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Interviste

The White Crow: Ralph Fiennes racconta Rudolf Nureyev nel suo nuovo film

Dopo Charles Dickens in The Invisible Woman, ecco Rudol’f Nureev in The White Crow. Dove stavolta Ralph Fiennes non interpreta il ruolo del protagonista ma lo lascia al ballerino russo Oleg Ivenko. Che mostra i primi passie l’ascesa di Nureev nel 1961 a Parigi e soffermandosi sull’episodio-chiave del 16 giugno in cui, per sfuggire al rimpatrio, ha chiesto asilo politico a Parigi. Scritto da David Hare e ispirato al libro Rudolf Nureyev: the Life di Julie Kavanagh, The White Crow alterna il presente con flashback del passato. Tra i primi passi che lo porteranno poi alla grande prova all’Opéra di Parigi e l’infanzia segnata dall’assenza del padre, la povertà con il letto condiviso con il resto delle sorelle. Fiennes (che si ritaglia il ruolo del suo insegnante Pushkin) cerca di sfuggire alle forme del biopic tradizionale, ma non ha la forza e probabilmente né la necessaria consapevolezza per farlo. Anzi, svuota il film, tra compiaciute citazioni pittoriche come per mostrare cme l’arte abbia influenzato la vita del ballerino, improbabili trame da spy-story con il KGB che stava alle costole del protagonista controllando le sue frequentazione e cercando di impedirgli di uscire alcune sere. Eppure forse pensa di farle il contrario. Infarcendo quella parte della sua vita come se si trattasse di una tragedia di ...

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Stéphane Fournial: “La danza non ha confini” [ESCLUSIVA]

Sabato 15 dicembre 2018, nel quartiere Scampia, la danza sarà protagonista per un progetto mirato al valore sociale dell’arte. Stéphane Fournial, direttore della Scuola di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, terrà delle lezioni di danza presso lo Star Judo Club diretto dal Maestro Gianni Maddaloni. In questa intervista esclusiva racconta com’è nato questo progetto. Sabato 15 dicembre 2018 Lei terrà delle lezioni di danza per i ragazzi che studiano presso la palestra Star judo Club di Scampia nell’ambito di un progetto ideato con Giovanni Maddaloni campione e maestro di judo, com’è nata questa iniziativa? Il tutto è nato attraverso il Dott. Giorgio Gargiulo, amico di entrambi che ci ha presentato. Fra una chiacchierata, un’opinione, abbiamo riscontrato molti punti in comune e ho deciso immediatamente di far parte di questo splendido progetto. Danza e judo sono due mondi apparentemente lontanissimi che per questo progetto si incontrano, segno questo che non esistono limiti quando l’intento è alto? Quando c’è passione non esistono limiti, il limite è creato dall’uomo per paura di affrontare. Bisogna sempre mettersi in gioco per creare nuove potenzialità. La danza e il judo non sono due mondi così lontani, anzi. In realtà sia la danza che le arti marziali ...

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Maria Meoni: “La danza è sempre stata presente nella mia vita”

Spesso non si conosce la realtà dietro un grande evento di danza, ossia mesi di preparazione, grande impegno, infaticabile dedizione. Cosa vuol dire essere un event management? Lo scopriremo insieme a Maria Meoni, che in questa intervista si racconta al Giornale della Danza. Lei si occupa di event management, un lavoro molto impegnativo e tuttavia dinamico, può descrivere una Sua giornata tipo? Tra le attività di routine sicuramente rientrano: gestire le mail, gli appuntamenti telefonici con i partecipanti, la gestione delle prenotazioni e registrazioni all’evento organizzato, rispondere ai messaggi su WhatsApp, Messenger. Poi si iniziano a contattare gli enti che permetteranno la buona riuscita dell’evento: il Comune, la Provincia, la Regione… E qui solitamente cominciano le prime difficoltà, ovviamente sempre superabili! Tutto questo per ogni evento che sia organizzato un anno, un mese, una settimana, un giorno prima. Quando ha iniziato a interessarsi agli eventi di danza? La danza è sempre stata presente nella mia vita fin da piccola. Mi ricordo che alla tenera età di tre anni mio padre metteva la musica classica con i fantastici 33 giri in salotto ed io ballavo a piedi nudi.  Mi ritengo davvero fortunata a poter dire che il mio lavoro e la mia passione coincidono, perciò ...

