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Tag Archives: Ohad Naharin

Torna “Torinodanza”, il festival che “studia” il mondo attuale

Un festival sempre più internazionale in cui gli artisti “con le loro creazioni raccontano il mondo, osservano le contraddizioni del nostro tempo affrontando i temi più urgenti del momento, le periferie, il “noi’ più che ‘l’io”, la tensione verso nuove forme di spiritualità, la memoria storica”. Così la direttrice Anna Cremonini racconta la decima edizione di Torinodanza, il Festival della danza contemporanea realizzato dal Teatro Stabile di Torino (Tst) in programma dall’11 settembre al 26 ottobre. I numeri parlano di un festival, come evidenzia il presidente del Tst Lamberto Vallarino Gancia, “diventato un esempio da seguire, una realtà riconosciuta come di grande successo a livello internazionale e che fa il bene del territorio e della danza”. Diciannove titoli per 36 rappresentazioni, 9 luoghi, 11 Paesi, 7 prime nazionali, 2 coproduzioni internazionali, oltre 200 fra artisti, operatori e tecnici. A inaugurare la kermesse al Teatro Regio, lo spettacolo cult del nuovo millennio “Sutra”, creato da Sidi Larbi Cherkaoui con i monaci del tempio Shaolin. Il Festival porta inoltre per la prima volta a Torino la coreografa e performer Lisbeth Gruwez e il Batsheva – The Young Ensemble che presenta lo spettacolo interattivo “Kamuyot”, creato da Ohad Naharin e rivolto a un ...

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Semplicità, purezza e piacere del gesto artistico con “Sadeh21” di Ohad Naharin

Il 12 aprile 2019, il Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena ospita la compagnia Batsheva – The Young Ensemble con la prima ed esclusiva italiana di Sadeh21, regia e coreografia Ohad Naharin, colonna sonora Maxim Waratt, musiche Autechre & The Hafler Trio, David Darling, Tomoko Suavage, Jun Miyake, Video-art Raz Friedman. Prodotto da Batsheva Dance Company con il sostegno del Michael Sela Fund for Development of Young Artists. Batsheva -The Young Ensemble nasce nel 1990 per volontà del noto e apprezzato coreografo israeliano Naharin, intenzionato a promuovere e sviluppare un processo di crescita artistica di giovani danzatori provenienti da tutto il mondo. Grazie alla creazione di un originale linguaggio di movimento chiamato GAGA, basato sull’ascolto del corpo e sulla ricerca di sensazioni che si traducono in movimento oltre i gesti quotidiani, l’artista racconta la bellezza della danza nella sua genuinità, autenticità e purezza. Creato nel 2011 per Batsheva Dance Company e rivisitato per Ensemble lo scorso anno, Sadeh21 è dedicato alla teorica della danza Noa Eshkol scomparsa nel 2017, ideatrice dell’innovativo Eshkol-Wachman Movement Method and Notation, sistema di notazione e registrazione di movimento del corpo. L’opera mostra il movimento nella sua semplicità, alternando effetti rallenty a brusche accelerazioni, in un ...

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Una questione di sensibilità: intervista a Massimo Leanti

  Massimo Leanti nasce a Torino dove comincia a studiare danza con Don Marasigan per la tecnica Jazz, con Ileana Iliescu, Joan Bosiok e Giulio Cantello per la tecnica classica, arricchendo poi la propria formazione presso il “Joe Tremaine Dance Center” e presso l’“EDGE Studio di Hollywood CA”. Partecipa a numerosi workshop con insegnanti di fama internazionale tra cui Luigi, Cloude Thompson, Alex Magno, Wes Veldink. Intraprende la carriera di insegnante di Modern Jazz a partire dal 1988 presso la scuola del Teatro di Torino sotto la direzione artistica di Loredana Furno, dove rimane per tre anni. Nel 1991 si trasferisce a Ravenna dove apre la scuola “Progetto Danza” cominciando parallelamente a sviluppare l’interesse per la coreografia che lo porta a partecipare e vincere innumerevoli concorsi. Vittoria Ottolenghi lo chiama ospite nel 1997 all’Estate Fiesolana e a “Ballo è bello” presso il Teatro di Comacchio. Nel 2000 presso il “Todi Festival”. Nel frattempo, nel 1998, crea una coreografia per i Percussionisti della Scala, nell’ambito della manifestazione “Ravenna Festival”. Per il M.A.S di Milano, Accademia all’epoca diretta da Susanna Beltrami per la quale lavora dal 1998 al 2000, crea il suo primo spettacolo coreografato dal titolo “Wo-man” presentato a Roma al ...

