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“Love Machines” dei Kataklò approda in Italia al Ciak di Milano

Un genio sbilanciato verso l’ignoto. Leonardo. L’inventore, pittore, scultore, architetto, ingegnere, scenografo, anatomista, letterato e musicista. L’uomo che con insaziabile desiderio ha sfidato i limiti della conoscenza, frantumandone gli equilibri, mezzo millennio fa. La sua voce giunge a noi ancora avvolta da un fascino velato di mistero. A lui Giulia Staccioli dedica Love Machines, la nuova produzione del Kataklò Athletic Dance Theatre presentata l’estate scorsa sul palco dell’Assembly Hall di Edimburgo. “Ho sempre avuto una grande passione per Leonardo” afferma la direttrice artistica, “le sue idee, il suo modo di cercare nuove esperienze, la sua infinita sete di conoscenza e la sua mente incredibilemnte curiosa e innovativa. Al centro della sua ricerca c’era sempre lo studio dell’uomo, uomo inteso come macchina viva in movimento.” I Kataklò-corpi-macchina sfideranno in scena i propri limiti in un’indagine vertiginosa verso il nuovo. L’allegorico e coraggioso viaggio di conoscenza prenderà la forma di un métissage immaginifico tra visual art e physical theatre. Love Machines sarà a Milano fino al 14 novembre sul palco del Teatro Ciak, dal martedì al sabato, alle ore 21.00 e in replica pomeridiana la domenica alle ore 16.00 (con riposo il lunedì).  INFO Teatro Ciak c/o Fabbrica del Vapore Via Procaccini, ...

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Al via la stagione del Teatro Comunale di Carpi

Inizia la stagione di danza del Teatro Comunale di Carpi, un’ente che lega la sua nascita ad un periodo storico particolare. La nascita del Teatro risale all’11 agosto del 1861; si era avuta in quel periodo la proclamazione del Regno d’Italia, e fu un esordio in grande stile con le opere Rigoletto e Favorita. La stagione 2010-2011 si aprirà il 3 novembre con la più prestigiosa compagnia di danza portoghese, la Vortice.Dance, che presenterà uno spettacolo coreografato da Claudia Martins e Rafael Carriço, Soliloquy about Wonderland, in cui gli interpreti danzano e parlano di tematiche della vita di tutti i giorni. A dicembre arriverà a Carpi il Balletto di Milano con Romeo e Giulietta, un balletto in due atti coreografato da Giorgio Madia, Pochi ballerini, costumi semplici, bianchi e neri, essenzialità e tragicità, pulizia nei gesti e rinuncia a pesanti strutture scenografiche delineano un quadro di insieme in cui l’espressività vince su tutto il resto. Cantica II, Divina Commedia, uno spettacolo di Emiliano Pellisari, sarà in scena invece a gennaio. I protagonisti nel Purgatorio sono costumi e tessuti, oltre che oggetti di scena come scale, sfere, tavoli, sedie, ovvero gli elementi semplici che descrivono il nostro mondo. I danzatori non ...

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Dibattito culturale in spettacolo sull’identità del corpo al Gender Bender Festival

  La riflessione sul corpo e il principio di identità ad esso collegato si trovano al centro del dibattito culturale del Gender Bender Festival. L’approccio interdisciplinare svilupperà un percorso attraverso le forme della rappresentazione contemporanea alternando spettacoli di danza e teatro a proiezioni cinematografiche, installazioni e concerti. L’ottava edizione sarà dedicata alle icone della musica Pop e all’influemza che hanno avuto nell’evoluzione dell’immaginario culturale e sessuale degli ultimi sessant’anni. Il festival, a Bologna dal 30 ottobre al 6 novembre 2010 con appuntamenti di interesse internazionale. “Sono pagato per ballare e sedurre, lo so io e lo sa anche lo spettatore. La danza non è che un affare di sesso, di desideri più o meno sublimati, di voyeurismo più o meno soddisfatto” dichiara al Corriere della Sera Olivier Dubois, in scena con Pour tout l’or du monde (Arena del Sole, 2 novembre ore 19.30 e 3 novembre ore 21.30). La proposta del danzatore e coreografo francese verrà affiancata dalla performance A corpo libero di Silvia Gribaudi vincitrice del premio del pubblico e della giuria nel concorso veneto “Giovani Danz’autori” dello scorso anno. Poi, lo sguardo della giovane coreografa di Montréal Virginie Brunelle cadrà cinico, violento e ironico sulla complessità del rapporto tra ...

