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Recensioni

Miniballetto n.2 di Collettivo Cinetico: una creazione, tra ironie e riflessioni, da non perdere

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Ha debuttato a Civitanova danza l’8 agosto scorso ed è andato in scena a sorpresa a Operaestate a Bassano il 28 agosto scorso la nuova creazione di Collettivo Cinetico, dal titolo Miniballetto n.2, che riprende, ma solo nel titolo, una loro precedente creazione di notevole successo Miniballetto n.1. Ma i punti di contatto tra i due si esauriscono in breve, dato che la capacità di Collettivo Cinetico è quella di essere multiformi, e ripresentarsi sempre sotto una nuova luce o con nuove abilità: passano dalla danza (senza essere per formazione tutti solamente danzatori) al teatro (con un Amleto interattivo ad esempio) ai giochi di performance (come il gioco di società da loro creato che fa da base alla messa in scena di una performance!). E spesso combinano tutte queste loro identità, impedendo così di poter mettere un’etichetta sul loro lavoro. Miniballetto n.2 si apre come una performance recitata: Francesca Pennini, direttrice artistica e coreografa della compagnia, qui anche unica (e bravissima!) interprete, entra in scena declamando ciò che sta facendo (respirando, fondamentalmente) usando la lingua tipica della danza, descrivendoci per quanti “conti” (per intenderci, “5,6,7,8” sono 4 “conti”) respira dietro le quinte, in braccio a uno spettatore che non conosce ...

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Momix: alchimia dell’Arte, alchimia della Natura

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Alchemy, l’ultima creazione di Moses Pendleton per i Momix, in scena attualmente al  Teatro Bellini di Napoli fino al 15 febbraio, si è rivelato un altro dei tanti capolavori della storia della straordinaria compagnia statunitense. Alchemy può essere sinonimo di un viaggio onirico, nel quale il coreografo ha voluto analizzare il concetto di “evoluzione universale”, proiettando sulla scena i molteplici aspetti della natura e dell’uomo. Questo concetto è stato elaborato secondo i quattro elementi primordiali, aria, acqua, terra e fuoco, rappresentando l’origine della materia stessa e mettendone in luce il potere di trasformazione e di catarsi immaginifica. Il susseguirsi dell’azione scenica prende forma partendo da richiami di danze tribali, un chiaro rimando all’origine delle prime popolazioni native, arrivando poi, con effetti illusionistici tipici dei Momix, all’espressione – in un dialogo visuale a metà tra simbolico ed esplicitamente enucleato – del concetto di evoluzione del corpo umano, che non si è mai dato limiti alla sperimentazione di se stesso, mettendosi sempre più alla prova. Uno dei messaggi più interessanti dello spettacolo è il costante paragone del concetto di riproduzione tra la natura e l’uomo, analizzando i molteplici aspetti in comune, utilizzando una trama ironica ma allo stesso tempo poetica. La vera ...

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Piatto profondo. Nelle Profondità della decadenza, Una viva coreografia di Chris Haring

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Dopo l’anteprima di quest’estate al Teatro Remondini di Bassano del Grappa, Deep Dish, la creazione di Chris Haring, torna in territorio veneto, e va in scena il 17 gennaio al Teatro Contatto di Udine. Un appuntamento da non perdere, perché Chris Haring dimostra una completa consapevolezza e padronanza della contemporaneità nelle sue forme artistiche: la danza, la video-arte, il testo teatrale vagamente assurdo, il cinema. Una consapevolezza, quella del coreografo viennese, che possiamo dire giunge in questa creazione a compimento dopo il percorso idealmente tracciato tra l’omologazione tratteggiata in Running Sushi, il giardino decadentista di Mush Room – The Perfect Garden, entrambi riuniti in questo banchetto che è Deep Dish, in cui la coreografia è parte di un progetto più esteso, che sconfina in una coreografia di arti più che di movimenti. I quattro interpreti, Luke Baio, Stephanie Cumming, Katharina Meves e Anna Maria Nowak, estremamente convincenti nel loro ruolo di strani invitati a una cena, siedono attorno a una tavola imbandita, unico elemento in scena, e si muovono come dipinti barocchi mossi in stop motion; a turno, poi, prendono in mano la piccola telecamera che proietta direttamente le immagini sullo sfondo, creando una scenografia che è un film live ...