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Al via la XXXIV edizione del Festival Internazionale Bolzano Danza

La 34ᵃ edizione del festival Bolzano Danza, in programma dal 12 al 27 luglio 2018, si snoda tra grandi nomi della scena mondiale e giovani realtà in una combinazione di stili in linea con l’irrequietezza del presente. Corpi forgiati alla danza, prestanti e inattesi, corpi performativi, esperienze sensoriali e pluridisciplinari si incontrano nel variegato cartellone 2018. Un Festival, quello firmato dal direttore artistico Emanuele Masi, proiettato sul mondo, aperto al dialogo tra le arti, decisamente contemporaneo e pronto a conquistare nuovi pubblici. 35 rappresentazioni, di cui 6 in prima nazionale, 2 in prima assoluta e 4 coproduzioni compongono il cartellone 2018 ospitato nelle sale del Teatro Comunale, al Museion – Museo di arte contemporanea di Bolzano, in centri nevralgici e parchi cittadini nonché al NOI Techpark, al Laimburg e Renon. Organizzato dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento con il supporto di Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano e la sponsorizzazione di Alperia, Bolzano Danza è sostenuto dal Comune di Bolzano, dalla Provincia Autonoma di Bolzano, dalla Regione Trentino-Alto Adige e dal MIBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Novità 2018 è la decisione di Emanuele Masi di farsi affiancare da un guest curator per l’ideazione degli ...

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Biennale Venezia: Festival danza, i film da Tati a Forte

Playtime di Jacques Tati, Pina di Wim Wenders, Mister Chocolat con Omar Sy e James Thierre’e, An evening of Dance Construction di Simone Forti: sono alcuni titoli del ciclo di film, relativi non solo alla danza, ma anche al movimento, al ritmo, al corpo, in programma al 12/o Festival Internazionale di Danza Contemporanea, in scena dal 22 giugno al Primo luglio della Biennale di Venezia. Scelti dalla direttrice Marie Chouinard, i film – che si potranno vedere ogni pomeriggio nel Giardino della Marceglia all’Arsenale – colgono l’arte della coreografia in ogni espressione umana e offrono sguardi diversi sulla danza e sul mondo artistico, affiancando gli spettacoli in programma. C’è Playtime, capolavoro di Jacques Tati, ovvero Monsieur Hulot catapultato in una Parigi avveniristica, travolto dalla frenesia dei tempi moderni. Sempre focalizzato sul linguaggio universale del corpo è anche Le Porteur di Dimitri, il grande clown formato al magistero di Etienne Decroux e di Marcel Marceau di cui ha continuato l’illustre tradizione con una propria scuola e una propria compagnia, nonché’ con il Museo Comico fondato con Harald Szeemann nel Canton Ticino. Nel solco delle comiche del cinema muto, lungo la linea che da Buster Keaton, Max Linder, Charlie Chaplin arriva a ...

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La danza è un cocktail: intervista ad Alessandro Riga

La danza è un cocktail: intervista ad Alessandro Riga

  Alessandro Riga è nato a Crotone. Ha intrapreso gli studi di danza classica presso la scuola “Maria Taglioni” di Crotone dove ha avuto come insegnanti: Afrodita Sarieva (prima ballerina del Teatro dell’Opera di Sofia); Zourab Labadze (ballerino e coreografo del Teatro Bolshoi di Mosca); Eliana Karin e Paulo De Oliveira (ballerini del Teatro Municipale di Rio de Janeiro). Si diploma ballerino professionista alla Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, dove entra nel giugno del 2001 e gli viene assegnata anche una borsa di studio. Nel novembre dello stesso anno, inizia una serie di spettacoli della scuola “Giovani Artisti all’Opera” in qualità di Solista in “Le Conservatoire” di August Bournonville e “Le avventure di Pinocchio” di Fabrizio Monteverde. A dicembre viene chiamato da Elisabetta Terabust ad essere primo ballerino nell’opera “Morte a Venezia”, dove interpreta il ruolo di Tadzio. Nell’agosto del 2002 riceve un’altra borsa di studio per l’Instituto Superior de Danza “Alicia Alonso” di Fuenlabrada, in Spagna. A dicembre riceve l’invito di Carla Fracci a diventare primo ballerino, nel ruolo di Ofelia, in “Amleto, principe del sogno” di Beppe Menegatti con le coreografie di Luc Bouy, insieme alla Compagnia del Teatro dell’Opera di Roma. Nel 2003 è ...

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Nella danza trovo “onestà”: intervista a Sasha Riva

Sasha Riva è nato il 3 febbraio 1991 a Fairfax County, Virginia (USA), ma è cresciuto in Italia. All’età di sedici anni ha studiato per un anno presso l’Accademia di danza contemporanea di Susanna Beltrami a Milano e dopo, anche senza aver avuto molta formazione nel classico, è entrato a far parte della Scuola del Balletto di Amburgo John Neumeier diretta da Marianne Kruuse dove ha studiato per tre anni (settembre 2008 – giugno 2011). Come insegnante principale nella scuola di Amburgo ha avuto Kevin Haigen. Nel corso di questi anni, in occasione di spettacoli ed eventi con la scuola, Sasha ha danzato ruoli da Solista in balletti di Neumeier come “Yondering”, “Vaslaw” e “Das Knaben Wunderhor” e ha anche iniziato a prendere parte in alcune produzioni con la compagnia del Balletto di Amburgo. Sasha è inoltre stato accettato e ha frequentato per quattro volte il corso estivo con NDT (anni 2010-2012-2013-2015). Nell’agosto 2011 Sasha Riva è entrato a far parte della compagnia del Balletto di Amburgo John Neumeier, dove è rimasto fino al luglio 2016. Durante i suoi anni in Compagnia (oltre a danzare in tutte le diverse produzioni di Neumeier che erano nel repertorio in quei cinque anni), ...

