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Recensioni

Il Giardino degli Amanti, una danza da camera

la prova in costume - il corpo di ballo - ph Brescia e Amisano Teatro alla Scala 001_K65A2503 X

Accattivante e ironica suite per gli straordinari danzatori del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala diretto da Mauro Bigonzetti. In scena l’arte dell’italiano Massimiliano Volpini, coreografo e già ballerino scaligero, sempre alla ricerca di nuove dinamiche sia creative che strutturali, nella danza dei giorni nostri. “Il giardino degli amanti”, porta sul palcoscenico milanese la freschezza e la semplicità dei movimenti, donando ai danzatori una percezione di innocente sensualità nelle ordinate, eleganti e pulite linee cui fa capolino la gioiosità dei coloratissimi interpreti. L’idea che Volpini realizza, si concretizza in una sorta di poesia sognante, una fresca rugiada sulle suggestive musiche di Wolfgang Amadeus Mozart grazie ai quintetti e quartetti, eseguiti magistralmente, in buca d’alzata, dal Quartetto della Scala e Solisti dell’Orchestra del Teatro alla Scala nelle persone di Francesco Manara, Daniele Pascoletti, Simonide Braconi, Massimo Polidori, Andrea Manco, Fabien Thouand, Fabrizio Meloni. La coreografia delinea una coralità estetica mediante un linguaggio dotto pur senza richiedere notevoli virtuosismi, apparendo per lo più in orizzontale con un andamento e un’articolazione appena sfiorati a sottolineare la storia e l’intreccio dei personaggi mozartiani, tra realtà e onirismo. Da segnalare i deliziosi ed originali costumi e le essenziali ma efficaci scenografie, a cura di ...

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L’incanto accademico della “Cenerentola” scaligera

L’incanto accademico della “Cenerentola” scaligera

Il sipario si è riaperto nuovamente, in due atti, nella produzione di successo “Cenerentola” (realizzata su commissione della Fondazione Bracco) sul palcoscenico dello storico Teatro Fraschini di Pavia. Un ritorno, rivisto e riadattato (a distanza di un anno dal debutto ufficiale) in grande stile per uno tra i più celebri titoli classici del balletto russo con l’intensa partitura di Sergej Prokof’ev, la sublime magia della fiaba di Perrault, l’originalità del libretto autografo di Nicolai Volkov e in primis la poetica di Frédéric Olivieri, direttore e coreografo della Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala di Milano, il quale risulta sempre più figura cardine dell’accrescimento nella formazione e nel linguaggio del balletto di tradizione. Il suo modus operandi delinea perfettamente il percorso cattedratico, grazie alle peculiarità intraprese, all’impostazione e alle indiscusse competenze acquisite nel corso di una carriera d’altissimo profilo, tramandando l’eredità accademica pur sapendo ripensare, con genialità, ogni sfumatura appartenente alla rivoluzione estetica “in atto” negli ultimi anni. Come nella mia precedente recensione, in occasione della prima al Piccolo Teatro Strehler di Milano nel maggio 2015, anche l’allestimento rimontato per la serata pavese ha mantenuto intatto l’incanto della favola di Charles Perrault elargendo agli spettatori una esibizione di assoluta qualità. ...

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Spettacolo della Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala

Spettacolo della Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala

  Si esce arricchiti, ogni qual volta, si assiste a uno spettacolo della Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala di Milano diretta dal maestro Frédéric Olivieri. La qualità delle dinamiche scelte, l’esclusività delle idee e i pezzi proposti, pongono ogni singolo spettatore al cospetto di una preziosa miniatura in cui l’attività estetica e l’ispirazione sono permeate da equilibrio, sperimentazione e linee pure. George Balanchine è una continua sorpresa, la sua figura dominante, non interrotta dal tempo, sa ancora regalare sfumature e accenti coreutici di rara bellezza, in cui il repertorio tradizionale viene preservato, pur fungendo da tramite tra balletto classico e moderno, fino a giungere mediante la creatività di Angelin Preljocaj, ad un nuovo percorso sulla via della danza, sottolineata dalla benemerenza direttiva di Frédéric Olivieri; maestro che gode di altissima ammirazione, nel saper cogliere i mutamenti e gli umori della non stagnazione, a favore del rinnovamento pur custodendo la tradizione. Infatti, attualmente, la Scuola di Ballo scaligera è forse l’unica Accademia al mondo, in grado di proporre progressivamente nei propri programmi di sala “altri” coreografi, che pur godendo di ampio respiro non compaiono nei saggi accademici. Grazie al direttore, ci viene permesso di contemplare nuovi linguaggi, cucendo egli ...

