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Nel mito di Fred Astaire e Gene Kelly: intervista a Valeriano Longoni

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Valeriano Longoni è nato a Milano, inizia gli studi di danza all’età di otto anni specializzandosi in varie discipline: tip-tap, classico, jazz, funky, hip-hop, break-dance. A quindici anni, parallelamente ai suoi studi di danza, prende avvio la sua carriera professionale che lo vede coinvolto accanto ai maggiori protagonisti della scena televisiva. Attualmente Valeriano Longoni è uno stimato coreografo ed organizzatore di eventi. Ha lavorato nei maggiori show delle reti Mediaset e Rai tra cui “Le Iene”, “Colorado”, “Scherzi a Parte”, “La Fattoria”, “Il brutto anatroccolo”, “Mai dire goal”, “Strano ma vero”, “Mai dire Maik”, “Matricole & Meteore”, “Buon Pomeriggio”, “Ci vediamo in tv”, “L’ottavo nano”, “Festivalbar”, “Solletico”, “La sai l’ultima?”, “Sotto a chi tocca”, “Campioni di ballo”, “Moda mare Positano”, “Buona Domenica”, “Simpaticissima”, “Super classifica Show”, “Stasera Lino”, “Pronto è la Rai?”, “Via Teulada 66”, “Fantastico 7”. Inoltre ha lavorato con Ricky Martin ed altri celebri cantanti. Per il film “Paparazzi”, per un disco, e in diverse produzioni teatrali al fianco dei più bei nomi dello spettacolo italiano. In Teatro nei Musical: “Fame-Saranno Famosi”, “Shrek”, “Jersey Boys” (Italia-Parigi), “La Febbre del Sabato Sera” (che a luglio 2017 debutterà anche all’Arena di Verona), e attualmente a “Spamalot” con Elio e le ...

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La sala danza azzera tutto: intervista a Rezart Stafa

Rezart Stafa

Rezart Stafa nasce in Albania. Dal 1993 al 1998 studia a Tirana presso L’Accademia di Balletto di Tirana. Nel 1998 vince una borsa di studio dell’Unesco presso la Scuola di Balletto Cosi-Stefanescu. Nel 2003 si diploma e diventa parte integrante della “Compagnia Balletto Classico Cosi-Stefanescu” partecipando a tutto il repertorio e alle nuove creazioni della Compagnia ricoprendo ruoli da Solista e da Primo ballerino in “Don Chisciotte” (Basil), “Coppelia” (Franz), “Romeo e Giulietta” (Romeo), “Patetica” (L’Amore), “Omaggio a Ciaikovski”, “Concerto” (L’Artista), “Schiaccianoci” (pas de deux), “Risveglio di Flora” (pas de deux), “Corsaro” (pas de deux), “Sylvia” (adagio), “Danza Napoletana”, “Raymonda”, “Incontro”, “Radici” (L’Artista), “Ground Zero – Nuovo Giardino” (Il Figlio), “Alba di Pace” e “Armonia”, “Variazioni sul Tema Amore”, “Nostalgia”, “Le Nozze”, “Anafura” (Il Cristo), “In Attesa del Nuovo Tempo”, “Ave Maria” (a solo), “Doina” (a solo), “Riflessione” (a solo), “Come due Colombe”, “Sagra della Primavera” (Il Fuoco), “La Moldava” (Il Fuoco), “Dialogo con l’Infinito” (La Guerra). Ha ballato altrove in “La Fille Mal Gardée” (Colas), “Bayadera” (Solor), “Corsaro” (Il Corsaro) sia in Italia che all’estero (Repubblica Ceca, Romania, Germania, Turchia, Marocco, Tunisia, Stati Uniti, Russia, Libano). Nel 2002 ha partecipato al Concorso Internazionale di Balletto a Jackson negli Stati ...

