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Recensioni

Passione e mistero si sdoppiano a Bologna: “Carmen/Bolero” di Merola e Soavi

Passione e mistero si sdoppiano a Bologna: “Carmen/Bolero” di Merola e Soavi

  Un doppio appuntamento con la danza contemporanea è stato protagonista lo scorso 26 gennaio alle ore 21 al Teatro Duse di Bologna: si tratta dello spettacolo Carmen/Bolero, performato dalla MM Contemporary Dance Company. Come chiaramente enunciato dal titolo, un piacevolissimo omaggio a due delle opere musicali più celebri e distintive degli ultimi due secoli, rese ancor più uniche per l’occasione dagli intermezzi di Stefano Corrias (per Bolero) e dei Los Panchos (per Carmen), così diversi nella partitura melodica da connotare le coreografie apparentemente “distanti” l’una dall’altra. Ma sarà stato davvero così? Michele Merola per il suo omaggio al capolavoro di Ravel costruisce un “atto unico” di passi a due, assoli e pezzi d’insieme a diretto contatto con una struttura di carta a fisarmonica, modellabile su qualsiasi azione scenica. Forse un muro, un rifugio, un’alcova, un separè: non è ben chiaro, e non importa che lo sia. C’è, ed è protagonista di ogni storia danzata tanto quanto gli eccezionali ballerini che ne eseguono i movimenti: è un libro aperto alla pagina di un amore intenso ma segreto; è lo spioncino intrigante sull’erotismo tanto anelato; è la barriera che – seppur valicabile – allontana due mondi che probabilmente non intendono appartenersi ...

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“Cirkopolis”, uno show che vi cambia la vita!

“Cirkopolis”, uno show che vi cambia la vita!

  «Non veniamo al mondo per lavorare o per accumulare ricchezza, ma per vivere. E di vita ne abbiamo una sola» (J. Mujica): mai parole sarebbero state più azzeccate a sintetizzare il messaggio di Cirkopolis, spettacolo del Cirque Éloize andato in scena al Teatro Il Celebrazioni di Bologna lo scorso 24 gennaio alle ore 21. Suggestivamente nostalgico della più celebre pellicola di Fritz Lang, Cirkopolis catapulta lo spettatore in un universo futuristico – ma ben radicato nella visione del tempo presente – dove la fucina industriale, coi suoi ritmi incessanti e i processi sistematici, prevarica indefessamente sulla natura umana di chi ci lavora. Come se il senso delle vite stesse dipendesse solo da una macchina e dal suo corretto funzionamento. Dave St-Pierre e Jeannot Painchaud, uniti nella co-direzione dell’opera, hanno ben pensato di abbattere questo falso mito: tra acrobazie funamboliche, gag di autentica clownerie, contorsionismi straordinari e giocoleria virtuosistica, infatti, i personaggi in scena gradatamente si spogliano dei grigi e seriosi panni dell’affannosa routine quotidiana per ostentare muscoli guizzanti, tutine super sexy, gonne a campana da far invidia alla più spregiudicata pin up hollywoodiana. Allo stesso modo, le scenografie e musiche – rispettivamente curate da Robert Massicotte e Stéfan Boucher ...

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La magia della danza senza tempo: “La Bella Addormentata” de La Classique a Bologna

La magia della danza senza tempo: “La Bella Addormentata” de La Classique a Bologna

