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Tag Archives: Wiener Staatsballett

GD Web TV: “Sylvia” – Teatro alla Scala

Sarà in scena al Teatro alla Scala fino al prossimo 14 gennaio Sylvia, pièce nuova produzione del Teatro alla Scala, in coproduzione con il Wiener Staatsballett. Un balletto di tre atti, molto intenso. Questo il prologo: fra sogno e realtà. Diana, dea della caccia, vede in Sylvia, a lei legata dalla passione venatoria e da un voto di castità, un ri[esso di sé. Eppure la dea è irrequieta. All’improvviso dinnanzi ai suoi occhi non c’è più Sylvia, bensì Endimione, l’ardente innamorato che ella ha fatto addormentare per poterlo contemplare in eterno da uomo giovane e bello, senza mai infrangere il proprio voto. Diana si sforza di ritrovare il controllo, ma Endimione è lì davanti a lei preso dalla passione… La dea cede! Un attimo. Poi, riecheggia il corno che la riporta inesorabilmente alla realtà. Sia grazia agli dèi! Davanti a lei c’è di nuovo Sylvia! Diana afferra l’arco: che la caccia abbia inizio. www.giornaledelladanza.com

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GD Web TV: Wiener Staatsballett – Forsythe | van Manen | Kylián

Quando Jiří Kylián, allora direttore artistico del Nederlands Dans Theatre, ha presentato la sua “Sinfonia dei Salmi” nel 1978, ha anche dato slancio all’intero sviluppo dell’ensemble e la coreografia si è guadagnata la reputazione di essere un capolavoro che celebra la danza in tutte le sue sfaccettature con percorsi idiosincratici vanno avanti fino ad oggi. Allo stesso modo, nel 1984, l’artefatto di William Forsythe fu creato come un “inno al balletto”, i cui momenti centrali furono condensati 20 anni dopo da lui nell’omonima suite. Con “Trois Gnossiennes” (1982) e “Solo” (1997) di Hans van Manen, sono in programma altri due lavori che consentono di trarre conclusioni sugli sviluppi stilistici o sulle conversioni dei rispettivi coreografi.   www.giornaledelladanza.com

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Il profumo del palcoscenico: intervista a Davide Dato

Davide Dato è nato nel 1990 a Biella in Piemonte. Dopo aver frequentato una scuola di recitazione nella sua città natale (attratto dal mondo del teatro), Davide inizia a ballare all’età di otto anni dapprima con la danza moderna ed in seguito con la danza classica accademica. Davide si è brillantemente diplomato all’età di 17anni presso la Scuola di Stato di Vienna e ha conseguito una specializzazione presso la School of American Ballet di New York. Si è unito al Balletto di Stato di Vienna nel 2008, nel 2011 è stato nominato Demi-solista della Wiener Staatsballett, nel 2013 è stato promosso Solista ballerino e nel 2016 è stato nominato Primo ballerino del Balletto di Stato di Vienna. Si è esibito come Solista in moderno così come nelle produzioni più classiche del repertorio di Stato. Ha preso parte danzando al famoso “Concerto di Capodanno” in diretta da Vienna trasmesso in mondovisione, negli anni 2011, 2012, 2015 e 2016. Con l’Arena di Verona è Guest Artist ed in qualità di ospite ha ballato in Giappone, Russia, America ed Europa. Gentile Davide, tu arrivi dal bellissimo Piemonte, come ti sei accostato alla danza e qual è stato il percorso artistico che ti ha ...

