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Un’estate da Re: “Pulcinella” all’Aperia con il Balletto del Teatro San Carlo

Pulcinella

Pulcinella – Teatro San Carlo di NapoliCoreografia: Francesco NappaPhoto Credits: Luciano Romano È l’opera di Igor Stravinskij Pulcinella (balletto in un atto con canto), il terzo appuntamento in programma alla Reggia di Caserta, per la quarta edizione di “Un’estate da Re. La Grande Musica alla Reggia di Caserta”, la rassegna voluta e finanziata dalla Regione Campania, con la direzione artistica affidata al Maestro Antonio Marzullo. Realizzata in collaborazione con il MIBAC e con il Comune di Caserta, la rassegna è organizzata e promossa dalla Scabec, la società inhouse della Regione, e si avvale della collaborazione del Teatro di San Carlo di Napoli e del Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno.  Venerdì 13 settembre 2019, alle ore 19:30, in scena Pulcinella di Igor Stravinskij, coreografia, regia e costumi Francesco Nappa e le installazioni scenografiche di Lello Esposito. Sul palcoscenico dell’Aperia, Pulcinella sarà Danilo Notaro, Pimpinella Giovanna Sorrentino, Furbo, invece, sarà il neo-vincitore del prestigioso “Premio Positano Léonide Massine” Salvatore Manzo, mentre Alessandro Staiano vestirà i panni del Capobanda. La produzione è del Teatro di San Carlo.  Pulcinella è un balletto che Igor Stravinskij compose nel 1919 su musiche di Gian Battista Pergolesi o a lui attribuite. Rappresentato per la prima volta all’Opéra di Parigi il 15 maggio 1920, Pulcinella nella sua versione originale ha le firme di Léonide Massine per le coreografie e di Pablo Picasso per ...

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Elogio a Stravinskij con una “Serata” di capolavori alla Scala

Elogio a Stravinskij con una “Serata” di capolavori alla Scala

  La stagione Balletto 2016/2017 del Teatro alla Scala di Milano giunge al secondo appuntamento in cartellone, proponendo una coppia di capolavori della storia della danza musicati da uno dei più celebri compositori per il balletto russi, uniti sotto il nome di Serata Stravinskij: si tratta di Petruška  e Le Sacre du Printemps, di produzione esclusivamente scaligera. A deliziare il pubblico di estimatori ben 7 occasioni per assistere a uno spettacolo di un tale clamore: è in scena, infatti, dall’11 febbraio al 1° marzo sempre in fascia serale, alle ore 20. Le intramontabili note del musicista di Lomonosov per l’occasione sono dirette dal Maestro Zubin Mehta, a capo dell’Orchestra scaligera e per la prima volta in collaborazione con l’ensemble dell’altrettanto prestigioso teatro, ensemble composto tanto dal Corpo di Ballo quanto dagli Allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia omonima. Per quanto riguarda Petruška la coreografia è quella originale di Michail Fokine, ripresa da Isabella Fokine, mentre le scene e i costumi (supervisionati da Irene Monti) sono di Aleksandr Benois, co-autore del libretto insieme allo stesso Stravinskij. Infine le luci sono ad opera di Marco Filibeck, già da molto tempo firma creativa in tale ambito del Teatro alla Scala. La coreografia de ...

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Lorca Massine: “Non danzate, siate il movimento”

  Lorca Massine è un artista di grande spessore e di straordinaria cultura. Figlio di Léonide Massine, danzatore e coreografo, tra i più illustri personaggi del panorama artistico del Novecento, Lorca ha da sempre portato avanti la tradizione artistica tramandatagli da suo padre ed ha, a sua volta, creato numerose coreografie per i teatri di tutto il mondo.  Lo scorso 14 febbraio, al Teatro dell’Opera di Roma ha ripreso “Le Chant du Rossignol”, balletto in un atto tratto da una fiaba di Hans Christian Andersen, su musiche di Igor Stravinskij, scene e costumi di Depero, da un progetto incompiuto di Serge Diaghilev e Léonide Massine. In questa intervista si racconta in esclusiva al giornaledelladanza.com La coreografia di Léonide Massine “Le Chant du Rossignol” per l’opera di Stravinskij dal titolo “Le Rossignol” ebbe due versioni, una con scenografie di Benois, l’altra con scenografie di Matisse, che debuttarono all’Opera di Parigi, rispettivamente nel 1914 e nel 1920. Il Suo personale riallestimento parte da un progetto incompiuto con scene e costumi di Depero, questa scelta trova il suo significato in una connotazione prettamente futurista? Quest’opera parte proprio dalla scenografia. Negli anni ‘80 alla Fenice mi chiesero di fare un’opera di recupero e mi ...

