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Torinodanza ospita per la prima volta la coreografa e danzatrice Lisbeth Gruwez

Per la prima volta a Torino arriva Lisbeth Gruwez, coreografa e performer, forte dell’esperienza maturata in anni di militanza nella Compagnia di Jan Fabre, alla quale Torinodanza dedica un piccolo ritratto composto da due pezzi, entrambi programmati alle Fonderie Limone di Moncalieri. In THE SEA WITHIN la Gruwez guida dieci giovani donne, dieci fantastiche personalità che condividono un flusso magmatico di suoni e movimenti. Per conoscere a fondo la personalità di Lisbeth Gruwez è necessario vederla in scena nel suo stile essenziale del solo IT’S GOING TO GET WORSE AND WORSE AND WORSE, MY FRIEND, un brano che fa esplodere la sua sensibilità tutta femminile, sfrontata ed elegante. Le schede degli spettacoli THE SEA WITHIN The Sea Within è la prima opera che non vede Lisbeth Gruwez protagonista ma alla guida di dieci giovani donne, dieci fantastiche personalità che condividono un flusso magmatico di suoni e movimenti in cui le dicotomie di corpo e spirito, ordine e caos, movimento e immobilità si annullano. Il mare che le danzatrici portano dentro se stesse è la forza inesorabile del moto perpetuo, dell’equilibrio interiore, della meditazione. Il risultato è un fiume magnetico in cui i dieci corpi, immersi nel suono e nell’ambientazione di ...

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Dialogo poetico, intenso e immaginario in “Attends, attends, attends…(pour mon père)” di Jan Fabre

  Dal 3 al 5 marzo 2017, il Teatro dell’Arte di Milano ospita l’artista visivo, coreografo, regista e scrittore Jan Fabre con il suo Attends, attends, attends…(pour mon père), interpretato da Cédric Charron, su musiche di Tom Tiest. Considerato uno dei nomi più rilevanti dell’arte contemporanea internazionale, Fabre porta avanti da quarant’anni una ricerca visionaria e dirompente, oltrepassando i confini dell’arte, dando vita a un linguaggio interdisciplinare e di forte impatto scenico. Attends, attends, attends…è un assolo intenso, tenebroso e perturbante, in bilico tra danza e poesia, il racconto del trascorrere del tempo e dell’avvicinarsi della morte, attraverso il dialogo immaginario tra un uomo, Charron (storico performer di Fabre a cui l’artista belga si è ispirato per questo lavoro) e suo padre, in un toccante e appassionato confronto con la paura della perdita e dell’abbandono. ORARI & INFO 3 e 4 marzo, ore 20.00 5 marzo, ore 16.00 Teatro dell’Arte via Emilio Alemagna, 6 20100 Milano (MI) Tel: +39 02 72434258 E-mail: biglietteria.teatro@triennale.org Stefania Napoli www.giornaledelladanza.com      

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Oltre le barriere artistiche con “Attends, attends, attends…(pour mon père)” di Jan Fabre

Il 31 agosto 2016, all’interno del Festival Oriente-Occidente, il Teatro Zandonai di Rovereto (TN) ospita la prima nazionale di Attends, attends, attends…(pour mon père), concept, direzione e coreografia di Jan Fabre, musiche di Tom Tiest, coproduzione Festival Montpellier Danse. Fabre è un coreografo, regista teatrale e scenografo belga, noto per il suo stile spesso eccessivo, che punta ad oltrepassare le barriere artistiche ed espressive comuni, creando un linguaggio interdisciplinare. E’ sua prassi dedicare ad alcuni dei suoi danzatori – feticcio degli assoli, costruiti intorno all’interprete, come succede in Attends, attends, attends… coreografia pensata per il danzatore Cédric Charron, suo collaboratore dal 2000, e che ruota attorno al tema della morte, che Fabre inserisce spesso nelle sue opere, nella convinzione che possa far capire meglio che cos’è la vita. Il lavoro racconta un viaggio visionario, oscuro, a tratti incomprensibile, nel rapporto tra padre e figlio, una sorta di intensa confessione del danzatore, in cui il performer, attraverso movimenti di disarticolati e scomposti, svela al padre le sue paure, chiedendogli di aspettare per parlargli, nel tentativo di rinviare la morte che li separerà definitivamente. ORARI & INFO 31 agosto 2016, ore 20.30 Teatro Zandonai Corso Bettini, 82 38068 Rovereto TN Telefono: +39 0464 ...

