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Tag Archives: Batsheva Dance Company

Biennale Venezia: Festival danza, i film da Tati a Forte

Playtime di Jacques Tati, Pina di Wim Wenders, Mister Chocolat con Omar Sy e James Thierre’e, An evening of Dance Construction di Simone Forti: sono alcuni titoli del ciclo di film, relativi non solo alla danza, ma anche al movimento, al ritmo, al corpo, in programma al 12/o Festival Internazionale di Danza Contemporanea, in scena dal 22 giugno al Primo luglio della Biennale di Venezia. Scelti dalla direttrice Marie Chouinard, i film – che si potranno vedere ogni pomeriggio nel Giardino della Marceglia all’Arsenale – colgono l’arte della coreografia in ogni espressione umana e offrono sguardi diversi sulla danza e sul mondo artistico, affiancando gli spettacoli in programma. C’è Playtime, capolavoro di Jacques Tati, ovvero Monsieur Hulot catapultato in una Parigi avveniristica, travolto dalla frenesia dei tempi moderni. Sempre focalizzato sul linguaggio universale del corpo è anche Le Porteur di Dimitri, il grande clown formato al magistero di Etienne Decroux e di Marcel Marceau di cui ha continuato l’illustre tradizione con una propria scuola e una propria compagnia, nonché’ con il Museo Comico fondato con Harald Szeemann nel Canton Ticino. Nel solco delle comiche del cinema muto, lungo la linea che da Buster Keaton, Max Linder, Charlie Chaplin arriva a ...

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“Three”: Batsheva Dance Company al Festival Oriente Occidente

Three, ovvero tre. Tante quante sono, infatti, le parti che compongono lo spettacolo che la compagnia israeliana Batsheva Dance Company porta in scena al Festival Oriente Occidente di Rovereto, crocevia di culture e danze da tutto il mondo. Una ensemble in grado di sedurre con la danza viscerale e contagiosa concepita dal suo mentore Ohad Naharin e, proprio questa composizione, mostra tutta la stratificazione del movimento che Naharin sa creare come incarnazione tangibile delle emozioni umane. Strutturata appunto in tre parti, la seconda e la terza introdotte da un danzatore che si presenta in proscenio con un monitor in mano a descrivere ciò che lo spettatore dovrà vedere, la pièce apre con un magistrale assolo maschile sulle Variazioni Goldberg di Bach nell’interpretazione per pianoforte di Glen Gould. All’arrivo del gruppo si dispiega una danza oscillante tra muscoli e fragilità, che si anima nel contrappunto musicale e si propaga di corpo in corpo cogliendo nella forma ogni sfumatura dell’animo. Questa prima parte si intitola Bellus, titolo perfetto. A questo segue Humus, affidato alla forza generatrice femminile: la contemporaneità del gesto è assoluta eppure il pezzo emana qualcosa di ancestrale, nei versi emessi dalle interpreti, nelle camminate ritmiche e nelle percosse delle ...

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Emozione, movimento e vibrazioni con l’inaspettato Tre di Ohad Naharin

Il 6 settembre 2016, il Teatro Regio di Torino ospita la compagnia di danza contemporanea israeliana Batsheva Dance Company, che presenta tre opere riunite in un unico spettacolo dal titolo Tre, coreografia di Ohad Naharin, su musiche di Johann Sebastian Bach (per l’opera Bellus), Brian Eno e Neroli (per Humus), Chari Chari, Kid 606, Rayon, AGF, Fennesz, Kaho Naa..Pyar Hai, Seefeel, The Beach Boys (per Secus). Batsheva Dance Company è considerata una delle più importanti compagnie di danza contemporanea del mondo, e con Batsheva – The Young Ensemble si compone di 34 ballerini provenienti da diverse parti del mondo. Naharin, ritenuto uno dei coreografi contemporanei più rilevanti nel panorama internazionale, assume il ruolo di direttore artistico nel 1990, guidando la compagnia in una nuova era, grazie alla sua visione innovativa della danza e ad uno stile coreografico rivoluzionario basato sulla cosiddetta tecnica Gaga, una sorta di ritorno all’origine del movimento, che parte dalla comprensione del corpo e dei suoi limiti al fine di superarli, creando una qualità di movimento di rara bellezza, che ritroviamo nel trittico, creato nel 2005. In Bellus, l’intera compagnia crea una sinfonia umana sulle Variazioni Goldberg di Bach eseguite da Glenn Gould, articolando una serie di ...

