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Tag Archives: Balanchine

A Londra con il Mariinsky Theatre per un’estate magica e romantica

    Arriva a Londra dal 28 luglio al 16 agosto il Mariinsky Theatre, con nomi di grande rilievo e un programma di classici. Classici che hanno lasciato qualche perplessità nel mondo dei “ballettomani”, per l’attaccamento alla tradizione e la poca varietà; anche se i titoli sono studiati ad hoc per sottolineare la qualità tecnica dei ballerini, e la fastosità degli allestimenti, con tanto di tradizionale scuola russa per quanto riguarda la filologia coreografica, ma lasciano un po’ stupiti per l’estremo tradizionalismo. In ogni caso, i classici sono sempre una buona idea, e quando sono portati in scena da compagnie di alta qualità meritano sempre di essere rivisti. Perciò classici per tutti i gusti, dalla fiaba alla tragedia, dalla letteratura al lago più famoso della storia. Si parte il 28 luglio con quattro repliche di Romeo and Juliet nella versione del coreografo Leonid Lavrovskj, datato 1940, e che conobbe un grandissimo successo proprio a Londra nel 1956, quando anche Margot Fonteyn rimase estasiata dalla versione russa, mentre John Cranko trasse ispirazione da quello spettacolo per creare il proprio Romeo e Giulietta. Otto invece le repliche del Lago dei cigni dall’1 agosto, con la produzione di Sergeyev basata su quella di Petipa e Ivanov, uno spettacolo da non perdere per i puristi del balletto che ...

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San Francisco in riva alla Senna: torna a Parigi il balletto d’oltreoceano

Come ogni estate dal 2005, il progetto Les étés de la danse assicura agli appassionati di danza classica e contemporanea degli spettacoli che, terminata la stagione dei teatri parigini, li accompagnino dal 10 al 26 luglio, selezionando una compagnia straniera (o un coreografo e un interprete notevoli) ospite che presenti il suo repertorio, il più ampio possibile dal punto di vista degli stili per portare uno spettacolo di qualità anche a chi non è esperto. Ad accompagnare le esibizioni i luoghi più magici della capitale francese che possano ospitare un grande numero di persone, tra cui anche i numerosi turisti. Non solo spettacoli dal vivo, ma anche opportunità per i più giovani e i più curiosi, come le visite al “dietro le quinte”, le prove aperte e gli stage, fino alla rassegna di film di danza e balletto. Quest’anno, in occasione del decimo anniversario, la compagnia ospite è la stessa della prima edizione: il San Francisco Ballet di Helgi Tomasson, che con i suoi settantacinque elementi, molti dei quali giovani talenti del balletto, riporta in patria anche Mathilde Froustey, già ballerina dell’Opéra parigina che è ora principal dancer a San Francisco. Dei diciotto titoli in programma, ben nove sono premières ...

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Esce “Gli angeli di Apollo”, il nuovo volume di storia del balletto

Quando nel nostro immaginario vogliamo dare un corpo all’ idea platonica di balletto classico, davanti ai nostri occhi subito si materializza una ballerina con tutù bianco e scarpette rosa da punta che, mentre danza, sembra spiccare il volo proprio come un angelo, tanto è leggera ed eterea. E questi angeli bianchi non potevano che essere figli del dio Apollo, il grande padre e Dio protettore di tutte le arti. È alquanto significativo, quindi, il titolo che la ballerina e storica di danza Jennifer Homans ha voluto dare al suo volume uscito da qualche giorno, precisamente il 23 maggio 2014 e già disponibile su Amazon.com e nelle grandi librerie italiane. Preceduta da una prima edizione in lingua inglese, pubblicata dalla Random House nel 2010, questa seconda edizione aggiunge un notevole contributo nel panorama della storiografia italiana del balletto classico. Il volume ripercorre passo passo le fasi salienti che nel corso della storia hanno plasmato il balletto – Rinascimento, romanticismo, espressionismo, bolscevismo, modernismo, guerra fredda… – e non è privo di interessanti divagazioni della stessa scrittrice sulla situazione attuale della danza internazionale da cui trapela una visione pessimista riguardo al futuro della danza. La scrittrice, infatti, ci dice che dopo Balanchine purtroppo ...

