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Tag Archives: Tanztheater Wuppertal Pina Bausch

“Quello che ci muove”: Maratona Bausch – danzare la memoria, ripensare la storia

La Lavanderia a Vapore di Collegno è la casa della danza in Piemonte e nuovo membro di EDN – European Dancehouse Network, prestigiosa rete europea delle Case della Danza. Un luogo che ha fatto della ricerca e della cultura della danza il proprio centro d’azione, con relazioni che partono dal territorio e arrivano all’internazionale. Uno spazio dove il dialogo tra il passato e il presente è vivo e manifesto, in una tensione continua verso la creazione contemporanea e la sperimentazione. QUELLO CHE CI MUOVE è il titolo delle attività 2018/2019 (ispirato al libro Quello che ci muove. Una storia di Pina Bausch di Beatrice Masini, edito da Rueballu), un omaggio che la Lavanderia vuole rivolgere alla grande danzatrice e coreografa del 900 in vista dell’imminente decennale della sua morte. Ma non solo. Quello che ci muove è l’ispirazione che guida tutte le attività della Lavanderia, dove a tutti è data la possibilità di esplorare i temi della creazione contemporanea, della danza e del benessere. Spettacoli, residenze artistiche, progetti partecipati e formazione – programmati da Piemonte dal Vivo in collaborazione con diversi soggetti – animano i tanti spazi di quella che era la lavanderia del più grande ospedale psichiatrico d’Italia. A 40 ...

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Il movimento possiede svariati significati: intervista a Lucas Viallefond [ESCLUSIVA]

Lucas Viallefond inizia la sua formazione di danza in Bretagna. Nel 2004 studia danza contemporanea al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse de Paris (CNSMDP). Nel 2009 ottiene il “Certificat d’Interprétation” con una menzione d’onore. Durante la sua formazione ha danzato pezzi di Angelin Preljocaj, Anna Sokolow, Alwin Nikolaïs, Paul Taylor, Christine Bastin, Jean-Claude Gallotta, Dominique Bagouet, Dominique Boivin, Daniel Larrieu e ha danzato in Europa con il “Junior Ballet”. In seguito si è trasferito in Germania alla “Folkwang Hochschule” per perfezionare la danza con il metodo Jooss-Leeder (utilizzato e reso famoso dalla coreografa Pina Bausch) stile e filosofia che hanno contraddistinto i ballerini del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch. Ha studiato con Dominique Mercy, Malou Airaudo, Lutz Förster, Stephan Brinkmann, Susanne Linke, JoAnn Endicott, Bénédicte Billiet e Cristiana Morganti. Come ballerino, ha lavorato per la “Compagnie Beau Geste” diretta da Dominique Boivin e per diversi eventi in Francia, Marocco, Giappone. Inoltre ha danzato per Joëlle Bouvier nella commedia musicale “Carousel” al Theatre du Châtelet di Parigi. Lucas ha fatto parte anche dell’équipe CCN d’Angers (CNDC Robert Swinston) per rimontare i brani del repertorio di Merce Cunningham. Attualmente è danzatore nell’ensemble del “Folkwang Tanzstudio”. In qualità di maestro, Lucas ...

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Pina Bausch. Una santa sui pattini a rotelle

«Un giorno, in classe, quando studiavo danza da bambina, ci chiesero di fare un esercizio per cui bisognava essere molto elastici, e a me riusciva alla perfezione, più che a tutti gli altri allievi. Sei la donna-serpente, mi complimentò la maestra. Non mi ero mai sentita tanto fiera». (Tratto da un’intervista di Leonetta Bentivoglio). La citazione riporta soltanto una delle tante testimonianze originali di Pina Bausch (ricordi della propria vita e riflessioni sul proprio operato artistico) di cui è costellata, insieme a fotografie di Ninni Romeo che ritraggono l’indimenticabile coreografa tedesca, la terza e ultima parte di Pina Bausch. Una santa sui pattini a rotelle: la recente biografia curata da Leonetta Bentivoglio per le Edizioni Clichy. Uscito nel 2015, il piccolo volume ripercorre la biografia artistica e umana di colei che viene giustamente considerata la “madre” del teatro-danza europeo, di questo genio femminile la cui luce ha influenzato tutti gli sviluppi della danza successiva e ancora oggi, anzi per sempre, sarà un’alba fiammeggiante ed intramontabile. Dopo la prima parte che ricostruisce quindi la vita e l’arte della Bausch con un preciso schema cronologico, il volume contiene anche l’importantissimo saggio di Leonetta Bentivoglio, che ha avuto la fortuna di conoscere ed ...