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Libertà (di danze, tradizioni, stili) al Ravenna Festival 2016

È dedicato a Nelson Mandela quest’anno il programma del Ravenna Festival, che si svolge in vari luoghi della città dal 28 maggio al 23 luglio, e che celebra la libertà in ogni sua forma, abbinando alla figura simbolo di questa edizione anche la prosecuzione dell’omaggio a Dante e al suo libertà vo cercando… Un programma molto ricco, che per la danza inizia con il Gruppo Nanou, dall’8 al 10 maggio alle Artificerie Almagià, che in Xebeche (coreografia di Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci) si confronta con la struttura coreografica dell’ottetto, attraverso una strategia giocata sulla formalizzazione della figura e del recinto che le sta attorno; un recinto con cui il corpo entra in conflitto inevitabilmente. Spazio anche al musical dal 9 al 12 giugno al Teatro Alighieri con la Cape Town Opera in Mandela Trilogy, uno spettacolo musicale dedicato al leader sudafricano, ritratto in tre fasi della sua vita tra l’uomo simbolo della libertà e i chiaroscuri della sua vita privata. Uno spazio alla tradizione musicale extraeuropea che si completa con lo spazio a un’altra tradizione, quella del Butoh, presentato da Ushio Amagatsu, erede di seconda generazione del Butoh di Hijikata e Kazuo Ohno, e autore di un’emancipazione dalla natura ...

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La Batsheva Dance Company danza la semplicità delle emozioni

  Il 22 gennaio alle ore 21 il Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena ospita in cartellone in esclusiva italiana lo spettacolo Tre della Batsheva Dance Company, la più famosa compagnia di danza contemporanea d’Israele diretta da Ohad Naharin. La Company prende il nome dalla sua fondatrice, la Baronessa Batsheva de Rothschild, che nel 1964 decise di costituire quella che – ben presto – sarebbe stata la compagine di repertorio israeliano più famosa e riconosciuta a livello mondiale. Nel medesimo anno la titolata ottenne la supervisione artistica da parte di Martha Graham, delle cui coreografie la Company è – a tutt’oggi – la prima autorizzata a portarle in scena. Il lavoro presentato al Comunale di Modena è l’insieme di tre coreografie, Bellus, Humus e Secus, strutturate secondo una partitura scenica e musicale assai differente l’una dall’altra: nel primo caso, sono le note di Johann Sebastian Bach a scivolare tra i movimenti dei danzatori; nel secondo, è la musica ambient dell’album Neroli del compositore britannico Brian Eno; infine, nel terzo, il mix sonoro è formato dalle musiche di Chari Chari (nome d’arte del dj e produttore giapponese Kaoru Inoue), del venezuelano Miguel Trost-Depedro (alias Kid606), del tedesco Markus Acher in arte ...

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TOP TEN: gli spettacoli di gennaio scelti da Giornaledelladanza.com!

Una Top Ten con molti appuntamenti dedicati al musical e qualche eco dal dicembre appena passato, per questo gennaio 2016. Ma soprattutto qualche sguardo verso il proseguimento della stagione, tra classici e nuove proposte del contemporaneo. Buon anno nuovo (di danza) a tutti! Tre, Batsheva Dance Company, 22 gennaio alle 21, Teatro Comunale “L. Pavarotti”, Modena. Un’esclusiva italiana della celebre compagnia israeliana, che presenta una creazione di Ohad Naharin divisa in tre parti, tutte caratterizzate da coreografie energiche e innovative e dalla purezza del movimento studiato attraverso la Gaga Technique. Ballet du Grand Theatre de Geneve: doppio appuntamento per la compagnia svizzera. Tristano e Isotta, in scena il 27 gennaio alle 21 al Teatro Comunale di Ferrara, e Lo Schiaccianoci in scena al Comunale di Vicenza il 30 e 31 gennaio. Grease, Compagnia della Rancia, dal 21 gennaio al 7 febbraio, Teatro della Luna, Milano. Il musical record della compagnia italiana, ancora in scena dopo anni di successi, mentre parte della compagnia è impegnata nel riallestimento di Cabaret. Da vedere almeno una volta, anche con un amico allergico ai musical. Cambierà idea. Belles de Sommeil, Opus Ballet, 6 gennaio ore 21, Teatro Verdi Pisa. Una coproduzione Compagnia Opus Ballet – ...