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La creatività non ha percorsi: intervista a Fredy Franzutti

Fredy franzutti

Fredy Franzutti uno dei più noti coreografi nel panorama nazionale, fonda nel 1995 il “Balletto del Sud”, compagnia che dirige e per la quale ha creato un repertorio di 34 spettacoli. Realizza inoltre balletti per diversi teatri internazionali fra cui il Bolshoi di Mosca, il Teatro dell’Opera di Roma, l’Opera di Montecarlo, l’Opera di Magdeburg, Sophia e Tirana, per diversi enti lirici italiani e per trasmissioni Rai. Ricostruisce balletti perduti sotto la guida di Beppe Menegatti. Cura le danze di opera di produzioni realizzate in Francia, Spagna, Russia e numerose in Italia, a fianco di registi come Pier Luigi Pizzi, Mauro Bolognini, Beppe De Tomasi, Flavio Trevisan. Ha realizzato coreografie per étoiles internazionali come Carla Fracci, Lindsay Kemp, Luciana Savignano, Alessandro Molin, Xiomara Reyes, Vladimir Vassiliev. Partecipa, su invito di Vittoria Ottolenghi, a diverse edizioni delle Maratone internazionali di danza e realizza per Vittoria Cappelli numerosi eventi. All’attività di coreografo affianca quella di autore, regista, scenografo e costumista, dirigendo opere liriche e di prosa e ideando diversi spettacoli, anche con voce e danza, collaborando con Ugo Pagliai, Giorgio Albertazzi, Arnoldo Foà, Franco Battiato, Lorin Maazel, Francesco Libetta. Caro Fredy, chi ti ha indirizzato verso la danza e come è nata ...

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Niente è impossibile, o quasi: intervista a Cristina Bozzolini

Cristina Bozzolini

Cristina Bozzolini, nata a Firenze nel 1943, ha iniziato giovanissima lo studio della danza, perfezionandosi con Daria Collin, prestigiosa insegnante olandese, cui si deve la formazione della prima qualificata generazione di danzatori professionisti a Firenze. Negli anni Sessanta ha affinato la propria preparazione presso gli “Studi Wacher” di Parigi ed alla “Scuola Internazionale di Cannes”. All’età di sedici anni ha iniziato un’intensa attività professionale presso i maggiori teatri italiani, entrando successivamente nel Corpo di Ballo del Maggio Musicale Fiorentino, dove fin dall’inizio interpreta ruoli di solista e dal 1971 è prima ballerina stabile. Dalla metà degli anni Settanta, stabilisce con il M° Eugène Polyakov, Direttore del Corpo di Ballo, un lungo rapporto di intensa collaborazione e solidarietà artistica. Nel 1969 ha partecipato al Festival di Spoleto, ai famosi Gala del Teatrino delle Sei, organizzati da Alberto Testa ed ha ricevuto il Premio Positano per la danza. Nella sua carriera di prima ballerina ha interpretato importanti ruoli del repertorio classico e moderno, danzando spesso a fianco di famosi interpreti quali Nureyev, Barishnikov, Godunov, Bortoluzzi, Vassiliev, Russillo ed Amodio. Intensemente impegnata anche sul piano organizzativo e nella politica culturale della sua città, ha fondato nel 1970, con qualificati operatori culturali fiorentini, il ...

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Dal movimento al gesto: intervista con Valerio Longo

Valerio Longo

Valerio Longo nasce a Roma nel 1976, si diploma al “Liceo Coreutico” di Torino. Durante i cinque anni di studio partecipa ad alcune produzioni della “Compagnia del Teatro Nuovo di Torino” debuttando ne “Il tango delle ore piccole” di Robert North. Studia in seguito con Robert Strayner, Luc Buy, Irina Rosca, George Bodnarciuk. Nel 1992 partecipa, vincendolo, al concorso “Giovani talenti” di Chiavari e al Concorso “Città di Rieti” (3° posto). Nel 1996 vince il concorso “Vignale Danza”. Nel 1998 lavora come Solista nella compagnia “Danza Prospettiva” del M° Vittorio Biagi e successivamente entra a far parte del “Balletto di Toscana” e dall’autunno 2001 in “Aterballetto”. Nel 2004 crea assieme ad Adrien Boissonnet e a Beatrice Mille “Il corpo che narra. Trasformazioni”. Nel 2005 è autore di “Pororoca” e nel 2006 di “Saminas”, entrambe per Aterballetto. Nel 2008 ha creato “Hasmu” per lo “Scapino Ballet”. Torna a creare per Aterballetto nel 2010 con “Minima sospensione”, nel 2011 “Indomato effetto”, nel 2012 “Short Rock”, nel 2013 “White Night” e nel 2014 “Nude Anime” (per questa creazione ha ricevuto il Premio speciale al “Coreografo nell’evento” a Milano). Sempre nel 2013 ha coreografato “L’Atteso” un’opera rock su musiche di Daniele Ricci, commissionata da ...