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Gentian Doda: “Sei solo, ma non puoi ignorare ciò che ti circonda” [ESCLUSIVA]

Gentian Doda inizia la carriera di ballerino presso il Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto di Tirana, sua città natale. Tra le collaborazioni ricordiamo quella con Maurice Béjart, sotto il cui invito interpreta nel 2002 il ruolo principale de L’uccello di fuoco, quelle con Ohad Naharin, William Forsythe, Jiří Kylián, Orjan Anderson, Mats Ek e Wim Vandekeybus. Nell’ambito della carriera di ballerino lavora presso il Teatro Statale di Opera e Balletto dell’Azerbaigian, il Teatro Arena di Verona, il Balletto di Parma, la compagnia di Victor Ullate, la Compañía Nacional de Danza e lo Staatsballet Berlin.  I primi lavori da coreografo risalgono al 2005. Dal 2005 al 2010 è coreografo della Compañía Nacional de Danza di Madrid sotto la direzione di Nacho Duato e realizza più di sei lavori. Nel 2011 vince il primo premio dei concorsi di coreografia di Copenhagen e Hannover e il premio Scapino per la produzione. Da quel momento realizza opere per il New York Choreographic Institute, lo Scapino Ballet, la Compañía Nacional de Danza di Santo Domingo, lo Staatsballet Nürnberg, il Gärtnerplatztheater e il Teatro Massimo di Palermo. Si è anche dedicato a progetti indipendenti che ha portato in scena sui palchi di tutto il mondo. La ...

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José Galán: “La danza è l’equilibrio tra studio ed esperienza” [ESCLUSIVA]

José Galán, danzatore, coreografo, pedagogo, fondatore e direttore della Compañia de Flamenco Integrado José Galán, è il pioniere del Flamenco Inclusivo, un progetto innovativo ed unico, che permette a tutti, anche a chi ha differenti abilità, di imparare il flamenco migliorando la conoscenza di sé e le proprie capacità espressive. Nella sua accezione la danza non è solo un’arte, ma un potente strumento di comunicazione che mette in correlazione corpo e mente, in grado di abbattere le barriere e consentire di andare oltre quelli che sembrano limiti, dunque danza intesa come mezzo per facilitare lo sviluppo delle capacità fisiche e psichiche di tutti, senza escludere nessuno. Nel 2010 José Galán ha istituito una sua compagnia e attualmente viaggia in tutto il mondo per diffondere il suo metodo che è anche una filosofia e un nuovo modo di intendere il Flamenco. Nell’ottobre 2018 per la prima volta ha portato il Flamenco Inclusivo anche in Italia, grazie a un workshop che si è svolto a Fiorano Modenese. In questa intervista si racconta in esclusiva al Giornale della Danza. Cos’è il Flamenco Inclusivo? Il Flamenco Inclusivo è il Flamenco per tutti. Comprende tutte le persone senza alcuna distinzione e con piena partecipazione. Non conosce ...

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Marinella Santini: “Da sempre ho avuto voglia di ballare, vi racconto il mio metodo GiocoDanza”

Come nasce la passione della Danza? Sarò retorica, ma la risposta è molto semplice: è nata con me. Da sempre ho avuto voglia di ballare e, da sempre, ho amato la danza. Ci parla della sua formazione? Ho iniziato a quattro anni nella mia città, Grosseto. La scuola, l’unica all’epoca, era molto cara ed i miei genitori non potevano pagare un mensile così alto, così, vista la mia grande passione, fu il mio zio preferito a farmi questo regalo. Ma durò solo pochissimi mesi, perché lui si fidanzò e, avendo in programma di sposarsi, doveva risparmiare… Mi fu detto che la scuola chiudeva e… dopo poco tempo chiuse veramente! Era davvero cara e solo pochissime persone potevano permettersela. Solo quando frequentavo la terza media aprì finalmente una scuola di danza, così ho iniziato a studiare a tredici anni. Ero già grande, ma lo era anche la mia passione che non mi aveva mai abbandonata, avevo sempre cullato il sogno di studiare danza. Ho frequentato la scuola nella mia città per circa quattro anni “innamorandomi” della mia Maestra, Mirdza Kalnins Capanna, ex danzatrice russa,  che veniva a Grosseto quattro volte alla settimana. Con lei è nato un rapporto bellissimo e profondo, ...

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Una questione di sensibilità: intervista a Massimo Leanti

  Massimo Leanti nasce a Torino dove comincia a studiare danza con Don Marasigan per la tecnica Jazz, con Ileana Iliescu, Joan Bosiok e Giulio Cantello per la tecnica classica, arricchendo poi la propria formazione presso il “Joe Tremaine Dance Center” e presso l’“EDGE Studio di Hollywood CA”. Partecipa a numerosi workshop con insegnanti di fama internazionale tra cui Luigi, Cloude Thompson, Alex Magno, Wes Veldink. Intraprende la carriera di insegnante di Modern Jazz a partire dal 1988 presso la scuola del Teatro di Torino sotto la direzione artistica di Loredana Furno, dove rimane per tre anni. Nel 1991 si trasferisce a Ravenna dove apre la scuola “Progetto Danza” cominciando parallelamente a sviluppare l’interesse per la coreografia che lo porta a partecipare e vincere innumerevoli concorsi. Vittoria Ottolenghi lo chiama ospite nel 1997 all’Estate Fiesolana e a “Ballo è bello” presso il Teatro di Comacchio. Nel 2000 presso il “Todi Festival”. Nel frattempo, nel 1998, crea una coreografia per i Percussionisti della Scala, nell’ambito della manifestazione “Ravenna Festival”. Per il M.A.S di Milano, Accademia all’epoca diretta da Susanna Beltrami per la quale lavora dal 1998 al 2000, crea il suo primo spettacolo coreografato dal titolo “Wo-man” presentato a Roma al ...