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“Termini Underground” il nuovo documentario sulla danza

  Il nuovo film-documentario sulla danza, proiettato al Festival Internazionale del film di Roma con la regia di Emilia Zazza, si intitola Termini Underground. Il racconto è quello di un luogo, i sotterranei della Stazione Termini di Roma, che diventa lo scenario di opportunità perse, colte, rimandate, sfruttate, ignorate. È qui, infatti, che l’Associazione Ali Onlus, nata dal progetto di Angela Cocozza, una coreografa e ballerina attiva nel sociale, ha iniziato ad accogliere i “suoi” ragazzi. Adolescenti o poco più, prevalentemente di origini non italiane, a cui Angela insegna hip-hop e break-dance, ma anche le regole della convivenza, della tolleranza, del rispetto reciproco e del lavoro offrendo opportunità di crescita e inserimento sociale. La Cocozza ha dato vita ad un percorso di integrazione alla pari attraverso l’hip hop, creando così un vero e proprio corpo di ballo di danza urbana. Di questo corpo di ballo si conoscono anche i lati più intimi come le questioni di cuore, l’urgente necessità di trovare un lavoro che permetta il rinnovo del permesso di soggiorno, la richiesta di cittadinanza, la necessità di una casa, il bisogno di un avvocato per chi si è messo nei guai, la voglia di partire in cerca di un futuro ...

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“Giselle” di Mats Ek ritorna al Teatro San Carlo di Napoli per il Festival della Danza

Curato dalla nuova direttrice del Corpo di Ballo Alessandra Panzavolta, il Festival della Danza al Teatro San Carlo di Napoli continua: il secondo appuntamento, domenica 31 ottobre alle ore 18.00, impegna i Solisti e l’intero Corpo di Ballo, in uno dei successi più acclamati del cartellone targato 2010. Ritorna una produzione fortunata della scorsa stagione, riproposta in data unica, dopo le numerose richieste del pubblico: Giselle nella provocatoria versione di Mats Ek. Pungente e geniale, il remake del coreografo svedese, classe 1945, ritorna in scena al San Carlo dopo il felice debutto di aprile con Roberto Bolle nel ruolo di Albrecht. Ripreso da Pompea Santoro e Veli-Pekka Peltokallio, con le scene e i costumi di Marie-Louise Ekman, la coreografia sfoggia, nel ruolo del titolo, Roberta De Intinis, mentre Albrecht sarà Alessandro Macario. Quando, nel 1982, debutta la versione cult di Ek si capisce da subito che il classico ottocentesco, su musica originale di Adolphe-Charles Adam, conoscerà letture mai osate prima, grazie anche all’interpretazione di Ana Laguna, musa ispiratrice e compagna di vita del coreografo. Un linguaggio moderno reso attraverso una “danza umanista”. Una visione di movimento scandita da una gestualità forte, capace di esprimere tutti i conflitti dell’anima, affondo psicologico ...

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“Quando danzo, è come se nella mia vita si chiudesse in un cerchio”, intervista a Claudia Rossi

Claudia Rossi è una danzatrice e coreografa che si è diplomata all’Accademia Nazionale di danza. Dopo un periodo di perfezionamento in America, presso l’Alvin Ailey Dance Center, torna in Italia ed ha inizio la sua carriera professionale. Dal 2004 è insegnante ed assistente coreografa nella trasmissione TV Amici di Maria De Filippi. Ti sei diplomata all’Accademia Nazionale di Danza. Che allieva sei stata?   Sono stata una allieva molto diligente, anche perché mi sono ritrovata a fare il corso di avviamento e un po’ anche per dare una dimostrazione ai miei genitori che non vedevano di buon occhio la professione del danzatore. Dopo il diploma in Accademia sono andata a studiare in America, dove mi sono perfezionata nella danza jazz.   Le tue prime esperienze lavorative? Il primo lavoro da professionista l’ho fatto quando sono tornata dall’America.  Si trattava di una trasmissione, condotta da Pippo Baudo, in cui si era fatta male una ballerina ed avevano bisogno di una sostituzione. Siccome cercavano una danzatrice con alla base lo studio della danza classica, mi chiamarono e da quel momento è iniziato il mio percorso lavorativo. Com’è nata la scelta di dedicarti alla danza moderna?   È stato per caso. Insegnavo in ...

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“La Fille mal gardée” all’Hungarian National Ballet

  Il 27 novembre l’Hungarian National Ballet metterà in scena La Fille mal gardée, balletto in due atti su musiche di Ferdinand Hérold, coreografia di Sir Fréderick Ashton. Il balletto, creato originariamente da Jean Dauberval, fu rappresentato per la prima volta al Grand Théâtre di Bordeaux il 1 luglio 1789 col titolo Le ballet de la paille ou il n’est qu’un pas du mal au bien. Si racconta che Dauberval abbia tratto ispirazione per la sua creazione osservando le vetrine di un negozio di stampe a Bordeaux dove vide un’incisione del dipinto di Pierre Antoine Baudouin dal titolo Le reprimande/Une jeune fille querrillée par sa mère, nel quale una serva in lacrime con i vestiti in disordine viene sgridata da una vecchia in un granaio mentre il suo spasimante, sullo sfondo, si arrampica su una scala per scappare. Il lavoro ebbe un notevole successo di pubblico e fu il balletto più popolare e duraturo di Dauberval, sebbene nelle versioni successive non sia rimasta nessuna traccia della coreografia originale, tranne che il canovaccio della storia. Si tratta del primo ballet d’action nel quale le parti virtuosistiche si alternano a parti mimate. Rimontato innumerevoli volte e con titoli diversi, è l’unico balletto ...

