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La strada nuova. Diventare protagonisti della propria vita nel libro di Simona Atzori

“La nostra mente riconosce solo ciò che crea: per lei, “non creare” è un comando che non esiste. Possiamo creare in maniera volontaria, a partire dal primo input (quello del pensiero), che si trasforma in impulso a sviluppare l’oggetto della nostra creazione, per poi passare all’azione di renderlo reale. È il caso della danza per me: mi sono immaginata danzare, ho desiderato farlo davvero e ci sono riuscita”. (Simona Atzori in La strada nuova, Giunti, p. 52)

 

La strada nuova. Diventare protagonisti della propria vita nel libro di Simona AtzoriIl bisogno di guardare dentro noi stessi, mossi dal desiderio di raggiungere una posizione di dominio piuttosto che di remissione nei riguardi della propria vita, porta alla nascita di La strada nuova, il nuovo libro di Simona Atzori, edito recentemente dalla casa editrice Giunti. Una lettura nella quale riconoscersi come parte attiva di un vero e proprio viaggio, della durata di una giornata, 24 ore per scoprire chi siamo e chi vogliamo diventare.

Simona invita tutti a prendere parte del suo viaggio, non vuole essere la sola ma vuole condividere le quattro fasi del suo cammino (preparativi, partenza, transito e arrivo) insieme al pubblico dei suoi lettori. La meta che ha prefissato per tutti noi che decideremo di metterci in cammino è il raggiungimento della consapevolezza della nostra vita, la scoperta delle proprie potenzialità, l’accettazione dei propri limiti e la forza di superarli con ironia e coraggio.

Non sarà per nulla facile il percorso che verrà intrapreso, come ci annuncia fin da subito la nostra cara autrice: “Non ho scelto a caso la parola “viaggio”: non stiamo partendo per una passeggiata. Come ogni viaggio che si rispetti, anche questo sarà pieno di imprevisti e di emozioni, di cadute e di risalite, di sorrisi e di lacrime”. La ballerina è tuttavia decisa ad affrontare tutto questo insieme ai suoi lettori: “Se vuoi possiamo avviarci insieme” scrive. “Io percorrerò la mia strada e tu, accanto a me, la tua”.

Con questi preamboli saranno tantissimi i compagni di avventura di Simona ma forse ce n’è una di compagna di vita che Simona ha incontrato da piccolina e non ha più lasciato, che le è stata vicina nei momenti belli e in quelli più difficili, che l’ha aiutata a superare i suoi limiti tanto evidenti e a trasformarli in autentica forza, stiamo parlando della sua carissima amica “Danza”.

Il legame fortissimo con la Danza Simona Atzori lo descrive benissimo in alcune righe del suo libro: “Prendiamo me. A sei anni ho iniziato a immaginarmi ballare, letteralmente: plasmavo la danza a mia immagine. Mi vedevo entrare nella scuola, scendere i pochi scalini che portavano nella sala danza e, arrivata lì, sentivo di essere esattamente dove volevo. Poi mi avvicinavo alla sbarra, la guardavo, facevo finta di usarla come tutte le altre bambine, mentre la tenevo semplicemente accanto a me. Sapevo che non mi serviva, ma la sentivo mia amica, e immaginavo di usarla comunque, così come immaginavo di avere le braccia. Lo facevo perché volevo che la danza mi appartenesse tutta: perché fosse così, avevo bisogno di sapere cosa significasse usare anche le braccia, così me le figuravo muoversi nell’aria. Era un gioco bellissimo perché, mentre gli altri si chiedevano come avrei fatto a danzare senza braccia, io giocavo a creare la mia danza”.

La strada nuova non contiene formule magiche su come si dovrebbe o come sarebbe giusto vivere, ma la sua storia, le sue esperienze, e soprattutto le lezioni che ha imparato sulla sua pelle e quelle che apprende ogni giorno dalle persone che incontra. È la condivisione del suo personale viaggio verso la consapevolezza che non è possibile arrestare il cambiamento, mentre lo è decidere come affrontarlo.

Una lettura che insegna proprio questo. Si diventa protagonisti della propria vita solo dopo avere affrontato un viaggio all’interno della propria anima. Lì vengono svelati punti di forza e debolezze, sulla base di questi il timone della nostra vita può essere virato verso direzioni inaspettate, che portano alla meta più auspicata fra tutte, la felicità.

Leonilde Zuccari

www.giornaledelladanza.com

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