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Addio ad Arthur Mitchell, primo ballerino afro-americano a ottenere notorietà internazionale

Si è spento a Manhattan all’età di 84 anni Arthur Mitchell, fondatore del rivoluzionario Dance Theatre di Harlem e primo ballerino afro-americano a raggiungere la notorietà internazionale con il New York City Ballet. Fatale un’insufficienza renale che ha causato un grave scompenso cardiaco. Arthur Adam Mitchell Jr. nasce ad Harlem il 27 marzo 1934. Un consigliere di orientamento della sua scuola media lo vede ballare a una festa di classe e gli propone un’audizione presso la famosa ed esclusiva High School of Performing Arts di Manhattan. Da quel momento, la carriera di Mitchell nella danza decolla. Ottiene una borsa di studio per la danza moderna al Bennington College, nel Vermont, e una per la danza classica presso la School of American Ballet di New York. Mitchell sceglie coraggiosamente la seconda, nonostante la quasi totale assenza di sbocchi professionali all’epoca per i danzatori di colore nelle compagnie di balletto, ma il suo sorriso, la sua tenacia, la sua velocità di apprendimento e il suo carisma lo conducono a un successo velocissimo e inaspettato. Vincitore di numerosi riconoscimenti, tra cui Dance Magazine Award nel 1975, Kennedy Center Honor nel 1993 la National Medal of the Arts nel 1995, Mitchell è stato protagonista ...

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GD Web TV: Year of the Rabbit – Pacific Northwest Ballet

Year of the Rabbit  è stato il primo, vero lavoro di Justin Peck, una coreografia realizzata per il New York City Ballet all’età di 25 anni. In poco tempo è diventato resident choreographer al NYCB, ha ricevuto una nomination ai Tony per il suo lavoro su Carousel (2018), e continua a realizzare coreografie per compagnie di danza in tutto il mondo.   www.giornaledelladanza.com

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Dentro la Danza: #ROBERTOBOLLE – #TUCATUCA – #MARCELOGOMES – #PETERMARTINS

La rubrica del giornaledelladanza.com, Dentro la Danza, è un mix di notizie a volte importanti altre piccanti, divertenti, raccontate con ironia e leggerezza per svelare cosa avviene dietro le quinte del mondo della danza e del balletto. Anche i nostri lettori possono diventare protagonisti delle news del giornale scrivendoci all’indirizzo mailto:redazione@giornaledelladanza.com specificando nell’oggetto Dentro la Danza e raccontandoci in anteprima le indiscrezioni di cui sono a conoscenza.    #ROBERTOBOLLE Il 2018 si è aperto sotto il segno della danza grazie alla grande visibilità ottenuta con la messa in onda del programma televisivo Danza con me dell’étoile Roberto Bolle, trasmesso il 1° gennaio su raiuno, in prima serata. In molti hanno guardato al bicchiere mezzo pieno, ovvero hanno letto positivamente lo spazio dato al settore danza, altri, hanno invece guardato ai difetti della trasmissione. Si è parlato di regia sbagliata, di mancanza della struttura autoriale, dell’eccessiva autocelebrazione di Bolle, del suo essere più principino che Principe. Cominciamo bene! #TUCATUCA L’étoile italiana più famosa al mondo continua ad essere lei: Carla Fracci. Una star che come pochi altri ha sempre saputo mettersi in gioco con intelligenza ed ironia, e che continua a farlo senza remore, come durante il suo recente intervento alla trasmissione ...

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Dentro la Danza: premi, ricordi, decisioni e scarpette alla moda!

Secondo appuntamento di febbraio per Dentro la Danza, che porta le news più curiose e i retroscena del mondo della danza direttamente sui vostri schermi! In questo numero un aggiornamento sui premi internazionali, su due stelle russe della danza e sulla moda… BRAVI, BRAVI! Oltre ai bravissimi Michele Esposito, grande vincitore al Prix de Lausanne, ed Edoardo Sartori, tra i finalisti della competizione e tornato alla scuola di danza – l’Academia Veneta che vede tra gli insegnanti anche Letizia Giuliani – con numerose borse di studio, vanno ricordati ogni febbraio i vincitori dei National Dance Awards inglesi. Da segnalare, il Dancing Times Award per il miglior danzatore a Chase Johnsey, danzatore americano dei Les Ballets Trockadero de Monte Carlo; il premio artista emergente a Francesca Hayward del Royal Ballet; il coreografo Jonathan Watkins ha vinto il suo primo premio (Miglior Coreografia) per 1984 creato per il Northern Ballet, stesso premio, nel contemporaneo, per Kim Brandstrup per la sua creazione Transfigured Night per Rambert. Tra i numerosi premi ai soliti ENB, Royal Ballet e Akram Khan, segnaliamo la miglior compagnia indipendente di quest’anno: la Gary Clarke Company. RICORDI IN BLU! L’English Heritage ha annunciato le nuove targhe commemorative blu – quelle ...

