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Danza e spiritualità nel “MessiaHaendel” di Paolo Mohovich

Il 17 maggio 2019, il Teatro Astra di Torino ospita Eko Dance International Project con MessiaHaendel, concept e coreografia Paolo Mohovich, musiche Georg Fredrich Händel, interpreti Giuditta Alfarano, Silvia Arena, Carlotta Avidano, Giorgia Bonetto, Andrea Carozzi, Anastasia Crastolla, Carlo di Lorenzo, Manuela Gallingani, Nicole Gritti, Aymara Herrero Feria, Roberta Inghilterra, Stefano Milione, Veronica Morello, Francesca Raballo, Umberto Rota, Ivan Spitale, Federico Tosello, Elena Zanato. Produzione esecutiva Zerogrammi, in collaborazione con Fondazione Teatro Piemonte Europa, con il sostegno di Regione Piemonte e MiBAC. Direttore artistico della rassegna Palcoscenico Danza di Torino e vincitore di prestigiosi riconoscimenti tra cui Prix Volinine, Parigi, premio Salerno Danza Coreografia Italiana e il premio come miglior coreografo della Piattaforma Short Time di Maggiodanza, Mohovich rimane talmente affascinato dalla potente partitura musicale del Messiah di Händel da ricamarci attorno una coreografia straordinaria, animata da quadri evocativi ricreati da diciotto talentuosi performer di Eko Dance International Project. Elemento caratterizzante dell’opera è la spiritualità intesa come cammino intimo e personale, finalizzato al raggiungimento della consapevolezza e alla liberazione dalla materialità, raccontato attraverso simbolismi e una scenografia che ricrea un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà. ORARI & INFO 17 maggio 2019, ore 21.00 Teatro Astra Via Rosolino Pilo, 6 10100 ...

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I Back Pocket sfidano le leggi spazio-temporali con “La Vrille du chat”

Dal 5 al 7 ottobre 2018, all’interno di Torinodanza2018, il Teatro Astra di Torino ospita la Compagnia Back Pocket con La Vrille du chat, coreografia Cruz Isael Mata, interpreti Dominic Cruz, Maya Kesselman, Devin Henderson, Michael Hottier, Aurélien Oudot, mediatore per lo spettacolo Vincent Gomez, nell’ambito di Bruxelles en Piste/ Focus Circus Brussels. Back Pocket è formata da sette artisti provenienti da una delle più grandi scuole circensi internazionali, Cirque du Soleil, e rinnova la scrittura coreografica circense utilizzando esclusivamente risorse corporee acrobatiche, senza quasi avvalersi di attrezzature particolari. Ispirato al fumetto 3 secondes dell’autore belga Marc-Antoine Matthieu, La Vrille du chatre punta su una scenografia decostruita e ricostruita da più angolazioni, e sull’uso di tecniche cinematografiche e dell’animazione, come stop motion, rallenty alternate ad accelerazioni improvvise, sfidando le leggi spazio-temporali. Durante lo spettacolo, gli acrobati interpretano sia i personaggi principali sia le personificazioni di un ricordo, di un’emozione, o di un desiderio, realizzando una composizione originale e divertente che si regge sui virtuosismi fisici e la presenza scenica degli straordinari performer. ORARI & INFO 5 e 6 ottobre, ore 20.45 7 ottobre, ore 15.30 e 20.45 Teatro Astra Via Rosolino Pilo, 6 10100 Torino (TO) Telefono: +39 011 5634352 ...

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Roberto Castello a Torino con l’intenso “In girum imus nocte et consumimur igni”

Il 19 maggio 2017, all’interno del Festival Interplay, al Teatro Astra di Torino sarà in scena la Compagnia Aldes con la prima regionale di In girum imus nocte et consumimur igni, progetto, coreografia e musiche di Roberto Castello, interpreti Mariano Nieddu, Giselda Ranieri, Ilenia Romano e Irene Russolillo. Associazione di artisti diretta da Castello (coreografo vincitore del Premio Ubu 1986 e 2003), Aldes produce e promuove opere di sperimentazione coreografica, con particolare attenzione per le forme di danza contemporanea non convenzionali che sperimentano originali relazioni spazio/temporali tra spettatori e performer, attraverso la coesione e il confronto tra danza, arti visive, nuove tecnologie e teatro, creando spettacoli che hanno come oggetto il corpo e il movimento. Menzione speciale al Be-festival di Birmingham del 2016, In girum imus nocte et consumimur igni è un riuscito mix di cinema, danza e teatro, che racconta una società allo sbando in un luogo senza tempo, un’umanità che si dibatte nella vita con movimenti bruschi e sconnessi, al ritmo di una musica ipnotica, toccante metafora del vivere come infinito consumarsi nei desideri e nelle passioni. ORARI & INFO 19 maggio 2017, ore 21.00 Teatro Astra Via Rosolino Pilo, 6 10100 Torino (TO) Telefono: +39 011 5634352 Stefania ...

