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Tag Archives: Real Teatro San Carlo di Napoli

Giuseppe Picone: “Dirigere il Corpo di Ballo del Teatro San Carlo per me è una grande emozione” [ESCLUSIVA]

  Giuseppe Picone, étoile internazionale con alle spalle una carriera svolta nei principali teatri di tutto il mondo, dove è sempre stato apprezzato ed acclamato come uno dei danzatori più talentuosi, è stato nominato direttore del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, lo stesso teatro da cui è iniziato il suo percorso artistico. In questa intervista esclusiva si racconta al Giornale della Danza. Lo scorso 29 luglio è stato nominato Direttore del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, un grande ritorno per un grande artista come Lei, di calibro internazionale. Che effetto fa ritornare nella Sua città natale? Rientrare a Napoli è come rientrare a casa, è un’emozione molto forte. Lavorare con il Corpo di Ballo del Teatro dove sono cresciuto e iniziare proprio con loro quest’esperienza da Direttore è sicuramente una grandissima emozione, perché questi ragazzi adesso sono grandi ma io li ho visti crescere sin dalla Scuola di Ballo. Per me è davvero ritornare a casa. Da étoile a Direttore, un passaggio artistico che presenta nuovi stimoli e nuove sfide, come pensa di svolgere il Suo ruolo? Il ruolo da Direttore sicuramente non è facile, però ero già abbastanza pronto per affrontarlo. ...

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Carla Fracci si inchina di fronte alla “maestra” Alicia Alonso

Oggi pomeriggio, appena entrata nel foyer del Teatro San Carlo di Napoli gremito per l’occasione del suo incontro aperto con il pubblico,  Alicia Alonso è stata accolta da un lunghissimo, interminabile applauso. Per più di un’ora la grande madre della danza contemporanea, ospite del festival della danza curato da Alessandra Panzavolta, si è raccontata al pubblico senza filtri, mentre scorrevano le immagini della sua straordinaria parabola artistica. Punta di commozione nel momento in cui Alicia dona al Museo del Teatro di San Carlo le scarpette da punta utilizzate per danzare nel ruolo di Giselle nel 1953. La soprintendente Rosanna Purchia le ha accolte su un cuscino di velluto rosso, insieme a manifesti e libri, che “Alicia la tigre”, come la chiamava affettuosamente Nureyev, vuole “siano conservati in un tempio, in cui anche io ho avuto il privilegio di potermi esprimere”. A sorpresa tra il pubblico, a rendere omaggio alla leggenda, anche Carla Fracci, negli anni ’80 interprete, proprio al San Carlo, della Giselle coreografata dalla Alonso. Ovazione quando la Fracci si inginocchia ad Alicia: “Tutti lo dobbiamo fare davanti a lei”. Lorena Coppola

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Standing Ovation al Teatro San Carlo di Napoli per Alicia Alonso

Splendida, elegante e carismatica come sempre, alla sua apparizione sul palco alla fine dello spettacolo, Alicia Alonso ha mandato in tripudio il numeroso pubblico presente ieri al Real Teatro San Carlo di Napoli per la prima del Balletto Nazionale di Cuba diretto dalla “tigre della scena”, come la definiva Nureyev, divenuta ormai un’icona e un mito della danza. Splendido anche il corpo di ballo, con straordinari danzatori in perfetto sincronismo in tutte le coreografie e di grande tecnica sia i solisti che i primi ballerini che si sono alternati nei vari ruoli: Elier Bourzac, Anette Delgado, Ernesto Díaz, Jessie Domínguez, Amanda Fuentes, Marizé Fumero,  Maureen Gil, Maikel Hernández, José Losada, Omar Morales, Leandro Pérez, Mercedes Piedra, Yanela Piñera, Victoria Prada, Analucía Prado, Camino Ramos, Félix Rodriguez, Yadil Suárez, Viengsay Valdés, Aymara Vassallo, Alejandro Virelles.    Lo spettacolo si è aperto con il meraviglioso quadro de Le Silfidi, coreografia di Alicia Alonso dall’originale di Mikhail Fokin, su musiche di Fryderyck Chopin. Le scene di Salvador Fernández da Alexander Benois hanno reso l’atmosfera ancor più magica, creando una sorta di sospensione fra realtà e dimensione onirica. Le movenze delicate delle ballerine in un’armonia così perfetta da far perdere lo sguardo in reminiscenze fiabesche, la ...

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Luc Bouy e Nacho Duato, serata contemporanea al Teatro San Carlo per il Festival della Danza

Dal 13 al 17 novembre serata contemporanea al Real Teatro San Carlo di Napoli  nell’ambito del Festival della Danza.  In programma Il mio angelo, coreografia di Luc Bouy su musiche di Philip Glass e Alban Berg e Without words, coreografia di Nacho Duato su musiche di Franz Schubert. Interpreti i primi ballerini e il corpo di ballo del Teatro di San Carlo e il primo ballerino ospite Alessandro Macario. Luc Bouy, danzatore e coreografo belga, inizia la sua carriera allo Scapino Ballet di Amsterdam dove, dal 1968 al 1971, ricopre il ruolo solista ed  inizia a creare le sue prime coreografie. Successivamente, sempre come solista, collabora col Ballet du XXème Siècle di Maurice Béjart, per poi trovare nel Cullberg Ballet di Stoccolma la compagnia che più a lungo ha valorizzato le sue doti interpretative e potenziato il suo talento coreografico. Danzatore principale nel celebre gruppo fondato da Birgit Cullberg, crea il ruolo di Albrecht nella Giselle di Mats Ek. Nel 1989 accetta l’incarico di maître de ballet al Teatro Comunale di Firenze e dal 1991 al 1993 quello di vicedirettore del Ballo dell’Arena di Verona e del Balletto di Venezia. In seguito ricopre la stessa carica al Teatro dell’Opera di ...

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Anna Razzi e il Real Teatro San Carlo, una lunga tradizione

La Sua esperienza immensa nel campo della danza sia come direttrice per tanti anni di una scuola di ballo dalla tradizione così consolidata, sia come direttrice del corpo di ballo, ruolo che ha ricoperto per alcuni anni… Parto dalla mia esperienza di direttrice del corpo di ballo, incarico che ho avuto in un momento particolare per le sorti della compagnia e che ho espletato gratuitamente. In seguito ho dovuto lasciare, anche per ragioni di salute, perché, a causa dei lavori di ristrutturazione del teatro, la scuola era in un’altra sede e il corpo di ballo lavorava temporaneamente al Politeama. Per queste sedi dislocate ero costretta ad andare su e giù in taxi, facendo delle corse incredibili e ad un certo punto mi sono resa conto che avrei fatto male le due cose, perché un conto è averle sullo stesso piano in teatro e dunque potendo avere contatti immediati, un conto è andare da una parte all’altra con il traffico della città, che sappiamo che è caotica. Alla fine non dormivo più, perché amo far le cose bene ed ho uno spiccato senso della responsabilità, per cui ho comunicato che non era più possibile per me continuare. In quel periodo ero ...

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