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PROSPETTIVE01 – AZIONE_2018/2019: “prova di studio”

“Prospettive01” è una rubrica rivolta ad artisti e contesti che rappresentano un mondo di talenti in continua evoluzione. Ideata e curata da Lorena Coppola, la rubrica si propone di raccogliere una serie di interviste e di articoli mirati a dar voce e spazio a tutte le fasce creative del mondo coreutico che costituiscono giovani realtà in via di sviluppo ed espansione, progetti innovativi, o realtà già consolidate, di spiccato talento, meritevoli di attenzione. Un luogo di rivelazione e di incontro di nuove prospettive. Si chiude il percorso di AZIONE_2018/2019, progetto per una rete stabile di insegnamento sul territorio toscano dedicato alla formazione per la danza contemporanea, promosso da Aldes/CAB 008/Compagnia Simona Bucci/Company Blu/KLm-Kinkaleri, Le Supplici, mk/Sosta Palmizi. Il 27 marzo alle 18:00 al Teatro Mecenate di Arezzo il lavoro sarà presentato al pubblico in una “prova di studio”. Vincitore, in questa seconda edizione, del bando SIAE “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”, il progetto AZIONE, con il sostegno del MiBAC e della SIAE, nasce nel 2016 dall’intento della coreografa Raffaella Giordano di condividere, fra autori e strutture che operano professionalmente nel territorio toscano, lo slancio verso un ideale necessario: la costruzione di un polo di alta formazione ...

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Aterballetto triplica al Comunale di Ferrara

  Martedì 24 febbraio alle ore 21 il cartellone del Teatro Comunale di Ferrara presenta una tripletta di lavori coreografici della compagnia Aterballetto firmati Cristina Rizzo e Michele Di Stefano (compagnia mk), rispettivamente Tempesta/The Spirits per lei, e-ink e Upper-East-Side per lui. Nel primo caso la “tempesta” che intitola la creazione è cessata, o almeno in apparenza: i performer della compagnia reggiana danzano alla ricerca di un rinnovamento, di un riappropriarsi d’identità, ancora immersi nel turbine di forti consapevolezze. TEMPESTA/THE SPIRITS è un balletto per 6 danzatori, tre coppie che formano un gruppo, una specie di tribù che nel suo gioco coreografico articola una danza fatta di ingaggi subitanei, di abitazioni epidermiche e di corpi volatili agganciati in una continua e reciproca torsione di uno nell’altro. (aterballetto.it). Sin dalla sua prima messinscena a Reggio Emilia nel luglio del 2013, la coreografia di Rizzo – come ogni altra sua creazione – lascia senza fiato e stupisce ogni volta di più, tenendo conto inoltre del suo essere frutto di un percorso autonomo di produzione (intrapreso dall’artista a partire dal 2008). e-ink è il lavoro di debutto della compagnia mk, riallestito per Aterballetto nel 2015. Prodotto nel 1999 e interpretato originariamente da Damiano ...

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La Rapsodia di Bolero Effect all night long all’Auditorium Cavallerizza

Il 30 settembre 2015 alle ore 20:30 il palcoscenico dell’Auditorium Cavallerizza di Reggio Emilia ospita Bolero Effect (Rapsodia – The Long Version) di Cristina Rizzo, interprete insieme ad Annamaria Ajmone. Il lavoro coreografico nasce nel 2014 in una originale versione di 60 minuti, con la quale Rizzo analizza la celeberrima opera di Maurice Ravel (datata 1928) evidenziandone gli aspetti strutturali e contenutistici più profondi. Ricordando i sintomi di demenza di cui il compositore soffrì enormemente, la coreografa guarda al Bolero come ad un “esercizio da comportamento compulsivo”, avvalorato dalla partitura musicale che ripete ben nove volte la medesima singola melodia frammezzata in due frasi. Il sapore ispanico-arabo tanto delle note raveliane quanto della performance odierna, comunque, trascende la ripetitività melodica per trascinare il pubblico in uno stato di esaltazione inibita, in un felice coinvolgimento collettivo. A tal proposito la all night long version compare come messinscena alternativa dello spettacolo: l’energia coinvolgente si propaga dalle ore serali fino alle luci dell’alba in una dance hall border-crossing aperta a tutti. La platea del Cavallerizza diviene, quindi, un luogo utopico della scena dove figura e sfondo perdono i propri limiti, grazie alle straordinarie doti di Simone Bertuzzi aka Palm Wine (Elaborazione sonora e ...

