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“Danza chi, come e perché?” – La Posta di Anna Maria Prina  

Prina

Carissima Signora Prina, Lei che ha pubblicato molti libri sulla metodologia didattica della danza classica cosa ne pensa del fatto che alcune scuole di danza private abbiano dei corsi destinati a bambine al di sotto dei quattro anni di età? Pensa sia un’età adatta per il giusto approccio alla danza? (Luigi da Catania) Caro Luigi, lei mi parla di approccio alla danza e io le dico che sarebbe possibile avvicinare bimbi di 3-4 anni alla Danza. Ma il condizionale in questo caso ha una grande importanza! Prima di tutto non si parla di danza classica, ma di danza in generale e lo si può fare in vari modi: dai video all’educazione al movimento, da esercizi ritmici a camminate, salti e movimenti liberi con percorsi liberi e obbligati nello spazio. Quindi intendo attività che educano al movimento (raramente armonico a quell’età) e non impegnano eccessivamente il corpo, rispettando le capacità e le possibilità di concentrazione del singolo. Tutto ciò, esposto in poche parole, presuppone una grande preparazione pedagogica, didattica, musicale e anatomica oltre a grande sensibilità. In genere, consiglio ai genitori di lasciar giocare i bambini fino alla prima elementare, magari introducendoli a qualche disciplina sportiva leggera – tipo il nuoto ...

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La grande Danza al cinema con La Bisbetica Domata del Bolshoi

La grande Danza al cinema con La Bisbetica Domata del Bolshoi

La grande stagione del balletto del Bolshoi di Mosca al cinema, programmata da QMI Stardust, continua, domenica 26 novembre e in replica martedì 28 novembre, con il balletto ispirato all’opera di William Shakespeare, La Bisbetica Domata, una coreografia firmata Jean-Christophe Maillot. Jean-Christophe Maillot  studia danza e pianoforte al Conservatorio Nazionale Regionale di Tours, fino a quando, nel 1978, viene contattato da John Neumeier per entrare a far parte del Balletto di Amburgo, dove interpreta alcuni ruoli primari all’interno delle creazioni del coreografo americano, ma un incidente pone fine alla sua carriera di ballerino. Nel 1983 è nominato coreografo e direttore del Ballet du Grand Théâtre di Tours. Nel 1985 fonda il Festival Le Chorégraphique e nel 1986 è invitato a Monaco, dove nel 1993 diventa direttore-coreografo di Les Ballets de Monte-Carlo. Nel 2000 Maillot istituisce il Monaco Dance Forum, una vetrina internazionale che si propone di essere per il mondo della danza ciò che il Festival di Cannes rappresenta per il cinema. Grazie alle numerose tournée internazionali, Jean-Christophe Maillot è diventato uno dei coreografi francesi più rappresentati all’estero. Il prossimo appuntamento è quindi con uno dei balletti che si inserisce in piena regola nel variegato e ampio ventaglio delle fortunate letture teatrali, coreografiche e cinematografiche di La Bisbetica Domata, in una produzione finora mai vista. Così, domenica 26 e martedì 28 novembre, l’adattamento della commedia ...

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“Dancer”, il nuovo film su Sergej Polunin al LVIII Festival dei Popoli

“Dancer”, il nuovo film su Sergej Polunin al LVIII Festival dei Popoli

L’anteprima italiana di Dancer, il film – documentario di Steven Cantor sulla vita e l’arte dell’enfant terrible della danza Sergei Polunin, definito dal New York Times “il ballerino più dotato della sua generazione”, inaugurerà la 58/ma edizione del Festival dei Popoli, il festival internazionale del film documentario, martedì 10 ottobre alle ore  21.30, presso il cinema La Compagnia di Firenze. La pellicola, che sarà successivamente distribuita nelle sale cinematografiche da Wanted, attraverso interviste e filmati d’archivio, segue passo passo la straordinaria storia di un brillante e prodigioso danzatore divenuto, a soli 19 anni, il più giovane primo ballerino del Royal Ballet di Londra e considerato uno dei più geniali e controversi ballerini contemporanei. “Il James Dean, il Bad Boy della danza”, come lo hanno battezzato i media inglesi, in riferimento alla sua attrazione per gli eccessi autodistruttivi, emerge come un personaggio romantico e tormentato, che ha saputo rendere popolare il balletto classico grazie a un talento naturale, divenuto ancora più famoso e conosciuto grazie ad un efficacissimo video virale, diretto da David LaChapelle, che lo vede esibirsi in una coreografia mozzafiato sulle note di Take Me to Church di Hozier. Ribelle, iconoclasta, una vera e propria star, Sergei Polunin è uno dei tanti figli della povertà nell’Ucraina ...