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Davide Dato al Festival Tener-a-mente nel ruolo di Don José

Si erano progressivamente ridotti fino a sparire, gli appuntamenti di danza nel cartellone del Festival Tener-a-mente a Gardone Riviera (BS) nella splendida cornice del Teatro del Vittoriale dannunziano. Per fortuna quest’anno accanto a numerosi eventi musicali o legati alla letteratura, torna la danza, con un appuntamento speciale. Domenica 30 luglio alle ore 21.15, va in scena infatti Carmen di Amedeo Amodio, che vede nei panni di Don José il primo ballerino del Wiener Staatsballett Davide Dato, affiancato dalla Carmen di Alice Firenze (collega all’opera viennese) e dall’Escamillo di Marco Lo Presti. In questa versione di Carmen, ispirata comunque al racconto di Merimée e accompagnata dall’immortale musica di Bizet, i due personaggi si incontrano dopo la fine della rappresentazione: in palcoscenico inizia lo smontaggio delle scene, ma a poco a poco il personale e quanti altri hanno assistito allo spettacolo da dietro le quinte, vengono catturati dai fantasmi del dramma appena trascorso e un gesto, una frase, uno sguardo li spinge ad immedesimarsi in ognuno dei personaggi, per puro caso. Sarà, dunque, per puro caso che Don José incontra Carmen, che rappresenterà per lui l’unico momento di vita autentica, intensa, ma anche quello della morte: è tutto stabilito, meno il percorso o labirinto dei ...

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I Solisti dell’Opera di Vienna a Modena

Va in scena il 9 aprile la serata dei Solisti del Wiener Staatsballett, al Teatro Comunale “L. Pavarotti” di Modena. La serata vede protagonisti i ballerini dell’Opera di Vienna, uno dei corpi di ballo più noti d’Europa, che si esibiranno in un programma costruito appositamente per ModenaDanza: una carrellata di brani di repertorio, tra i più importanti e belli, un viaggio che attraversa il Novecento, fino alla novità di Patrick De Bana, creata per mettere in mostra le straordinarie potenzialità del corpo di ballo diretto da Manuel Legris dal 2010. Il programma si apre con Laurentia pas de six, estratto dal virtuosistico balletto Laurencia che esalta la capacita tecnica degli interpreti e che raramente si vede in scena, creato per i ballerini della Russia Sovietica e che fu riadattato nel 1964 da Nureyev per il Royal Ballet di Londra. Segue l’Adagio Hammerklavier di Hans van Manen, su musica di Beethoven, una coreografia elegante, dalla grande forza espressiva e dalla forte componente intellettuale: le tre coppie eseguono i passi fondamentali del balletto, e sono i piccoli dettagli a fare la differenza, creando via via una atmosfera sempre più lirica. Windspiele di De Bana, creazione del 2013, su musica di Tchajkovskji, gioca ...

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Dance Open Festival: la danza internazionale si incontra a San Pietroburgo

È il quindicesimo anniversario per il Dance Open Ballet Festival (che l’anno scorso si svolse a Monaco di Baviera e che quest’anno si trasferisce a San Pietroburgo) un anniversario che viene definito “importante in un momento in cui le cose cambiano così rapidamente” ma anche “solo l’inizio, per chi si occupa di danza” e che tra “sfide, speranze e possibilità infinite” ha ancora tutto davanti a sé. In questa ricerca, il programma di quest’Anniversario unisce coreografie moderne e ribelli, con uno spirito definito da “teen ager”, per svelare sul palcoscenico l’anima dell’uomo del XXI secolo. Si parte il 16 aprile con il Wiener Staatsballett, che in Blaubarts Geheimnis presenta tre coreografie firmate Jiří Bubeníček, Paul Lightfoot con Sol León, e Stephan Thoss: il primo in Le souffle de l’esprit prende ispirazione da alcuni disegni di Da Vinci per parlare delle facce della stessa medaglia (vita e morte, gioia e dolore), i due coreografi Lightfoot e León invece in Skew Whiff presentano sulla musica di Rossini un pezzo di rara comicità e di virtuosismi, fino al Barbablù di Toss che indaga le passioni di uomini e donne. Due repliche, il 18 e 19 aprile, per il Perm Ballet e il loro ...

