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Tag Archives: Hofesh Shechter

“Grand Finale”, il valzer per la fine dei tempi di Hofesh Shechter

Definito dal The Guardian come un valzer per la fine dei tempi, Grand Finale segna l’atteso ritorno di Hofesh Shechter per Romaeuropa Festival. Il coreografo di fama internazionale presenta un lavoro che guarda al passato aprendo nuove strade e lo fa attraverso il suo marchio distintivo ed esilarante di danza e teatro combinati con la musica. Grand Finale è allo stesso tempo comico, cupo e meraviglioso, evoca un mondo in caduta libera, pieno di energia anarchica e commedia violenta. Eseguita da una potente tribù di dieci danzatori accompagnati da sei musicisti, la coreografia si completa della colonna sonora a cura dello stesso Shechter e si mescola al set ricco e spiccatamente teatrale di Tom Scutt in questa audace e ambiziosa nuova opera. Una danza ai confini del mondo al suono dell’apocalisse, che potrebbe sembrare distopica, ma con il tipico ‘black humour’, firma del coreografo, nasconde un ottimismo leggero e fiducioso. È il talento di Shechter quello di analizzare ed esorcizzare, allo stesso tempo, i demoni di del nostro presente. ORARIO 17, 18 e 19 ottobre ore 21.00 Teatro Olimpico Piazza Gentile Da Fabriano, 17 Roma   www.giornaledelladanza.com Foto di Rahi Rezvani  

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Lo stile grintoso e pulsante di Hofesh Shechter con “Clowns”

Il 23 marzo 2018, il Teatro Grande di Brescia ospita la compagnia di danza contemporanea inglese Shechter II con Clowns, regia, coreografia e musica di Hofesh Shechter, interpreti Riley Wolf, Juliette Valerio, Zunnur Sazali, Adam Khazhmuradov, Natalia Gabrielczyk, Emma Farnell-Watson, Robinson Cassarino e  Neal Maxwell, una produzione Hofesh Shechter Company. Shechter II nasce nel 2015 per volere del coreografo israeliano Shechter, uno dei più straordinari e dirompenti artisti del panorama internazionale contemporanea, noto anche per la composizione di partiture musicali e per la forte fisicità che impregna le sue creazioni, presenti nei repertori delle più importanti compagnie di danza nel mondo. Creata originariamente per il prestigioso Nederlands Dans Theater nel 2016, Clowns viene riallestita in una nuova versione ideata per il selezionatissimo gruppo di talentuosi danzatori provenienti da tutto il mondo, e racconta una moltitudine umana caotica e in preda a un’ondata di violenza, concetti resi perfettamente dalla musica prodotta dallo stesso Shechter. Una rappresentazione grintosa, originale e pulsante come lo stile che caratterizza l’estro e le opere dell’artista. ORARI & INFO 23 marzo 2018, ore 20.30 Teatro Grande C.so Zanardelli, 9/a 25121 Brescia BS Telefono: +39 030 297 9311 E-mail: biglietteria@teatrogrande.it Stefania Napoli Fotografia: Rahi Rezvani www.giornaledelladanza.com

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A Torinodanza in scena due nuove creazioni per Aterballetto

Il Festival TORINODANZA ospita in anteprima alle Fonderie Limone due nuove creazioni per Aterballetto: Non sapevano dove lasciarmi… di Cristiana Morganti e Wolf di Hofesh Shechter. La storia dell’Aterballetto è un qualcosa di unico nel panorama della danza italiana, un’esperienza nata nel 1979, prima compagnia stabile di danza costituita al di fuori di un ente lirico. Un repertorio che porta la firma di grandi coreografi del Novecento, tra quelli che hanno fatto la storia della danza moderna e contemporanea (Balanchine, McMillan, Ailey, Tetley, Forsythe, Béjart, van Hoecke, Kylián) e che oggi vanta anche la capacità di essere attrattiva per i più importanti talenti della coreografia contemporanea. Cristiana Morganti ha condotto una parte fondamentale della propria esperienza artistica accanto a Pina Bausch, assorbendo quell’universo corrosivo e poetico, quel linguaggio unico che ha dato al termine teatrodanza il senso più profondo. Aterballetto proviene invece da una ricerca artistica concentrata sui più diversi aspetti del movimento coreografato. L’incontro ha permesso di riflettere e cercare un punto di congiunzione: una danza fatta di teatralità, di gesti e di azioni quotidiane. «Partendo da elementi autobiografici – dichiara Cristiana Morganti -, ho voluto giocare su aspetti della danza e della vita, in una dinamica che annulla ...