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Il trionfo del “Lago dei Cigni” da Sofia

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Il Sofia Classical Ballet ha portato, con successo, sul palcoscenico del Teatro Ciak di Milano “Il lago dei cigni” nell’allestimento originale e intramontabile del russo Lev Ivanov e del francese Marius Petipa (Ivanov curò gli atti bianchi del secondo e del quarto atto mentre Petipa curò il primo e il terzo atto) con le scenografie racchiuse in una cornice accurata di fondali dipinti (tipici dell’onirica poetica della scuola russa) e i preziosi ricami sui costumi a cura di Anastasia Spatar. Nei ruoli principali Ada Gonzalez (principal dancer al “Teatrul de Balet Sibiu”) ad interpretare Odette, accanto a lei Ovidiu Iancu (principal dancer al Balletto Nazionale di Bucharest) nel ruolo di Siegfried. La storia, ben nota a tutti, narra di un principe, erede al trono che dovrà scegliere la sua futura sposa durante i festeggiamenti nel giorno del suo compleanno. Al ballo sarà invitata anche l’affascinante Odette; la giovane però, vittima di un incantesimo che la trasformerà con le sue ancelle in candidi cigni, potrà assumere forme umane solamente durante la notte: maledizione che andrà scomparendo solo dopo una solenne promessa di matrimonio. I due giovani pertanto saranno ostacolati nel coronamento d’amore dalla perfida Odile, che durante il ballo assumerà le ...

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Una tradizionale Cenerentola in stile “Danse d’école”

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Al Teatro Cagnoni di Vigevano, è andata in scena una rappresentazione sontuosa della “Cenerentola”, a cura di una tra le migliori compagnie della disciplina classica, nell’attuale panorama europeo a firma del Balletto di Mosca “La Classique”. Assistere a un loro spettacolo è certezza di assoluta “tradizione”, niente modernismo, niente rimaneggiamenti, niente sorprese di sorta… La tradizione è assicurata, ad alcuni potrà apparire fin troppo cattedratica ma a chi ama la danza accademica nel senso più puro dell’accezione non può che convenire, qui, sull’uso attento mediante la secolare testimonianza della “danse d’école”. La favola di Cenerentola, è tra le più amate in Russia, tant’è che il debutto ufficiale avvenne, con i primi interpreti Olga Lepeshinskaya e Mikhail Gabovich, al Teatro Bolshoi di Mosca la sera del 21 novembre 1945, un anno indimenticabile perché l’Unione Sovietica, attraverso l’intensa musica di Sergej Sergeevic Prokof’ev rifletteva un barlume luminoso di speranza e presa di coscienza in seguito all’abnorme sofferenza subìta a causa della guerra. Infatti il celebre compositore affermava: “Ciò che più mi premeva di rendere con la musica di “Cenerentola” era l’amore poetico tra lei ed il principe, la nascita ed il fiorire del sentimento, gli ostacoli su questa via, la realizzazione di ...

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L’ oscuro fascino di “Cabaret”

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“Willkommen”… il sipario si apre, metaforicamente parlando sul palcoscenico a tutto campo nella sua quasi nudità con a vista un velario e le quinte a sottolineare il decadimento morale ma anche materiale di un momento raccapricciante e cupo della passata storia europea, e da queste “ceneri annunciate” – con la luminaria del cabaret in rovinosa caduta, appesa “simbolicamente” ad un filo – compare sinuoso e insinuante il rivisitato Maestro di Cerimonie del “Kit Kat Club” (Giampiero Ingrassia, artisticamente sempre efficace e a proprio agio nel ruolo) il quale ci riporta ad uno squallido déjà-vu, poco tempo prima la nascita del Terzo Reich e l’ascesa del potere hitleriano. La storia di “Cabaret” è ben nota, ricca di significati potenti e alquanto profondi. La produzione, a firma di Saverio Marconi con protagonista la Compagnia della Rancia, trova il suo punto forte nelle intense sfumature del Maestro di Cerimonie che entra ed esce dalla scena, spuntando all’improvviso, con la sicurezza di trovarsi al centro dell’allestimento in un ritrovo d’avanguardia anticonformista dal carattere allusivo e satirico. La trama ripercorre liberamente quella del celebre film del 1972 magistralmente diretto dal geniale Bob Fosse con Sally Bowles (nella versione di Marconi interpretata dall’intensa timbrica e limpida ...

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La magia di Vienna a Milano con lo Strauss Festival e il Ballet Ensemble

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A conclusione dei festeggiamenti natalizi e dell’arrivo del Nuovo Anno, anche Milano si è trasformata in una piccola Vienna con il concerto di Capodanno organizzato da Euroconcert. Come tradizione ormai da oltre sessant’anni nella città austriaca, è stata proposta presso il Teatro Dal Verme del capoluogo lombardo, per tutti gli appassionati del valzer viennese, una serata, nell’ambito della tournée europea della “Strauss Festival Orchestra” con la partecipazione straordinaria di un corpo di ballo appartenente allo “Strauss Festival Ballet Ensemble” il tutto in una magica serata da “Gran Galà”. La tournée ha toccato il nostro paese dopo ben 26 anni di successi e più di 5 milioni di spettatori. La “Strauss Festival Orchestra” è da sempre sinonimo di competenza, maestrìa e ambasciatrice musicale della leggendaria corte imperiale austriaca di Francesco Giuseppe. L’Orchestra, in virtù del suo consolidato e unanime successo, da 10 anni si esibisce anche nella famosa “Sala d’Oro del Musikverein” di Vienna, tempio per antonomasia del Concerto di Capodanno e autentica culla del valzer. Alle innegabili doti musicali e virtuose degli orchestrali si sono affiancati, nella serata milanese, l’incantevole e applaudita presenza della soprano solista Mariia Suzdaltceva (nata a Krasnodar in Russia, formatasi nello studio della direzione di coro ...