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Relazione ed equilibri tra danzatore e atto performativo in “Trop” di Andrea Costanzo Martini

Il 19 maggio 2017, all’interno del Festival Interplay, il Teatro Astra di Torino ospita la prima regionale di Trop di e con Andrea Costanzo Martini, video performance Mami Shimazaki, video artist Yoav Barel, musiche Andrea Martini, Natacha Atlas, Marty Robbins. Coreografo vincitore dell’International Stuttgart Solo Dance Competition nel 2013 e del premio del pubblico Masdanza Gran Canaria nel 2015, Martini si trasferisce in Germania a 19 anni dove frequenta l’Accademia di Balletto Heinz Bost Stiftung e dove lavora al Aalto Staat Theater di Essen. Dal 2006 collabora con la compagnia israeliana Batsheva Dance Company e successivamente con il Cullberg Ballet di Stoccolma. La sua ultima opera, il solo Trop, è ironica e divertente e si pone una serie di quesiti a cui l’artista cerca di dare risposta: quando è l’esecutore responsabile del suo movimento e della creazione e quando non lo è? Può trovare intimità e pace nonostante la pressione? Ne nasce un racconto che parla della relazione di equilibrio che si crea nell’atto performativo tra il danzatore, il pubblico e il mondo esterno, e che accompagna lo spettatore in un viaggio attraverso un’infinità di informazioni, in cui il corpo rimane l’unica realtà tangibile e concreta, fatta di carne e ...

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Riflessione sulla donna e sul corpo femminile con “Object” di Uri Ivgi e Johan Greben

Il 16 maggio 2017, all’interno del Festival Interplay, al Teatro Astra di Torino andrà in scena la prima regionale di Object, regia e coreografia di Uri Ivgi e Johan Greben, performer Alyona Lezhava. Coreografi vincitori del Golden Mask Award 2011, il più prestigioso premio teatrale russo, Ivgi e Greben collaborano con successo dal 2003, pur avendo estrazioni artistiche diverse. Il primo, israeliano, inizia la sua carriera presso la Kibbutz Contemporary Dance Company, nel 1998 vince il primo premio come miglior danzatore all’International Competition for Choreographers e viene premiato anche tra gli Upcoming Talented Choreographer dal Ministero della Cultura. Nello stesso anno si trasferisce nei Paesi Bassi, dove si dedica totalmente alla sua carriera di coreografo. Greben invece è olandese, danzatore del Dutch National Ballet e collabora con artisti di fama mondiale come George Balanchine, Carolyn Carlson, William Forsythe, Martha Graham e molti altri. Con la sua prima coreografia, Later (Straks), creata per il Dutch National Ballet, nel 1989 vince l’Encouragment Prize for Choreography dell’Amsterdam Foundation for the Arts e il Wim Barry Perspective Award. Dal 1995 lavora come coreografo indipendente e nel 1996 vince il terzo premio alla Choreographers Competion di Gelsenkirchen (Germania) con il duo 610. Object è un solo ...

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Virilità e stereotipo sociale con la prima nazionale di “Boys” di Roy Assaf

Il 16 maggio 2017, all’interno del Festival Interplay, il Teatro Astra di Torino ospita la prima nazionale di Boys, coreografia di Roy Assaf, editing e arrangiamento musicale di Reut Yehudai, cantato Idan Haim Ben David & Reut Yehudai, produzione Tmuna Theatre e Roy Assaf Dance, con il supporto del Ministro della Cultura d’Israele e di Mifal Hapayis. Fin dalla sua nascita, Interplay si è dato la missione di sostenere e promuovere le giovani promesse della danza contemporanea, per questo richiama compagnie e danzatori da tutto il mondo, selezionando il meglio della nuova scena contemporanea e organizzando spettacoli in teatro e negli spazi metropolitani. Nome di punta della nuova generazione coreografica israeliana, collaboratore di prestigiose compagnie (come Royal Swedish Ballet, L.A. Dance Project e Batsheva Dance Company) e vincitore di innumerevoli premi internazionali, Assaf apre il Festival con Boys, opera che analizza e sconfessa la rappresentazione stereotipata dell’identità maschile, della mascolinità e il meccanismo che la crea e le tiene in vita. I cinque performer (Avshalom Latucha, Geva Zaibert, Oz Mulay, Tomer Pistiner e Kelvin Vu) ci accompagnano con umorismo e intensità in un percorso di auto-analisi sulla nostra concezione di virilità e sul condizionamento che subiamo da determinati schemi imposti dalla società. ...