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Torna, dal 3 al 13 settembre, il festival Short Theatre di Roma

Ritorna, per la decima edizione, dal 3 al 13 settembre il festival multidisciplinare Short Theatre, che ogni anno accoglie spettatori, operatori e artisti negli spazi de la Pelanda – e, domenica 13 settembre, anche al Teatro India e alla Biblioteca Vallicelliana. Quest’anno, per il decennale un sottotitolo che celebra una prima parte di cammino già compiuto, e rispecchia le questioni poste dal festival sul futuro dell’arte: Nostalgia di Futuro.  “Il sottotitolo dell’edizione 2015 di Short Theatre è NOSTALGIA DI FUTURO, una condizione e una sensazione per descrivere un paesaggio, e raccontare un orizzonte impossibile. Questa è l’era geologica in cui l’uomo sembra essere primo e unico motore di ogni cosa, tranne, forse, che del proprio futuro. Dieci anni fa abbiamo provato a immaginare come ci sarebbe piaciuto essere oggi. Adesso continuiamo a immaginare come ci piacerebbe essere, oggi” afferma il direttore artistico Fabrizio Arcuri. Tanti gli appuntamenti, di ogni tipo, compresi quelli di danza, protagonista fin dal primo anno. Quest’anno ospita il debutto del nuovo lavoro di Roberto Castello – il 5 e 6 settembre – in girum imus nocte et consumimur igni(andiamo in giro la notte e siamo consumati dal fuoco) una creazione che percorre il confine tra danza ...

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Santarcangelo dei Teatri, festival anche della danza…più contemporanea.

Se credete che Santarcangelo dei Teatri sia un festival dedicato solo al teatro, vi sbagliate. E in ogni caso ormai tra teatro e danza il confine è sempre più sfocato. Un confine a cui si dà comodamente il nome di performance, perché la dicitura inglese rende meno definitiva l’etichetta. Perciò, che voi siate entusiasti della scena contemporanea più all’avanguardia, o che siate ancora nel gruppo degli scettici, questo è un festival che fa per voi: non solo perché il calendario dal 9 al 19 luglio permette di seguire più eventi grazie alle repliche (un vero e proprio schema, da scaricare dal sito e usare come mappa), ma soprattutto perché la parte di danza ospita un collettivo poco ortodosso ma molto premiato, un altro collettivo che ha il suo focus sulla strada, un artista con un leone d’oro a casa (ma non nella categoria danza), due danzautori dai background molto diversi, un coreografo molto affermato e tre nomi importanti della danza italiana che si mettono a chiacchierare, ma anche a creare un progetto dal titolo insolito… Il primo collettivo è proprio Collettivo Cinetico, che presenta Ballroaming, una “sudata collettiva” che prevede il mischiarsi di performer e pubblico, che seguendo la musica ...

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Bolzano, la danza, le étoiles: il programma della nuova edizione di Bolzano Danza

Si annuncia un’estate di grande danza a Bolzano, per l’edizione 2015 di Bolzano Danza, festival che riunisce sia grandi nomi nazionali e internazionali, sia coreografi emergenti con il circuito Anticorpi Explo.  A inaugurare la rassegna il 13 luglio alle 21.00 al Teatro Comunale di Bolzano, proprio una compagnia che unisce talento italiano e internazionale: il Ballet de l’Opéra Nationale du Rhin, diretto dal ballerino e coreografo Ivan Cavallari, originario proprio di Bolzano, già Primo ballerino allo Stuttgarter Ballett. La serata, che porta il titolo di Silk, è un omaggio a lui, che presenta la sua recente coreografia Ombra leggera, un passo a due ispirato all’aria dell’opera Dinorah di Giacomo Meyerbeer interpretata da Maria Callas. Lo affiancano la canadese Aszure Barton che firma Untouched, un’esplosione di ritmo e contrattempi, il tedesco Stephan Thoss, autore di un Boléro-girotondo per sei “signore” e Benjamin Millepied con Without, un gioco di coppie e solitudini su musica dell’amato Chopin. Un’altra grande ospite proprio la sera successiva, ma al Teatro Studio di Bolzano, Carolyn Carlson presenta il trittico Short Stories, che comprende il poetico passo a due All that falls, in prima nazionale, che apre la serata. Segue il mitico assolo del 1973 Density 21.5, ricostruito per la danzatrice Isida Micani; chiude la serata Mandala, brano ipnotico ...

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E’ tempo di performance: al via la tredicesima edizione di Uovo performing arts festival

Torna, per la sua tredicesima edizione, dal 25 al 29 marzo il festival della performance di Milano: Uovo – performing arts festival, il cui tema quest’anno è quello del confine. Un tema che ben si adatta alla performance, una pratica teatral-artistica che si sta riaffacciando con notevole impatto sulle scene, e che ha per sua caratteristica quella di coinvolgere più di una forma artistica e di impegnare in prima persona il performer nella ricerca e nella costruzione di un percorso; e così il confine consente di osservare mondi diversi, mettere in relazione ed essere pronti ad affrontare le sfide. Perciò, come suggerito in conferenza stampa, spogliatevi dei pregiudizi prima di assistere alle performance di questo festival, portate in scena da artisti italiani ed europei divisi tra il Teatro Franco Parenti, la Fondazione Adolfo Pini e il DiDstudio. In scena già dal primo giorno, e poi quotidianamente lo svizzero Massimo Furlan e il duo italiano Silvia Boschiero/Silvia Costa, l’uno con la performance Tunnel che rievoca il passaggio attraverso il tunnel del Gran San Bernardo in una corsa notturna di 6 km, le altre con A sangue freddo #1 uno sguardo attraverso il taglio uno studio del corpo attraverso fotografie che ne ...