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La stagione internazionale dei palcoscenici Veneti…

Se il lavoro o la scuola vi impediscono di spostarvi troppo lontano per raggiungere gli spettacoli delle compagnie straniere, e restare aggiornati anche sui palcoscenici esteri, niente paura, avete tre soluzioni: leggere il Giornaledelladanza.com, andare al cinema per le proiezioni live, oppure trasferirvi in Veneto. Dando un’occhiata ai principali cartelloni di danza, quelli già del tutto o parzialmente resi noti, presentano tutti nomi internazionali, alcuni dei quali meno noti ma che meritano attenzione o curiosità. Se il Teatro La Fenice di Venezia ha in programma numerose conferenze (tra cui una sui Pas de deux), La Bayadère in programma per dicembre segue l’allestimento dell’Estonian National Ballet per la coreografia di Tomas Edur; il Teatro Filarmonico di Verona ha in programma due coreografi italiani: Renato Zanella (Schiaccianoci à a la carte a dicembre e Serata Stravinsky a maggio) e Ivan Cavallari (per Strings, in programma a febbraio). Ma la programmazione internazionale è soprattutto sugli altri palcoscenici: il Teatro Toniolo di Mestre ad esempio propone lungo tutta la stagione Io sono danza – rassegna internazionale di danza d’autore: oltre ai Momix l’8 dicembre, in programma la Ballet Company of Gyor (Ungheria) in Bolero/Carmina Burana il 21 gennaio, la RIOULT Dance di New York ...

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Nutcracker, Cassenoisette…ovunque a Natale è di scena Lo Schiaccianoci!

Vi abbiamo consigliato alcune delle versioni di Schiaccianoci da non perdere in Italia, ma se volete regalarvi una pausa natalizia in Europa, ecco alcune destinazioni da proporre ai vostri amici per portarli a vedere un balletto anche a chilometri di distanza dal vostro teatro preferito. Iniziamo da tre mete molto natalizie: una in Scandinavia, due in Russia… Il Norwegian National Ballet porta in scena alla Oslo Opera House uno Schiaccianoci che è una esplosione di colori, con il suo albero luccicante in scena, e con una coreografia, realizzata da Dinna Bjorn, che rende protagonisti l’intera compagnia del Norwegian Ballet e circa cento allievi dell’Accademia, la Norwegian National Ballet School. Non solo, dopo averlo reso un evento irrinunciabile per il periodo natalizio, quest’anno il Norwegian Ballet celebra il ventesimo anniversario della sua versione. In Russia tappa a Mosca, per lo Schiaccianoci del Bolshoi, al teatro moscovita sull’Historic Stage fino a gennaio, nella versione che ebbe la sua première nel 1966, legata alla versione di Petipa ma su libretto di Grigorovich, storico nome della compagnia, di cui non serve ricordare la bravura e la precisione stupefacente. Seconda tappa negli scenari invernali e natalizi a San Pietroburgo, al teatro Mariinsky, non con la ...

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Dal Lago alla Black Cake: il Wiener Staatsballett al Teatro Ristori

Ritorna a Verona il corpo di ballo dell’opera di Vienna, che, dopo il successo della scorsa stagione, presenta un nuovo programma dedicato ai grandi maestri della coreografia. Quest’anno Manuel Legris, direttore che sta facendo un grande lavoro di perfezionamento dei balletti tradizionali e di continuo aggiornamento della compagnia, ci mostra la freschezza e l’eccellenza con cui i ballerini affrontano i grandi coreografi e i loro personalissimi stili. Si comincia dal balletto più classico con l’inedito, per il pubblico italiano, Pas de cinq del Lago dei Cigni  di Nureyev, balletto presentato a Vienna nel 1964, e che fu successivamente “ritoccato” per l’Opéra di Parigi (ed è questa la versione della Scala). Facciamo poi un passo nella tradizione che riprende la tecnica accademica ma la colora con un movimento più ampio e attento a ogni minimo contrappunto musicale: si tratta di Balanchine, chiaramente, di cui verrà presentato l’Allegro Brillante, che è, per stessa ammissione del coreografo, un concentrato (di circa un quarto d’ora) delle conoscenze di Balanchine sul balletto: una coreografia difficile, in cui risaltino la forza e l’ampiezza dei movimenti, insieme alla precisione estrema dei gesti sulla partitura di Tchaikovsky. Rimaniamo in America, ma passiamo decisamente alla modernità con il coreografo ...

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