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L’amore e le sue molteplici forme nell’originale “Love Chapter 2” di Sharon Eyal

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Dal 24 al 26 settembre 2018, in occasione di Romaeuropa Festival, il Teatro Argentina di Roma ospita la Compagnia L-E-V con Love Chapter 2, regia e coreografia di Sharon Eyal e Gai Behar, musica di Ori Lichtik, interpreti Gon Biran, Rebecca Hytting, Mariko Kakizaki, Keren Lurie Perdes, Darren Davaney e Daniel Norgren-Jensen. Nata a Gerusalemme e vincitrice di numerosi premi tra cui il il Premio Landau 2009 per le arti dello spettacolo categoria danza e il prestigioso Premio Fedora 2017, Eyal ha collaborato a lungo con Batsheva DanceCompany, assumendo i ruoli di co-direttrice artistica e coreografa fino al 2012. Nel 2013, insieme al suo collaboratore Behar, fonda L-E-V, il cui repertorio è composto da sei intense creazioni, l’ultima delle quali, Love Chapter 2, è stata presentata con grande successo al Montpellier Dance Festival nel luglio 2017. Si tratta di un racconto sulle sfumature dell’amore, tra dolcezza, passione e violenza, trasmesso attraverso il linguaggio di una danza potente ed espressiva, capace di veicolare un’energia travolgente e di fondere il rigore coreografico con la musica elettronica del pioniere della techno music in Israele Lichtik, creata dal vivo sui movimenti dei ballerini e improvvisata in ogni spettacolo, in un’esperienza sonora e scenica indimenticabile. ...

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Addio ad Arthur Mitchell, primo ballerino afro-americano a ottenere notorietà internazionale

Arthur Mitchell

Si è spento a Manhattan all’età di 84 anni Arthur Mitchell, fondatore del rivoluzionario Dance Theatre di Harlem e primo ballerino afro-americano a raggiungere la notorietà internazionale con il New York City Ballet. Fatale un’insufficienza renale che ha causato un grave scompenso cardiaco. Arthur Adam Mitchell Jr. nasce ad Harlem il 27 marzo 1934. Un consigliere di orientamento della sua scuola media lo vede ballare a una festa di classe e gli propone un’audizione presso la famosa ed esclusiva High School of Performing Arts di Manhattan. Da quel momento, la carriera di Mitchell nella danza decolla. Ottiene una borsa di studio per la danza moderna al Bennington College, nel Vermont, e una per la danza classica presso la School of American Ballet di New York. Mitchell sceglie coraggiosamente la seconda, nonostante la quasi totale assenza di sbocchi professionali all’epoca per i danzatori di colore nelle compagnie di balletto, ma il suo sorriso, la sua tenacia, la sua velocità di apprendimento e il suo carisma lo conducono a un successo velocissimo e inaspettato. Vincitore di numerosi riconoscimenti, tra cui Dance Magazine Award nel 1975, Kennedy Center Honor nel 1993 la National Medal of the Arts nel 1995, Mitchell è stato protagonista ...

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“theKITCHENtheory”: la danza urbana e dinamica di DaCru Dance Company al Teatro Vascello di Roma

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Con il sostegno di Centro Danza Canal/Teatros del Canal Madrid e Compagnia Naturalis Labor in collaborazione con Istituto Italiano di Cultura di Madrid, DaCru Dance Company mette in scena theKITCHENtheory, produzione dinamica e fortemente evocativa della nuova danza urbana. Un atto unico 60 minuti, una produzione veloce e fortemente capace di evocare la sofisticata ricerca della nuova avanguardia della danza, densa di quella gestualità quotidiana che crea il reale mood della nuova danza, una commistione di generi e stili che anticipano un futuro evidente. Insomma: sperimentazione e contaminazione. Tutto si svolge in cucina, aerea prescelta per affondare i denti e i sensi in ricercati nutrimenti ma soprattutto è lo spazio dove si parla. È il primo luogo da raggiungere il mattino e l’ultimo da visitare prima di andare a dormire. Una zona di transito vivace o solitario ma sempre e comunque pieno di odori, ricordi, sensazioni, attese e infiniti stati sospesi. Dura tutta la vita, questa relazione densa e profumata fatta di caffè, basilico e cumino, di rumori fluidi e familiari, di spazi imparati a memoria e su tutto, potenti come imperatori: Le parole. Tra cibo, aromi e colori, sono le parole, le potenti sovrane di questo spazio! Restano lì sospese ...

