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Tag Archives: Maurice Bejart

Imperdibile omaggio a tre grandi coreografi del ‘900  in un trittico di emozioni e passione

Il 15 febbraio 2019, il Teatro Fraschini di Pavia ospita il Ballet de l’Opéra National de Bordeaux con uno straordinario trittico: Petite Mort, coreografia di Jirí Kylián su musica di Wolfgang Amadeus Mozart, Le chant du compagnon errant, coreografia di Maurice Béjart su musica di Gustave Mahler, e Minus 16, coreografia di Ohad Naharin su musiche di autori vari, Perez Prado, Antonio Vivaldi, D.J. Marusha/Arlen/Harburg, Dean Martin/Ruiz/Gimbel, Fryderyk Chopin. Nata negli anni ’90 e diretta da Éric Quilleré, la prestigiosa compagnia di balletto è a oggi composta di quaranta eccezionali interpreti, e annovera nel suo repertorio sia balletti della tradizione classica che opere di coreografi neo-classici o contemporanei. Lo spettacolo proposto a Pavia è un omaggio proprio ai grandi Maestri del ‘900, il genio inimitabile di Kylián con l’intensa musicalità del gesto e la voluttuosa alchimia di corpi e linee che ne caratterizzano le opere, la danza intensa, profonda e seducente del grande Béjart, l’energia e la forza di Naharin, coreografo israeliano considerato tra i più rappresentativi della danza contemporanea, già direttore artistico di Batsheva Dance Company. Un imperdibile viaggio nel mondo più intimo, istintuale e travolgente della danza, in cui tecnica, emozioni e slancio vitale si fondono in un unico ...

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Un ritorno speciale: il Tokyo Ballet a Caracalla con “Le sacre du printemps” di Béjart

La Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma è lieta di annunciare il ritorno del Tokyo Ballet alle Terme di Caracalla mercoledì 26 giugno alle ore 21 con un nuovo travolgente programma che non rinuncia al capolavoro assoluto di Maurice Béjart, Le sacre du printemps presentato per la prima volta nelle suddette terme nel 2014 in occasione delle celebrazioni del 50simo anniversario dalla nascita dell’ensemble nipponico. La serata del 26 giugno si apre con il Regno delle Ombre, ambientato in un onirico mondo dei morti, quello del terzo atto de La Bayadère di Natalia Makarova da Marius Petipa su musica di Leon Minkus. Il guerriero Solor innamorato della Baiadera Nikia, dopo la morte di lei, per trovare consolazione, sotto l’effetto dei fumi del narghilé sprofonda nel mondo dei sogno e si ritrova nel Regno delle Ombre.  Dai pendii del monte scendono le Ombre e tra queste Solor ritrova Nikia alla quale ancora una volta giura amore eterno. Nikia non è un fantasma benevolo come quello di Giselle, è carico di dolore e sofferenza da subito. Le Ombre non sono come le Villi: sono presenze senza sentimenti in un limbo intermedio tra l’aldilà e il mondo dei vivi. Dal repertorio classico si ...

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Di nuovo disponibile il piccolo grande epistolario della Danza “Lettere a un giovane danzatore”

Di nuovo disponibile il piccolo grande epistolario della Danza “Lettere ad un giovane danzatore”

“La lezione quotidiana di danza, di qualunque stile, di qualunque tecnica essa sia, non deve avere per obiettivo l’acquisizione di un nuovo virtuosismo né l’insistenza su quello già conseguito. Non è una ginnastica, è una presa di coscienza”. Maurice Béjart   Lettere a un giovane danzatore è il piccolo grande epistolario della Danza di nuovo disponibile nelle librerie grazie alla recente edizione curata da Lindau. Nato dall’idea di uno dei più grandi danzatori e coreografi del xx secolo, Maurice Béjart, Lettere a un giovane danzatore è diventato un classico immancabile nelle librerie degli amanti della Danza e non solo. Scritto in occasione del Natale dell’anno 2000, Béjart parla ad un giovane allievo di che cosa sia la Danza, sua passione da sempre e, soprattutto, di come raggiungere una formazione completa, quasi mistica, dove la tecnica viene assimilata ed interiorizzata al punto da riuscire a mettere in scena non la Danza che tutti conoscono ma, solo ed unicamente, la propria Danza, quella che tutti gli spettatori riconoscono in quel danzatore che non è un semplice esecutore ma un vero interprete. Maurice Béjart (1 gennaio 1927 – 22 novembre 2007), attraverso la sua esperienza consacrata nel mondo della Danza, offre preziosi consigli ai giovani ballerini. L’artista, ormai ...