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“Pulcinella” e “Il Mandarino meraviglioso” rivisitati da Mario Piazza in prima assoluta al Filarmonico di Verona

  Mario Piazza presenterà in prima assoluta al Teatro Filarmonico di Verona dall’11 al 16 maggio due grandi classici del balletto rivisitati in chiave contemporanea: Pulcinella e Il Mandarino Meraviglioso. Questo appuntamento, che segnerà la chiusura della stagione 2011-2012 della Fondazione Arena di Verona, vedrà per la prima volta il M° Reinhard Seehafer dirigere l’Orchestra areniana. Mario Piazza, coreografo riconosciuto a livello internazionale per la sua abilità nel miscelare diversi linguaggi artistici e nell’assimilare alla danza contemporanea la multimedialità, il teatro, il cinema, il canto e le arti figurative, rivede in modo assolutamente personale i due storici balletti della prima metà del Novecento studiandone in prima persona coreografia, regia, scene e costumi. «L’innovazione per me è aver concepito i due balletti con un trait d’union tra musica, scenografia, costumi, danza e libretto e di aver apportato dinamicità nei movimenti, un linguaggio ricchissimo di elaborazione e la tessitura fittissima coreografica. Inoltre c’è un legame molto intrinseco tra musica e danza, ad ogni nota corrisponde un movimento ed un significato ben specifico.» Per Pulcinella, balletto su musiche di Igor Stravinskij, Mario Piazza si ispira alla prima coreografia del balletto di Léonide Massine e guarda alla stessa con occhio innovativo. La rappresentazione in un unico atto per piccola ...

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Mario Piazza e i suoi classici contemporanei al Teatro Filarmonico di Verona

  Due nuovi lavori di Mario Piazza in prima assoluta domineranno le scene del Teatro Filarmonico di Verona dall’11 al 16 maggio: Pulcinella e Il Mandarino Meraviglioso. Mario Piazza, coreografo riconosciuto a livello internazionale per la sua abilità nel miscelare diversi linguaggi artistici e nell’assimilare alla danza contemporanea la multimedialità, il teatro, il cinema, il canto e le arti figurative, rivede in modo assolutamente personale i due storici balletti della prima metà del Novecento studiandone in prima persona coreografia, regia, scene e costumi. Pulcinella è un balletto su musiche di Igor Stravinskij al cui lavoro il celebre compositore si dedicò tra il 1919 e il 1920 per commissione dell’allora impresario dei Balletti Russi, Sergej Diaghilev. Stravinskij si avventurava in un ambito distante dalla tradizione popolare russa e recuperava, rielaborando direttamente dal passato, in questo caso da musiche di Pergolesi, materiali tematici per la partitura. Curò Picasso l’allestimento scenico e il balletto venne per la prima volta presentato all’Opéra National de Paris nel 1920 con Léonide Massine nel ruolo di coreografo e ballerino protagonista. Mario Piazza, per la sua Compagnia, guarda alla rappresentazione con occhio innovativo, pur rimanendo fedele alla trama di una storia, quella che ha per protagonista Pulcinella, conosciutissima ...