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Serata Stravinskij: alchimia di tecnica, passione e comunicazione del Balletto del Sud

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“Compagnia grintosa, realmente stabile, e superiore di gran lunga alla media delle altre compagnie del nostro paese”. Così Vittoria Ottolenghi sulle pagine di L’Espresso commentava il lavoro del Balletto del Sud, fondato nel 1995, composto da 16 solisti di diverse nazionalità di elevatissimo livello tecnico e diretto da Fredy Franzutti, uno dei più stimati coreografi del panorama nazionale. Il 14 dicembre 2014, nell’ambito del Festival Lasciateci Sognare ideato dall’Associazione La Sfera Danza di Padova, la Compagnia ha presentato al Teatro Dei Colli di Padova lo spettacolo Serata Stravinskij, accostando due capolavori musicali del grande compositore russo, che hanno segnato la storia della musica e della danza: L’uccello di Fuoco e La Sagra della primavera, entrambe coreografate da Franzutti. Ad aprire la serata è L’uccello di Fuoco, rivisitato dal coreografo in chiave fantasy, ispirato ai fumetti di Robert E. Howard, diventati poi un film cult degli anni ‘80, Conan il Barbaro, di John Milius. Il balletto, definito dallo stesso coreografo come una favola di confine, è ambientato in una terra che si identifica con la Siberia, in cui il principe guerriero Ivan incontra e cattura L’uccello di Fuoco, che lo salverà dalle aggressioni dei sudditi-prigionieri del mago Katschei, permettendo di coronare ...

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Panorama da Bassano sulla danza europea: tra progetti, giovani coreografi e nuovi spunti

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Il giornaledelladanza.com ha potuto seguire in queste ultime settimane di agosto il festival Operaestate di Bassano del Grappa, che per la sezione B.Motion porta sulla scena alcuni dei nomi più interessanti o singolari della danza contemporanea e di ricerca. In quattro giorni, un concentrato di danza dove gli spettacoli si susseguono, dando il tempo giusto di muoversi da uno spazio performativo a un altro (dal museo a un grande spazio urbano, a un palazzo settecentesco fino a un moderno teatro…), presentando una situazione che fa ben sperare nel futuro, (nonostante tutto. E concedeteci di non usare la parola crisi che ormai è abusata): artisti e coreografi giovani, che travalicano con leggerezza il sottile confine tra danza, performance artistica e teatro, e un’unione europea che porta avanti alcuni progetti interessanti.  Grande protagonista l’Olanda, presente con numerosissimi artisti grazie al progetto dell’Ambasciata “Olandiamo in Veneto”; come ci aveva anticipato sorridendo Ed Wubbe, coreografo di Scapino: “non sembrerebbe, ma l’Olanda è un Paese che ama molto la danza”. Presente ad esempio Dansateliers di Rotterdam con tre artisti molto diversi tra loro: Katja Heitmann, Liat Waysbort e Connor Schumacher. Due coreografe molto diverse tra loro, la Heitmann e la Waysbort hanno in comune di ...

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Amori, danze, gioielli e decadenza: il Barocco secondo Ed Wubbe in Pearl

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Decisamente comprensibile il successo che ha avuto in due anni di tournée Pearl di Scapino Ballet, su coreografia di Ed Wubbe, tournée approdata in Italia in prima nazionale assoluta a Operaestate Festival il 23 luglio; un successo garantito da un sapiente incrocio di danza contemporanea di ottimo livello ma sufficientemente popolare per il grande pubblico, costumi che sottolineano il movimento dei danzatori e musiche meno note ma sapientemente eseguite da un ensemble che non perde un colpo: Combattimento, ensemble specializzato in musica barocca, accompagnato per l’occasione dalla mezzosoprano Helena Rasker, che esegue i brani di Vivaldi, Robert de Visée e Tarquinio Merola con una facilità ed eleganza invidiabili. Un balletto costruito in crescendo, che mette al centro di un plot non narrativo le diverse sfumature dell’emozione nell’epoca barocca, e parla di amore, rabbia, seduzione, disincanto, senza innalzare a giudice la compagnia che li rappresenta, ma calandola nell’epoca. Forse un po’ lenta la parte iniziale, con molte sequenze che si ripetono, la coreografia prende ritmo compositivo a livello di varietà di passi man mano che procede: si parte da una danza simile al minuetto eseguita da una coppia sotto gli sguardi curiosi della corte e si procede con una sequenza corale ...

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Tante interpretazioni, tanti coreografi, una sola grande artista: Sylvie Guillem

Sylvie Guillem Bye

Nominata étoile a soli diciannove anni da Rudolf Nureyev, ballerina dalle straordinarie doti fisiche,  talento e professionalità, Sylvie Guillem ha calcato il palco della Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, con le coreografie di tre dei più importanti coreografi del momento: Jirˇí Kylián, William Forsythe e Mats Ek. Uno spettacolo suddiviso in tre parti, quello che domenica l’ha vista come protagonista indiscussa, con l’intera sala gremita di persone pronte ad applaudirla già al suo primo ingresso sul palco.  La prima coreografia 27’52 del coreografo Jiří Kylián su musica di Dirk P Haubrich è stata interpretata da due eccellenti danzatori: Nataša Novotná e Václav Kuneš. Un incontro tormentato ed in continua trasformazione tra un uomo ed una donna. Lei indossa un pantalone nero e maglietta rossa, lui dorso nudo e pantalone nero. I due si attraggono e si respingono come in una continua lotta che si trasforma in fuga e poi di nuovo in un incontro appassionato. La differenza uomo-donna si annulla con l’atto di togliersi la maglietta rossa da parte della danzatrice, il suo dorso nudo, come quello del partner fa anche pensare ad una vera simbiosi tra i due, che si risolve solo nel finale con un autentico ...