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Cinderella: una versione di fiaba moderna e tecnologica

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La nuova creazione e produzione della Cenerentola di Sergej Prokof’ev affidata a Mauro Bigonzetti ha inaugurato la Stagione di Balletti del Teatro alla Scala di Milano. Nella serata della prima rappresentazione, Sabato 19 dicembre, a far da padroni di casa nella splendida sala del Piermarini, addobbata nel foyer come da tradizione, con l’elegantissimo albero di Natale, nei ruoli principali, le étoile e star di indiscusso fascino e carisma, Polina Semionova e Roberto Bolle, accompagnati da tutti gli artisti del Corpo di ballo scaligero in un allestimento creato “su misura” in prima mondiale. Mauro Bigonzetti, sicuramente uno tra i maggiori coreografi italiani di ampio respiro internazionale, ha intessuto la sua tela con il pregio di aver costruito il “balletto” come una modernissima opera artistica da esporre presso una Galleria d’arte Contemporanea, in cui traspare la laboriosità della “costruzione” ma come in ogni opera moderna anche la non facile comprensione allo stile adottato; improntato meno sui commoventi occhi dei bambini e maggiormente su quelli degli adulti. L’obiettivo principale di Cinderella è quello di presentare artisti nella loro estrema fisicità che esplorino svariati aspetti del “nuovo linguaggio della danza”, cercando di dare spazio a forme ballate d’espressione meno convenzionali ma prive di pathos. ...

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Lo Schiaccianoci accademico, simbolo di perfezione

Schiaccianoci,Teatro Strehler, 2015, foto di Norman Rinaldi_6

Una gioia tutta da ammirare nella “grande bellezza” dello Schiaccianoci a cura di Frédéric Olivieri, maestro e direttore di raffinato gusto poetico. A grande richiesta, è ritornato in scena “Lo Schiaccianoci”, un classico dei classici della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala in occasione dello spettacolo natalizio alternando sul palcoscenico oltre 150 allievi. Il pregio dell’allestimento coreografico di Olivieri inizialmente vige proprio nella comunicazione visiva in cui si rivela netta la trasmissione con l’incanto delle immagini tradotte in sequenze corporee, rappresentando metaforicamente la realtà nell’intento creativo di raggiungere, fin da pochi minuti dopo l’apertura del sipario, il massimo effetto comunicativo grazie al richiamo della “compagine accademica scaligera” nel pieno rispetto delle cifre stilistiche e manieristiche con una totale immediatezza alla comprensibilità dell’azione scenica e nella gestualità tipica dei balletti di fine Ottocento. Costumi di rarissima eleganza e maestose scenografie (a cura di Roberta Guidi di Bagno con la collaborazione dei Laboratori di Scenografia del Teatro alla Scala) in cui troneggia il racconto fantastico e l’ampio sviluppo narrativo dove le ambientazioni e le ricostruzioni si riconoscono nelle tracce di creature magiche, antiche credenze e leggende nel pieno rispetto di un rito antichissimo che rientra nelle “classiche” tradizioni e usanze del ...

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La Sylphide, un intramontabile sogno sulle punte

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Un apprezzato e vivissimo successo ha ottenuto l’allestimento de La Sylphide in scena presso il Teatro Fraschini di Pavia sulla colta e raffinata musica di Herman Severin Løvenskiold, il libretto di Adolphe Nourrit e la sorprendente coreografia di Ilir Kerni rielaborata da Augusto Bournonville. L’eleganza di questo titolo, si è confermata nell’allestimento in due atti a cura del Balletto dell’Opera di Tirana sottolineando tutto il fascino, di uno dei più antichi balletti della storia sulle punte di matrice romantica, ispirato al racconto Trilby ou le Lutin d’Argail di Charles Nodier rappresentato la prima volta il 12 marzo del 1832 all’Opéra National di Parigi e da sempre apprezzato da pubblico e critica. La Sylphide è un titolo emblematico poco rappresentato e forse anche poco noto se non dagli appassionati e dai puristi accademici, per lungo tempo rimasto escluso dai repertori. Eppure questo balletto, anche nella versione del teatro nazionale albanese, ha confermato tutto l’incanto visivo per l’ambientazione, il gusto garbato delle scenografie, i colori accesi dei costumi e quel connubio misto tra disciplina e divertimento giocoso. La coreografia di Ilir Kerni – già primo ballerino solista del Teatro dell’Opera e del Balletto, in seguito danzatore del Corpo di ballo dell’Opéra du ...

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