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Esce in edizione limitata “La danza vola al di sopra delle spade”

Tre secoli di storia, tre secoli di danza. Nella Russia dello zar Pietro il Grande caratterizzata dall’arte effimera di Stravinskij e Diaghilev. Il nuovo, ed ultimo, lavoro di Gianni Secondo (1925- 2011) dottore in medicina e chirurgia, storico e critico di danza, verte su questi argomenti. Pubblicato postumo per Edizioni Angolo Manzoni, il volume, intitolato “La danza vola al di sopra delle spade”, è considerato il nuovo monumento artistico della danza per la grande varietà di documentazioni che presenta al suo interno. Uscito in edizione limitata è ambientato in una Russia ancora di impianto zarista. Qui  l’autore qualifica il modo con cui la danza veniva intesa e sperimentata e riflette sull’importanza che già aveva allora. Tutto questo, racchiuso in un libro contornato da cofanetto, è accompagnato inoltre da una serie di tavole colorate che illustrano vivacemente le dinamiche degli argomenti trattati. “La danza vola al di sopra delle spade” è sicuramente il titolo più appropriato per descrivere quanto la danza fosse importante già allora, a tal punto da impressionare e coinvolgere una delle figure più imponenti e  dissolute di tutti i tempi: lo zar.                                                                                                                     Antonia Nedelcu 

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I Gioielli di George Balanchine al Teatro alla Scala di Milano

È stato presentato a New York nell’aprile del 1967, un balletto in tre atti senza una traccia narrativa portante se non il tema stesso dell’opera, le pietre preziose, smeraldi, rubini e diamanti, Jewels di George Balanchine. Sarà in scena dal 12 al 26 maggio al Teatro alla Scala di Milano e sarà interpretato da altrettanti gioielli della danza del calibro di Roberto Bolle, Leonid Sarafanov, Alina Somova, Polina Semionova, Guillame Coté. L’idea di questo balletto nasce dall’incontro tra Balanchine ed il gioielliere Claude Arpels ed il coreografo, che non aveva mai nascosto il suo interesse per le pietre preziose pensò bene di portarle in scena curando nei minimi particolari la riproduzione dei gioielli che vennero applicati nei costumi di scena. Ogni momento di Jewels è un omaggio ad una pietra e per ogni gemma Balanchine ha voluto una musica che la rappresentasse degnamente, ha affidato dunque i diamanti a Cajkovskij, i rubini a Stravinskij e gli smeraldi a Fauré. Ogni atto ha una propria atmosfera, Emeralds è un richiamo alle danze dell’800 del romanticismo francese proposto con due coppie principali, 3 solisti e 10 ballerine, Rubies, a volte presentato anche come balletto a sé stante con il titolo di Capriccio, ...

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Terza e ultima rappresentazione dell’anno di “Le Sacre” di Mauro Bigonzetti per Aterballetto

Prima di lui Milloss, Tetley, Pina Bausch, Béjart, Mats Ek e altri coreografi dello stesso calibro avevano osato misurarsi con il capolavoro stravinskijano Le sacre du Printemps, coreografato nel 1913 da Nijinsky per i Balletti Russi di Djagilev; ma Mauro Bigonzetti, per niente intimorito, propone una versione del tutto personale del balletto, da lui ribattezzato semplicemente Le Sacre. Il coreografo, forte del successo tributato alla compagnia emiliana di cui è il coreografo principale lo scorso 8 aprile, in occasione della presentazione mondiale durante il Festspielhaus di Baden Baden (Germania), e il 17, dopo la prima nazionale a Modena, oggi, martedì 3 maggio, alle 20.30, chiude con il suo Le Sacre la stagione di danza del Teatro Valli di Reggio Emilia, prima di sospenderne le rappresentazioni per l’estate e riprenderle nel 2012, quando la nuova produzione verrà affiancata, nel repertorio di Aterballetto, a Les Noces, primo approccio di Bigonzetti a Stravinskij (2003), per comporre uno spettacolo interamente dedicato al compositore russo. Come è noto, il balletto inscena il rito propiziatorio pagano della Russia antica che vuole che a dare il benvenuto alla primavera sia una vergine, scelta per ballare fino alla morte e, tramutarsi, così, in vittima sacrificale offerta agli dei ...

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