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Il Torinodanza Festival dedica il terzo focus a Alain Platel e Les Ballets C de la B

Nato quasi per gioco e nella libertà assoluta, Les ballets C de la B è un “many-headed dance-theatre collective” le cui performance spaziano tra surrealismo, psicologia e farsa. Oltre a Alain Platel, ricordiamo tra i principali coreografi Cherakoui e Hans van den Broeck, ora entrambi indipendenti e, fra i membri attuali,  Augustijnen, De Smedt e Estaras. È un collettivo che incoraggia i suoi performer a sviluppare un percorso coreografico individuale, ne sono emersi  infatti  interessanti artisti tra i quali, ad esempio, Sidi Larbi Cherkaoui. Un’importante fonte di ispirazione per Platel è stata  Pina Bausch. Come lei è interessato alla dimensione umana dei performer, dalle loro esperienze e capacità attinge il materiale che verrà montato nella dimensione di forma scenica. Il Torinodanza Festival 2010 dedicherà il suo ultimo focus a  Alain Platel e Les Ballets C de la B. Scrive il direttore artistico Gigi Cristoforetti: “La terza dimensione (del festival) esplora fino in fondo la contrapposizione tra dolore e bisogno di riscatto, tra ferita e speranza: estremi che si toccano e svelano il segreto della vitalità umana”. Con la vita indubbiamente ci si confronterà, che sia nella dimensione del ricordo come in Primero Erscht di Lisi Estaras o nella ricerca di ...

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Il Royal Ballet of Flanders presenta “Artifact” di Forsythe

Dal 19 al 27 novembre al Theatre ‘t Eilandje di Anversa e dal 28 al 30 aprile al Théâtre National di Bruxelles il Royal Ballet of Flanders metterà in scena Artifact di William Forsythe, su musiche di Johan Sebastian Bach ed Eva Crossman-Hecht. Nato a New York nel 1949, William Forsythe è considerato il coreografo contemporaneo che meglio ha saputo riprendere, aggiornare e riplasmare il patrimonio del balletto classico. Dopo la formazione presso la Joffrey Ballet School e l’American Ballet Theatre School, si trasferisce in Europa su invito di John Cranko, che lo vuole come ballerino nella sua compagnia a Stoccarda. In breve tempo diventa uno dei più richiesti coreografi freelance nei primi anni Ottanta, affermandosi a Berlino, Parigi, Vienna,  L’Aja, New York e Francoforte, dove, nel 1984, accetta l’incarico di direttore del Frankfurt Ballet, ruolo che ricoprirà per venti anni, trasformando la compagnia tedesca in una delle più innovative e richieste del mondo e mettendo a punto uno stile inimitabile, in cui convivono in miracolosa armonia i codici del balletto classico e le novità della danza contemporanea. Artifact è stato il primo lavoro di William Forsythe come direttore del Frankfurt Ballet, creazione che molto deve al pensiero di Michael ...

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Il Croatian National Ballet Theatre in scena a Catania con “Don Chisciotte”

Il corpo di ballo del Croatian National Ballet Theatre si esibirà a Catania, al Teatro Metropolitan dal 26 al 28 novembre, con uno dei gioielli del repertorio classico, il Don Chisciotte. La Compagnia croata ha origine dalla fondazione del Teatro di Spalato, che originariamente presentava solo opere e melodrammi. Il primo spettacolo di balletto, una guest performance del Corpo di Ballo di Milano, è rappresentato nel 1921. Nel corso degli anni ’30 si inaugura la prima Scuola di Danza che diventa il nucleo della Compagnia, fondata nel 1940 dalla ballerina di fama mondiale Ana Roje. Con il marito Oskar Harmos, suo partner anche nel balletto, apre una scuola di danza che riceve riconoscimenti e apprezzamenti in tutto il mondo. Da allora il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera Nazionale della Croazia di Spalato si esibisce nelle più grandi opere del repertorio classico e in premiere di compositori croati contemporanei. Il repertorio classico è sempre stato molto attenzionato dai vari direttori artistici della compagnia e maggiormente lo è stato dal 2002 sotto la direzione artistica di Almira Osmanovic che ha cercato di perfezionarlo sempre più. Anche il repertorio di danza contemporanea ha riscosso grandi consensi in particolare nella sua presentazione in ...

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