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Interviste

Andrè De La Roche, storia di una leggenda della danza Jazz: “Non dimentichiamo le nostre origini”

Andrè De La Roche, definito il più grande ballerino jazz al mondo, è un fiume in piena quando ricorda i suoi esordi e ripercorre la sua vita nelle sue tappe salienti. Di origine corso-vietnamita e cresciuto negli Stati Uniti, De La Roche si avvicina alla danza per caso diventando famoso sia all’estero che in Italia. Da noi  divenne celebre con il balletto “Dancin’” di Bob Fosse. Lei è stato definito il “Nureyev della danza moderna”. E’ un’eredità importante. Come si è avvicinato alla danza? Per passione o per caso? In realtà la passione nasce grazie ai miei genitori adottivi.  Anche se vedendoli lavorare, inizialmente,  avrei voluto avvicinarmi alla recitazione. Mio padre lavorò come manager per diversi spettacoli  a Las Vegas. Per questa ragione ebbi una breve esperienza nel mondo della recitazione perché nella mia mente era ciò che volevo fare. A sette anni recitai in un telefilm degli Universal Studios. Il mio impegno consisteva nel  pronunciare solo qualche battuta ed inoltre si girava continuamente e pensavo: “che bello! Questa sì che è vita! Non quella dei ballerini che sudano tanto!”. Crescendo, ad undici anni, mio padre mi disse che avevo una postura sbagliata, le spalle erano troppo basse: “al provino non sei mai dritto come si deve. Da bambino avevi un portamento bellissimo” e, per questa ragione,  mi iscrisse ad una ...

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Bella Ratchinskaja: “Per me le mani del Maestro sono le mani di una scultrice” [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Nelle ultime settimane Bella Ratchinskaja è stata vittima di un polverone mediatico che narra di comportamenti poco consoni e altamente discutibili avvenuti nel mondo della danza. Ho avuto l’onore di conoscere Bella Ratchinskaja, di vederla tenere lezioni di danza, in una di queste occasioni eravamo proprio a Spoleto. Proprio lì ho avuto la possibilità di osservare il suo metodo di insegnamento e la sua metodologia che non può non prevedere rigore e disciplina, una caratteristica che contraddistingue chi insegna l’arte della danza. Ho avuto modo, in questi giorni, di confrontarmi con grandi professioniste della danza che hanno collaborato con la Maestra, come Anna Maria Prina, Paola Jorio, Francesco Ventriglia per citarne alcuni.  La Maestra Ratchinskaja ha fatto molta strada e il suo background è ricco di riconoscimenti. Nel mondo della danza in Italia, come nel mondo, è un punto di riferimento. A Milano al Teatro alla Scala, così come per il Teatro e la Scuola di Ballo dell’Opera di Roma riesce sempre a mantenere vivo l’interesse per l’attività coreografica.  Oggi l’ho raggiunta telefonicamente per una breve intervista e sentire la sua opinione sull’intera vicenda.    Maestra Ratchinskaja lei è stata travolta da uno “tsunami inaspettato”. Perché? Si è fatta un’idea? “Io sono all’oscuro di tutto ...

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“Ragazzi della danza”. Nico Benedetti da Polignano a Mare alla conquista del successo tra coreografia e impegno

    Forza, energia, talento ma soprattutto unione e fratellanza: questi sono stati gli elementi essenziali per il successo a Spoleto dei, come li ho definiti io, “Ragazzi della danza”! Un lavoro coreografico interessante e costruito per solo ragazzi, 13 per l’esattezza e tutti di Polignano a Mare. Una grande opera di diffusione della danza in “pieno sud”, sensibilizzando i ragazzi a ballare, quella di Nico Benedetti, coreografo pugliese di spiccato talento e genialità! Una forte passione per la danza che arriva al grande pubblico e non solo,  aggiudicandosi il primo premio nella categoria di composizione coreografica, ma soprattutto il prestigioso – Premio della Critica 2019 – . Da Polignano a Mare alla conquista della danza con il tuo talento. Ci racconti la tua forza? Esatto da Polignano a Mare, un piccolo borgo fantastico in cui il mare a volte è la mia forza, spesso mi rivolgo a lui nei momenti in cui ho bisogno di liberare un po’ la mia mente . Credo che la mia forza sia legata al fatto che , la mia passione è diventata il mio lavoro , il mio vivere quotidiano , e forse anche L aver superato molte situazioni in cui mi sono chiuso ...

