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“Quello che ci muove”: Maratona Bausch – danzare la memoria, ripensare la storia

La Lavanderia a Vapore di Collegno è la casa della danza in Piemonte e nuovo membro di EDN – European Dancehouse Network, prestigiosa rete europea delle Case della Danza. Un luogo che ha fatto della ricerca e della cultura della danza il proprio centro d’azione, con relazioni che partono dal territorio e arrivano all’internazionale. Uno spazio dove il dialogo tra il passato e il presente è vivo e manifesto, in una tensione continua verso la creazione contemporanea e la sperimentazione. QUELLO CHE CI MUOVE è il titolo delle attività 2018/2019 (ispirato al libro Quello che ci muove. Una storia di Pina Bausch di Beatrice Masini, edito da Rueballu), un omaggio che la Lavanderia vuole rivolgere alla grande danzatrice e coreografa del 900 in vista dell’imminente decennale della sua morte. Ma non solo. Quello che ci muove è l’ispirazione che guida tutte le attività della Lavanderia, dove a tutti è data la possibilità di esplorare i temi della creazione contemporanea, della danza e del benessere. Spettacoli, residenze artistiche, progetti partecipati e formazione – programmati da Piemonte dal Vivo in collaborazione con diversi soggetti – animano i tanti spazi di quella che era la lavanderia del più grande ospedale psichiatrico d’Italia. A 40 ...

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Tanztheater Wuppertal: Café Müller compie quarant’anni

La stagione del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch si è aperta in settembre con la carica esplosiva e visionaria di Vollmond, creato dalla coreografa nel 2006. Di questa opera è facile ricordare l’impressionante scenografia, proposta anche nel celebre film “Pina”, omaggio di Wim Wenders all’artista e amica scomparsa nel 2009.In novembre, a quarant’anni dalla prima esecuzione (20 maggio 1978) torna l’amatissimo Café Müller, in una doppia serata che lo accosta alla grandiosa Sagra della Primavera. In occasione dell’anniversario la musica di Purcell di Café Müller verrà eseguita per la prima volta da musicisti e solisti dal vivo. Ad esibirsi sarà l’orchestra sinfonica di Wuppertal sotto la direzione di Henrik Schaefer. In occasione della prima esecuzione di Café Müller e della Sagra della Primavera, in data 2 novembre, verrà inaugurata una mostra nel foyer del teatro. Visitando l’esposizione sarà possibile vedere, fra l’altro, materiale fotografico e videografico ancora inedito dell’Archivio Pina Bausch. Nessuna tappa italiana, purtroppo, è prevista nei primi sei mesi della stagione del Tanztheater di Pina Bausch, i cui danzatori lasceranno la città tedesca di Wuppertal per esibirsi in Grecia, Inghilterra, Brasile e Israele. Le opere eseguite saranno prevalentemente creazioni di Pina Bausch, ad eccezione di coreografie del norvegese ...

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Una questione di sensibilità: intervista a Massimo Leanti

  Massimo Leanti nasce a Torino dove comincia a studiare danza con Don Marasigan per la tecnica Jazz, con Ileana Iliescu, Joan Bosiok e Giulio Cantello per la tecnica classica, arricchendo poi la propria formazione presso il “Joe Tremaine Dance Center” e presso l’“EDGE Studio di Hollywood CA”. Partecipa a numerosi workshop con insegnanti di fama internazionale tra cui Luigi, Cloude Thompson, Alex Magno, Wes Veldink. Intraprende la carriera di insegnante di Modern Jazz a partire dal 1988 presso la scuola del Teatro di Torino sotto la direzione artistica di Loredana Furno, dove rimane per tre anni. Nel 1991 si trasferisce a Ravenna dove apre la scuola “Progetto Danza” cominciando parallelamente a sviluppare l’interesse per la coreografia che lo porta a partecipare e vincere innumerevoli concorsi. Vittoria Ottolenghi lo chiama ospite nel 1997 all’Estate Fiesolana e a “Ballo è bello” presso il Teatro di Comacchio. Nel 2000 presso il “Todi Festival”. Nel frattempo, nel 1998, crea una coreografia per i Percussionisti della Scala, nell’ambito della manifestazione “Ravenna Festival”. Per il M.A.S di Milano, Accademia all’epoca diretta da Susanna Beltrami per la quale lavora dal 1998 al 2000, crea il suo primo spettacolo coreografato dal titolo “Wo-man” presentato a Roma al ...