  Tuffarsi nella magia di un Balletto senza tempo provoca sempre una grande emozione, soprattutto quando la performance è riprodotta fedelmente rispetto al libretto, ai costumi e alle scene originali. È il caso de La Bella Addormentata del Balletto di Mosca “La Classique”, andata in scena lo scorso 21 gennaio alle ore 21 presso il Teatro Il Celebrazioni di Bologna. Le intramontabili note di Čajkovskij hanno reso le più di due ore di spettacolo assai briose, commoventi e in qualche modo travolgenti, stimolando una costante percezione del pathos drammaturgico che sottende il libretto dell’opera. Una partitura musicale poliedrica costellata da un’altrettanta sinfonia di colori, gestualità, dinamismi così convincente da riuscire a catapultare lo spettatore in un’immagine della “vecchia scuola” russa, rigorosa e impeccabile. Naturalmente, data la reale contemporaneità dell’esecuzione, quest’immagine a tratti è apparsa lievemente sfocata, tanto per esigua esperienza in palcoscenico quanto per grande emozione dettata dalla giovanissima età di alcuni componenti del Corpo di Ballo. Ciononostante, il risultato finale è stato più che decoroso e ogni applauso notevolmente meritato. Merito di ciò va soprattutto ai Solisti, inappuntabili sul piano tecnico ed espressivo: la Principessa Aurora, dai lineamenti dolci e spumeggianti, ha dimostrato sin dal primo ingresso in scena ...

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“Amore corre verso amore”: Romeo e Giulietta di MacMillan

ph Brescia Amisano Teatro alla Scala2

Perdita, sensualità e dolore sono gli ingredienti di successo che firmano, con efficacia, l’allestimento di questo balletto visto nella replica di Domenica 15 gennaio 2017 al Teatro alla Scala di Milano prima della messa in onda su Rai 5 a beneficio del vasto pubblico televisivo. Pur essendo annoverato tra i balletti di tradizione, il suo debutto assoluto risale al Mahen Theatre, in Cecoslovacchia, il 30 dicembre 1938, l’azione si conferma ben presente e ricca di rimandi all’attualità. Il capolavoro sovrano di Shakespeare, la più celebre storia d’amore mai scritta, racchiude in sé la poesia struggente di un sentimento impossibile, l’affettuosità e i sogni della giovinezza, la voglia di credere in un mondo diverso pur essendo intriso di impulsività, aggressività, adolescenza. La versione del raffinato coreografo Kenneth MacMillan, nell’attenta ripresa di Julie Lincoln, codifica e narra questa tragedia, senza tempo, presentandola in tutta la sua maestosità punteggiata dalla mancanza di compiutezza verso un amore tarpato. MacMillan infonde ampia delicatezza alle situazioni d’amore sulla musica di Sergej Prokof’ev, diretta con fedeltà e rituale classico dal maestro Patrick Fournillier, esprimendo i sentimenti di disperazione e solitudine dando vita, al contempo, ad un’atmosfera satura di solitudine e di sventura, perfetta dal punto di vista ...

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“Il corpo sussurrando”: il Balletto Teatro di Torino al Duse di Bologna

“Il corpo sussurrando”: il Balletto Teatro di Torino al Duse di Bologna

  Una miscellanea di composizioni coreografiche, sicuramente unite dall’obiettivo fondamentale di omaggiare il mistero della comunicazione corporea, ma sfortunatamente poco concatenate tra loro sotto il profilo scenico e tecnico. Questa l’immagine de Il corpo sussurrando, spettacolo performato dal Balletto Teatro di Torino, andato in scena lo scorso 1 dicembre al Teatro Duse di Bologna in sostituzione di In Chopin. Il sipario si apre con Chameleon, un assolo del coreografo israeliano Itzik Galili interpretato da Julia Rauch, la più interessante nonché maggiormente dotata ballerina dell’ensemble. È un dialogo con se stessa, fatto di emozioni, paure, interrogativi, malizie, allegria. È un inno alla femminilità dai toni marcatamente minimalisti, vista la sola sedia come accessorio e un occhio di bue come unica fonte di luce. Ma, nello stesso tempo, è come guardarsi allo specchio andando oltre le distinzioni di genere: siamo tutti un turbinio di emozioni che ci travolge quotidianamente ovunque decidiamo di essere, anzi – oserei dire – proprio perché decidiamo di essere. Dopodiché, tre ulteriori rappresentazioni di quanto il corpo possa lanciare un messaggio ben più profondo della semplice apparenza: Chop in Love, Do You? e Aliento del Alma, tutte firmate da Marco De Alteriis. Una coppia di passi a due ...

