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Ballet and the Couture: il New York City Ballet racconta il rapporto coreografo/stilista

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Da sempre “balletto” è sinonimo di eleganza, e spesso abbiamo visto collezioni di stilisti famosi ispirati al balletto, specialmente al tessuto “svolazzante” dei tutù e alle scarpette (le “ballerine”, appunto…). Ma il balletto può non solo dettare la moda, ma anche fare di essa una parte ulteriore dello spettacolo.

Il New York City Ballet, ottima compagnia americana, e detentrice dell’eredità di Balanchine, ad esempio, da qualche tempo collabora con stilisti famosi; quest’anno i nomi sono ancora altisonanti: con Sarah Burton per Alexander McQueen, Mary Katrantzou, Carolina Herrera, Thom Browne, Valentino Garavani. L’idea pare sia partita da Sarah Jessica Parker, ma non è certo un rapporto, quello tra moda e balletto, nuovo: nasce forse col balletto stesso, anche se la prima accoppiata vincente in questo campo è sicuramente quella Diaghilev-Chanel, quando l’impresario dei Ballets Russes chiamò la stilista a creare i costumi per Le Train Bleu.

Quest’anno il New York City Ballet presenta una stagione di alto livello, puntando su due balletti shakespeariani, Romeo e Juliet nella versione di Peter Martins e Sogno di una notte di mezza estate di Balanchine, e su altre 31 creazioni di Balanchine, tra cui Harlequinade. Ma i titoli della stagione (che, come sappiamo, è divisa in Autumn, Winter e Spring season) sono in totale 56, tra cui un focus sulla danza danese con Bournonville Divertissements, collage delle creazioni del padre dello stile coreografico danese, che accompagna il debutto della Sylphide di Martins. La proposta della compagnia viene diversificata in base a temi anche legati alla musica, come le serate Hear the dance, che raggruppano coreografie su musiche di compositori italiani, russi, tedeschi e americani, oppure le serate Classics e le loro opposte New Combinations.  

Ogni anno gli stilisti vengono chiamati a collaborare con i coreografi, e la loro sfida è creare non solo abiti alla moda ma che si adattino anche alle esigenze di scena;  di fortissima collaborazione si tratta quest’anno, dato che i sei stilisti sono stati assegnati a sei coreografi protagonisti della serate (in programmazione proprio in ottobre, e che si replicheranno anche successivamente, anche con programmi diversi) 21st Century Choreographers: tra cui Peck, con In Creases e Belles Lettres, Scarlett con il nuovo Funérailles e il After the rain pas de deux di Wheeldon.    

La collaborazione si fa più stretta dunque, quando il balletto è un work in progress come lo è il costume, e diventa una vera opera d’arte. E infatti le collaborazioni del New York City Ballet escono dalle serate di Gala e si estendono anche alle scuole, tra cui il FIT, Fashion Institute of Technology, il cui Museo fino al 3 gennaio 2015 propone la mostra Dance & Fashion, una collezione di 100 abiti di scena dal 1830 ad oggi, compreso uno dei costumi di Fanny Essler.

La mostra è organizzata dalla direttrice del museo, Valerie Steele, che ha lavorato tra gli altri con Martha Graham, l’ABT e l’Opera di Parigi (che propose una mostra di alcuni abiti di scena tra i palchi e il foyer nel 2013), e che collaborando qui con l’architetto Kim Ackert, crea una mise en scène ad hoc per tracciare una storia di due arti che si intrecciano.

La mostra è concepita per esaltare la storia della danza dal balletto romantico a quello contemporaneo e per spiegare l’energia creativa che passa tra coreografo e stilista e viceversa, con abiti di Bérard per Symphonie Fantastique, di Valentino per il Gala del 2012 del New York City Ballet, di Rodarte, ma anche il costume di Jean-Paul Gautier per Façade e gli abiti di scena di Nureyev e Baryshnikov, fino alla modernissima Stella McCartney che nel 2001 collaborò col New York City Ballet per Ocean’s Kingdom. Da non perdere non solo per i costumi, ma anche per le foto di Ann Ray, per i bozzetti dei grandi stilisti e per le interviste agli esperti del settore, tra cui Marc Happel, costume director del New York City Ballet.

Ad accompagnare la mostra, una serie di conferenze concentrate tra il 23 e il 24 ottobre che prevedono incontri con la direttrice Steele, con Misty Copeland e balletti di Martha Graham, e un workshop tenuto dalla compagnia Team Vicious. Disponibile online, per chi non potesse essere tra i fortunati visitatori della mostra (a ingresso gratuito), il catalogo, con foto, stampe e dieci saggi critici.

Un’ultima nota: ai lettori il compito di indovinare quale balletto è previsto per il periodo natalizio…

Bravi, proprio The Nutcracker!

INFO:

Per la stagione del New York City Ballet: www.nycballet.com

Mostra Dance & Fashion
c/o FIT Museum, 7th Avenue at 27 Street, New York,
fino al 3 gennaio 2015, ingresso libero.
Per i dettagli e i link al catalogo della mostra: www.fitnyc.edu

Greta Pieropan

www.giornaledelladanza.com

Foto: Paul Konik

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