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Medicina e danza

Il controllo del “centro”: un lavoro importante nello studio della danza e nella vita quotidiana

Danzatori

Se osserviamo un danzatore che si muove nello spazio, il nostro sguardo rimane colpito soprattutto dall’ampiezza dei movimenti degli arti: braccia e gambe che disegnano ampie linee nell’aria in tutte le direzioni, quasi fossero “staccate” dal resto del corpo. Per riuscire ad ottenere questo risultato, tuttavia, il lavoro del tronco, o meglio del “centro” del corpo, risulta essere della massima importanza. Imparare a stabilizzare il “centro”, inoltre, rappresenta il miglior metodo attualmente conosciuto per la prevenzione delle patologie da sovraccarico funzionale della colonna vertebrale (lombalgia, sciatica, ecc.). Da queste premesse si comprende quanto sia importante che i danzatori, già dai primi anni di studio, siano abituati ad un tipo di lavoro biomeccanicamente corretto, che miri all’utilizzazione armonica della muscolatura, in modo da sviluppare contemporaneamente sia la flessibilità che la stabilità del tronco.  Gli studi scientifici degli ultimi 30 anni hanno portato a profonde modificazioni del concetto di stabilità del tronco: mentre in passato si associava l’idea di instabilità all’idea di debolezza muscolare o di lassità capsulo-legamentosa, oggi si pone l’accento sul concetto di corretto reclutamento del sistema muscolo-fasciale (sistema nervoso) e sull’attivazione della muscolatura profonda, capace di stabilizzare la colonna vertebrale all’interno della sua “zona neutra” , ovvero di quella ...

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Dolore alla pianta del piede: non trascuriamo la fascia plantare

Medicina della danza

Molti danzatori, indipendentemente dal tipo di danza praticata, riferiscono di aver sofferto di dolore alla pianta del piede, più spesso localizzato posteriormente verso il calcagno ma che, a seconda dei movimenti dell’avampiede, si può irradiare verso le dita. Per comprendere meglio l’origine di questo disturbo, è utile ricordare che lo scheletro del piede (composto da tarso, metatarsi e falangi) visto di profilo presenta una struttura “a volta”, che viene mantenuta anche sotto carico, cioè nella stazione eretta e che consente di identificare  due archi longitudinali, mediale e laterale (tesi tra il calcagno e le teste del primo e del quinto metatarso), e un arco trasverso (teso tra la testa del primo e del quinto metatarso). E’ appunto la maggiore o minore ampiezza dell’arco longitudinale mediale che ci consente di determinare il tipo di piede: cavo, quando l’arco plantare è molto evidente; piatto, quando invece tale arco si appiattisce o scompare sotto l’effetto del peso del corpo; normale in tutti gli altri casi. La principale struttura deputata al mantenimento degli archi plantari sotto carico prende il nome di fascia plantare. La fascia plantare è una robusta fascia di tessuto connettivo fibroso che si trova sulla pianta del piede subito sotto lo ...

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Le curve fisiologiche della colonna vertebrale: un aiuto prezioso per i danzatori

Colonna Vertebrale

La colonna vertebrale appresenta l’asse portante del nostro corpo: è composta dall’insieme di oltre 30 vertebre, la maggior parte delle quali sono unite tra loro da un disco di cartilagine fibrosa che racchiude al centro un nucleo di sostanza gelatinosa che è in grado di ammortizzare i carichi cui la colonna è sottoposta sia da ferma che durante i movimenti del tronco (disco intervertebrale). Grazie alla sua struttura complessa, la colonna vertebrale dell’uomo è capace di svolgere in maniera esemplare due compiti a prima vista diametralmente opposti: essa è capace infatti di muoversi nelle diverse direzioni dello spazio, permettendo alla nostra schiena di flettersi in avanti, estendersi in dietro, inclinarsi lateramente e ruotare a destra e sinistra ma, se mantenuta fissa dai muscoli che la circondano, è anche in grado di sostenere il peso dell’intero corpo, di sopportare carichi esterni anche ingenti (pas de deux) e di trasformarsi nel perno intorno al quale il corpo gira. Affinchè la colonna vertebrale possa svolgere al meglio le sue funzioni di sostegno e movimento, bisogna che il danzatore impari, fin dalle primissime fasi del suo allenamento, a rispettarne le caratteristiche fisiologiche anche durante i movimenti di danza, senza creare zone di rigidità e/o ...