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“Empty moves”: quando la danza scivola dentro e fuori la musica

“Empty moves”: quando la danza scivola dentro e fuori la musica

  Geometrie di corpi ordinate secondo uno schema perfetto nella sua mescolanza e confusione, mimiche facciali sempre sul labile confine tra l’ironia e l’iper-concentrazione, sequenze coreografiche impeccabili – se non per qualche leggera sbavatura di coordinazione – nel palesare la finezza del genio creativo di un maestro della danza contemporanea come Angelin Preljocaj. Questi i punti di forza di Empty Moves (parts I, II & III), andato in scena all’Arena del Sole di Bologna lo scorso 18 novembre (in replica anche il 19). Già nel titolo, dichiaratamente omaggiante la performance Empty Words di John Cage, si intuisce che dai 105 minuti di messinscena c’è da aspettarsi qualcosa di sbalorditivo, tentando (invano) d’immaginare il frutto dell’avvicinamento di cotanti pilastri della danza e della musica dei nostri tempi. E la performance persino supera le aspettative: i corpi sinuosi, elastici e – per certi versi – intriganti dei quattro danzatori in scena (Nuriya Nagimova, Yurié Tsugawa, Baptiste Coissieu e Liam Warren) ipnotizzano totalmente lo sguardo degli spettatori, quasi distraendo la mente dalla rimbombante presenza della registrazione audio di sottofondo, in cui ai suoni del compianto compositore statunitense si alternano le urla di disapprovazione del pubblico milanese, che assistette allo spettacolo nel 1977. Un ...

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“Kiss & Cry”: quando cinema e danza si trasformano in sogno

“Kiss & Cry”: quando cinema e danza si trasformano in sogno

  Ho sognato, a occhi aperti, seduto comodamente in poltrona a teatro. Ho vissuto il sogno di due mani che si seguivano, intrecciavano, cercavano sensorialmente. Poi mi sono svegliato, e il tutto – fortunatamente – era pura realtà: sul palcoscenico dell’Arena del Sole di Bologna, lo scorso 18 ottobre, le mani di Michèle Anne De Mey e di Grégory Grosjean, rincorse e zoomate dall’occhio cinematografico del regista Jaco Van Dormael, hanno dato vita a Kiss & Cry, spettacolo assai fuori dagli schemi performativi usuali e, proprio per questo, incomparabile. Sulle note dell’aria di Händel Lascia ch’io pianga ha inizio la storia di Giselle, protagonista emblematica di una vicenda che deborda i confini dell’impianto spettacolare per catapultare il pubblico in un altro mondo, quello in cui tutti i ricordi, le emozioni, i vissuti e le persone che hanno aggiunto un tassello al puzzle della Vita restano vividi, facendo parte – in qualche modo – ancora del presente. Come il ragazzo incrociato sul treno per soli 13 secondi, quando lei era adolescente. Il suo primo amore, probabilmente l’unico vero, sicuramente il più indimenticato. Nonostante i successivi uomini, infatti, il cuore della protagonista resta aggrappato all’immagine di quelle mani sfioranti per caso nel ...

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Danzano le silfidi… ed è tutto così umano!

Danzano le silfidi… ed è tutto così umano!

