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Recensioni

Il trionfo del “Lago dei Cigni” da Sofia

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Il Sofia Classical Ballet ha portato, con successo, sul palcoscenico del Teatro Ciak di Milano “Il lago dei cigni” nell’allestimento originale e intramontabile del russo Lev Ivanov e del francese Marius Petipa (Ivanov curò gli atti bianchi del secondo e del quarto atto mentre Petipa curò il primo e il terzo atto) con le scenografie racchiuse in una cornice accurata di fondali dipinti (tipici dell’onirica poetica della scuola russa) e i preziosi ricami sui costumi a cura di Anastasia Spatar. Nei ruoli principali Ada Gonzalez (principal dancer al “Teatrul de Balet Sibiu”) ad interpretare Odette, accanto a lei Ovidiu Iancu (principal dancer al Balletto Nazionale di Bucharest) nel ruolo di Siegfried. La storia, ben nota a tutti, narra di un principe, erede al trono che dovrà scegliere la sua futura sposa durante i festeggiamenti nel giorno del suo compleanno. Al ballo sarà invitata anche l’affascinante Odette; la giovane però, vittima di un incantesimo che la trasformerà con le sue ancelle in candidi cigni, potrà assumere forme umane solamente durante la notte: maledizione che andrà scomparendo solo dopo una solenne promessa di matrimonio. I due giovani pertanto saranno ostacolati nel coronamento d’amore dalla perfida Odile, che durante il ballo assumerà le ...

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Una tradizionale Cenerentola in stile “Danse d’école”

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Al Teatro Cagnoni di Vigevano, è andata in scena una rappresentazione sontuosa della “Cenerentola”, a cura di una tra le migliori compagnie della disciplina classica, nell’attuale panorama europeo a firma del Balletto di Mosca “La Classique”. Assistere a un loro spettacolo è certezza di assoluta “tradizione”, niente modernismo, niente rimaneggiamenti, niente sorprese di sorta… La tradizione è assicurata, ad alcuni potrà apparire fin troppo cattedratica ma a chi ama la danza accademica nel senso più puro dell’accezione non può che convenire, qui, sull’uso attento mediante la secolare testimonianza della “danse d’école”. La favola di Cenerentola, è tra le più amate in Russia, tant’è che il debutto ufficiale avvenne, con i primi interpreti Olga Lepeshinskaya e Mikhail Gabovich, al Teatro Bolshoi di Mosca la sera del 21 novembre 1945, un anno indimenticabile perché l’Unione Sovietica, attraverso l’intensa musica di Sergej Sergeevic Prokof’ev rifletteva un barlume luminoso di speranza e presa di coscienza in seguito all’abnorme sofferenza subìta a causa della guerra. Infatti il celebre compositore affermava: “Ciò che più mi premeva di rendere con la musica di “Cenerentola” era l’amore poetico tra lei ed il principe, la nascita ed il fiorire del sentimento, gli ostacoli su questa via, la realizzazione di ...

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L’ oscuro fascino di “Cabaret”

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“Willkommen”… il sipario si apre, metaforicamente parlando sul palcoscenico a tutto campo nella sua quasi nudità con a vista un velario e le quinte a sottolineare il decadimento morale ma anche materiale di un momento raccapricciante e cupo della passata storia europea, e da queste “ceneri annunciate” – con la luminaria del cabaret in rovinosa caduta, appesa “simbolicamente” ad un filo – compare sinuoso e insinuante il rivisitato Maestro di Cerimonie del “Kit Kat Club” (Giampiero Ingrassia, artisticamente sempre efficace e a proprio agio nel ruolo) il quale ci riporta ad uno squallido déjà-vu, poco tempo prima la nascita del Terzo Reich e l’ascesa del potere hitleriano. La storia di “Cabaret” è ben nota, ricca di significati potenti e alquanto profondi. La produzione, a firma di Saverio Marconi con protagonista la Compagnia della Rancia, trova il suo punto forte nelle intense sfumature del Maestro di Cerimonie che entra ed esce dalla scena, spuntando all’improvviso, con la sicurezza di trovarsi al centro dell’allestimento in un ritrovo d’avanguardia anticonformista dal carattere allusivo e satirico. La trama ripercorre liberamente quella del celebre film del 1972 magistralmente diretto dal geniale Bob Fosse con Sally Bowles (nella versione di Marconi interpretata dall’intensa timbrica e limpida ...