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“Danza chi, come e perché?” – La Posta di Anna Maria Prina  

Prina

  Gentilissima, forse le sembrerà una domanda indiscreta, ma mi piacerebbe sapere come trascorre le giornate e se l’allenamento di danza rientra ancora nella sua routine quotidiana. (Rebecca da Udine) Cara Rebecca, lei non è indiscreta! Le mie giornate sono variegate e diverse l’una dall’altra. Non amo essere abitudinaria, anche se per moltissimi anni lo sono stata, con grande dedizione verso la mia professione. Ora posso scegliere cosa fare e i miei impegni sono meno gravosi. Ovviamente amo tuttora la danza e me ne occupo sempre! Infatti, oltre ad andare in palestra due volte la settimana (per stretching specifico ed esercizi di danza), tengo corsi annuali per Insegnanti, partecipo a stage soprattutto all’estero, fornisco consulenze, scrivo articoli e testi di ballo e cerco di essere utile nel sociale. Seguo gli spettacoli di Balletto, danza contemporanea e di prosa. Ultimo ma non meno importante …..faccio la nonna ! Mi è sempre piaciuto molto, anche se  ora i miei nipoti sono cresciuti e i miei interventi sono naturalmente diminuiti. Cari saluti Tra tutti gli spettacoli che ha visto, qual è il suo preferito in assoluto, parlando di repertorio classico? (Beatrice da Belluno) Cara Beatrice, la risposta alla sua domanda non può avere ...

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Nexo Digital: al via la nuova stagione 2017-2018 della Royal Opera House al cinema

Nexo Digital: al via la nuova stagione 2017-2018 della Royal Opera House al cinema

Entrò e l’intera Opera House le si aprì davanti. In fin dei conti non era in ritardo (…). L’intero teatro risplendeva –rosso, dorato, crema ed odorava di vestiti e fiori, e riecheggiavano gli scricchiolii e il trillo degli strumenti, e il brusio e il mormorio delle voci. Gli Anni, Virginia Woolf Come ogni anno, anche quest’anno Nexo Digital porta avanti l’ormai comprovato fruttuoso rapporto fra Danza e Cinema. La stagione 2017-2018 si presenta davvero ricca ed eccezionale, grazie alle tante opere e balletti presenti in cartellone. Dopo il successo della scorsa edizione, che ha raccolto oltre 45.000 spettatori entusiasti solo in Italia, per la stagione 2017-2018 la Royal Opera House proporrà 12 nuovi titoli d’eccellenza che arriveranno in diretta via satellite al cinema in più di 1500 sale di oltre 40 nazioni. Protagonisti di questo nuovo calendario saranno alcuni dei più amati spettacoli del repertorio classico della Royal Opera e del Royal Ballet, le stelle del balletto e dell’opera mondiale e quattro nuove produzioni sempre trasmesse in diretta via satellite da Covent Garden. Ha inaugurato la stagione lo scorso 20 settembre una delle più amate opere di Mozart, Il flauto magico. Proposto per la prima volta nelle sale, lo spettacolo condurrà il pubblico nelle terre della Regina della Notte. Sarà poi il momento della nuova produzione della ...

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“L’origine della Seconda e della Quarta arabesco” di Flavia Pappacena

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“Tra storia e tecnica della danza” Nei due articoli precedenti, “La Pirouette delle origini” e “La nascita delle punte della danza accademica”, avevamo posto l’accento sulle grandi trasformazioni avvenute nel mondo accademico francese nell’ultimo decennio del Settecento a seguito dei rivolgimenti sociali e culturali che avevano scosso non solo la Francia ma l’intera Europa. Il Neoclassicismo incalzante e il gusto greco dilagante avevano imposto l’estetica classica in tutte le arti e avevano fornito modelli non solo alla pittura e alla scultura ma anche al balletto accademico. Le pubblicazioni sui reperti archeologici di Ercolano e Pompei, prodotte a partire dagli anni Cinquanta del Settecento, avevano restituito un repertorio di Menadi danzanti e di Centauri in atteggiamenti vigorosi, rappresentandoli in una dimensione fantastica con sfondi astratti e posizioni dei corpi sospesi nell’aria. Altre figure danzanti e personaggi di scene teatrali si mostravano anch’essi negli atteggiamenti più disparati tra cui alcuni con la schiena rivolta allo spettatore. Se già Raffaello, in seguito agli scavi realizzati alla fine del Quattrocento nelle ville imperiali romane, aveva ampiamente attinto a questo eterogeneo repertorio antico per istoriare le Logge Vaticane, Antonio Canova aveva fatto dei documenti classici un modello di varietà e di gusto. Le sue Danzatrici ...