  Una profonda immersione nella Natura, ben oltre la stessa Natura: questo l’obiettivo che il CollettivO CineticO è riuscito sicuramente a raggiungere lo scorso 14 ottobre all’Arena del Sole di Bologna con il nuovo spettacolo Sylphidarium. Maria Taglioni on the ground. Il collegamento tra entomologia e balletto, il cui filo rosso è innervato nella differente visione della figura della silfide, viene concepito, diretto e coreografato da Francesca Pennini secondo uno schema scenico a quadri – commentati con voce fuori campo e non – che si connotano fuori dal Tempo, catapultando lo sguardo e le emozioni dello spettatore in un universo parallelo dove la Natura e l’Umanità combaciano, dove la danza non rappresenta soltanto l’arte del movimento, ma simboleggia un che di misterioso, affascinante, quasi ipnotico. Come in una sfilata di haute couture, infatti, gli otto performer del CollettivO (Simone Arganini, Margherita Elliot, Carolina Fanti, Carmine Parise, Angelo Pedroni, la stessa Pennini, Stefano Sardi e Vilma Trevisan) si presentano al pubblico alternandosi sulla passerella immaginaria di una scenografia fissa a telo bianco per sfoggiare tutte le “anime” che le silfidi hanno rappresentato in campo scientifico, storico e letterario nel corso dei secoli. Anime candide, corvine, irriverenti, sexy, sadomasochiste, appariscenti ed eteree. ...

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La danza secondo Wayne McGregor / “Far”

Wayne McGregor 1

Un viaggio che trova il suo naturale incipit nella notte dei tempi per giungere al futuro, attraverso il sistema solare e le costellazioni riconducendoci nell’iniziale fascino arcaico del “fuoco”, danzando nel corso dei secoli e riflettendo l’elemento chiave dei miti in una funzione rituale che funge da elemento mediatore nella comunicazione tra uomo e divino. Il narrare storie per tramite di un moto incalzante pone Wayne McGregor sul piedistallo della sua generosa e brillante creatività, lasciando sprigionare l’immortalità corporea dell’essere umano. In apertura di sipario la struggente musica di Vivaldi, con il brano “Sposa son disprezzata” nell’interpretazione toccante di Cecilia Bartoli, ha accompagnato la “prefazione in movimento” dando immediatamente una sensazione mistica e letteraria, infondendo una dinamica mai ininterrotta. Lo stile di McGregor, riempie con maestrìa ed ingegno tecnico la scena per mezzo di una visione vertiginosa, esaminando l’atteggiamento dell’organismo da una prospettiva storica lasciando affiorare i presupposti scientifici in una inscindibile mescolanza tra spirito, carne ed anima. La luce, superbamente a cura di Lucy Carter, si plasma e si fonde con gli straordinari e rigorosi danzatori fino a diventarne materia compatta donando un incedere enigmatico ma di sicura potenza attrattiva. La linfa vitale dei dieci preziosi elementi della “Company ...

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Il Giardino degli Amanti, una danza da camera

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Accattivante e ironica suite per gli straordinari danzatori del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala diretto da Mauro Bigonzetti. In scena l’arte dell’italiano Massimiliano Volpini, coreografo e già ballerino scaligero, sempre alla ricerca di nuove dinamiche sia creative che strutturali, nella danza dei giorni nostri. “Il giardino degli amanti”, porta sul palcoscenico milanese la freschezza e la semplicità dei movimenti, donando ai danzatori una percezione di innocente sensualità nelle ordinate, eleganti e pulite linee cui fa capolino la gioiosità dei coloratissimi interpreti. L’idea che Volpini realizza, si concretizza in una sorta di poesia sognante, una fresca rugiada sulle suggestive musiche di Wolfgang Amadeus Mozart grazie ai quintetti e quartetti, eseguiti magistralmente, in buca d’alzata, dal Quartetto della Scala e Solisti dell’Orchestra del Teatro alla Scala nelle persone di Francesco Manara, Daniele Pascoletti, Simonide Braconi, Massimo Polidori, Andrea Manco, Fabien Thouand, Fabrizio Meloni. La coreografia delinea una coralità estetica mediante un linguaggio dotto pur senza richiedere notevoli virtuosismi, apparendo per lo più in orizzontale con un andamento e un’articolazione appena sfiorati a sottolineare la storia e l’intreccio dei personaggi mozartiani, tra realtà e onirismo. Da segnalare i deliziosi ed originali costumi e le essenziali ma efficaci scenografie, a cura di ...

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