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Evoluzione, movimento e incontro tra culture con l’energetico “Kirina” di Serge Aimé Coulibaly

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Dal 19 al 22 settembre 2018, in occasione di Romaeuropa Festival, al Teatro Argentina di Roma sarà in scena Kirina, concept e coreografia Serge Aimé Coulibaly, composizione e direzione musicale dal vivo Rokia Traoré, drammaturgia Sara Vanderieck. Produzione Faso Danse Théâtre, Ruhrtriennale, coproduzione Festival de Marseille, La Villette Paris, Les ballets C de la B, Théâtre National Wallonnie-Bruxelles, Romaeuropa Festival, Kampnagel Hamburg, De Grote Post Oostende, Kunstencentrum Vooruit Gent, La Rose des Vents Villeneuve d’Ascq, ExtraPôle Provence-Alpes-Côte d’Azur. Basato sul libretto dello scrittore senegalese Felwine Sarr, vincitore del Grand Prix of Literary Associations 2016, Kirina celebra l’incontro tra le radici e la cultura africane e quelle occidentali, grazie alle coreografie potenti ed energetiche di Coulibaly, interpretate da nove straordinari danzatori (Sayouba Sigué, Adonis Nebié, Ahmed Soura, Marion Alzieu, Antonia Naouele, Ida Faho, Jean-Robert Koudogbo Kiki, Daisy Phillips/Giulia Cenni, Issa Sanou), accompagnati da un attore (Ali ‘Doueslik’ Ouédraogo), quattro musicisti (Aly Keita/Youssouf Keita balafon, Saidou Ilboudo percussioni, Mohamed Kanté basso, Yohann Le Ferrand chitarra, due cantanti (Naba Aminata Traoré e Marie Virginie Dembélé) e quaranta figuranti. Il titolo dell’opera prende origine dalla località guineana in cui si è svolta la battaglia che ha dato vita all’impero mandingo, un continuum di popoli culturalmente ...

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“Dancing in New York”: Adriana Cava e la sua compagnia raccontano la città che non dorme mai

Dancing in New York

La città che non dorme mai, raccontata rigorosamente attraverso la musica, la danza e la movenza di un gruppo di bravissimi ballerini. Adriana Cava e la sua compagnia, con Dancing in New York, uno spettacolo che è come un melting pot di musiche, racconta al meglio la metropoli statunitense attraverso un vero e proprio viaggio virtuale che accompagna il pubblico per le strade della grande mela, ripercorrendo luoghi divenuti mitici come Central Park, Ground Zero, il Village, attraverso le tipiche atmosfere newyorkesi che hanno reso la città un simbolo della moda e delle arti e dell’avanguardia nel mondo. Sfrecciando sulle rotaie di una immaginaria highline lo spettacolo attraversa la città da downtown a uptown svelando gli angoli più nascosti, in un racconto senza parole dove i corpi danzanti si muovono sulle note delle musiche che l’hanno resa indimenticabile. Lo cantava Lisa Minelli che New York è la città che non dorme mai, ma è anche la Grande mela con i teatri di Broadway, in cui musical e spettacolo vivono e fanno scuola, registrando ogni giorno sold out e proponendo da anni show inimitabili, pieni di straordinari interpreti, dallo stile copiato in tutto il mondo. La coreografia di Adriana Cava, in scena al Teatro Martinitt di Milano in occasione del Festival ...

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GD Web TV: “YOUR PASSION IS PURE JOY TO ME” – Staatsballett Berlin

Your passion is pure joy to me - Berliner Staatsballet

Your passion is pure joy to me è una delle ultime creazioni di Stijn Celis, uno dei principali coreografi contemporanei. Una pièce creata nel 2009 per la Gothenburg Danskompani, con i brani di Nick Cave.  L’analisi intensiva dei testi si riflette nella selezione di altre composizioni di Pierre Boulez, Gonzalo Rubalcaba e Krzysztof Penderecki e forma l’orizzonte davanti al quale l’esperienza personale dei ballerini si condensa in un evento emotivo.

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Dimitris Papaioannou racconta l’Umanità e la sua misteriosa esistenza con “The Great Tamer”

THE GREAT TAMER by Dimitris Papaioannou_photograph by Julian Mommert

Dal 20 al 22 settembre 2018, nell’ambito di Torinodanza Festival, al Teatro Fonderie Limone sarà in scena The Great Tamer, concept, regia e coreografia Dimitris Papaioannou, in collaborazione con Tina Tzoka, musica Johann Strauss II, adattamento musicale Stephanos Droussiotis, interpreti Pavlina Andriopoulou, Costas Chrysafidis, Ektor Liatsos, Ioannis Michos, Ioanna Paraskevopoulou, Evangelia Randou, Drossos Skotis, Christos Strinopoulos, Yorgos Tsiantoulas, Alex Vangelis. Produzione Onassis Cultural Centre di Atene, coproduzione Culturescapes Greece 2017, Dansens Hus Sweden, Edm Productions, Festival D’avignon, Fondazione Campania Dei Festival–Napoli Teatro Festival Italia, Les Théâtres De La Ville De Luxembourg, National Performing Arts Center-National Theater & Concert Hall | Npac-Ntch di Taiwan, Seoul Performing Arts Festival Spaf, Théâtre De La Ville di Parigi, con il sostegno di Alpha Bank E Megaron The Athens Concert Hall. Attraverso il mito di Persefone, moglie di Ade e regina dell’oltretomba, Papaioannou esplora il concetto di tempo inteso come grande domatore delle illusioni, attraverso un susseguirsi di visioni oniriche dalla forte vocazione simbolica. Il coreografo cerca e racconta il buio e la luce dell’umana esistenza, passando attraverso passioni, paure e sconfitte, riferimenti alla storia dell’arte di Raffaello a Rembrandt, all’antica Grecia per arrivare fino a Stanley Kubrick, con l’intento di comprendere e rappresentare il ...