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Dal movimento al gesto: intervista con Valerio Longo

Valerio Longo nasce a Roma nel 1976, si diploma al “Liceo Coreutico” di Torino. Durante i cinque anni di studio partecipa ad alcune produzioni della “Compagnia del Teatro Nuovo di Torino” debuttando ne “Il tango delle ore piccole” di Robert North. Studia in seguito con Robert Strayner, Luc Buy, Irina Rosca, George Bodnarciuk. Nel 1992 partecipa, vincendolo, al concorso “Giovani talenti” di Chiavari e al Concorso “Città di Rieti” (3° posto). Nel 1996 vince il concorso “Vignale Danza”. Nel 1998 lavora come Solista nella compagnia “Danza Prospettiva” del M° Vittorio Biagi e successivamente entra a far parte del “Balletto di Toscana” e dall’autunno 2001 in “Aterballetto”. Nel 2004 crea assieme ad Adrien Boissonnet e a Beatrice Mille “Il corpo che narra. Trasformazioni”. Nel 2005 è autore di “Pororoca” e nel 2006 di “Saminas”, entrambe per Aterballetto. Nel 2008 ha creato “Hasmu” per lo “Scapino Ballet”. Torna a creare per Aterballetto nel 2010 con “Minima sospensione”, nel 2011 “Indomato effetto”, nel 2012 “Short Rock”, nel 2013 “White Night” e nel 2014 “Nude Anime” (per questa creazione ha ricevuto il Premio speciale al “Coreografo nell’evento” a Milano). Sempre nel 2013 ha coreografato “L’Atteso” un’opera rock su musiche di Daniele Ricci, commissionata da ...

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Grande danza d’autore per la nuova edizione del Torinodanza Festival

Grande danza d’autore per la nuova edizione del Torinodanza Festival

L’edizione 2017 del Festival Torinodanza – programmata dal 12 settembre al 1° dicembre – propone un cartellone ricco e affascinante e si configura in particolare come un mosaico di quegli stili e di quegli artisti che precedono il contemporaneo e ne costituiscono il fondamento. Per raccontare la dimensione artistica di questo festival è sufficiente citare i nomi di alcuni coreografi: Angelin Preljocaj, Jiří Kylián, Hans van Manen, Lucinda Childs, Trisha Brown, Ohad Naharin, Nacho Duato, Hofesh Shechter, Emio Greco, Sharon Eyal, Gai Behar, nonché la prima assoluta di due creazioni di Aterballetto (ancora Shechter e Cristiana Morganti). Non manca naturalmente lo spazio per gli stili più visionari e ibridi: da Philippe Decouflé a Serge Aimé Coulibaly agli incontri tra giocoleria e danza, con il Collectif Petit Travers, oltre all’astro nascente del circo contemporaneo, Clément Dazin. La Candoco Dance Company ci porterà poi nello straordinario universo della danza d’autore interpretata grazie ad abilità diverse e il festival farà un’incursione in Spagna con la compagnia Mal Pelo. Torinodanza, come di consueto, dedica spazio ai giovani talenti italiani, e quest’anno coprodurrà due artisti davvero interessanti: Daniele Albanese e Annamaria Ajmone. Torinodanza 2017 offre al pubblico un ventaglio di proposte artistiche originali, multidisciplinari e ...

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“Three”: Batsheva Dance Company al Festival Oriente Occidente

Three, ovvero tre. Tante quante sono, infatti, le parti che compongono lo spettacolo che la compagnia israeliana Batsheva Dance Company porta in scena al Festival Oriente Occidente di Rovereto, crocevia di culture e danze da tutto il mondo. Una ensemble in grado di sedurre con la danza viscerale e contagiosa concepita dal suo mentore Ohad Naharin e, proprio questa composizione, mostra tutta la stratificazione del movimento che Naharin sa creare come incarnazione tangibile delle emozioni umane. Strutturata appunto in tre parti, la seconda e la terza introdotte da un danzatore che si presenta in proscenio con un monitor in mano a descrivere ciò che lo spettatore dovrà vedere, la pièce apre con un magistrale assolo maschile sulle Variazioni Goldberg di Bach nell’interpretazione per pianoforte di Glen Gould. All’arrivo del gruppo si dispiega una danza oscillante tra muscoli e fragilità, che si anima nel contrappunto musicale e si propaga di corpo in corpo cogliendo nella forma ogni sfumatura dell’animo. Questa prima parte si intitola Bellus, titolo perfetto. A questo segue Humus, affidato alla forza generatrice femminile: la contemporaneità del gesto è assoluta eppure il pezzo emana qualcosa di ancestrale, nei versi emessi dalle interpreti, nelle camminate ritmiche e nelle percosse delle ...

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