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Una riflessione sulla bipolarità moderna con “A fury tale” di Cristiana Morganti

Il 10 marzo 2018, il Teatro Arena del sole di Bologna vede in scena A fury tale, idea, regia e coreografia Cristiana Morganti, su musiche di musica di autori vari, collaborazione artistica Kenji Takagi, Video Artist Connie Prantera, editing musiche Bernd Kirchhoefer, produzione il Funaro -­ Pistoia e Cristiana Morganti, in coproduzione con Festival Aperto / Fondazione I Teatri -­ Reggio Emilia, con il sostegno della Città di Wuppertal e Jackstädt Stiftung ‐ Wuppertal (DE). Danzatrice tra le più note e apprezzate del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, Morganti intraprende dal 2011 un percorso autonomo come solista e coreografa, ottenendo per le sue opere numerosi premi e riconoscimenti, come il premio Positano Leonide Massine quale migliore danzatrice contemporanea dell’anno e il Premio Danza & Danza nella categoria migliore interprete e coreografa. A fury tale, interpretato da altre due danzatrici del Tanztheater, Breanna O’Mara e Anna Fingerhuth, è una riflessione della coreografa sul mondo femminile e sulle sue contraddizioni, sempre a metà tra competizione e amicizia, isterismo e dolcezza, imprevedibilità e quotidianità, aggressività e tenerezza. Tali antinomie esprimono perfettamente un altro punto nodale su cui si fonda il lavoro, ossia la rabbia, fury, considerata come potenza distruttrice ma anche come energia ...

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Il mestiere del danzatore e la sua evoluzione con “As Nora on the pavement” di Lara Martelli

Il 29 aprile 2017, all’interno di Giornata internazionale della danza – Fermignano 2017, il Salone Comunale di Fermignano (PU) vede in scena As Nora on the pavement, regia, coreografia e performance di Lara Martelli, su musica dal vivo di Daniele de Santis, drammaturgia di Ulrich Huhn, video di Andrea Familari, In collaborazione con AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali. Pesarese stanziata in Germania, Martelli studia danza contemporanea a New York con i maestri Murray Louis e Alwin Nikolais, si laurea all’Università di Essen Folkwang in Germania sotto la direzione artistica di Pina Bausch ed è stata danzatrice solista in diverse compagnie europee. Attualmente insegna tecniche della Danza contemporanea all’Università delle arti UDK a Berlino ed è impegnata in numerosi progetti artistici e pedagogici nelle scuole pubbliche di Berlino. As Nora on the pavement vuole far conoscere al pubblico la professione del danzatore, utilizzando il corpo della ballerina che nella sua bellezza naturale, sensibilità ed espressività ha ispirato artisti, musicisti, filosofi e scrittori. Compagna di scena di Martelli è Siri, assistente virtuale che la aiuterà a spiegare come dall’estetica del balletto e dalle storie romantiche si è arrivati alla danza moderna e contemporanea, e come si è modificata la figura del danzatore. Ne ...

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Omaggio a Pina Bausch nelle “storie” dei suoi danzatori

Omaggio a Pina Bausch nelle “storie” dei suoi danzatori

  Pina Bausch, indiscutibilmente compianta Signora della danza del nostro Tempo, è stata omaggiata lo scorso 6 aprile al Teatro Duse di Bologna con lo spettacolo Lo sguardo dell’imperatrice, che ha visto protagonisti tre danzatori del Tanztheater Wuppertal, in scena con delle proprie creazioni coreografiche: l’italiano Damiano Ottavio Bigi con Cittadella e il colombiano Jorge Puerta Armenta con At 17 centimeters above the floor, performata da Pablo Aran Gimeno. Due assoli assai distanti a livello stilistico e interpretativo, ma perfettamente accomunabili nell’intenzione di debordare i confini della danza per travalicare quelli del teatro. Bigi, infatti, propone se stesso in una figura che va al di là dell’essere umano, un’entità artistica alla ricerca – inizialmente plausibile, poi quasi disperata – di una performance che gli renda giustizia. Una rappresentazione così meta-performativa da risultare davvero sincera, sebbene pensata e – di sicuro – minuziosamente collezionata per la messinscena del teatro bolognese. Il dialogo diretto col pubblico, in particolar modo, è la fonte principale del dubbio nascente nella mente dello spettatore: «sta improvvisando o ha davvero bisogno di essere rassicurato sull’andamento della performance e delle scelte coreografiche prestabilite?». La verità non conta, perché l’escamotage funziona e lo sguardo del pubblico non si distrae ...

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“Pina Bausch a Roma”: un documentario di Graziano Graziani

  Lunedì 10 aprile, al Teatro Argentina di Roma, sarà proiettato in anteprima Pina Bausch a Roma, un film di Graziano Graziani, da un’idea di Simone Bruscia e Andrés Neumann, prodotto da Riccione Teatro in collaborazione con l’Archivio Teatrale Andrés Neumann/il Funaro Centro Culturale di Pistoia. Il periodo romano dell’indimenticabile coreografa tedesca rivive nei racconti inediti di compagni di viaggio come Matteo Garrone, Mario Martone, Vladimir Luxuria, Leonetta Bentivoglio, Cristiana Morganti e Andrés Neumann. Scomparsa nel 2009 a 68 anni, Pina Bausch – mito della danza e del teatro di fine Novecento, meravigliosa visionaria capace di stregare registi come Federico Fellini, Pedro Almodóvar e Wim Wenders – “ha terremotato con una determinazione senza confronti il panorama delle arti contemporanee” (Leonetta Bentivoglio).  Della serie di quindici spettacoli che la grande coreografa ha realizzato ispirandosi ad altrettante città del mondo, Roma è l’unica che vanta ben due titoli dedicati: Viktor (1986), e O Dido (2000), entrambi coprodotti con il Teatro di Roma. Il documentario Pina Bausch a Roma ripercorre le due residenze romane dell’artista tedesca, riportando alla luce, attraverso un intreccio di testimonianze inedite, la Roma insospettabile di Pina Bausch, una città autentica e assolutamente anticonvenzionale: una Roma quotidiana, scandita da pranzi in trattoria, incursioni ...