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Dal Lago alla Black Cake: il Wiener Staatsballett al Teatro Ristori

Ritorna a Verona il corpo di ballo dell’opera di Vienna, che, dopo il successo della scorsa stagione, presenta un nuovo programma dedicato ai grandi maestri della coreografia. Quest’anno Manuel Legris, direttore che sta facendo un grande lavoro di perfezionamento dei balletti tradizionali e di continuo aggiornamento della compagnia, ci mostra la freschezza e l’eccellenza con cui i ballerini affrontano i grandi coreografi e i loro personalissimi stili. Si comincia dal balletto più classico con l’inedito, per il pubblico italiano, Pas de cinq del Lago dei Cigni  di Nureyev, balletto presentato a Vienna nel 1964, e che fu successivamente “ritoccato” per l’Opéra di Parigi (ed è questa la versione della Scala). Facciamo poi un passo nella tradizione che riprende la tecnica accademica ma la colora con un movimento più ampio e attento a ogni minimo contrappunto musicale: si tratta di Balanchine, chiaramente, di cui verrà presentato l’Allegro Brillante, che è, per stessa ammissione del coreografo, un concentrato (di circa un quarto d’ora) delle conoscenze di Balanchine sul balletto: una coreografia difficile, in cui risaltino la forza e l’ampiezza dei movimenti, insieme alla precisione estrema dei gesti sulla partitura di Tchaikovsky. Rimaniamo in America, ma passiamo decisamente alla modernità con il coreografo ...

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Gli allievi della Scuola di Ballo Accademia alla Scala al Piccolo Teatro di Milano

  Ritorna l’atteso spettacolo istituzionale della Scuola di Ballo Accademia alla Scala. Tra gli allievi quest’anno emerge un gruppo di giovani talenti degni di nota per tecnica e ambizione. Il futuro della danza si presenta sul palcoscenico del Piccolo Teatro di Milano. Il Maestro Frédéric Olivieri, direttore del Dipartimento Danza, propone una selezione di coreografie sugli Etudes di Carl Czerny, al fine di presentare i diversi livelli accademici degli allievi: dai giovanissimi che affrontano coreografie più semplici, ai più grandi che eseguono variazioni di alto livello. Serenade: uno dei balletti più noti di George Balanchine: creato nel 1934, si ispira alla Serenata in do maggiore per orchestra d’archi di Čajkovskij. Il coreografo russo inverte l’ordine dei movimenti per restituire un’atmosfera delicata e una vena malinconica. Uno degli esempi più alti del neoclassicismo di Balachine. Sono semplicemente danzatori in movimento su un bel pezzo di musica – ha detto Balanchine – una serenata, una danza al chiaro di luna: questo è Serenade. The Unsung: creazione di José Limón del 1971, il balletto vede otto danzatori impegnati in una serie di movimenti che si ispirano alle danze dei Nativi americani. Nessun accompagnamento musicale, solo i passi ritmici dei ballerini, che alternano situazioni ...

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I Gioielli di Balanchine brillano sul palcoscenico della Scala

Jewels, presentato a New York il 13 aprile 1967, figura come eccezione, sia nell’originale repertorio di George Balanchine, sia nella storia del balletto, essendo una lunga coreografia, a serata intera, in tre “atti”, priva di spunti narrativi e guidata da un solo e unico tema: le pietre preziose. Lo stesso Balanchine racconta che l’idea della creazione di un nuovo balletto con costumi cosparsi di gioielli (poi firmati dalla prediletta costumista Karinska) cominciò a balenargli nella mente quando un amico gli presentò il gioielliere ClaudeArpels. Tempo dopo, il coreografo ebbe modo di ammirare, a New York, una sua splendida collezione di preziosi proprio nella gioielleria “Van Cleef & Arpels”. La cosa non dovette lasciarlo indifferente: da orientale, da georgiano del Caucaso, Balanchine confessò sempre la sua passione per il colore delle gemme e la bellezza delle pietre preziose. E fu molto soddisfatto nel constatare, durante l’allestimento del balletto, come i gioielli applicati da Karinska ai costumi si avvicinassero molto agli originali. Anche se accecato dall’abbacinante luce dei bijoux, Balanchine non rinunciò di certo ad attingere, anche in questo balletto, alle sue abituali fonti ispiratrici: ovvero la musica che in quel momento lo seduceva e i danzatori che più lo affascinavano. All’epoca, ...

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Top Ten – i 10 spettacoli di febbraio consigliati dal giornaledelladanza.com

Kaguyahimè – Coreografie di Jiri Kylian – Dal 1 al 17 Febbraio all’Opera Garnier (Parigi) Giselle – Con la partecipazione di Svetlana Zakharova – Dal 9 al 14 Febbraio al Teatro dell’Opera (Roma) Notre Dame de Paris – Con la partecipazione di Roberto Bolle e Massimo Murru – Dal 10 al 23 Febbraio al Teatro alla Scala (Milano) Sadler’s Wells London/ Silvye Guillem – Con la partecipazione di Silvye Guillem  – Il 3 Febbraio all’Auditorium Parco della Musica (Roma) Onegin – Coreografie di John Cranko – Dal 1 al 8 Febbraio al Royal Opera House (Londra) Swan Lake – Coreografie di Yuri Grigorovich – Dal 2 al 12 Febbraio al Teatro Bolshoi (Mosca) The External Knot – Compagnia Alvin Ayley Dance Company – Il 26 Febbraio al Clair Performance Hall (Millersville) Romeo and Juliet – Compagnia American Ballet Theatre – Il 27 e 28 Febbraio al Grand Theatre (Hong Kong) The full monty il musical – Coreografie di Bill Goodson – Fino al 17 Febbraio al Teatro Sistina (Roma) Symphonic Balanchine – New York City Ballet  – Dal 7 al 10 Febbraio al David H. Koch Theatre (New York)      Alessandro Di Giacomo 