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Dentro la Danza: libri, direttori, querelle e (a)mici…

In questo appuntamento di Dentro la Danza protagonisti étoile da best seller, direttori artistici nei guai, direttori artistici nelle liste di candidati a un premio, e un danzatore che il pas de chat lo conosce molto bene… BEST SELLER Non solo coreografo, Giuseppe Picone sarà presto (tempi dell’editoria permettendo) protagonista di un libro che lo racconterà ai fan. Autrice sarà la giornalista Francesca Camponero, che afferma: “E’ stato piacevolissimo avere modo di conoscere un’etoile come lui e rendersi conto che la sua bellezza non era solo nella sua danza, ma anche dentro il suo animo, così semplice e pulito da affascinare tutti, non solo gli amanti del balletto”. Data prevista di pubblicazione? Attorno al debutto di Schiaccianoci. Quale e dove? Continuate a seguire Giornaledelladanza.com per scoprirlo… CARO (???) DIRETTORE… Vi avevamo dato la notizia di Jan Fabre direttore del festival di Atene ed Epidauro, commentando che sembrava un incarico ad arte per chi aveva creato una performance dal titolo Mount Olympus. Ecco, gli dei dell’Olimpo non lo sappiamo, ma gli artisti greci di certo non erano d’accordo sulla nomina e sul programma presentato (che ufficialmente doveva essere solo un’anteprima in attesa di un’altra conferenza stampa sul programma definitivo) che non ...

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Jan Fabre in scena al Teatro Grande di Brescia con “Attends Attends Attends…”

Uno degli artisti più controversi e più noti della scena contemporanea arriva il 4 febbraio al Teatro Grande di Brescia, all’interno della rassegna dedicata alla danza. Si tratta di Jan Fabre, che allo storico teatro bresciano porta in scena Attends, attends, attends… (pour mon père), di cui cura testo, regia e coreografia (e luci, con Geert Van der Auwera; e costumi, con Andrea Kranzlin), affiancato nella drammaturgia da Miet Martens e per la parte musicale da Tom Tiest. Ma il vero protagonista di questo dialogo tra un figlio e un padre, tra la vita e la morte, tra la realtà e i suoi fantasmi, è il danzatore Cédric Charron, interprete di questa creazione ispirata proprio alla sua vita. In scena è un performer che chiede al padre ormai morto di aspettarlo, perché è lui stesso un Caronte della scena, che ogni sera porta fantasmi sul palco e li traghetta di nuovo indietro. Una creazione che esalta la sua corporeità e che cattura le emozioni dello spettatore, affascinandolo con la potenza drammatica di questo lavoro, giudicato uno dei più intensi, anche per la carica poetica, degli ultimi anni. ORARI&INFO: Attends Attends Attends 4 febbraio, ore 21 Teatro Grande Corso Zanardelli 9/a ...