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“Little Something”: un viaggio, in danza, nella costruzione di ciascuno di noi

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Con la regia e le coreografie di Loredana Parrella, al Teatro Vascello di Roma va in scena Little Something, pièce interpretata da Yoris Petrillo, Elisa Melis, Luca Zanni, Maeva Curco Llovera, Enea Tomei e con i testi rielaborati da Beatrice Balla. Il racconto di François Garagnon, in una lingua metaforica e personale, descrive il viaggio della costruzione di sé, contrapponendo la filosofia dell’essere alla filosofia dell’avere: l’obiettivo dell’esistenza è quindi divenire, essere un Grande Amore Senza Fine, anche se in partenza siamo una piccola cosa, un Little something appunto. Nel raccontare questo viaggio da piccolo a grande, Garagnon inventa una serie di personaggi tanto allegorici quanto vividi: L’Avventuriero del Banco di tutto il Possibile, Il Riparatore del Tempo Perso, il Giardiniere d’Amore, la Sorgente Pura, il Soffio d’Invisibile che non solo restituiscono immagini che si aprono a interpretazioni spirituali della vita al di là dei confini della singola religione, divenendo figure universali. Il testo è un flusso ritmico e armonico che articola un percorso individuale dal desiderio di bellezza alla realizzazione piena dell’esistenza. La costruzione scenica si articola in una ricerca interdisciplinare tra teatro e danza traducendo i temi del testo in espressività coreografica e in una lingua poetica composta ...

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Dentro la Danza: #SARAZUCCARI – #VALERIOPINO – #PRINCIPINOGEORGE – #HEATHERPARISI

Dentro la Danza

La rubrica del giornaledelladanza.com, Dentro la Danza, è un mix di notizie a volte importanti altre piccanti, divertenti, raccontate con ironia e leggerezza per svelare cosa avviene dietro le quinte del mondo della danza e del balletto. Anche i nostri lettori possono diventare protagonisti delle news del giornale scrivendoci all’indirizzo mailto:redazione@giornaledelladanza.com specificando nell’oggetto Dentro la Danza e raccontandoci in anteprima le indiscrezioni di cui sono a conoscenza.    #SARAZUCCARI Dopo un’estate tascorsa tra Capri ed altre località balneari, la direttora Sara Zuccari è tornata a Roma per festeggiare i 20 anni di carriera. Tanti anni di duro lavoro cominciati con la fondazione della scuola di danza La Gioia di danzare, e proseguiti dopo con la passione per il giornalismo, diventata ben presto un lavoro. Tante le personalità di spicco del mondo del balletto che hanno partecipato ai festeggiamenti per i 20 anni di carriera, di persona e con messaggi video. Auguri! #VALERIOPINO A volte ritornano! E’ il caso di dirlo quando si parla di Valerio Pino, ballerino diventato famoso per la sua partecipazione ad Amici prima, o per le sue dichiarazioni hot sul dietro le quinte della trasmissione dopo. Valerio è tornato a far parlare di sé proprio in questi ...

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Solitudine, passione e redenzione nel toccante “Erodiade-Fame di vento” di Julie Ann Anzilotti

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Il 17 settembre 2018, il Teatro Carignano di Torino ospita la Compagnia Xe con Erodiade – Fame di vento 1993 > 2017, coreografia Julie Ann Anzilotti, musiche Paul Hindemith, Wilhelm Killmayer, Walter Fahndrich e Wolfgang Rihm. Coproduzione Coproduzione Fondazione Fabbrica, Europa per le arti contemporanee, Ravenna Festival, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Claudio Abbado, Torinodanza festival /Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale. In collaborazione con AMAT, Teatro Pubblico Pugliese – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura, Fondazione Toscana Spettacolo, Fondazione Milano – Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Riallestito nell’ambito del Progetto RIC.CI – Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni ’80/’90, ideato e diretto da Marinella Guatterini, e ispirato al poema Hérodiade di Stéphane Mallarmé, Erodiade – Fame di vento rilegge l’opera nata nel 1993 dalla collaborazione tra la Anzillotti e l’artista Alighiero Boetti scomparso nel 1994, dalla cui intesa artistica è nata un’opera unica e originale, che coniuga sapientemente gesto coreografico e segno pittorico. In evidenza la figura di Erodiade o Salomè, protagonista di una storia di grande solitudine e amarezza, alla ricerca spasmodica di calore, vicinanza e passione, che la condurrà a ottenere la testa di Giovanni Battista, Sarà proprio grazie a tale martirio che per ...

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