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PROSPETTIVE01 – Franco Corsi: “La coreografia è la mia seconda pelle”

PROSPETTIVE01 – Flash Mob Alice in Wonderland

“Prospettive01” è una rubrica rivolta ad artisti e contesti che rappresentano un mondo di talenti in continua evoluzione. Ideata e curata da Lorena Coppola, la rubrica si propone di raccogliere una serie di interviste e di articoli mirati a dar voce e spazio a tutte le fasce creative del mondo coreutico che costituiscono giovani realtà in via di sviluppo ed espansione, progetti innovativi, o realtà già consolidate, di spiccato talento, meritevoli di attenzione. Un luogo di rivelazione e di incontro di nuove prospettive. Franco Corsi è un giovane coreografo italiano con un ricco percorso formativo sviluppato con grandi nomi del panorama coreutico nazionale ed internazionale: Erna Bonk, Fabrizio Monteverde e molti altri. Definisce la coreografia come una “seconda pelle“, un elemento fondamentale per il suo essere bisognoso di Arte, è impegnato a livello nazionale ed internazionale nella coreografia d’autore.  La sua tecnica è principalmente di stampo contemporaneo, con molta curiosità verso il Tanz Theatre europeo ma con solide basi accademiche, con un forte tessuto emotivo, espressivo e teatrale. Il tuo percorso formativo… Ho iniziato a studiare danza, non da giovanissimo, come la maggior parte dei miei colleghi, e quindi ho macinato in fretta il più possibile per mettermi in pari, ...

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“Samuel titre de travail”: la ricerca dell’appartenenza

Andrà in scena al Piccolo Bellini il 9 e il 10 maggio Samuel-titre de travail, la nuova creazione del Trio CDT Wuppertal in collaborazione con il coreografo e regista Pascal Merighi ispirata alle atmosfere, alle immagini e alla musicalità del testo di Samuel Beckett Le Dépeupleur (Lo Spopolatore). Un lavoro sulla ricerca dell’appartenenza, sull’analisi del sentimento d’isolamento totale all’interno della società, un sentimento di solitudine essenziale. Gli elementi distinti, le strutture e gli ambienti minimalisti del testo di Beckett contaminano la fisicità dei danzatori. Pascal Merighi li ha guidati chiedendo loro di trasportare in scena la propria storia, il proprio stato d’animo, di attraversare i ricordi, così Le Dépeupleur diventa per i danzatori un punto di partenza, un’ispirazione per ritmi, umori ed immagini da cui sviluppano un’interpretazione intensa e personalissima. Il progetto è realizzato con il supporto di: Institut Français Napoli e Institut Français Italia(IFI), Göethe-Institut Napoli, Café ADA/Mare e.V. (Germania) e Ekeby Art and Research (Olanda). Il Trio CDT Wuppertal nasce nel 2009 come progetto di Clementine Deluy, Damiano Ottavio Bigi e Thusnelda Mercy. I tre ballerini, lavorando già insieme nella compagnia del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, hanno voluto approfondire il loro cammino espressivo e sperimentare insieme nuovi percorsi creativi. A partire ...

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Talenti per il nuovo anno: le nomination dei National Dance Awards

Nella nostra carrellata di nomi da tenere d’occhio per il 2015, ci siamo già occupati dei candidati al prix de Lausanne. Ma non possiamo trascurare i nomi che grandi lo sono già, o sono sulla buona strada per diventarlo. Ci dà una mano in questo, per la danza inglese, la lista dei nominati ai National Dance Awards, il premio assegnato dall’associazione dei critici di danza inglesi, che ogni anno da 15 anni assegna i premi a chi si è distinto nella danza in diverse categorie, non solo stilistiche e performative, ma anche coreografiche e performative, cui si aggiunge quest’anno il premio per l’artista emergente. I nominati vengono scelti ogni anno tra le performance in scena nella stagione appena conclusa, in questo caso, tra il 1 settembre 2013 e il 31 agosto 2014, e le candidature erano circa 400, da cui sono poi stati scelti i nomi della lista. I vincitori saranno premiati il 26 gennaio 2015, durante una serata in cui saranno assegnati anche i premi le cui nomination per tradizione non vengono annunciate prima: il premio Ninette de Valois for Outstanding Achievement (traducibile come il premio per il contributo accademico o artistico alla disciplina) e il Jane Attenborough Industry ...