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“Continua a sorridere”: intervista a Marek Różycki

 Marek Różycki, originario della Polonia si forma alla “Poznan State Ballet School” dove studia con il metodo Vaganova. Il suo primo impegno professionale è con il “Polish Dance Theatre”, sotto la guida del Maestro Conrad Drzewiecki, in quel momento il coreografo più innovativo della scena tersicorea polacca. Entra poi a far parte del “Bremer Dance Theatre” diretto da Reinhild Hoffman. Nel 1982 arriva a Berlino alla “Deutsche Oper Berlin” e nel 1990 diviene primo ballerino. In questo periodo inizia anche la sua carriera di coreografo. Approda poi alla “Staatsoper Berlin” sotto la direzione di Michael Denard, dove ricopre i ruoli di primo solista, maestro del corpo di Ballo, maestro di ballo e coreografo, ampliando così la sua esperienza nel mondo della danza. È stato poi invitato in Danimarca come primo maestro di ballo e assistente coreografo di Peter Schaufuss e della sua Compagnia. Per un anno crea coreografie ed insegna in tutta Europa. All’“Institut de Recherche et de Pédagogie Chorographiques” di Parigi del “Centre National de Danse” riceve, con Diplôme d’Ètat, il titolo di professore per la danza classica. Bertrand D’At, direttore del “Ballet du Rhin”, lo vuole insegnante ospite residente per la compagnia e professore di danza classica al ...

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La scena rivela la verità su chi si è: intervista a Lorena Baricalla

La scena rivela la verità su chi si è: intervista a Lorena Baricalla

  Artista internazionale dai molteplici talenti Lorena Baricalla è Etoile, Cantante ed Attrice nonché Coreografa, Writer e Produttrice. Ha sviluppato la sua carriera in più di 35 paesi nel mondo, in teatro e televisione. Nata da una famiglia di Monaco da più di cinque generazioni con origini italiane, francesi, ceche e tedesche, vive da sempre a Monte-Carlo. Lorena Baricalla scopre la danza all’età di quattro anni quando incontra la grande maestra russa Marika Besobrasova, della quale sua madre era stata l’allieva, ed esprime da quel momento il suo desiderio di danzare. È per lei del tutto naturale decidere a dodici anni di farne una carriera e segue per questo una formazione professionale all’Accademia di Danza Classica “Principessa Grace” di Monte-Carlo diretta da Marika Besobrasova. Si diploma giovanissima, a diciassette anni, ottenendo il massimo dei voti “Mention Très Bien”. Sulle scene dall’età di quattro anni, ottiene a dieci anni il suo primo contratto professionale per una serie di spettacoli alla “Salle des Etoiles” di Monte-Carlo. Dai quattordici ai sedici anni lavora anche nei balletti delle Stagioni Liriche dell’Opera di Monte-Carlo. Partecipa ai numerosi spettacoli organizzati dall’Accademia nel Principato, in Italia e in Francia danzando il repertorio classico. A conclusione dei suoi ...

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La Danza è speranza: intervista a Damiano Artale

La Danza è speranza: intervista a Damiano Artale

  Damiano Artale è nato a Siracusa nel 1987. All’età di sedici anni viene ammesso alla “Scuola di Ballo dell’Accademia d’Arti e Mestieri dello Spettacolo Teatro Alla Scala” e si diploma nel 2007. Nella stagione 2007/08 danza nel “Ballet de l’Opéra National du Rhin” a Mulhouse (Francia), in creazioni di W. Forsythe, M. Béjart, J. Godani, L. Childs. Nel 2008 vince il premio Danza&Danza come miglior talento italiano. Dal 2008 al 2013 è danzatore al “Ballet du Grand Theatre de Geneve” (Svizzera) dove danza anche in coreografie di A. Foniadakis, E. Gat, F. Ventriglia, S. Teshigawara, B. Millepied, J.-C. Maillot. Dal settembre 2013 fa parte di Aterballetto. Caro Damiano, raccontiamo per i nostri lettori com’è nata la tua passione per la danza? Ho sempre danzato da che ne ho memoria, la passione potrei definirla congenita. Mia sorella maggiore era una majorette a livello agonistico e io all’età di tre anni ero già la mascotte del suo gruppo. Dopo alcune esperienze in Sicilia sei approdato a Milano alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Qual è stato il primo impatto? Mi sentivo in un film, avevo intensificato gli studi della danza classica solo nei due anni precedenti all’ammissione scaligera (prima ...