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Spondilolisi e Spondilolistesi: quando una vertebra lombare “scivola”

Infiammazione-nervo-sciatico

  Nei due articoli precedenti abbiamo preso in considerazioni le più frequenti cause di dolore lombare nei danzatori, ovvero la lombalgia di tipo meccanico (cioè dovuta ad un cattivo utilizzo della colonna vertebrale sotto carico) e quella di origine discale (legata alla sofferenza del disco intervertebrale). Oggi invece parleremo di una particolare forma di mal di schiena che colpisce un numero più esiguo di danzatori ma che deve essere monitorata con cautela sia dai medici che dagli insegnanti di danza: in questo caso la lombalgia è legata alla presenza di una interruzione dell’istmo della vertebra (spondilolisi) che, se bilaterale, permette lo scivolamento del corpo di una vertebra rispetto a quello della vertebra  sottostante (spondilolistesi).  Per meglio comprendere le caratteristiche di questa condizione patologica, è necessario ricordare che ogni vertebra è composta da una porzione anteriore cilindrica detta corpo e da una porzione posteriore, a ferro di cavallo, detta arco vertebrale, da cui partono diversi prolungamenti: un processo spinoso, due processi trasversi e quattro processi articolari, di cui due superiori e due inferiori (vedi fig.1). Col termine istmo (o pars interarticularis), viene indicata una porzione ristretta dell’arco posteriore della vertebra che è compresa tra il processo articolare superiore e quello inferiore; ...

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Le basi anatomiche e fisiologiche dell’en dehors

Svetlana Zakharova

            Con il termine en dehors, che letteralmente significa “in fuori”, si intende il movimento di rotazione esterna dell’anca capace di modificare l’orientamento dell’intero arto inferiore, in modo che le dita del piede si trovino a guardare lateralmente e non in avanti. Questo atteggiamento è alla base di tutti i movimenti della danza classica e permette di eseguire le cinque posizioni base dei piedi. Una buona esecuzione dell’en dehors fa parte della corretta impostazione degli studenti di danza e ne condiziona il raggiungimento della maggioranza degli obiettivi sia tecnici che artistici; dal punto di vista medico, inoltre, la difficoltà ad eseguire adeguatamente il movimento in questione rappresenta la principale causa di rischio per l’insorgenza di un elevato numero di patologie da sovraccarico funzionale dell’arto inferiore. In questo articolo ci soffermeremo ad analizzare quali sono le condizioni che consentono di ottenere un corretto en dehors mentre, nel prossimo articolo, porteremo l’attenzione su tutte le problematiche legate alla limitazione della rotazione esterna delle anche (en dehors forzato o overturn). L’ampiezza del movimento di rotazione esterna dell’anca è diverso da individuo ad individuo ed è strettamente legato ad innumerevoli fattori sia strutturali che funzionali: a)    Posizione del bacino: l’acetabolo, situato sulla faccia esterna ...

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Il ruolo delle “tecniche di supporto” nello studio della danza

Tecniche e Supporto della danza

Per eseguire correttamente i movimenti richiesti durante una lezione di danza, a prescindere dalla tecnica e dallo stile che si sta studiando, è necessaria una buona conoscenza dei meccanismi che regolano i movimenti del corpo umano e, ancora di più, un buon controllo dello stesso: soltanto attraverso la cosidetta “coscienza del movimento” infatti, una semplice sequenza di atti motori si può trasformare in un “gesto” capace di trasmettere a chi guarda non soltanto eleganza e bellezza ma anche sentimenti ed emozioni. Ovviamente la conoscenza del corpo fa parte del bagaglio di nozioni che ogni buon Insegnate di Danza trasmette ai propri allievi; fin da piccoli i bambini dovrebbero imparare a non “”copiare meccanicamente” il movimento proposto dall’Insegnante ma a comprenderne i principi fondamentali cercando di riprodurli in maniera autonoma in base alle caratteristiche del loro corpo ed alla loro abilità tecnica. Dal punto di vista pratico, tuttavia, fornire a un gruppo di studenti di danza le nozioni e le competenze richieste può essere più arduo del previsto: innanzi tutto se il gruppo non presenta caratteristiche fisiche simili le possibilità di eseguire un certo movimento possono variare in maniera anche molto evidente ma, anche in presenza di studenti fisicamente più o ...

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Le scuole di danza riaprono: impariamo ad usare il “Riscaldamento” per prevenire i traumi

Riscaldamento - Medicina della danza

           Il mese di settembre è già inoltrato e tutte le scuole di danza sono alle prese con le iscrizioni e la programmazione dei corsi e delle lezioni per il nuovo anno. La storia degli studenti di danza si ripete apparentemente sempre uguale: classi, prove, reppresentazioni e poi il ciclo ricomincia da capo, con l’obiettivo di raggiungere sempre nuovi traguardi tecnici ed artistici. Le innumerevoli attività scolastiche e ricreative che vengono quotidianamente proposte a bambini e ragazzi, tuttavia, costringono gli studenti di ogni età a ritmi di vita molto serrati per cui, molto spesso, li vediamo arrivare nell’aula di danza affannati, non ancora completamente vestiti e pettinati per iniziare le loro lezioni senza né preparazione fisica né concentrazione. Questa pessima abitudine può essere considerata non soltanto uno dei tanti fattori predisponenti all’insorgenza di traumi acuti, come ad esempio strappi/stiramenti muscolari e distorsioni, ma anche come un fattore aggravante di situazioni dolorose croniche come la lombalgia, l’anca a scatto ecc. Proprio per questi motivi, quando la routine sta per prendere ancora una volta il sopravvento, credo che sia importante fermarsi a riflettere su un aspetto dell’allenamento che viene molto spesso trascurato sia dai danzatori che dagli insegnanti: il riscaldamento. In parole ...