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La magia di Vienna a Milano con lo Strauss Festival e il Ballet Ensemble

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A conclusione dei festeggiamenti natalizi e dell’arrivo del Nuovo Anno, anche Milano si è trasformata in una piccola Vienna con il concerto di Capodanno organizzato da Euroconcert. Come tradizione ormai da oltre sessant’anni nella città austriaca, è stata proposta presso il Teatro Dal Verme del capoluogo lombardo, per tutti gli appassionati del valzer viennese, una serata, nell’ambito della tournée europea della “Strauss Festival Orchestra” con la partecipazione straordinaria di un corpo di ballo appartenente allo “Strauss Festival Ballet Ensemble” il tutto in una magica serata da “Gran Galà”. La tournée ha toccato il nostro paese dopo ben 26 anni di successi e più di 5 milioni di spettatori. La “Strauss Festival Orchestra” è da sempre sinonimo di competenza, maestrìa e ambasciatrice musicale della leggendaria corte imperiale austriaca di Francesco Giuseppe. L’Orchestra, in virtù del suo consolidato e unanime successo, da 10 anni si esibisce anche nella famosa “Sala d’Oro del Musikverein” di Vienna, tempio per antonomasia del Concerto di Capodanno e autentica culla del valzer. Alle innegabili doti musicali e virtuose degli orchestrali si sono affiancati, nella serata milanese, l’incantevole e applaudita presenza della soprano solista Mariia Suzdaltceva (nata a Krasnodar in Russia, formatasi nello studio della direzione di coro ...

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Cinderella: una versione di fiaba moderna e tecnologica

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La nuova creazione e produzione della Cenerentola di Sergej Prokof’ev affidata a Mauro Bigonzetti ha inaugurato la Stagione di Balletti del Teatro alla Scala di Milano. Nella serata della prima rappresentazione, Sabato 19 dicembre, a far da padroni di casa nella splendida sala del Piermarini, addobbata nel foyer come da tradizione, con l’elegantissimo albero di Natale, nei ruoli principali, le étoile e star di indiscusso fascino e carisma, Polina Semionova e Roberto Bolle, accompagnati da tutti gli artisti del Corpo di ballo scaligero in un allestimento creato “su misura” in prima mondiale. Mauro Bigonzetti, sicuramente uno tra i maggiori coreografi italiani di ampio respiro internazionale, ha intessuto la sua tela con il pregio di aver costruito il “balletto” come una modernissima opera artistica da esporre presso una Galleria d’arte Contemporanea, in cui traspare la laboriosità della “costruzione” ma come in ogni opera moderna anche la non facile comprensione allo stile adottato; improntato meno sui commoventi occhi dei bambini e maggiormente su quelli degli adulti. L’obiettivo principale di Cinderella è quello di presentare artisti nella loro estrema fisicità che esplorino svariati aspetti del “nuovo linguaggio della danza”, cercando di dare spazio a forme ballate d’espressione meno convenzionali ma prive di pathos. ...

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Lo Schiaccianoci accademico, simbolo di perfezione

Schiaccianoci,Teatro Strehler, 2015, foto di Norman Rinaldi_6

Una gioia tutta da ammirare nella “grande bellezza” dello Schiaccianoci a cura di Frédéric Olivieri, maestro e direttore di raffinato gusto poetico. A grande richiesta, è ritornato in scena “Lo Schiaccianoci”, un classico dei classici della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala in occasione dello spettacolo natalizio alternando sul palcoscenico oltre 150 allievi. Il pregio dell’allestimento coreografico di Olivieri inizialmente vige proprio nella comunicazione visiva in cui si rivela netta la trasmissione con l’incanto delle immagini tradotte in sequenze corporee, rappresentando metaforicamente la realtà nell’intento creativo di raggiungere, fin da pochi minuti dopo l’apertura del sipario, il massimo effetto comunicativo grazie al richiamo della “compagine accademica scaligera” nel pieno rispetto delle cifre stilistiche e manieristiche con una totale immediatezza alla comprensibilità dell’azione scenica e nella gestualità tipica dei balletti di fine Ottocento. Costumi di rarissima eleganza e maestose scenografie (a cura di Roberta Guidi di Bagno con la collaborazione dei Laboratori di Scenografia del Teatro alla Scala) in cui troneggia il racconto fantastico e l’ampio sviluppo narrativo dove le ambientazioni e le ricostruzioni si riconoscono nelle tracce di creature magiche, antiche credenze e leggende nel pieno rispetto di un rito antichissimo che rientra nelle “classiche” tradizioni e usanze del ...

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La Sylphide, un intramontabile sogno sulle punte

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Un apprezzato e vivissimo successo ha ottenuto l’allestimento de La Sylphide in scena presso il Teatro Fraschini di Pavia sulla colta e raffinata musica di Herman Severin Løvenskiold, il libretto di Adolphe Nourrit e la sorprendente coreografia di Ilir Kerni rielaborata da Augusto Bournonville. L’eleganza di questo titolo, si è confermata nell’allestimento in due atti a cura del Balletto dell’Opera di Tirana sottolineando tutto il fascino, di uno dei più antichi balletti della storia sulle punte di matrice romantica, ispirato al racconto Trilby ou le Lutin d’Argail di Charles Nodier rappresentato la prima volta il 12 marzo del 1832 all’Opéra National di Parigi e da sempre apprezzato da pubblico e critica. La Sylphide è un titolo emblematico poco rappresentato e forse anche poco noto se non dagli appassionati e dai puristi accademici, per lungo tempo rimasto escluso dai repertori. Eppure questo balletto, anche nella versione del teatro nazionale albanese, ha confermato tutto l’incanto visivo per l’ambientazione, il gusto garbato delle scenografie, i colori accesi dei costumi e quel connubio misto tra disciplina e divertimento giocoso. La coreografia di Ilir Kerni – già primo ballerino solista del Teatro dell’Opera e del Balletto, in seguito danzatore del Corpo di ballo dell’Opéra du ...