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Danzare è stata la fortuna più grande: intervista ad Elisabetta Terabust

Elisabetta Terabust

Elisabetta Terabust nasce a Varese, frequenta la Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretta dalla scaligera Attilia Radice e, conseguito il diploma, entra a far parte del Corpo di ballo del Teatro, di cui diviene prima ballerina ed in seguito étoile. In questo periodo si perfeziona con il danese Erik Bruhn, con il quale danza nei pas de deux di “Don Chisciotte” e di “Infiorata a Genzano”; collabora col maestro Žarko Prebil di cui interpreta, tra gli altri, “Schiaccianoci” e “Cenerentola” e si esibisce in alcune creazioni del coreografo ungherese Aurel Milloss fra cui “Estri” su musiche di Goffredo Petrassi. Nel 1973 danza come prima ballerina nel “Ballet de Marseille” diretto da Roland Petit, che crea per lei “Schiaccianoci” e di cui interpreta “Le Loup”, “Carmen”, “Coppelia”, “Notre Dame de Paris”. Quindi si trasferisce a Londra dove avvia la sua collaborazione con il “London Festival Ballet”, oggi “English National Ballet”, consolidando la sua carriera internazionale e maturando la sua sensibilità di interprete contemporanea. Infatti, oltre ad affrontare i balletti del repertorio classico (da “Il lago dei cigni” a “La Sylphide”), Terabust rivela speciale duttilità esibendosi nei lavori di autori più attuali come Glen Tetley (Sphinx, Greening), Barry Moreland, ...

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Da New York allo Zelig, una carriera per il waacking e il voguing. Intervista a Barbara “La B. Fujiko” Pedrazzi

Da New York allo Zelig, una carriera per il waacking e il voguing. Intervista a Barbara “La B. Fujiko” Pedrazzi

  Di origini modenesi, Barbara Pedrazzi, in arte La B. Fujiko, si approccia alla danza in modo del tutto eterogeneo, sperimentando e curiosando tra gli stili coreografici più disparati che altalenano tra la ginnastica ritmica e il balletto classico, tra la danza contemporanea e l’hip hop, fino a scoprire il waacking e il voguing in un viaggio a New York City nel 2008. Da quel momento, dedica tutta la sua carriera professionale a tali stili, perpetuandone lo studio e l’insegnamento della tecnica e dell’espressività, come anche l’approfondimento culturale e storico delle origini degli anni ‘70 e ‘80. I frutti di tale passione sono resi manifesti dalle tre realtà performative nate lungo il corso della sua carriera, ossia le Wawas, i Vambicj e il progetto artistico collettivo B-fuji, col quale irrompe nella scena artistica italiana e internazionale a pieno titolo e lustro, fino a raggiungere il grande schermo all’interno del cast del programma TV Zelig. La tua primigenia formazione da ballerina si radica a Modena, tua città natale, dove hai la possibilità di approcciarti a svariate discipline coreutiche e artistiche, tra cui anche l’hip hop. Come sono stati questi primi passi nella danza e, soprattutto, nella cultura underground? Come hai già ...