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A Montpellier il Festival della Danse celebra la coreografia contemporanea

Il festival della danza di Montpellier compie 35 anni, e festeggia dal 24 giugno al 9 luglio con una serie di appuntamenti legati a grandi nomi della coreografia contemporanea, con creazioni ad hoc affiancate a un diretto coinvolgimento del pubblico sia nelle “Grandi Lezioni di danza” aperte a tutti e tenute dai coreografi o loro stretti collaboratori nelle piazze della città, sia nelle proiezioni itineranti nelle mediateche limitrofe. Il 24 e 25 giugno un’apertura che festeggia ben tre ricorrenze: i 35 anni del festival, i 20 anni di un sodalizio coreografico, la première di una creazione ad hoc dopo una nomina a direttore artistico: va in scena infatti Ballet National de Marseille, con Extremalism – le corps en révolte, creazione di Emio Greco e Peter Scholten, che mettono il corpo al centro di una ricerca che arriva a indagare anche i tempi di crisi e gli spazi ostili, con un linguaggio istintivo e virtuosisico. Il 25 e 26, in scena Bouchra Ouizguen, danzautrice molto legata al Festival che presenta la sua creazione Ottof, e in tarda serata in scena anche l’americano Trajal Harrell, che in Le fantome de Montpellier rencontre le Samourai (Il fantasma di Montpellier incontra il Samurai) immagina ...

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Yossi Berg & Oded Graf al Wonderland Festival 2014

In arrivo il primo appuntamento con la danza del Wonderland Festival 2014 con la compagnia israeliano-danese formata dal duo Yossi Berg e Oded Graf. I due artisti  saranno protagonisti anche di un workshop per danzatori che si terrà nella giornata di domenica 9 febbraio. Presenteranno lo spettacolo Heroes, già del premio internazionale di coreografia Burgos-New York e selezionato dalla critica israeliana tra le cinque migliori performance di danza del 2008. Accompagnati dalle canzoni di David Bowie, due uomini giocano un gioco le cui regole sono definite da un momento all’altro e nel quale cercano di liberarsi dalle vecchie abitudini e di rifugiarsi nella fantasia. I due coreografi Berg e Graf iniziano il loro sodalizio artistico nel 2005, distinguendosi subito per il lavoro estremamente fisico, talvolta provocatorio e di volta in volta struggente e spiritoso. Hanno lavorato con compagnie di fama mondiale come tra gli altri Batsheva Dance Company e DV8 Physical Theatre, esperienze che gli permettono di unire la loro fisicità con la fervida ricerca nel campo del teatro, del testo e della voce. Rispondendo alle realtà politiche e sociali della vita contemporanea, il duo propone sul palco delle alternative cucite con umorismo disarmante che sorprende il pubblico, ispira una ...

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“Political Mother”: la connessione tra il calore di una madre e una patria politica al Sadler’s Wells di Londra

Dal 3 al 7 luglio la Hofesh Shechter Company presenterà Political Mother presso il Sadler’s Wells di Londra. Coreografia e musica sono create entrambe dall’artista Hofesh Shechter, uno dei nomi di punta della nuova coreografia inglese. Political Mother, del 2010, è stato visto in Italia a Roma durante il Romaeuropa Festival ed è il primo lavoro a serata intera del coreografo che da una decina d’anni ha base a Londra, dopo la formazione in Israele con Ohad Naharin alla Batsheva Dance Company. Attraverso il gesto, il suono e la voce, undici danzatori, un’orchestra di sette elementi e un cantante, condividono col pubblico quella che potrebbe essere una rievocazione storico-politica, tanto opprimente quanto capace di generare una danza popolare liberatoria. Lo spettacolo ha inizio con un cavaliere che fa harakiri con la propria spada, e che sancisce così la fine della classicità del mito dell’eroe solitario e dà inizio alla contemporaneità del mito della moltitudine solidale e corale. I musicisti ed il cantante sono posti su un praticabile posizionato in alto, al di sopra del palco. In Political Mother ci sono inserti classici verdiani tra la libera percussione di tamburi e giri di basso elettrico. Sul palco c’è una folla impazzita ...

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