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Laura Fusco: “In un tempo di overdose di stimoli è importante tornare all’essenza” [ESCLUSIVA]

Laura Fusco, poetessa e regista è ideatrice e interprete di spettacoli improntati al connubio tra Poesia e Danza, tra cui “Fiori di Garza”, messo in scena nel marzo 2019 con la danzatrice e coreografa Cristiana Casadio alla Lavanderia a Vapore di Torino e numerose altre opere e produzioni, tra cui uno studio realizzato nel 2018 nella splendida cornice della Villa della Regina di Torino, in collaborazione con il MIBAC – Ministero Beni Artistici Culturali Polo Museale del Piemonte, altri lavori con altre danzatrici e i primi esperimenti collaudati con successo nella coproduzione italo-franco-tedesca Le madri; in Germania il progetto Wo zuerst su suoi testi e atelier internazionali.  Autrice di numerosi testi di tiratura internazionale, vanta numerose collaborazioni artistiche a livello mondiale. In questa intervista si racconta in esclusiva al Giornale della Danza.   Di recente Lei è stata protagonista, insieme alla danzatrice e coreografa danzatrice Cristiana Casadio dello spettacolo “Fiori di Garza” che ha debuttato alla lavanderia a vapore il 23 marzo 2019, qual è la genesi di quest’opera? Ero a Parigi. Avevo appena finito di scrivere Limbo, una raccolta che mi ha preso l’anima, di vita, ma anche drammatica per il tema e gli incontri con alcune delle protagoniste, ...

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Matteo Levaggi tra passato, presente e il suo prossimo progetto didattico L.U.X

Matteo Levaggi non è solo un coreografo, bensì un vero e proprio pioniere della danza. Sin dall’inizio della sua attività coreografica, ha sempre voluto mettersi in gioco e affrontare temi importanti, che toccano la contemporaneità. Un artista a 360 gradi che non smette mai di studiare, impegnarsi e soprattutto rendere danza le sue idee. Levaggi inizia lo studio della danza classica presso la Scuola di Balletto diretta da Liliana Cosi e Marinel Stefansescu. Entra giovanissimo a far parte del Balletto del Teatro di Torino diretto da Loredana Furno, dove prestigiosi coreografi, come Karole Armitage e Luca Veggetti, creano per lui. Nel 1999 viene nominato coreografo stabile del BTT, ruolo che ricopre con forti consensi di pubblico e critica fino al 2014. Nel 2014 sceglie una carriera libera. Crea balletti per il Maggio Danza/Opera di Firenze e Peter Martins lo vuole per il New York Choreographic Institute, progetto associato al New York City Ballet. Nel 2017 è coreografo residente del teatro Massimo di Palermo e coreografo ospite de Les italiens de l’Opèra de Paris. Nel 2018 la nuova creazione Crises debutta al Festival Transart di Bolzano e sancisce dieci anni di collaborazione con l’artista visiva Samantha Stella. Iniziamo subito parlando del ...

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The White Crow: Ralph Fiennes racconta Rudolf Nureyev nel suo nuovo film

Dopo Charles Dickens in The Invisible Woman, ecco Rudol’f Nureev in The White Crow. Dove stavolta Ralph Fiennes non interpreta il ruolo del protagonista ma lo lascia al ballerino russo Oleg Ivenko. Che mostra i primi passie l’ascesa di Nureev nel 1961 a Parigi e soffermandosi sull’episodio-chiave del 16 giugno in cui, per sfuggire al rimpatrio, ha chiesto asilo politico a Parigi. Scritto da David Hare e ispirato al libro Rudolf Nureyev: the Life di Julie Kavanagh, The White Crow alterna il presente con flashback del passato. Tra i primi passi che lo porteranno poi alla grande prova all’Opéra di Parigi e l’infanzia segnata dall’assenza del padre, la povertà con il letto condiviso con il resto delle sorelle. Fiennes (che si ritaglia il ruolo del suo insegnante Pushkin) cerca di sfuggire alle forme del biopic tradizionale, ma non ha la forza e probabilmente né la necessaria consapevolezza per farlo. Anzi, svuota il film, tra compiaciute citazioni pittoriche come per mostrare cme l’arte abbia influenzato la vita del ballerino, improbabili trame da spy-story con il KGB che stava alle costole del protagonista controllando le sue frequentazione e cercando di impedirgli di uscire alcune sere. Eppure forse pensa di farle il contrario. Infarcendo quella parte della sua vita come se si trattasse di una tragedia di ...

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Stéphane Fournial: “La danza non ha confini” [ESCLUSIVA]

Sabato 15 dicembre 2018, nel quartiere Scampia, la danza sarà protagonista per un progetto mirato al valore sociale dell’arte. Stéphane Fournial, direttore della Scuola di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, terrà delle lezioni di danza presso lo Star Judo Club diretto dal Maestro Gianni Maddaloni. In questa intervista esclusiva racconta com’è nato questo progetto. Sabato 15 dicembre 2018 Lei terrà delle lezioni di danza per i ragazzi che studiano presso la palestra Star judo Club di Scampia nell’ambito di un progetto ideato con Giovanni Maddaloni campione e maestro di judo, com’è nata questa iniziativa? Il tutto è nato attraverso il Dott. Giorgio Gargiulo, amico di entrambi che ci ha presentato. Fra una chiacchierata, un’opinione, abbiamo riscontrato molti punti in comune e ho deciso immediatamente di far parte di questo splendido progetto. Danza e judo sono due mondi apparentemente lontanissimi che per questo progetto si incontrano, segno questo che non esistono limiti quando l’intento è alto? Quando c’è passione non esistono limiti, il limite è creato dall’uomo per paura di affrontare. Bisogna sempre mettersi in gioco per creare nuove potenzialità. La danza e il judo non sono due mondi così lontani, anzi. In realtà sia la danza che le arti marziali ...