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Un debutto mostruosamente divertente per “Frankestein Junior”

Frankestein Junior Gruppo

  Partito ufficialmente mercoledì sera, tra gli applausi e le ovazioni del pubblico presente, Frankestein Junior si preannuncia essere “the next big thing” dei musical! Nuova produzione della Compagnia della Rancia per la stagione 2012/2013, la pièce diretta da Saverio Marconi con la regia associata di Marco Iacomelli, porta in scena momenti di irresistibile comicità e prova, nel contempo, a riproporre l’atmosfera della straordinaria fotografia “in bianco e nero” del film con il tocco colorato di numeri esilaranti, su tutti quello tra Frankenstein e il Mostro sulle note di Puttin’ on the Ritz di Irving Berlin. Considerato una delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi, girato nel 1975 con uno stile ispirato agli anni ’20 (omaggio ai classici horror della Universal), Frankenstein Junior è una parodia del celebre Frankenstein di J. Whale e delle numerose pellicole dedicate alla creatura di Mary Shelley. Il film, premiato dal pubblico che lo ha consacrato come il cult movie per eccellenza e le cui battute sono entrate nella memoria degli spettatori – con oltre 500.000 copie vendute – è il “classico” in DVD di maggior successo della storia dell’home video in Italia. Punta di diamante dello spettacolo Giampiero Ingrassia che, comico e ...

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Al di là del tempo, con William Kentridge

William Kentridge - RefusetheHour

Si può pensare di materializzare sul palcoscenico il tempo, senza l’utilizzo di un orologio? A questa domanda c’è la risposta affermativa di William Kentridge che la scorsa settimana ha messo in scena al Teatro Argentina di Roma Refuse The Hour. Il suo spettacolo è un’unione omogenea di molteplici linguaggi: danza, musica, teatro, video arte, cinema, animazione e stravaganti macchinari. La musica è una componente fondamentale del suo spettacolo, che ha infatti inizio con una batteria che, sospesa in aria, inizia a suonare da sola, grazie ad un particolare meccanismo. La scena è cosparsa di strumenti formati, un po’ sulla scia dadaista, da oggetti comuni, come ruote, corde e megafoni, che via via prendono vita, da soli o per mano dei performers. Sulla destra del palco ci sono anche dei musicisti che, indossano stravaganti grembiuli da cuochi e suonano gli strumenti più vari: pianoforte, fisarmonica, musica digitale, tromba. Il tutto è correlato con la partitura originale per tre voci femminili, creata da Philip Miller. Kentridge, protagonista per la prima volta, come attore di un suo lavoro, insieme alla danzatrice e coreografa Dada Masilo, conduce personalmente questo viaggio nel tempo, partendo da un episodio della sua infanzia, fino ad arrivare sul precipizio di un buco nero. ...

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Il Premio della Critica 2012 al Balletto Civile

Balletto Civile

  L’edizione 2012 del Premio della Critica, in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Critici del Teatro, ha visto primeggiare nel settore Compagnie il Balletto Civile diretto da Michela Lucenti. Balletto Civile, gruppo nomade e collettivo di performer diretto da Michela Lucenti attualmente ha la residenza artistica presso la Fondazione Teatro Due di Parma. Il Balletto Civile è un gruppo nomade per definizione nato nel 2003 per volontà della stessa Michela Lucenti che lo guida tenendo ben saldo il principio che il senso artistico non possa essere mai disgiunto dal senso etico e che la necessità di danzare ogni giorno non debba prescindere dalla ricerca di situazioni che provino a fare crescere gli interpreti anche in quanto uomini e donne. La peculiarità della compagnia è l’orientamento verso un teatro totale dove il movimento, e quindi la danza, si integra con il canto. Diversi i progetti sociali affrontati in questi anni, alcuni realizzati in location particolari come ad esempio i centri psichiatrici. Michela Lucenti incontra il lavoro della compagnia di Pina Bausch attraverso i suoi danzatori Beatrice Libonati e Jan Minarik, conoscenza importante che segnerà profondamente le sue scelte. Frequenta la Scuola Biennale del Teatro Stabile di Genova. Contemporaneamente incontra l’ultima fase del ...

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