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La necessità di “creare”: intervista a Giuseppe Spota

La necessità di “creare”: intervista a Giuseppe Spota

  Danzatore di Aterballetto, Giuseppe Spota ha poi ballato in Germania (“Gauthier Dance Company” e “Hessisches Staatstheater Wiesbaden”) dove ha vinto il prestigioso premio “The Faust” come miglior danzatore. Ancora giovanissimo nel 2011 crea la sua prima coreografia che vince il 2° premio all’International Ballet Competition di Hannover e tra gli altri ha già creato per lo “Staatstheater di Mainz” e la “Hessisches Staatstheater Wiesbaden”. Giuseppe Spota è recentemente tornato all’Aterballetto in veste di creatore firmando “LEGO”. Gentile Giuseppe, hai iniziato la tua carriera nelle vesti di danzatore per poi proseguire con l’arte della coreografia. Come è avvenuta tale evoluzione nel tuo percorso? Ho sempre sentito la necessità di creare, credo che è sempre stato nelle mie corde il vedere dove può portare un movimento dopo l’altro, aprendo la mente senza avere confini. La prima volta che ho creato qualcosa, ero allievo al “Balletto di Toscana” ed avevo diciassette anni. Anche come danzatore non mi sono mai fermato ai passi che un coreografo mi mostrava, ma cercavo sempre di proporre e offrire con rispetto, quello che il mio corpo e il mio feeling mi suggerivano in quel momento. Tante volte mi fermavo anche in sala dopo le prove per creare ...

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La Danza è speranza: intervista a Damiano Artale

La Danza è speranza: intervista a Damiano Artale

  Damiano Artale è nato a Siracusa nel 1987. All’età di sedici anni viene ammesso alla “Scuola di Ballo dell’Accademia d’Arti e Mestieri dello Spettacolo Teatro Alla Scala” e si diploma nel 2007. Nella stagione 2007/08 danza nel “Ballet de l’Opéra National du Rhin” a Mulhouse (Francia), in creazioni di W. Forsythe, M. Béjart, J. Godani, L. Childs. Nel 2008 vince il premio Danza&Danza come miglior talento italiano. Dal 2008 al 2013 è danzatore al “Ballet du Grand Theatre de Geneve” (Svizzera) dove danza anche in coreografie di A. Foniadakis, E. Gat, F. Ventriglia, S. Teshigawara, B. Millepied, J.-C. Maillot. Dal settembre 2013 fa parte di Aterballetto. Caro Damiano, raccontiamo per i nostri lettori com’è nata la tua passione per la danza? Ho sempre danzato da che ne ho memoria, la passione potrei definirla congenita. Mia sorella maggiore era una majorette a livello agonistico e io all’età di tre anni ero già la mascotte del suo gruppo. Dopo alcune esperienze in Sicilia sei approdato a Milano alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Qual è stato il primo impatto? Mi sentivo in un film, avevo intensificato gli studi della danza classica solo nei due anni precedenti all’ammissione scaligera (prima ...

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Grande danza d’autore per la nuova edizione del Torinodanza Festival

Grande danza d’autore per la nuova edizione del Torinodanza Festival

L’edizione 2017 del Festival Torinodanza – programmata dal 12 settembre al 1° dicembre – propone un cartellone ricco e affascinante e si configura in particolare come un mosaico di quegli stili e di quegli artisti che precedono il contemporaneo e ne costituiscono il fondamento. Per raccontare la dimensione artistica di questo festival è sufficiente citare i nomi di alcuni coreografi: Angelin Preljocaj, Jiří Kylián, Hans van Manen, Lucinda Childs, Trisha Brown, Ohad Naharin, Nacho Duato, Hofesh Shechter, Emio Greco, Sharon Eyal, Gai Behar, nonché la prima assoluta di due creazioni di Aterballetto (ancora Shechter e Cristiana Morganti). Non manca naturalmente lo spazio per gli stili più visionari e ibridi: da Philippe Decouflé a Serge Aimé Coulibaly agli incontri tra giocoleria e danza, con il Collectif Petit Travers, oltre all’astro nascente del circo contemporaneo, Clément Dazin. La Candoco Dance Company ci porterà poi nello straordinario universo della danza d’autore interpretata grazie ad abilità diverse e il festival farà un’incursione in Spagna con la compagnia Mal Pelo. Torinodanza, come di consueto, dedica spazio ai giovani talenti italiani, e quest’anno coprodurrà due artisti davvero interessanti: Daniele Albanese e Annamaria Ajmone. Torinodanza 2017 offre al pubblico un ventaglio di proposte artistiche originali, multidisciplinari e ...

