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Jonatha Casarin e Raika Crepaldi: La danza unisce molte giovani coppie nella vita, ma è una scommessa non sempre facile da rispettare

Jonatha e Raika

Due grandi professionisti della danza sportiva ci regalano, in questa doppia intervista, la loro emozionante esperienza di ballerini e maestri di ballo. Dopo aver gareggiato in quasi tutta Europa, Jonatha e Raika decidono, però, di smettere di ballare insieme. Perché? Ce lo spiegano in questo toccante racconto che è anche uno spaccato di vita quotidiana.

 

Jonatha se non sbaglio hai iniziato a ballare da bambino con le danze standard? Che ricordi hai?

Sicuramente dei bellissimi ricordi. Ero giovane e chiaramente tutta la mia vita era votata al ballo. La scuola mattiniera era il compromesso con i genitori perché ti lasciassero ballare e, non lavorando, ogni minuto libero lo passavi a danzare ovunque eri, nel corridoio di casa piuttosto che nel salotto della nonna.

In tv, nella prima edizione di Campioni di ballo presentato da Lorella Cuccarini, vinci il primo premio e sei scelto come componente del gruppo Latin Expression, con cui ti esibisci ai campionati del mondo combinata dieci balli

Ho sicuramente ricordi positivi legati alla spensieratezza con cui danzavo. Quelli erano tempi d’oro. Ho vinto una medaglia d’argento nella combinata 10 balli e svariate finali e semifinali in competizioni all’estero quali German Open, French Open, International di Londra, Austrian Open. Il periodo in cui ho avuto la possibilità di fare esperienza con Lorella Cuccarini è stato un momento di vita, sia come ballerino sia come semplice appassionato, davvero avvincente. Certo da quel momento in avanti ho avuto tante altre soddisfazioni come ballerino professionista che probabilmente è stato una sorta di trampolino di lancio.

Mi verrebbe da dire che anche tu hai avuto una metamorfosi: sei passato a ballare quasi esclusivamente danze caraibiche, Perché?

Avevo smesso di ballare i cosiddetti 10 balli per lo strano accavallarsi di situazioni. Venivo da un lungo periodo di vittorie, una serie di secondi e terzi posti durissimi. Incontrai una ragazza che mi aveva distratto, mi aveva quasi allontanato dal ballo. Inoltre avevo dovuto cambiare più ballerine incontrando anche lo scoglio della difficoltà degli allenamenti visto la lontananza con la prima partner. Essendo un ex competitore consideravo questa disciplina caraibica uno stile ridicolo fino a che una sera, in un locale, vidi il maestro Fernando Sosa con tutti i ballerini vestiti come nel film Matrix. Ne fui letteralmente colpito. Non ballava per divertimento e basta, c’era qualcos’altro. Con il suo gruppo di ballo fondevano la musica Salsa e caraibica in generale con l’hip hop. Fu così da lì presi il caraibico più seriamente.

Una domanda pungente ad entrambi. Jonatha cosa vorresti dire a Raika che non hai già detto?

A Raika non so cosa dire. Di solito mi è più facile scrivere che parlare. Raika non balla più con me negli eventi e negli spettacoli di danza, ha abbandonato il palcoscenico. È una decisione che non condivido pienamente, ma che rispetto. Di cose non dette ce ne sono e ce ne sono state, ma visto che ne ho la possibilità vorrei dirle che mai nessuna ballerina, e parlo al di là del nostro rapporto coniugale, mi ha regalato delle così belle emozioni sul palco. Quella tranquillità che mi trasmetteva ora son io che devo darla ai miei collaboratori ballerini. Quello che devo dirle è solo grazie; grazie per avermi regalato quello che ho e quello che sono.

Raika anche tu sei stata contagiata dalla febbre delle danze tipiche dei caraibi. Cosa puoi raccontarmi sulla tua carriera di ballerina?

Ho iniziato a ballare da piccolissima. Come capita spesso la famiglia ti porta in una sala da ballo e da li tutto nasce per gioco. I miei genitori, infatti, erano grandi appassionati di liscio

e con loro andavo sempre a ballare. In questi ultimi decenni tante mode e tendenze sono passate.

Stile, eleganza e portamento nel danzare: secondo te cosa dovrebbe avere una brava ballerina per distinguersi nel ballo?

Una brava ballerina per distinguersi nel ballo deve avere, secondo me, tanto carisma. Deve riuscire a conquistare chi la sta guardando, deve avere originalità nello stile.

Per quanto riguarda l’abbigliamento femminile, hai qualche preferenza stilistica che possa valorizzarti ancora di più, oppure cosa?

Per quanto riguarda l’abbigliamento sono una grande sostenitrice degli strass. Mi piacciono molto, penso che il vestito in uno show conti moltissimo. Il genere che preferisco è il vedo non vedo, sexy ma scoperto al punto giusto, in ogni caso deve essere luminoso e luccicante.

Anche a te Raika ti chiedo se hai una cosa che vorresti dire a Jonatha che non hai già detto.

A Jonatha vorrei dire che non è perfetto e a volte sbaglia pure lui. Soprattutto abbiamo una grande soddisfazione, al di fuori della danza, e questo vale anche per Jonatha (che si è dimenticato di rispondere a questa domanda) ed è la nostra bambina Kartika che ci fa sorridere ogni giorno.

Progetti futuri?

Abbiamo tanti progetti da realizzare nel mondo della danza, tutti in corso d’opera. Ti terremo informato su ogni nostra nuova avventura legata a questo affascinante mondo.

Un saluto ai lettori del Giornaledelladanza.com

Intanto ringrazio il Giornale della danza e saluto te. Un caloroso abbraccio a tutti coloro che leggeranno il nostro racconto di vita e di ballo, Jonatha e Raika.

 

Massimiliano Raso 

www.giornaledelladanza.com

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