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Aterballetto inaugura Palcoscenico Danza 2017 a Torino con un intenso trittico coreografico

Sarà Aterballetto il 26 gennaio ad inaugurare l’edizione 2017 della rassegna Palcoscenico Danza, al Teatro Astra di Torino, con un trittico di emozionanti e coinvolgenti coreografie, L’Eco dell’Acqua coreografia di Philippe Kratz, 14’20’’ coreografia di Jiří Kylián e Rain Dogs di Joahn Inger. Sempre a cavallo tra innovazione e tradizione, la compagnia diretta da Cristina Bozzolini si pone l’obiettivo di presentare nuovi autori affiancandoli a coreografi conosciuti a livello internazionale, creando quindi un repertorio eterogeneo che unisce il balletto alla danza contemporanea. L’Eco dell’Acqua, creata da Kratz, giovane coreografo nato in seno alla compagnia, su musiche di Federico Albanese, Jonny Greenwood, Howling, Arvo Pärt, Sufjan Stevens e The Haxan Cloak, prende spunto dalla recente vicenda dell’abbattimento di un aereo civile in Ucraina da parte di un missile militare per raccontare il passare del tempo, la precarietà della vita dell’uomo in questo mondo. 14’20’’ di Kylián, musica di Dirk Haubrich (basata su due temi di Gustav Mahler), prende il titolo dalla durata del pezzo e parla anch’essa del tempo, considerato invenzione degli esseri umani e condizionamento della nostra vita, e scandito da due brevissimi momenti, la nascita e la morte. Infine, Rain Dogs, uno dei capolavori di Inger, recentemente insignito del ...

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Critica, umorismo e analisi della nostra società con “Mas-Sacre” di Maria Clara Villa Lobos

La XIV edizione del Festival internazionale Teatro a Corte organizzato da Fondazione Teatro Piemonte Europa, in scena dal 15 luglio al 2 agosto 2015, apre la finestra sulla danza contemporanea il 30 luglio 2015 al Teatro Astra di Torino, con il provocatorio Mas-Sacre della coreografa brasiliana Maria Clara Villa Lobos. Performer poliedrica e innovativa, specializzata in improvvisazione e teatro danza, Villa Lobos ha lavorato con grandi coreografi di tutto il mondo, tra i quali Rui Horta, David Hernandez, Christine De Smedt e Les Ballets C., e molti altri. Trasferitasi a Bruxelles nel 1997, si dedica principalmente al lavoro coreografico e, nel 2002 dà vita a XL Production, esportando le sue opere in importanti Teatri europei (Théâtre de la Bastille, Dansens Hus di Stoccolma, The Place di Londra, per citarne alcuni), ma anche in Brasile, Canada, Stati Uniti e Corea del Sud. Il suo stile, caratterizzato da un approccio analitico, critico, perfino umoristico, riguardo i temi socio – culturali, come la società dei consumi e dei mass media, predilige un linguaggio ibrido che mescola danza, oggetti, effettivi visivi, testi e canzoni. Con Mas-Sacre, applauditissimo allo scorso Festival di Avignone, la coreografa gioca sul titolo de La Sagra della Primavera di Stravinskij, ...

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Shakespeare in danza con il Balletto dell’Esperia

  La compagnia torinese di Paolo Mohovich porta in scena al Teatro Astra di Torino  lo spettacolo Shakespeare’s frames, una combinazione di quattro ritratti di altrettanti personaggi shakespeariani cosiddetti “minori”. L’intento degli autori è infatti quello di omaggiare il più grande e amato scrittore inglese attraverso la messa in sena di quattro coreografie dedicate alle figure secondarie di alcuni dei suoi capolavori letterari. Giocando sul fatto che le opere del poeta inglese per antonomasia sono ricche di personaggi che, seppur rimanendo apparentemente in ombra rispetto alle figure centrali, coprono un ruolo fondamentale nello svolgimento delle trame, e ricostruendo il singolo percorso che queste compiono all’interno della storia centrale e portante che le ingloba, i coreografi hanno saputo estrapolare le singole individualità per farne le protagoniste di una storia che ruoti intorno a loro. Ad esempio in Caliban, il coreografo Gustavo Ramírez Sansano, prendendo spunto dalle trasformazioni che Calibano subisce nel dramma La tempesta, ha fatto dell’essere surreale e quasi mostruoso che egli interpreta originariamente come figura secondaria una figura poliedrica e molto interessante, tanto da dare vita a diversi caratteri umani riconducibili allo stesso personaggio. Shakespeare’s frames è firmato, oltre che dal direttore Paolo Mohovich e da Gustavo Ramírez Sansano, ...

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