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Tag Archives: Flavia Pappacena

Presentazione del volume Storia della danza e del balletto di Di Tondo, Pappacena e Pontremoli

libriANDance è un’iniziativa promossa dalla Biblioteca dell’Accademia Nazionale di Danza con la partecipazione dell’ufficio comunicazione social media AND dell’Accademia, sotto l’egida della Direzione. Il ciclo di incontri previsto presso il Teatro Ruskaja dell’Accademia Nazionale di Danza, a causa del drammatico momento che stiamo vivendo, è stato mantenuto grazie alle possibilità del web. Per non abbandonare l’iniziativa il “luogo” d’incontro è stato adattato ai social: le presentazioni di libri, le discussioni e gli eventi sulla danza e non solo, infatti, saranno trasmessi in diretta sulla pagina Facebook dell’AND, in modo da rimanere «connessi seppur a distanza». La puntata di LUNEDÌ 25 maggio alle ore 19.00 è intitolata: Per una Storia della Danza su FaceBook Presentazione del volume Storia della danza e del balletto di Ornella Di Tondo, Flavia Pappacena, Alessandro Pontremoli Seconda appuntamento dedicato alla Storia della Danza sul web: come raccontarla attraverso un social network come FaceBook. In diretta: Enrica Palmieri, Direttore dell’AND; Ornella Di Tondo, autrice del volume; Flavia Pappacena, autrice del volume; Alessandro Pontremoli, autore del volume; Roberta Albano, docente di Storia della Danza AND; Clauda Celi, già docente di Storia della Danza AND; Vito Di Bernardi, professore di Storia della Danza “Sapienza” Università di Roma; Valerio Basciano, ...

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Presentazione del volume Il ballo a Torino 1748-1762, a cura di Flavia Pappacena

libriANDance CONNESSI A DISTANZA: presentazioni di libri, discussioni, eventi sulla danza e non solo trasmessi in diretta sulla pagina Facebook dell’Accademia Nazionale di Danza. 11/05 | – Live streaming ore 18:30 libriANDance è un’iniziativa promossa dalla Biblioteca dell’Accademia Nazionale di Danza con la partecipazione dell’ufficio comunicazione social media AND dell’Accademia, sotto l’egida della Direzione. Il ciclo di incontri previsto presso il Teatro Ruskaja dell’Accademia Nazionale di Danza, a causa del drammatico momento che stiamo vivendo, è stato mantenuto grazie alle possibilità del web. Per non abbandonare l’iniziativa il “luogo” d’incontro è stato adattato ai social: le presentazioni di libri, le discussioni e gli eventi sulla danza e non solo, infatti, saranno trasmessi in diretta sulla pagina Facebook dell’AND, in modo da rimanere «connessi seppur a distanza». La puntata di LUNEDÌ 11 maggio alle ore 18.30 è intitolata: Per una Storia della Danza su FaceBook Presentazione del volume Il ballo a Torino 1748-1762. Dalla raccolta de’ balli fatti nelle opere del Real Teatro a cura di Flavia Pappacena Stimolati dalla onnipresenza di qualsiasi tema sul web, abbiamo deciso di promuovere due puntate di libriANDance alla Storia della Danza, a come essa possa essere raccontata e trasmesse anche attraverso FaceBook. Pertanto, al ...

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Giornata Internazionale della danza. Omaggio a Noverre, fondatore del balletto moderno di Flavia Pappacena

Il 29 aprile è la Giornata Internazionale della Danza, una festa che celebra la creatività, la libertà espressiva, l’ingegno della danza, dedicandola all’artefice della riforma del balletto francese: Jean-Georges Noverre (29 aprile 1727 – 19 ottobre 1810). Noverre viene generalmente ricordato per i successi raccolti nei maggiori teatri europei e per Lettres sur la danse et sur les ballets del 1760, il testo teorico in cui, contestando il balletto accademico dell’Opéra di Parigi, l’artista ne propugna una rifondazione per restituire alla danza dignità di arte. Non bisogna tuttavia dimenticare che nel 1760 Noverre non aveva ancora messo in atto quanto dichiarato nel testo, dal momento che aveva appena avviato la sperimentazione sul gesto ispirata ai grandi capolavori della pittura e, sul piano coreografico, aveva creato solo schematici “tableaux en mouvements” di soggetto mitologico e pittoreschi balletti nel gusto di tendenza nei teatri minori. La vera riforma Noverre la attuò sul campo negli anni ’60 e ’70, a Stoccarda e a Vienna, dove creò i capolavori con cui formò generazioni di danzatori, soprattutto Jean Dauberval e Gaetano Vestris.    Consapevole del valore di testimonianza di questi balletti, il coreografo pubblicò una selezione di libretti nell’edizione del 1803-1804 di San Pietroburgo e in ...