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Dove arte e scienza si incontrano

Danzatori

Come fornire informazioni riguardanti le possibilità di aggiornamento sugli aspetti scientifici dello studio della danza a tutti coloro che sono interessati ad ampliare le loro conoscenze in questo campo? Come suggerire fonti di materiale bibliografico a tutti gli studenti di diverse discipline motorie che, praticando danza, vorrebbero cimentarsi nella stesura di una tesi sperimentale spesso senza l’aiuto di un Docente specificamente esperto in danza? Il metodo più semplice, a mio avviso, è proprio quello di presentare ai lettori, in modo diretto ed immediato, l’Associazione Internazionale di Medicina della Danza, focalizzando l’attenzione non soltanto sulla sua particolare struttura interdisciplinare ma anche sulle sue finaltà educativo/preventive e sugli aspetti interculturali che la caratterizzano. L’International Association for Dance Medicine & Science (IADMS) è nata nel 1990 dall’impegno di un gruppo di professionisti di discipline santarie che si occupavano di danzatori, insieme ad insegnanti di danza e professionisti interessati a migliorare le proprie competenze in ambito scientifico. Nel 1991 il numero degli associati era di 48 membri: oggi l’associazione conta circa 1000 iscritti che rappresentano 35 paesi nel mondo. La gestione dell’associazione è delegata ad un Consiglio Direttivo, eletto ogni 2 anni, attualmente composto da 10 consiglieri che supportano il lavoro del Presidente, del ...

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Le curve fisiologiche della colonna vertebrale: un aiuto prezioso per i danzatori

Colonna-Vertebrale1

  La colonna vertebrale appresenta l’asse portante del nostro corpo: è composta dall’insieme di oltre 30 vertebre, la maggior parte delle quali sono unite tra loro da un disco di cartilagine fibrosa che racchiude al centro un nucleo di sostanza gelatinosa che è in grado di ammortizzare i carichi cui la colonna è sottoposta sia da ferma che durante i movimenti del tronco (disco intervertebrale). Grazie alla sua struttura complessa, la colonna vertebrale dell’uomo è capace di svolgere in maniera esemplare due compiti a prima vista diametralmente opposti: essa è capace infatti di muoversi nelle diverse direzioni dello spazio, permettendo alla nostra schiena di flettersi in avanti, estendersi in dietro, inclinarsi lateramente e ruotare a destra e sinistra ma, se mantenuta fissa dai muscoli che la circondano, è anche in grado di sostenere il peso dell’intero corpo, di sopportare carichi esterni anche ingenti (pas de deux) e di trasformarsi nel perno intorno al quale il corpo gira. Affinchè la colonna vertebrale possa svolgere al meglio le sue funzioni di sostegno e movimento, bisogna che il danzatore impari, fin dalle primissime fasi del suo allenamento, a rispettarne le caratteristiche fisiologiche anche durante i movimenti di danza, senza creare zone di rigidità e/o di sovraccarico, che ...

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La verbalizzazione e la danza: l’importanza della precisione del linguaggio per facilitare la corretta esecuzione del movimento

Lezione di danza

Uno degli aspetti più interessanti e stimolanti del mio lavoro di esperto in Medicina della Danza è rappresentato dalla collaborazione che si è creata, negli anni, con un numero sempre maggiore di Insegnanti di Danza con cui si discutono, di volta in volta, problematiche riguardanti non solo la prevenzione delle principali “malattie da danza” ma anche le strategie di lavoro riguardanti una più attenta analisi delle caratteristiche del corpo del danzatore, soprattutto se ancora bambino, per cercare di ottenere una tecnica sempre più adatta alle esigenze di ogni singolo individuo, senza perdere il rigore, l’eleganza e l’artisticità del movimento che sono alla base di qualsiasi forma di danza. Spesso, durante queste discussioni, ci si è trovati di fronte ad alcuni “modi di dire” o meglio ad una sorta di “linguaggio prefissato” con cui vengono identificate sensazioni e/o movimenti tipici della lezione di danza che, nonostante siano comunemente accettati e quasi sempre tramandati da generazione in generazione, non aiutano chi deve eseguire il movimento ad ottenere una giusta sensazione e favoriscono il crearsi di dubbi ed incertezze. Non è un caso che, nel suo ultimo ed esaustivo libro di testo “Dance Anatomy and Kinesiology” (Human Kinetics, 2007), Karen Clippiger abbia dedicato ...

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