si configura sempre di più come un’occasione di sviluppo di pensieri, esperienze e scambio tra artisti e pubblico.

L’ideazione e direzione artistica è di Franca Ferrari in collaborazione con Teatro Fontana e con C.I.M.D – Centro Internazionale di Movimento e Danza, Perypezye Urbane e con il sostegno di Mibac e di Fondazione Cariplo. Collabora al progetto anche il Festival ConFormazioni di Palermo.

14 spettacoli in una settimana di programmazione (26 novembre – 2 dicembre), un incontro, gli Appunti coreografici da Incubatore C.I.M.D e le opere della rassegna di video-danza Espressioni 2018: ogni sera al Teatro Fontana, a partire dalle 20.30, il pubblico con un biglietto unico farà un vero e proprio pieno di Più che danza!

Il 26 novembre alle 18.30 apre il Festival l’incontro-convegno dedicato quest’anno a Di Luce e d’ombra con la critica d’arte Emanuela De Cecco, Rossella Lepore, direttore artistico Teatro Fontana, Letizia Gioia Monda, docente di coreografia digitale all’Università Sapienza di Roma, Alessandro Pontremoli, docente Università degli studi di Torino-Dipartimento studi umanistici. La prima serata del festival prosegue con Biografie di un corpo di e con Davide Valrosso, percorso danzato che scandisce l’essenza di un corpo nudo, svelandone tutte le biografie possibili. Un lavoro sul dettaglio volto a evocare una creatura informe, una visione quasi mitologica. A seguire, Meru di Daria Menichetti (DanceMe) che si ispira all’omonimo monte sacro induista, buddhista e jainista. Nello spettacolo la vetta da scalare è il percorso di ascesi, che si compie “dal regno della materia alla cima dello spirito” e segue una narrazione onirica, una sorta di meditazione sul fluire mutevole dei paesaggi e delle sensazioni.

Il 27 novembre, Daniele Ninarello propone un work in progress del terzo lavoro di un ciclo di quattro rituali coreografici, Appunti su Pastorale. La Pastorale è un luogo utopico in cui la natura spalanca la propria bellezza all’uomo, uno spazio musicale in cui i corpi non solo si muovono ma anche sono mossi nella luce.

Mai Mask di e con Marianna Andrigo (DanceMe) è un lavoro per dare vigore al corpo e all’anima, cercando rimedi possibili al difficile desiderio di vegliare il presente e all’impossibilità di essere sempre nell’attenzione che il mondo e gli altri richiedono.

Il 28 novembre si inizia la serata con Everything is okay di e con Marco D’Agostin un esperimento sulla stanchezza del guardare. Il performer dà vita ad una danza continua sottoponendo il pubblico ad un bombardamento d’immagini che porta ad una resa e potrà aprire lo sguardo verso ciò che finora è stato invisibile. Vav di e con Paola Ponti (DanceMe) nasce da un progetto fallito che subisce una trasformazione: è un esercizio sulla caduta, quella di un evento in quello successivo. La lettera Vav in ebraico significa “gancio” ed è l’archetipo della congiunzione: essa unisce concetti molteplici ed anche opposti, ed ha la forma di un gancio.

Il 29 novembre va in scena LevelUp! di e con Claudia Marsicano e Daniele Turconi, un tentativo di creare un personalissimo videogame prendendo spunto dalle regole, dalla storia e dai personaggi di “Super Mario Bros.” in un’ironica e costante negoziazione tra la realtà e l’immaginazione. EXP: je voudrais commencer par sauter di Francesca Sproccati è una riflessione sull’odierna crisi del tempo, ovvero il “non avere tempo”. Il pubblico e i tre performer si incontrano come in una sorta di laboratorio scientifico alla ricerca di un risultato: il tempo attuale.

Il 30 novembre apre la serata It moves di e con Matteo De Blasio è una performance/film su God, parola dal duplice significato: Dio in inglese, suona in francese come la parola “gode”, ovvero vibratore. Si sveglia improvvisamente nell’armadio e arriva fino al Teatro Fontana. La performance sarà introdotta da un breve e “vibrante” talk con l’artista.

Segue The blue hour di Giorgio Azzone (DanceMe), performance per due danzatori sul momento della giornata in cui la notte svanisce nel giorno e in cui, sia per la natura che per gli esseri umani, tutto si ferma per pochi secondi per chiudere un ciclo ed iniziarne uno nuovo.

L’1 dicembre Tommaso Serratore è autore e interprete insieme a Elisabetta Bonfà e Miriam Cinieri di Passenger. Il coraggio di stare, coreografia sul cambiamento. Un magma di immagini, suoni, luci e corpi in movimento rivela la battaglia interiore necessaria per una rinnovata scoperta di sé.

Anche Cambia-menti di e con Elisa Sbaragli (DanceMe) ruota intorno al tema del cambiamento e del processo che si attua per il raggiungimento di un nuovo stato diverso dal precedente, trovando in questo percorso sempre più consapevolezza di ciò che sta mutando e si sta trasformando.

L’ultima giornata del Festival, il 2 dicembre, prevede dalle ore 16.00 Phoenix di e con Luna Paese (DanceMe), tentativo della protagonista di entrare in comunicazione con altri esseri viventi, diventando, attraverso la danza, un medium tra gli spettatori e una pianta.

Kalsa di Giuseppe Muscarello è una storia d’amore che diventa vendetta per quattro danzatori, una leggenda ambientata nell’emblematico quartiere di Palermo e affidata esclusivamente alla fluidità e dinamicità del movimento.

Da martedì 27 novembre a sabato 1 dicembre, nei chiostri del Teatro Fontana, vengono presentate pillole (3/8 minuti) dei 9 giovanissimi partecipanti (tra 20e i 25 anni) al primo anno del progetto triennale Incubatore C.I.M.D., coordinato da Davide Valrosso. Appunti coreografici da Incubatore C.I.M.D vede dunque la prima presentazione pubblica dei lavori di: Cecilia Airaghi, Martina Auddino, Giovanni Careccia, Lorenzo De Simone, Giorgia Fusari, Lucrezia Gabrieli, Giacomo Giannangeli, Lorenzo Morandini, Tullia Primultini.

INFO

Più che danza! Festival

26 novembre – 2 dicembre 2018

Teatro Fontana, Via Boltraffio 21

Milano

Tel. +39 02 6901 5733

 

www.giornaledelladanza.com

 

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