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Maria Meoni: “La danza è sempre stata presente nella mia vita”

Spesso non si conosce la realtà dietro un grande evento di danza, ossia mesi di preparazione, grande impegno, infaticabile dedizione. Cosa vuol dire essere un event management? Lo scopriremo insieme a Maria Meoni, che in questa intervista si racconta al Giornale della Danza. Lei si occupa di event management, un lavoro molto impegnativo e tuttavia dinamico, può descrivere una Sua giornata tipo? Tra le attività di routine sicuramente rientrano: gestire le mail, gli appuntamenti telefonici con i partecipanti, la gestione delle prenotazioni e registrazioni all’evento organizzato, rispondere ai messaggi su WhatsApp, Messenger. Poi si iniziano a contattare gli enti che permetteranno la buona riuscita dell’evento: il Comune, la Provincia, la Regione… E qui solitamente cominciano le prime difficoltà, ovviamente sempre superabili! Tutto questo per ogni evento che sia organizzato un anno, un mese, una settimana, un giorno prima. Quando ha iniziato a interessarsi agli eventi di danza? La danza è sempre stata presente nella mia vita fin da piccola. Mi ricordo che alla tenera età di tre anni mio padre metteva la musica classica con i fantastici 33 giri in salotto ed io ballavo a piedi nudi.  Mi ritengo davvero fortunata a poter dire che il mio lavoro e la mia passione coincidono, perciò ...

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Gentian Doda: “Sei solo, ma non puoi ignorare ciò che ti circonda” [ESCLUSIVA]

Gentian Doda inizia la carriera di ballerino presso il Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto di Tirana, sua città natale. Tra le collaborazioni ricordiamo quella con Maurice Béjart, sotto il cui invito interpreta nel 2002 il ruolo principale de L’uccello di fuoco, quelle con Ohad Naharin, William Forsythe, Jiří Kylián, Orjan Anderson, Mats Ek e Wim Vandekeybus. Nell’ambito della carriera di ballerino lavora presso il Teatro Statale di Opera e Balletto dell’Azerbaigian, il Teatro Arena di Verona, il Balletto di Parma, la compagnia di Victor Ullate, la Compañía Nacional de Danza e lo Staatsballet Berlin.  I primi lavori da coreografo risalgono al 2005. Dal 2005 al 2010 è coreografo della Compañía Nacional de Danza di Madrid sotto la direzione di Nacho Duato e realizza più di sei lavori. Nel 2011 vince il primo premio dei concorsi di coreografia di Copenhagen e Hannover e il premio Scapino per la produzione. Da quel momento realizza opere per il New York Choreographic Institute, lo Scapino Ballet, la Compañía Nacional de Danza di Santo Domingo, lo Staatsballet Nürnberg, il Gärtnerplatztheater e il Teatro Massimo di Palermo. Si è anche dedicato a progetti indipendenti che ha portato in scena sui palchi di tutto il mondo. La ...

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José Galán: “La danza è l’equilibrio tra studio ed esperienza” [ESCLUSIVA]

José Galán, danzatore, coreografo, pedagogo, fondatore e direttore della Compañia de Flamenco Integrado José Galán, è il pioniere del Flamenco Inclusivo, un progetto innovativo ed unico, che permette a tutti, anche a chi ha differenti abilità, di imparare il flamenco migliorando la conoscenza di sé e le proprie capacità espressive. Nella sua accezione la danza non è solo un’arte, ma un potente strumento di comunicazione che mette in correlazione corpo e mente, in grado di abbattere le barriere e consentire di andare oltre quelli che sembrano limiti, dunque danza intesa come mezzo per facilitare lo sviluppo delle capacità fisiche e psichiche di tutti, senza escludere nessuno. Nel 2010 José Galán ha istituito una sua compagnia e attualmente viaggia in tutto il mondo per diffondere il suo metodo che è anche una filosofia e un nuovo modo di intendere il Flamenco. Nell’ottobre 2018 per la prima volta ha portato il Flamenco Inclusivo anche in Italia, grazie a un workshop che si è svolto a Fiorano Modenese. In questa intervista si racconta in esclusiva al Giornale della Danza. Cos’è il Flamenco Inclusivo? Il Flamenco Inclusivo è il Flamenco per tutti. Comprende tutte le persone senza alcuna distinzione e con piena partecipazione. Non conosce ...

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