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LaChance Dance Competition, il Maestro Steve La Chance racconta la prima edizione del suo prestigioso concorso [ESCLUSIVA]

Il maestro Steve LaChance ha raccontato in esclusiva al Giornale Della Danza della prima edizione del suo concorso, LaChance Dance Competition che nasce con l’idea di promuovere la sana competizione tra giovani danzatori che vogliono confrontarsi su un territorio nazionale, precendentemente selezionati da una giuria professionale. Come ci ha spiegato il Maestro, i danzatori sono stati selezionati in una prima fase via web e si sono confrontati poi direttamente nella semifinale e nella finale del 13 Maggio 2018 presso il Teatro Orione di Roma, per contendersi il primo posto di ogni sezione, livello e categoria e premi assoluti in denaro oltre alla possibilità di aggiudicarsi numerose borse di studio. I giurati del concorso sono: Steve LaChance, Alen Bottaini, Fabio Crestale, Santo Giuliano e Sara Zuccari, direttore del Giornale della Danza. Mestro, ci racconti qualcosa in più sul suo concorso, LaChance Dance Competition. Il concorso, alla sua prima edizione, prevedeva una prima selezione dei danzatori via web. I ballerini ci hanno inviato alcuni video e i giurati decidevano chi era idoneo e chi invece non è passato. Ci sono arrivati 78 video, ma sono giunti alle semifinali in 12 o 13. Altri danzatori invece sono stati selezionati da altri concorsi e al tratro Orione di Roma ...

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“Mi nutro di danza”: intervista a Vito Conversano

Vito Conversano è nato a Napoli. Dall’anno 2003 ha frequentato i corsi della Scuola di ballo del Teatro San Carlo di Napoli sotto la direzione della Signora Anna Razzi e vanta un numero tale di esperienze nazionali e internazionali. Dopo la Scuola entra a far parte del Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo diventando, in breve tempo, Solista con la direzione del M° Luciano Cannito. Nel 2010 si classifica secondo nella trasmissione televisiva “Amici di Maria De Filippi”. Nel 2011 per una stagione diventa membro dell’“English National Ballet” di Londra. Nel 2012 diventa ballerino Solista al Teatro Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Francesco Ventriglia dove viene inserito in produzioni di prestigio danzando al fianco di celebri ballerine. Nel 2013 viene invitato dal “Moscow Ballet” per una tournée in più di sessanta città in Usa e Canada ballando come primo ballerino nel ruolo del Principe nello “Schiaccianoci”. Nello stesso anno entra a far parte del “Balletto del Sud” a Lecce sotto la direzione di Fredy Franzutti ballando al fianco della divina Carla Fracci. Nel 2014 si aggiudica la nomina a Primo Ballerino Solista presso l’“Israel Ballet” a Tel Aviv ed in seguito si è trasferito presso “Ness ...

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Istinto distruttivo e spinta vitale con l’ipnotico “Ember” di Ziya Azazi

Il 10 luglio 2018, nell’ambito della rassegna Estate d’eventi – I mille volti di Giulietta, la stupenda cornice del Castello di Romeo di Montecchio Maggiore (VI) farà da sfondo a Ember, Trapped in fire, concept, coreografia, drammaturgia Ziya Azazi, testi Isin Onol, musiche Mike Ottis, effetti scenici Robert Nagel, una produzione Za&office, Freeart, Mediterrania Manresa. Laureato in ingegneria a Istanbul, Azazi collabora con il Teatro di Stato di Istanbul e con numerosi artisti come Philippe Arlaud, Anne-Marie Gros, Ismael Ivo, Marcia Haydée, Yoshi Oida e Thierry Smits. Dal 1999 studia le danze tradizionali sufi dando vita a originali coreografie che vedono il coinvolgimento di musicisti come Mercan Dede, Sertap Erener e Sabri Tuluğ Tırpan. Ispirato al mito di Prometeo che rubò il fuoco agli dei per donarlo agli uomini, Ember racconta temi carichi di significato per il coreografo, l’istinto distruttivo dell’essere umano, il dolore nella presa di consapevolezza della propria mortalità, la fine inevitabile di tutto, espressi attraverso la ripetizione dei gesti e il movimento di rotazione tipico della danza sufi. Tali concetti, insiti nella dualità della nostra esistenza, inizio e fine, presenza e assenza, vita e morte, sono enfatizzati dalla presenza in scena di ipnotiche lingue di fuoco, che ...

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