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Il regista Wenders omaggia Pina Bausch con il film ‘Pina 3D’

“Da film sulla Bausch a film per la Bausch”. Wim Wenders trasforma il suo ‘Pina 3D’, evento speciale del Festival Internazionale del Film di Roma. Il 3D sembra una sfida alla quale i grandi del cinema non intendono rinunciare. Ora ci prova Wenders con il suo”Con il 3D finalmente anche le immagini raggiungono lo stesso livello di progresso degli altri elementi filmici: non è una fase passeggera, ma una nuova forma di linguaggio che diventa nuova forma espressiva. E di questo sono contento”, afferma Wenders, che ha una grande fiducia nel progresso tecnologico. E qui dimostra che il 3D apre le porte a nuove possibilità espressive, non solo nell’animazione: ”Solo quando ho avuto la possibilità di incorporare la dimensione dello spazio, ho potuto tentare di rappresentare il teatro-danza di Pina. Lei mi spingeva molto a portarlo avanti, ma io temevo di non sapere come realizzare il film, finché non ho scoperto il 3D”, sostiene il regista tedesco. Anche se questo ha comportato un film senza protagonista, venuta a mancare poco prima dell’inizio delle riprese. Un vuoto affettivo incolmabile per Wenders, ”è il coraggio dei ballerini del Tanztheater a spingermi a continuare: si è trasformato da un film su Pina Bausch ...

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Wim Wenders celebra Pina Bausch con il film “Pina 3D”

Un film per celebrare, ricordare ma soprattutto per onorare la grandissima Pina Bausch: è l’obiettivo principale di Wim Wenders noto, talvolta controverso, regista che grazie alle sue opere è sempre e comunque riuscito a trasmettere i suoi messaggi speciali. Questa volta tocca alla Maestra, con la “m” maiuscola perché tutti sanno che, volente o nolente, di artiste a tutto tondo come lei non ce ne sono più. Pina 3D è un progetto cinematografico ideato, ma non terminato, dalla stessa Bausch nel 2009 ma sfortunatamente interrotto a causa della sua morte proprio nello stesso anno: presentato al Festival di Berlino di quest’anno, sarà possibile vederlo nei cinema dal prossimo autunno. Tanta, troppa attesa per un documentario che effettivamente racconta, descrive e dà voce a Pina, artista rimpianta ma al contempo ricordata come un modello da tutti i danzatori. Le sue creazioni hanno trasformato la grammatica della danza, offrendo un nuovo metodo di espressione. Philippine Bausch detta Pina è stata una coreografa tra le più importanti e note a livello mondiale internazionale: ha diretto dal 1973 il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, con sede a Wuppertal, in Germania. Il suo nome è legato principalmente al termine Tanztheater (teatro-danza), adottato negli anni Settanta da ...

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Vollmond: Milano rende omaggio a Pina Bausch

È difficile immaginare cosa sarebbe il teatro della danza dell’ultimo quarto di secolo senza la paradigmatica esperienza e creatività di Pina Bausch. Attrice, regista, danzatrice, coreografa: ogni definizione sarebbe limitativa rispetto a ciò che ha rappresentato questa donna tedesca dall’esile figura, amata da Fellini, ispiratrice del bellissimo Hable con ella di Almodovar. Una vita dedicata a rivoluzionare l’idea classica e moderna del balletto in nome di una concezione innovativa di “teatro totale” con cui ha emozionato il pubblico di tutto il mondo, fino all’ultima rappresentazione, quindici giorni prima della sua inaspettata morte avvenuta il 30 giugno del 2009. Da allora il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, nato nel 1973, continua a far conoscere l’arte della sua fondatrice e, dopo venti anni di assenza, torna a Milano in prima italiana esclusiva al Piccolo con Vollmond (2006), letteralmente ‘luna piena’: sullo sfondo di un affascinante paesaggio lunare – ideato da Peter Pabst – i danzatori si mettono a nudo per mostrare l’amore in tutte le sue forme: l’attrazione, il sesso, il rifiuto, la fuga, la battaglia tra cascate d’acqua, roccia, terra e pietre. Il linguaggio unico della Bausch dà vita a scene inebrianti davanti alle quali il pubblico non può far altro che ...

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