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Il ballo a Torino 1748-1762. Dalla Raccolta de’ balli fatti nelle opere del Real Teatro, un nuovo cofanetto libro e CD a cura di Flavia Pappacena

Da un monumentale lavoro di ricerca, condotto con acume critico su più direzioni, nasce il volume Il ballo a Torino 1748-1762 Dalla Raccolta de’ balli fatti nelle opere del Real Teatro, a cura di Flavia Pappacena. Il volume, edito dalla casa editrice LIM nel 2019, fa parte della collana Le Chevalier errant, Istituto per i Beni Musicali in Piemonte con la collaborazione della Biblioteca Musicale Governativa di Santa Cecilia ed è corredato da un CD contenente le musiche di balletti di Angiolini e Dauberval, registrate dal Romabarocca Ensemble diretto da Lorenzo Tozzi. I contenuti Fin dal titolo, il focus temporale e geografico appare piuttosto chiaro, si tratta senza dubbio di una ricostruzione scrupolosa del ballo al Regio di Torino dagli anni Venti agli anni Sessanta del Settecento. Tale ricostruzione, partita dall’analisi dei libretti di ballo e dei tre volumi di musica manoscritta della Biblioteca del Conservatorio Santa Cecilia in Roma – documenti finora pressoché inesplorati – che costituiscono la base documentaria di un ampio lavoro di analisi, concepito su diversi percorsi di ricerca (archivistica, musicologica, coreologica, drammaturgica, biografica, musicale), ha dimostrato ancora una volta l’alto livello raggiunto dalla ricerca italiana, livello molto apprezzato anche all’estero. Gli autori I tanti percorsi ...

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Jia Ruskaja. Tra storia e mito Omaggio a cinquant’anni dalla morte, di Flavia Pappacena

Jia Ruskaja, Chiaro di luna, cor. J. Ruskaja, Siracusa, 1930 Il 19 aprile 1970 si spegneva Jia Ruskaja, fondatrice e direttrice dell’Accademia Nazionale di Danza. Personaggio complesso, Ruskaja svolse la sua attività nell’arco di cinquant’anni attraversando periodi diversi e anche difficili della storia italiana (dal primo dopoguerra alla seconda guerra mondiale fino al ’68). Il suo fu un percorso lungo, costellato di successi ma anche di sconfitte, ciò nonostante unitario negli obiettivi programmatici. Osservandolo nel suo complesso, vi si riconosce un costante impegno volto al recupero dei valori profondi, antichi, della danza, arte che l’artista considerava non solo nella sua espressione spettacolare, ma anche come strumento mirato all’educazione e all’affinamento della persona nel segno di quell’equilibrio armonico tra mente, corpo, emozione che erano alla base della sua estetica. Uno strumento non riservato a «pochi privilegiati», ma esperienza «accessibile alla massa», come lei stessa scrive nel 1958. Il valore educativo e culturale della danza costituì il perno della sua politica di sviluppo della scuola che avviò nel 1928 e potenziò nell’arco di un ventennio fino a conquistarle, con la riforma dell’istruzione pubblica varata nel secondo dopoguerra (1948), lo status di accademia nazionale. Sin dall’inizio, la scuola ruskajana non si pose in ...

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Storia della Danza: Alla scoperta dei Balletti Dimenticati di Flavia Pappacena

  Cesare in Egitto di Gaetano Gioia (Napoli, Teatro San Carlo, 27 giugno 1807)   Ballo eroico in cinque atti inserito nell’opera Climene. Libretto bilingue (italiano e francese). Il ballo è uno degli esempi più interessanti del filone neoclassico italiano e una delle creazioni più emozionanti di Gaetano Gioia (1768-1826), artista di fama internazionale, coreografo intelligente e profondo, musicista esperto. La vicenda è incentrata sulla vittoria di Giulio Cesare sugli Egiziani (48 a.C.) e sul suo rapporto con Cleopatra (vedi la stampa in alto). Particolarmente significativa è la modalità con cui è tratteggiata la figura del Dittatore, audace condottiero e astuto stratega, venerato dai Romani e amato con rispetto e devozione da Cleopatra. In Cesare non è difficile cogliere un omaggio al re di Napoli Giuseppe Napoleone I (fratello maggiore di Napoleone), scelta, questa, chiaramente condizionata dall’influenza del potere politico sull’indirizzo delle programmazioni teatrali. Che Gioia in questo periodo aderisse al Neoclassicismo napoleonico lo dimostrano anche la fastosità delle scene e la grandiosità con cui è condotta l’azione. Ma un aspetto peculiare distingue questo ballo, come anche le altre creazioni di Gioia: l’unitarietà dello spettacolo. La scenografia – complessa e tridimensionale – è parte integrante del dramma, come lo è ...