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Rudolf Nureyev tante vite e una sola danza

Rudolf Nureyev

Rudolf Nureyev, non è stato soltanto il più grande ballerino del novecento, ma anche l’artefice di una profonda trasformazione della danza classica, ma, fuori scena, l’icona di un modo di vivere ribelle, libero e anticonformista. Ha segnato profondamente il costume a metà del 900 mentre il mondo occidentale usciva dai pregiudizi e dall’ipocrisia del dopoguerra. Sicché oggi chiunque calchi un palcoscenico non può dimenticare il segno da lui lasciato, con il quale deve inevitabilmente confrontarsi. La Morte di Rudolf Nureyev, il 6 gennaio del 1993, ha creato nel mondo della danza un vuoto immenso, che difficilmente sarà colmato. E’ stato spesso definito un “genio della danza” e anche “l’erede naturale di Nijinsky”, il grande danzatore russo degli inizi del XX secolo e innovatore della coreografia. Nureyev, in effetti, esaltò la figura del ballerino maschio, così come aveva fatto Nijinsky mezzo secolo prima. Nel balletto classico, l’uomo aveva un rilievo secondario, rispetto alla ballerina; la sua funzione era semplicemente quella di esaltare la bravura della donna, facendola volare più in alto possibile. Nureyev non accettò questa differenza tra i ruoli, con lui la danza e la tecnica maschile acquistarono una nuova e diversa fisionomia, un’importanza pari, se non superiore, a quella della ...

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Dolore alla pianta del piede: non trascuriamo la fascia plantare

Medicina della danza

Molti danzatori, indipendentemente dal tipo di danza praticata, riferiscono di aver sofferto di dolore alla pianta del piede, più spesso localizzato posteriormente verso il calcagno ma che, a seconda dei movimenti dell’avampiede, si può irradiare verso le dita. Per comprendere meglio l’origine di questo disturbo, è utile ricordare che lo scheletro del piede (composto da tarso, metatarsi e falangi) visto di profilo presenta una struttura “a volta”, che viene mantenuta anche sotto carico, cioè nella stazione eretta e che consente di identificare  due archi longitudinali, mediale e laterale (tesi tra il calcagno e le teste del primo e del quinto metatarso), e un arco trasverso (teso tra la testa del primo e del quinto metatarso). E’ appunto la maggiore o minore ampiezza dell’arco longitudinale mediale che ci consente di determinare il tipo di piede: cavo, quando l’arco plantare è molto evidente; piatto, quando invece tale arco si appiattisce o scompare sotto l’effetto del peso del corpo; normale in tutti gli altri casi. La principale struttura deputata al mantenimento degli archi plantari sotto carico prende il nome di fascia plantare. La fascia plantare è una robusta fascia di tessuto connettivo fibroso che si trova sulla pianta del piede subito sotto lo ...

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Le curve fisiologiche della colonna vertebrale: un aiuto prezioso per i danzatori

Colonna Vertebrale

La colonna vertebrale appresenta l’asse portante del nostro corpo: è composta dall’insieme di oltre 30 vertebre, la maggior parte delle quali sono unite tra loro da un disco di cartilagine fibrosa che racchiude al centro un nucleo di sostanza gelatinosa che è in grado di ammortizzare i carichi cui la colonna è sottoposta sia da ferma che durante i movimenti del tronco (disco intervertebrale). Grazie alla sua struttura complessa, la colonna vertebrale dell’uomo è capace di svolgere in maniera esemplare due compiti a prima vista diametralmente opposti: essa è capace infatti di muoversi nelle diverse direzioni dello spazio, permettendo alla nostra schiena di flettersi in avanti, estendersi in dietro, inclinarsi lateramente e ruotare a destra e sinistra ma, se mantenuta fissa dai muscoli che la circondano, è anche in grado di sostenere il peso dell’intero corpo, di sopportare carichi esterni anche ingenti (pas de deux) e di trasformarsi nel perno intorno al quale il corpo gira. Affinchè la colonna vertebrale possa svolgere al meglio le sue funzioni di sostegno e movimento, bisogna che il danzatore impari, fin dalle primissime fasi del suo allenamento, a rispettarne le caratteristiche fisiologiche anche durante i movimenti di danza, senza creare zone di rigidità e/o ...

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Roberto Bolle, l’étoile dei due mondi

Roberto Bolle

Roberto Bolle è senz’altro oggi il ballerino più conteso dai teatri e dai coreografi di tutto il mondo e non potrebbe essere diversamente quando si nasce con un talento come il suo e lo si coltiva con tanta cura e dedizione. E’ nato a Casale Monferrato il 26 marzo del 1975 ed ha iniziato giovanissimo i suoi studi nella Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano: “La carriera nel mondo della danza si sviluppa prestissimo, da giovanissimo. Bisogna sviluppare doti da atleta, curare l’interpretazione e lo studio. Dopo i 40 anni c’è un evitabile declino fisico. La carriera è breve, bisogna darsi da fare per dare il massimo molto presto”. Il primo a notarlo fu il più grande danzatore della storia, Rudolf Nureyev, che gli affidò il ruolo di Tadzio nell’opera “Morte a Venezia” di Benjamin Britten. Roberto aveva solo 15 anni e un futuro da stella davanti a sé. L’incontro con Nureyev è stato determinante: “Mi ha dato soprattutto dei consigli tecnici, correggendomi alla sbarra e in alcuni esercizi. In un certo senso, mi ha aggiustato l’impostazione di base. Ero molto giovane e ne avevo davvero un grande bisogno”. Nel 1990 ha ricevuto numerosi riconoscimenti, nazionali e ...

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