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Dentro la Danza: docenti Lucenti, omissioni, ritorni e galà…

Eccoci con un nuovo, internazionale e super femminile!, appuntamento con Dentro la danza, che riunisce le notizie più succose, o che potrebbero esservi sfuggite, degli ultimi giorni, dai palcoscenici e dietro le quinte del mondo di Tersicore. Protagoniste assolute oggi le donne: si parla di Galà (due! In due continenti diversi!), di una nomina che ci fa tornare studenti, di mamme ballerine… PROF. LUCENTI È notizia di questi giorni che la coreografa Michela Lucenti, fondatrice della compagnia Balletto Civile e direttrice artistica del festival Resistere e Creare di Genova (Teatro della Tosse) e co-direttrice di Fuori Luogo La Spezia, è stata nominata docente di Storia della Danza all’Università di Genova, per il dipartimento di Scienze Umanistiche – Arti e Spettacolo. Una notizia che farà venire voglia di tornare all’università a molti appassionati di danza! CRYSTAL PITE SUPERSTAR Grande successo per l’apertura della stagione dell’Opéra di Parigi, presieduta dalla direttrice Aurélie Dupont e da Stephane Lissner, che ha visto in scena creazioni di Crystal Pite, Tino Seghal, Justin Peck e l’immancabile Forsythe. A colpire tutti la creazione, ispirata alle Stagioni di Vivaldi adattate da Max Richter, Season’s Canon di Crystal Pite, che coinvolge in movimenti ipnotici ben 54 danzatori. Ma nonostante l’entusiasmo, a qualcuno ...

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Nutcracker, Casse-Noisette…dove vedere, in vacanza all’estero, Lo Schiaccianoci

Dicembre è tempo di Schiaccianoci un po’ ovunque sui palcoscenici, in Europa e nel mondo, anche se alcuni importanti palcoscenici fanno una scelta un po’ diversa, quest’anno, che forse non vi aspettate! Proseguiamo il nostro tour dunque, iniziando dal nord Europa: in scena fino al 22 dicembre, per chi vuole portarsi la danza anche “in climi freddi”, all’Opera di Oslo, il Nutcracker di Dinna Bjorn, un’autorità in Europa sul repertorio di Bournonville e autrice lei stessa di numerose coreografie, spesso tratte dalle opere di Andersen; mentre per chi vuole avvicinarsi alla vera (o almeno presunta tale!) residenza di Babbo Natale, fino al 21 dicembre in scena The Nutcracker di Wayne Eagling e Toer van Schayk alla Finnish National Opera. Per chi invece ama i classici con la “C” maiuscola, imperdibile la versione di Grigorovich messa in scena dal corpo di ballo del Teatro Bolshoi fino al 7 gennaio 2016, con Vasiliev nel ruolo del Principe il 19 e 29 dicembre e Hallberg in altre performance da confermarsi. Sui palcoscenici londinesi, invece, doppia scelta: fino al 14 gennaio sul main stage della Royal Opera House The Nutcracker di Peter Wright che vede nel cast anche Sarah Lamb, Federico Bonelli, Marianela Nunez, ...

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Omaggio a Jerome Robbins nella capitale: ospiti le stelle del New York City Ballet

Appuntamento newyorkese nella capitale l’8 marzo, alla sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica: alle 21 andrà in scena il New York City Ballet con il Tributo a Jerome Robbins e ovviamente a George Balanchine, del cui repertorio la compagnia è custode.  In scena i principals e i ballerini (tra gli annunciati: Ashley Bouder, Joaquin De Luz, Gonzalo Garcia, Emilie Gerrity, Joseph Gordon, Georgina Pazcoguin, Amar Ramasar, Andrew Veyette, Sebastiani Villarini-Velez, Indiana Woodward e Tiler Peck) di una delle maggiori compagnie internazionali, nota per la tecnica perfetta, la musicalità precisa e la raffinatezza delle interpretazioni; qualità, tecniche e interpretative, messe in risalto dalla scelta dei pezzi, che insieme ai grandi classici balanchiniani combinano le atmosfere moderne e cinematografiche di Robbins. Noto al grande pubblico per West Side Story, ma attivo anche per i palcoscenici di Broadway, Robbins ha creato numerose coreografie per il New York City Ballet, che diresse dopo Balanchine e del quale continuò l’opera, iniziata attraverso un neoclassicismo dettato anche dalla musica, e che prosegue seguendo le atmosfere jazz (come già fatto da Balanchine) e inserendo atmosfere più dinamiche tipiche della città che non dorme mai, senza dimenticare il romanticismo e le atmosfere notturne più classiche. E non ...

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