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Romaeuropa 2016: una (imperdibile) anteprima

Anche se avesse annunciato solo l’anteprima, Romaeuropa sarebbe già un festival da non perdere: in programma dal 21 settembre al 3 dicembre, in vari luoghi della capitale, porta non solo teatro, musica e arti visive, ma anche la bella danza contemporanea italiana e internazionale. E parte subito con un grande nome per l’anteprima: in scena dal 14 al 18 settembre, Dido&Aeneas di Sasha Waltz (&guests), al Teatro dell’Opera di Roma. Nell’Opera – in un prologo e tre atti – basata sul libretto di Nahum Tate (tratto dal Libro IV dell’Eneide di Virgilio) e su musica di Henry Purcell, si narra l’amore maledetto fra Didone, regina di Cartagine, ed Enea, guerriero valoroso scampato alla distruzione di Troia, una storia che diventa ancora più intensa con la coreografia e la regia di un’artista innovatrice come Sasha Waltz. La passione della regina cartaginese per il bel naufrago sbarcato sulla sua terra si esprime nello spettacolo della Waltz con un raffinato abbandono alla danza che finisce per coinvolgere tutti gli interpreti, fondendo movimento e canto. La personalità di Enea -diversamente da quella dell’amata- si compone di un forte rapporto con la divinità (e più ancora, forse, con il fato): il principe troiano infatti riprende ...

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Presentata la 29a edizione del Romaeuropa Festival

Ecco che il Romaeuropa Festival dà il via alle danze del programma della ventinovesima edizione, con 52 appuntamenti per 118 recite da 19 paesi diversi. Il programma è stato presentato all’Opificio Telecom Italia, sede della Fondazione, da Monique Veaute, Francesca Barracciu, Lidia Ravera, Michela Di Biase, Ercole Pietro Pellicanò Alain Fleischer e Fabrizio Grifasi, direttore Fondazione Romaeuropa. Il Festival avrà inizio il 24 settembre e terminerà il 30 novembre prossimi, con appuntamenti che spazieranno dalla danza, al teatro, al circo, alle arti visive e alla musica, riempiendo quindici location sparse per tutta la Capitale, come l’Accademia Di Francia a Villa Medici, l’Auditorium Conciliazione, la Pelanda, i teatri Argentina, Brancaccio, Eliseo, Orologio, Piccolo Eliseo e Vascello. Akram Khan e Israel Galván con Torobaka, una coreografia tra khatak e flamenco, apriranno la programmazione del Festival, per poi fare largo a Hofesh Shechter con Sun, Frédérick Gravel con la coreografia Usually Beauty Fails e Dada Masilo con una originalissima Carmen, una fusione tra danza africana e balletto classico. Anna Lea Antolini curerà danza emergente italiana e internazionale con la rassegna DNA che quest’anno vedrà protagonisti i diversi linguaggi di Jefta Van Dinther e Thiago Granato, Louise Vanneste, Sharon Fridman, Claudia Catarzi, Arno Schuitemaker, ...

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“Political Mother”: la connessione tra il calore di una madre e una patria politica al Sadler’s Wells di Londra

Dal 3 al 7 luglio la Hofesh Shechter Company presenterà Political Mother presso il Sadler’s Wells di Londra. Coreografia e musica sono create entrambe dall’artista Hofesh Shechter, uno dei nomi di punta della nuova coreografia inglese. Political Mother, del 2010, è stato visto in Italia a Roma durante il Romaeuropa Festival ed è il primo lavoro a serata intera del coreografo che da una decina d’anni ha base a Londra, dopo la formazione in Israele con Ohad Naharin alla Batsheva Dance Company. Attraverso il gesto, il suono e la voce, undici danzatori, un’orchestra di sette elementi e un cantante, condividono col pubblico quella che potrebbe essere una rievocazione storico-politica, tanto opprimente quanto capace di generare una danza popolare liberatoria. Lo spettacolo ha inizio con un cavaliere che fa harakiri con la propria spada, e che sancisce così la fine della classicità del mito dell’eroe solitario e dà inizio alla contemporaneità del mito della moltitudine solidale e corale. I musicisti ed il cantante sono posti su un praticabile posizionato in alto, al di sopra del palco. In Political Mother ci sono inserti classici verdiani tra la libera percussione di tamburi e giri di basso elettrico. Sul palco c’è una folla impazzita ...

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