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Danzando con la Storia: intervista a Marigia Maggipinto

Marigia Maggipinto, danzatrice, membro della compagnia del “Tanztheater Pina Bausch” dal 1989 al 1999. Inizia la sua carriera professionale con il balletto nella compagnia della Fondazione Niccolò Piccinni (J. De Min/Roberto Fascilla). Nel 1985 partecipa al tour internazionale con la compagnia di danza contemporanea dei “Danzatori Scalzi” di Roma, partecipa al film “Il Giovane Toscanini” di Franco Zeffirelli. Studia a Roma con Viola Faber, Libby Ney (tecnica Limon) André Peck, Roberta Garrison (tecnica Cunningham), Richard Haisma (Nikolais) Mudra (Bejart), Matt Mattox (Jazz) e Martha Graham. Partecipa alla creazione dello spettacolo di Giorgio Rossi (Sosta Palmizi/Carolin Carlson) per il Festival di Polverigi. Studia con le tecniche di Jean Cebron (composizione/improvvisazione), Hans Zullig (tecnica Joss) alla Folkwang Hochschule di Essen (diretto da Pina Bausch). Danza con Pina Bausch in quattordici differenti coreografie e partecipa alle nuove creazioni della coreografa tedesca: “Tanzabend II” (1992), “Schiff” (1993), “Trauerspiel” (1994), “Danzon” (1995), “Fensterputzer” (1997). Lascia la Compagnia nel 1999 ma ritorna come ospite successivamente partecipando ai festival del Tanzteather (2000, 2001, 2002). Negli Stati Uniti partecipa alla creazione di un pezzo di teatro con la compagnia “Mutation Theater Projet”, e insegna nella facoltà dell’“American Dance Festival” alla Duke University (2003, 2004, 2005). Lavora con “Emilia ...

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I più bei ritratti di étoiles donne nei nuovi libri sulla Danza

I più bei ritratti di étoiles donne nei nuovi libri sulla Danza

Il Giornaledelladanza.com, per la rubrica LIBRI E VIDEO, presenta un excursus particolare. Ponendo all’attenzione dei lettori le recenti pubblicazioni dedicate a danzatrici e ballerine, si vuole dimostrare quanto importante ed imponente sia stata e, continuerà sicuramente ad esserlo, la componente femminile nell’evoluzione della Danza e del Balletto. Molte sono state infatti le danzatrici che, oltre ad essersi imposte come autentiche personalità di spicco nella cultura del loro tempo, hanno fatto delle loro idee il manifesto di un’epoca, che è certamente anche la nostra. Il risultato è una top five che parte da una raccolta che palesa una verità fondamentale: la danza è donna. Infatti, gran parte di quanto sta alla base della danza contemporanea deriva da idee, da innovazioni e da sperimentazioni di donne che hanno rotto con il passato percorrendo nuove strade e prendendo direzioni inaspettate. Si continua poi con la biografia dedicata alla “madre” del teatro-danza europeo, Pina Baush, senza dimenticare i grandi astri femminili del Balletto italiano ed internazionale. Da Natalia Makarova, celebre étoile russa che, nella sua autobiografia, racconta la penosa inconciliabilità tra la figura della ballerina e quella della mamma, al libro fotografico mozzafiato di Svetlana Zakharova, fino alla bellissima biografia dedicata all’étoile italiana Luciana ...

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Eva Yerbabuena al Teatro Grande di Brescia

Non sarà presente il 16 aprile al Teatro Grande di Brescia Israèl Galvan, la cui performance sarà però sostituita da una carismatica interprete di flamenco: Eva Yerbabuena. Nata a Francoforte nel 1970, Eva inizia a studiare flamenco all’età di 11 anni, e inizia una brillante carriera lavorativa già all’età di 16 anni con una compagnia di Siviglia e con i grandi maestri Manolete e Merche Esmeralda. Nel corso del tempo si fa notare per la sua tecnica, per l’interpretazione intensa ed espressiva, e vince numerosi premi internazionali tra cui il Premio Nazionale di Danza. Al Grande di Brescia la Yerbabuena porta il più intimo dei suoi spettacoli, Ay!, in cui è accompagnata da cinque musicisti (chitarra, percussioni, canto, violino) nella rappresentazione di quello che è il simbolo sonoro del flamenco, il grido di dolore e rabbia, di allegria e festa, che unisce tutti gli esseri umani. E se in uno spettacolo già forte, l’interprete porta anche gli insegnamenti e l’esperienza di collaborazioni come quella con Pina Bausch (con cui ha collaborato nel 1998) e con Carolyn Carlson, allora Ay! diventa uno spettacolo da non perdere, per esplorare tutte le sfumature e le opportunità del flamenco. ORARI&INFO: Ay! Eva Yerbabuena 16 ...

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