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Quando la danza si integra con l’architettura: il work in progress delle Corderie dell’Arsenale per la Biennale Danza

Le Corderie dell’Arsenale saranno per la danza il luogo della condivisione con le altre discipline, quali la musica, il teatro, il cinema e l’architettura. Tutte queste arti non saranno semplicemente affiancate e giustapposte alla Mostra di Architettura, ma si integreranno con essa. Lo spazio cinquecentesco è stato ideato dal direttore Rem Koolhaas come un “work in progress multidisciplinare, una realtà in costante evoluzione e continuamente fruibile”, con sei palcoscenici dove avvenimenti di diversa durata (dai sei ai venti minuti) e a ciclo continuo, cambieranno la mostra di giorno in giorno. Una situazione nuova, sia per i coreografi e i danzatori, che per il pubblico: la danza si relaziona e si modifica in rapporto allo spazio, e alla libertà dello spettatore di fruirlo. Come sta accadendo negli ultimi anni, gli spazi museali accolgono le performance e la dimensione pubblica si mescola a quella più intima della creazione coreografica, creando così un’opera d’arte in continua evoluzione. Per questo esperimento Virgilio Sieni, direttore del settore danza, ha coinvolto artisti che con i loro lavori hanno programmaticamente sperimentato luoghi e tempi non convenzionali, come i Kinkaleri, autori di performance, installazioni, produzioni video ospitate in musei d’arte contemporanea, teatri, festival, discoteche, che alle Corderie saranno ...

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“La Sagra della Primavera” – paura e delirio a Las Vegas

Cristina Rizzo presenta La Sagra della Primavera Paura e Delirio a Las Vegas solo studio version per Fabbrica Europa della Sagra della primavera di Igor Stravinskij, il suo lavoro tiene conto di ciò che questa partitura coreografica ha rappresentato nel mondo musicale e della danza : molto è già stato detto e molto è già stato fatto sulla questione del rito, non credo che sia possibile aggiungere altro. Considero dunque questo progetto non come un confronto con la tradizione ma come una personale immersione in un universo sonoro. A questo proposito, metto da parte qualsiasi possibile interpretazione di una scena rituale, nessun racconto, nessun personaggio, nessuna rappresentazione…, ma il dispiegarsi di un atto dinamico a più corpi, un corpo unico intento in un esercizio di concentrazione all’unisono. Si propone di rendere visibile il complesso di suggestioni e impressioni che si genera in un individuo mentre assiste a un prodotto creativo, rispondendo alla domanda: Cosa vedo quando ascolto? Cosa ascolto quando vedo? la coreografa dice: Quando il movimento diventa delirio del corpo, ha sulla realtà lo stesso effetto distorsivo, la rende un immaginario malleabile, un territorio costruito per tentativi… Niente profondità ma solo superfici… The time of dance is now…Mettiamo che nell’immagine ...

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“Invisible piece” di Cristina Rizzo, in attesa di vedere cosa accade in chi si guarda…

  Invisible Piece (Contemplation Piece. Involving Piece. Dead Piece) concept, coreografia e performance di Cristina Rizzo, una delle figure di punta della ricerca coreografica italiana, co-fondatrice del collettivo Kinkaleri, che opera tra sperimentazioni visive e teatrali. Il progetto coreografico dedicato alla creazione di un ‘solo’ prende avvio da una personale ri-traduzione della variazione classica La Morte del Cigno nella versione originale del 1924 danzata da Anna Pavlova. Il pubblico si troverà a confronto con la visione originale della Pavlova, proiettata su di un monitor posto sul proscenio e la coreografa/interprete al centro della scena e di spalle al pubblico, attraverso una traduzione simultanea dell’antica versione, attualizza attraverso la sua gestualità uno scenario espressivo infinito e precario, in cui tutti i movimenti e le espressioni dei ‘corpi’ improvvisamente tradiscono la partitura iniziale per diventare ambigui e fuori controllo, come per evidenziare la fragilità dei diversi piani interpretativi: finzione/sentimento, reale/irreale, mimetismo/apparizione. Consulente storico per la realizzazione della performance è Stefano Tomassini, l’elaborazione del suono è curata dalla stessa coreografa che firma anche l’elaborazione dei video con Gianluca Mattei, il testo di Cristina Rizzo è tratto da Iggy Pop & The Stooges, Led Zeppelin, Quentin Tarantino, Marten Spanberg, Louise Borgeois, Kurt Cobain, Lady Gaga, ...

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