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Ricerca gestuale e visione antropologica del corpo: “Col corpo capisco#1” di Adriana Borriello

Il 9, 10 e 11 giugno 2017, il Teatro Tor Bella Monaca di Roma ospita la Compagnia Adriana Borriello con Col corpo capisco #1, coreografia di Borriello, su musica di Roberto Paci Dalò, interpreti Borriello, Donatella Morrone e Ilenia Romano, produzione Atacama con il contributo di MiBACT, co‐produzione Orizzonti Festival, Giardini Pensili e Spazio Aereo Venezia. Nata ad Avellino e diplomata all’Accademia Nazionale di danza a Roma, al Liceo coreutico sperimentale e al Mudra di Maurice Béjart, Borriello partecipa alla fondazione del gruppo belga Rosas di Anne Teresa de Keersmaeker. Poco più che ventenne, crea in Francia la propria compagnia manifestando le caratteristiche del suo linguaggio coreografico, una danza limpida, pura nella struttura gestuale e musicale, e allo stesso tempo diretta e di forte impatto teatrale. Negli anni l’artista ha concentrato il suo lavoro sulla relazione tra suono e movimento, intesi come strumenti di ricerca gestuale e su una visione antropologica del corpo, coniugando con successo concetti apparentemente antitetici, come originalità e ordinarietà, individualità e coralità. E’ sulla base di questa visione artistica che prende vita Col Corpo Capisco#1, opera intensa e toccante, la cui essenza è proprio la comunicazione tra corpo e corpo attraverso movimento, musica e danza, al fine ...

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Ouverture scoppiettante a ParmaEstate 2016 col Béjart Ballet Lausanne

Ouverture scoppiettante a ParmaEstate 2016 col Béjart Ballet Lausanne

  In apertura dell’edizione 2016 di ParmaEstate, la rassegna estiva del Teatro Regio di Parma, va in scena presso il Cortile della Pilotta il Béjart Ballet Lausanne, precisamente il 21 e 22 giugno alle ore 21:30. La rinomatissima compagnia del compianto Maurice Béjart, diretta artisticamente dall’“erede” Gil Roman, presenta per l’occasione una quaterna di capolavori di repertorio, nonché una prima italiana del coreografo di Alès. Ad “aprire le danze” è Suite Barocco, composizione animata dalle note della musica barocca del XVIII secolo, in cui spiccano i costumi realizzati dal celebre stilista italiano scomparso Gianni Versace, rimaneggiati per l’occasione da Henri Davila, costume designer della compagnia. L’immaginario ricreato, grazie anche alle luci di Dominique Roman (allestitore dell’illuminotecnica per ognuna delle opere della soirée) vuole essere quello legato al vis-à-vis dell’Uomo con la Morte, un incontro volutamente sfumato nella sua essenza fino a trasformarsi (quasi) in un sogno. Segue Étude pour une Dame aux camélias, andato in scena per la prima volta nel 2001 come parte dello spettacolo Le Même et UN AUTRE. Si tratta di un assolo femminile, eseguito sulla musica di Fryderyk Chopin e Francesco Cilea, dove la protagonista rappresenta il sogno d’amore che, come la bellezza di un fiore, ...

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Béjart Ballet Lausanne al Carlo Felice di Genova, con un’ospite speciale…

In scena dal 12 al 15 novembre al Carlo Felice di Genova la compagnia del Béjart Ballet Lausanne, con un programma misto che omaggia il grande coreografo fondatore della compagnia, Maurice Béjart, attraverso i suoi più noti successi, ma che non dimentica il presente della compagnia, un presente che dal 2007 è rappresentato da Gil Roman che porta anche a Genova una delle sue coreografie. In programma infatti sono Il mandarino meraviglioso, ispirata a Béjart dall’opera (o pantomima) di Bartòk, che narra di una ragazza e del suo fascino sfruttato da dei banditi, e completata da ispirazioni cinematografiche riprese dal coreografo dai film di Fritz Lang. E il celeberrimo Bolero, così celebre che ormai dire “Bolero di Ravel” è scontato quanto dire “Bolero di Béjart”: una coreografia che come la musica che l’accompagna è molto nota eppure ogni volta nuova, nella sua personificazione di melodia e ritmo e nella resa visiva e viva di un rito, un rito sacro della primavera, probabilmente. Ma anche una coreografia versatile, che nell’assolo può essere interpretata sia da un uomo che da una donna: e sarà una splendida ballerina a interpretarlo nella replica del 14 novembre alle 20.30: Diana Vishneva, interprete di formazione classica ...

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Attualità – Prossimo addio alle scene per Sylvie Guillem

Gallery la notizia attraverso le immagini L’étoile Sylvie Guillem ha annunciato recentemente in una intervista di voler lasciare le scene alla fine del 2015, all’età di 50 anni. E’ una ballerina straordinaria, vera diva dei nostri giorni, che ha segnato un profondo cambiamento nel mondo della danza. Nominata da Rudolf Nureyev étoile dell’Opera di Parigi a soli 19 anni.  Ha ballato tutti i ruoli del repertorio classico, memorabile la Cenerentola di Nureyev, ma si è anche rivelata una straordinaria danzatrice contemporanea (si pensi alle sue interpretazioni di alcune coreografia di Béjart o Forsythe). Sylvie Guillem ha inoltre  dichiarato che l’ultima sua esibizione si terrà in Giappone, dove è molto amata,  con il Tokyo Ballet compagnia con la quale lei lavora di consueto,  per diversi titoli in repertorio di Maurice Béjart. Sara Zuccari Direttore www.giornaledelladanza.com

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