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Drugs kept me alive: la creazione di Jan Fabre in scena all’Arena del Sole

La pièce diretta da Jan Fabre ed interpretata dal danzatore statunitense Antony Rizzi, andrà in scena il 5 e il 6 marzo, alle ore 21:00, nella sala Grande dell’Arena del Sole di Bologna. Presentato in collaborazione con Aterdanza, su musiche di Dimitri Brusselmans, regia di Jan Fabre, drammaturgia di Miet Martens  e costumi di Andrea Kränzlin, Drugs Kept Me Alive è uno spettacolo realizzato in coproduzione con Maribor 2012 (European Capital of Culture – Slovenia). Fabre, considerato una delle figure artistiche europee più innovative nel panorama contemporaneo, è un coreografo, regista teatrale, artista visivo e scenografo costantemente teso verso una ricerca artistica che oltrepassi le barriere espressive; per questa pièce sceglie di affidare la performance ad Antony Rizzi, coreografo, dj radiofonico, regista, modello, attore e danzatore che ha lavorato in diversi spettacoli dello stesso Fabre e in opere di altri coreografi di grande levatura come William Forsythe. È il monologo di un sopravvissuto, una creazione in lingua inglese con sovratitoli in italiano in cui il danzatore Antony Rizzi interpreterà il ruolo di un personaggio ossessionato dalla necessità di giocare d’azzardo con la morte: più essa si avvicina, maggiore è il suo desiderio di intossicarsi. Tra pillole, miscele e bustine, la ...

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Nuova edizione a Cagliari, del XXX° F.I.N.D. Festival

  Parte a Cagliari, con la sua trentesima edizione, il F.I.N.D. Festival nazionale nuova danza 2012, 8 spettacoli, in un mese di danza e nuovi linguaggi coreografici, dal 31 ottobre al 30 novembre, con un edizione speciale. Il Festival Internazionale, organizzato dall’associazione culturale ASMED e dalla cooperativa MAYA INC, sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Autonoma Sardegna e dal Comune di Cagliari, giunge alla sua  XXXª edizione, proponendo al suo vasto pubblico un programma particolarmente ricco e innovativo per ricordare in modo speciale la sua nota fondatrice, Paola Leoni, venuta a mancare lo scorso anno. Ospiti dell’evento saranno compagnie di danza nazionali e internazionali che l’artista isolana amava particolarmente, con la produzione coreografica contemporanea italiana, belga e svizzera più all’avanguardia. Il festival avrà inizio il 31 ottobre e terminerà il 30 novembre. Ci saranno 8 spettacoli. Questi avranno luogo prevalentemente nel fine settimana, in fascia oraria serale, in quattro noti teatri di Cagliari: Teatro Massimo, La Vetreria, Teatro Comunale Auditorium e Teatro Minimax. A fare da cornice al festival saranno eventi collaterali quali mostre, rassegne video, una programmazione dedicata ai ragazzi, master class e stage, aventi come tema comune il fantastico mondo della danza. ...

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Il surrealismo e la teatralità di Jan Fabre al Teatro Olimpico

  Dopo Trisha Brown, il Teatro Olimpico si prepara ad ospitare questa sera (con replica domani) un altro artista internazionale che ha fatto della ricerca interdisciplinare il fulcro della propria produzione artistica. Artista visivo, regista, coreografo, scrittore e scenografo, Jan Fabre da più di trent’anni fa parlare di sé con i suoi spettacoli dall’impatto potente, talvolta definito “crudele”. Come This is theatre like it was to be expected and foreseen, uno  dei suoi primi lavori teatrali: uno spettacolo di otto ore di durata (dall’alba al tramonto) con cui seppe mirabilmente attirare a sé l’attenzione di critica e pubblico. La stessa complessa ricerca teatrale, e soprattutto la stessa energia nel fondere discipline diverse come danza, drammaturgia, installazione e teatro musicale, sono infatti presenti anche nel lavoro che l’artista belga presenta stasera per Romaeuropa Festival, dove aveva debuttato già nel 1987 con Das Glas im Kopf wird vom Glas. Prometheus-Landscape II, per il quale l’autore ha usato, oltre al suo testo, anche quello di Jeroen Olyslaegers ispirato al Prometeo incatenato di Eschilo, getta lo spettatore nel vortice del mito. La vicenda del titano costretto da Zeus a scontare una condanna eterna e senza pietà per aver tradito gli dei svelando agli uomini ...

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