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Finalissima “Premio Internazionale Silvio Oddi”, l’eccellenza in scena

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  Nella cornice milanese del Teatro della Luna, tempio del musical per antonomasia è andata in scena – all’interno della sesta edizione del Tripudium Ballet che ha annoverato quest’anno un’esimia giuria formata da Franco De Vita (direttore artistico dell’American Ballet Theater), Christian Spuck (Direttore aristico del “Ballet Zurich” e coreografo), Jason Beechey (Rettore dell’Università di danza Palucca di Dresda) e Itzik Galili (coreografo di fama mondiale già membro della Bat Sheva Dance Company in Israele) – la serata finale del “Premio Internazionale Silvio Oddi”, manifestazione nata in memoria del danzatore, coreografo e maestro prematuramente scomparso. Una serata di Gala, a conclusione della prima edizione del prestigioso Premio pensato per i Giovani, il quale ha visto la partecipazione di nove finalisti con i complimenti dell’apposita giuria presente in sala presieduta da una grande “signora della danza” l’étoile internazionale Luciana Savignano, con il preciso compito di decretare il “vincitore unico e assoluto”, composta da celebri coreografi, maestri e professionisti coreutici, i quali hanno avuto il piacere di conoscere e lavorare con Silvio Oddi nel corso della sua breve ma intensa vita ricca di generosità e virtù. Tra questi: Franco Miseria, Roberto Salaorni, Joseph Tito, Afshin Varjavandi, Natale Tulipani, Raimondo Todaro e Giusy ...

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Giselle: il trionfo accademico, tra luci e ombre

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Giunge il Natale con le sue magiche festività, le luci risplendono, i parenti e amici cominciano a riunirsi intorno alle tavolate ricche di colori e profumi per sottolineare il periodo più “romantico” dell’anno, e in queste atmosfere fiabesche sui palcoscenici non possono mancare, per festeggiare e far sognare, i grandi balletti del repertorio, come la Giselle con il Balletto di Mosca “La Classique”, andata in scena al Teatro Cagnoni di Vigevano, in una versione fedele allo spirito della disciplina madre, mediante le intramontabili coreografie di Marius Petipa in un’armonica tradizione ballettistica russa con un allestimento ricco di dettagli dalla veste elegante e raffinata. La tradizione che avvolge, da sempre, Giselle, è nella sua totalità caratterizzato da aspetti riconducibili ad un universo languido, appassionato e sognante: sempre e ovunque in grado di suscitare un clima particolarmente suggestivo di compiaciuta trepidazione tra gioia e sofferenza, tra luci ed ombre… Il Balletto di Mosca ha portato alla ribalta l’allestimento in due atti, mantenendo alto il primigenio aspetto della Compagnia russa: formare una moltitudine di ballerini con un solo scopo e obiettivo: fornire loro i necessari strumenti per affrontare il futuro coreutico con professionalità e dedizione al fine di poter aspirare ad una carriera ...

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Il Balletto di Milano dipinge la “Carmen” in un affresco cubista

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La Compagnia del Balletto di Milano diretta da Carlo Pesta ha presentato, presso lo storico Teatro Besostri di Mede, Carmen, uno spettacolo giocato sui chiari oscuri della sensualità e della fatalità. Il Balletto di Milano è stata la prima compagnia italiana ad esibirsi al Teatro Bolshoi di Mosca continuando ad essere una delle realtà italiane più richieste all’estero e si è notato anche nel festoso finale tributatogli dal pubblico della cittadina pavese. Il soggetto, liberamente ispirato e tratto dalla novella dello scrittore e storico francese Prosper Mérimée (le cui opere sono ricche e connotate di misteri), è ambientato nella Siviglia dei toreri e degli zingari; un balletto che oggi è considerato, di diritto, “un classico” del repertorio del Ventesimo secolo. Questa nuova produzione, a firma di Agnese Omodei Salè e Federico Veratti, ha inscenato un’alba e un tramonto di passioni e sfumature grazie anche agli abiti succintamente modellati accompagnati dalle scenografie di Marco Pesta e dall’intramontabile musica di Georges Bizet con il refrain dell’Habanera: un ballo dal ritmo lento che esprime la visione dell’Amore paragonandolo ad un uccello ribelle che nessuno può addomesticare o come a un piccolo zingaro che non conosce legge, giungendo “passo dopo passo” al corteggiamento, al ...

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