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Il Royal Ballet porta in scena “Jewels”

Dal 20 Settembre al 5 Ottobre 2011 il Royal Ballet porterà in scena Jewels, il celebre capolavoro di George Balanchine considerato uno dei momenti più significativi del XX secolo. Il balletto, messo in scena per la prima volta a New York nel 1967, è strutturato in tre parti, ovvero Emeralds (Smeraldi), Rubies (Rubini) e  Diamonds (Diamanti), su musiche rispettivamente di Gabriel Faurè, Igor Stravinsky e Piotr Ilič Čaikovskij. Smeraldi è pensato come omaggio poetico alla scuola romantica francese ed è tradizionalmente danzato con dei tutù lunghi. Rubini eredita la tradizione americana, improntata al musical di Broadway, con delle intonazioni jazz. Diamanti si ispira allo stile, al gran virtuosismo, ai grandi balletti classici della danza russa. Privo di funzioni narrative, costituisce un esempio di danza pura, astratta. Balanchine trovò ispirazione per questo balletto passeggiando per la Quinta Strada, dove si affacciano meravigliose vetrine di gioiellieri. Qualche tempo dopo ebbe l’idea di farne un trittico, dedicato alle grandi scuole di danza che avevano influenzato il suo percorso ballettistico: il Teatro Mariinskij, l’Opéra di Parigi e il New York City Ballet. Anche se Jewels non è mai stato rappresentato dalle tre compagnie riunite, come avrebbe auspicato Balanchine, il balletto nella sua interezza fa comunque parte del loro repertorio: dal 1999, è entrato nel repertorio del Mariinskij; ...

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Béjart, Balanchine e Robbins al Teatro dell’Opera di Roma

La grande danza sta per arrivare al Teatro dell’Opera di Roma dove dal 3 all’8 maggio andrà in scena un omaggio a tre grandi nomi della danza: Maurice Béjart, George Balanchine e Jerome Robbins con uno spettacolo intitolato proprio Béjart, Balanchine, Robbins. I balletti che compongono questo spettacolo sono  Gaité Parisienne, Tchaikovsky Pas de Deux, Walpurgisnacht Ballet e In the nigth. Il primo è stato creato nel 1938 da Léonide Massine per i Ballets Russes de Montecarlo e racconta la vita che scorre in un café parigino alla moda in una grande varietà di danze che vanno dal can can alla quadriglia, la versione in questione è quella coreografata da Béjart, peraltro ospitata per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma nel 1980. Tchaikovsky Pas de Deux nasce invece dalla scoperta, nel 1953, di una parte musicale pensata per il terzo atto del Lago dei Cigni ma mai utilizzata. Balanchine chiese di poterla usare per una sua creazione per il New York City Ballet e gli fu concordato, tra le versioni più importanti si ricorda quella interpretata da Elisabetta Terabust e Peter Schaufuss. Walpursnacht Ballet è la creazione sempre di Balanchine nella versione del 1970 creata per un allestimento del ...

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Il Balletto dell’Esperia con Trittico Novecento al Teatro Politeama di Bra

Inizierà il prossimo 10 dicembre, al Teatro Politeama di Bra, il progetto Per Natale regala un posto a Teatro, un battesimo che avverrà in grande stile con tre grandi coreografi contemporanei: Thierry Malandain, Eugenio Scigliano e Paolo Mohovich. I tre artisti presenteranno tre capolavori della danza del 900, La morte del Cigno, L’Après-midi d’un Faune ed I quattro temperamenti. Lo spettacolo, composto appunto da un trittico, è una produzione del Balletto dell’Esperia che consiste nell’offrire la rivisitazioni di tre grandi opere create da altrettanti grandi coreografi quali Fokine, Nijinsky e Balanchine. La morte del cigno di Fokine viene dunque ripresa da Malandain che ne varia la partitura originale, realizzata per un solo, con una struttura per tre danzatrici. Il tema è sempre quello del trapasso, ma qui il lirismo languido del primo Novecento diventa più ponderoso, il corpo si eleva per pochi istanti e piuttosto tende a terra, selvatico più che elegiaco. Eugenio Scigliano, nel riprendere L’Après-midi d’un Faune, pur attenendosi all’originalità del balletto di Nijinsky, traduce l’implicita carica erotica dell’originale calandola in un’atmosfera onirica. Qui un giovane prende coscienza della propria sessualità attraverso il simbolico incontro con una figura mitica, il Fauno, la cui ambivalenza umano-ferina consente all’autore di ...

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