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Storia della Danza. Alla riscoperta di balletti dimenticati di Flavia Pappacena

  Elerz e Zulnida di Louis Henry (Milano, Teatro alla Scala, 6 maggio 1826). Musica di Cesare Pugni. Interpreti principali: Antonia Pallerini e Nicola Molinari. Scene di Alessandro Sanquirico. Nel 1844, in Studi sulle arti imitatrici, Carlo Blasis scrive che il genere “detto romantico”, “introdotto da venti anni a questa parte in ogni ramo di letteratura, ha confuso tutti i generi e ne ha fatto un genere misto”. Questa frase desta grande curiosità, se si considera che la storiografia della danza è concorde nell’attribuire l’avvio del balletto romantico francese agli inizi degli anni Trenta, più precisamente alla prima de La Sylphide (1832) o al suo prodromo Le Ballet des nonnes damnées (1831). Il balletto di cui parleremo in questa sede, Elerz e Zulnida (1826), testimonia, invece, come la sensibilità romantica serpeggi da tempo nell’ambiente ballettistico francese stimolata dai testi shakespeariani, dalle tragedie di Friedrich Schiller, oltre che dagli innovativi racconti  di Charles Nodier, autore di Trilby Il folletto di Argail  (1822), a cui è ispirato La Sylphide. Ne avevamo dato informazione già in una puntata precedente del giornaledelladanza.com (25/10/2015), quando avevamo posto l’attenzione sul Balletto delle suore dannate (Ballet des nonnes damnées). Elerz e Zulnida, “azione mimica di carattere”, fu composto da Louis Henry, ...

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Disponibile l’edizione italiana di “Danza. Un’esperienza artistica creativa” di Margaret N. H’ Doubler

Disponibile l’edizione italiana di “Danza. Un’esperienza artistica creativa” di Margaret H’Doubler

A Blanche M. Trilling che mi ha dato l’ispirazione, e che con le sue idee e la sua fede nei valori educativi della danza  ha reso possibile il mio lavoro. (Margaret N. H’ Doubler) La casa editrice romana Gremese Editore, da tempo ormai fucina attiva di straordinarie pubblicazioni sulla Danza e il Balletto, nell’ambito di una specifica sezione dedicata all’arte coreutica (Piccola Biblioteca delle Arti) magistralmente diretta da Flavia Pappacena, regala al pubblico dei lettori – del settore ma anche non – un piccolo volumetto, piccolo di fattura ma immenso quanto a contenuti e concezioni. Si tratta di Danza. Un’esperienza artistica creativa, l’edizione italiana a cura di Elena Viti di un classico della Dance education firmato Margaret N. H’Doubler. La traduzione dall’inglese è opera della collaborazione tra Elena Viti e Alessandra Alberti. Margaret N. H’Doubler può essere considerata a pieno titolo la madre della Dance education e, quindi, una delle pioniere più importanti nel secolo scorso quanto ad idee rivoluzionarie sulla concezione filosofica della più effimera fra le arti e sulle modalità di trasmissione e diffusione della stessa. Il libro, uscito nel 1940 illustrato dai bei disegni del marito Wayne Claxton, terzo di una brillante trilogia (A Manual of Dancing: ...

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“L’origine della Seconda e della Quarta arabesco” di Flavia Pappacena

“Tra storia e tecnica della danza” Nei due articoli precedenti, “La Pirouette delle origini” e “La nascita delle punte della danza accademica”, avevamo posto l’accento sulle grandi trasformazioni avvenute nel mondo accademico francese nell’ultimo decennio del Settecento a seguito dei rivolgimenti sociali e culturali che avevano scosso non solo la Francia ma l’intera Europa. Il Neoclassicismo incalzante e il gusto greco dilagante avevano imposto l’estetica classica in tutte le arti e avevano fornito modelli non solo alla pittura e alla scultura ma anche al balletto accademico. Le pubblicazioni sui reperti archeologici di Ercolano e Pompei, prodotte a partire dagli anni Cinquanta del Settecento, avevano restituito un repertorio di Menadi danzanti e di Centauri in atteggiamenti vigorosi, rappresentandoli in una dimensione fantastica con sfondi astratti e posizioni dei corpi sospesi nell’aria. Altre figure danzanti e personaggi di scene teatrali si mostravano anch’essi negli atteggiamenti più disparati tra cui alcuni con la schiena rivolta allo spettatore. Se già Raffaello, in seguito agli scavi realizzati alla fine del Quattrocento nelle ville imperiali romane, aveva ampiamente attinto a questo eterogeneo repertorio antico per istoriare le Logge Vaticane, Antonio Canova aveva fatto dei documenti classici un modello di varietà e di gusto. Le sue Danzatrici ...

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