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Una questione di “stile”: intervista a Gabriella Cohen

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Gabriella Cohen nasce a Torino e si diploma presso il Teatro alla Scala di Milano e al Teatro Bolschoi di Mosca. È stata acclamata interprete di “Giselle”; ideale personificazione delle eroine romantiche, indimenticabile nella trasfigurazione dei suoi cigni. Gabriella Cohen viene riconosciuta dalla critica italiana come “l’erede della grande tradizione del balletto classico italiano”. Una carriera da étoile internazionale, la partnership con grandi danzatori quali Attilio Labis, Patrice Bart, Raffaele Paganini, Vladimir Derevianko, Paolo Bortoluzzi, Marco Pierin, Fredéric Olivieri, Gabor Kevehasi, Peter Breuer e la volontà di recare nel mondo lo stile di danza italiano. All’età di sedici anni partecipa alla tournée europea dei “Giovani Solisti del Bolscioj” ed è la prima volta per una danzatrice italiana; in seguito sarà ospite fra l’altro, del “London Festival Ballet”, dell’“Opera di Budapest”, del “Ballet Royal de Wallonie”, di svariate compagnie europee oltre che di tutti i principali Teatri italiani, svolgendo numerose tournées in Inghilterra, Belgio, Israele, Ungheria, Francia, Germania, Stati Uniti, Porto Rico e Canada. Nei primi anni Settanta si esibisce al Centro per le Sperimentazioni Artistiche di Boissano con il recital “Musica per una Ballerina”. Fra il pubblico lo scuoltore Cèsar, il pittore Arman e la vedova di Lucio Fontana. In ...

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Creare, suscitare, formare: intervista a Susanna Egri

Susanna Egri

Susanna Egri (ballerina, coreografa ed insegnante) nasce a Budapest in Ungheria. Figlia del celebre sportivo Ernesto Egri Erbstein, direttore tecnico del “Grande Torino” scomparso nella tragedia di Superga e di Jolanda, inizia i suoi studi sotto la guida di F. Nádasy dell’Opera di Budapest e di Sara Berczik del filone labaniano. Si perfeziona in seguito in Francia e negli Stati Uniti d’America con Vera Volkova, Boris Kniaseff, Mary Wigman, Harald Kreutzberg e Kurt Jooss. Dopo l’esordio a Budapest nel 1946, nel 1947 si trasferisce in Italia al seguito del padre, ove debutta all’Excelsior di Milano. Si trasferisce poi a Torino e a novembre del 1949 inizia a lavorare per i primi programmi sperimentali della televisione italiana: sarà proprio lei ad esibirsi, il 3 gennaio 1954 nella prima trasmissione ufficiale della Rai, la coreografia da lei stessa creata e interpretata insieme al ballerino statunitense Norman Thompson sulla musica tratta dal film di Charlie Chaplin “Luci della ribalta” nel corso del programma di varietà “Sette Note”. Nel 1950 fonda a Torino la sua scuola di danza e in seguito la Compagnia “I Balletti di Susanna Egri” che inaugura una prolifica stagione artistica sia nei teatri che nella nascente radiotelevisione italiana (“Le Foyer ...

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Primo Solista al “Royal Ballet”: intervista a Valentino Zucchetti

Valentino Zucchetti

Valentino Zucchetti è nato a Calcinate (Bergamo) ed è vissuto a Palazzolo sull’Oglio (Brescia). Dal 2010 fa parte dell’organico del Royal Ballet di Londra ed attualmente è ballerino Primo Solista. Ha studiato dapprima alla Enjoy Dance di Sarnico (Bergamo), poi ha frequentato la Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala di Milano ed in seguito ad un’audizione si è trasferito a Londra dove ha ottenuto il Diploma alla “Royal Ballet School” all’interno della prestigiosa “Royal Opera House”. Dal 2007 è presente sui palcoscenici internazionali avendo anche fatto parte dello “Zürich Ballet” e del “Norwegian National Ballet”. Si è già cimentato con l’arte della coreografia sia per la Royal Ballet School che per il New English Ballet Theatre. Nel 2006 ha vinto il Genée International Ballet Competition e nel 2007 il Solo Seal Award. Ha creato un ruolo dal film di Christopher Hampson “Three Dialogues” per i matinee annuali della Scuola. Nel suo repertorio, prima di Londra, sono presenti Gurn (La Sylphide) e il Principe (Lo Schiaccianoci). Valentino Zucchetti con “The Royal Ballet” ha danzato in: Colas (La Fille mal gardée), Rhapsody, blue boy (Les Patineurs), Lescaut and Beggar Chief (Manon), Brother Clown (The Winter’s Tale), Gypsy Girl’s Lover (The Two ...

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