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Ravenna a settembre è la Vetrina della giovane danza d’autore

Carlo Massari, Chiara Taviani (Lombardia) – Tristissimo

Network Anticorpi XL è la rete italiana dedicata alla giovane danza d’autore, che coinvolge 32 operatori di 15 Regioni e da dieci anni rappresenta un esempio di promozione della nuova generazione di coreografi italiani. Un percorso collettivo che si arricchisce di nuove sfide culturali, mentre i partner del Network XL svolgono un importante ruolo di scouting e sottoscrivono delle linee guida condivise per diverse modalità di supporto agli artisti.

Il Network propone diversi tipi di azioni, per rispondere alle necessità dei giovani autori nelle differenti fasi del loro percorso, e promuove, oltre alla Vetrina della giovane danza d’autore, anche Prove d’autore XL, CollaborAction XL, Nuove Traiettorie XL, CorpoGiochi XL, ResiDance XL, Botteghe d’arte e Danza Urbana XL.

All’interno del Festival Ammutinamenti, dal 18 al 20 settembre, in scena dunque alcuni degli artisti coinvolti nel network, ai quali viene data una visibilità che li porti sempre più vicini a un pubblico via via più ampio, per potersi imporre sulle scene contemporanee, ma anche per arricchire sempre di più il proprio percorso.

Questo dunque il programma: il 18 settembre, alle 16 e alle 17, alla Biblioteca classense, in scena Rimembranze di Annalisa Privati, un lavoro sulle immagini scolpite nella memoria, e M 1 poi 2 poi 3 di Gianluca Girolami, un solo poi un duo poi un trio che portano in scena una danza dalle origini al suo percorso coreografico. Alle 21.30 alle Artificerie Almagià, in scena La medesima ossessione: il corpo di Stellario di Blasi, già danzatore per Zappalà danza, e da qualche tempo coreografo indipendente, qui all’opera sul tema della natura istintiva e natura divina nell’uomo; seguono Re-Garde di Francesco Colaleo, che indaga il senso della vista e 40.000 centimetri quadrati di Claudia Catarzi, danzatrice di lunga esperienza ora nella compagnia di Sasha Waltz, qui in scena con uno studio sul corpo in uno spazio minimalista e ridotto. Seguono Manfredi Perego, con Horizon, una ricerca di un paesaggio immaginario, e Eugenia Coscarella, diplomata alla Paolo Grassi, ora performer in un gruppo di ricerca coreografica, in scena con YAKU SKIN in a hall, un’indagine sui corridoi come luogo di transito.

Il 19 settembre alle 21.30, sempre alle Artificerie Almagià, in scena Venus (estratto) di Nicola Galli, che porta avanti una ricerca coreografica sui pianeti del sistema solare; segue Creatures di Michela Paoloni, nato dall’osservazione dell’individuo come creatura in bilico, un’osservazione che va a braccetto con la creazione di Francesca Penzo e Tamr Grosz il cui Why are we so f***ing dramatic? è una parodia dei documentari in stile National Geographic, che parla però della “young indipendent woman”, la giovane donna indipendente. In Triptych di Gabriele Valerio invece, viene esplorato l’istinto della violenza messa in scena attraverso tre danzatrici; chiude la serata Tristissimo di Carlo Massari e Chiara Taviani, una ricerca sulla tristezza nata dalla scoperta del Blue Monday.

Il 20 settembre dalle 18.00, gli ultimi tre in scena alle Artificerie Almagià: Suspension di Luca Rapis, fondatore di One Thousand dance (sopo un’esperienza al Royal Ballet e alla Scala), autore in un anno di ben quattro produzioni, qui indaga il tempo del sogno. Segue Ci sono cose che vorrei davvero dirti di Giovanni Leonarduzzi – Bellanda, che scrive in forma di danza una lettera al figlio; e chiude la serata Annalì Rainoldi con This is not a show, una fenomenologia dell’inganno, o autoinganno, quotidiano nella vita dell’uomo.

Un programma che si presenta vario nei temi e negli stili, una buona occasione, per tutti gli spettatori, di farsi un’idea della danza contemporanea italiana emergente.

ORARI&INFO:

Vetrina della giovane danza d’autore – AnticorpiXL

Dal 18 al 20 settembre 2015,

Ravenna, Artificerie Almagià e Biblioteca Classense,

all’interno del Festival Ammutinamenti: www.festivalammutinamenti.org

www.networkdanzaxl.org

Greta Pieropan

Foto: N.Galli

www.giornaledelladanza.com

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