Il festival Oriente Occidente naviga tra Africa e Europa, tra Giappone e Argentina, al timone la danza e il teatro e nessun timore di affiancare ricerca e tradizione. Nato nel 1981 a Rovereto, in Trentino, è un percorso ideale di scambi tra culture e linguaggi sul fronte della danza e delle sue interrelazioni con le altre arti. È un ponte già attraversato da Merce Cunningham, Pina Bausch, Alwin Nikolais, Lucinda Childs, Maguy Marin, Meredith Monk, dall’Odin Teatret, dalla José Limón Dance Company, da Jerzy Grotowsky, Kazuo Ohno e tanti altri. Non solo i grandi maestri ne son le fondamenta, un occhio di riguardo è dedicato ai percorsi di ricerca che, grazie alle coproduzioni e alla preziosa ospitalità, ricevono qualcosa di più che una, seppur incoraggiante, pacca sulla spalla. I fatti parlano, le coproduzioni di quest’anno sono numerose: di Abou Lagraa, Un monde en soi (Auditorium Fausto Melotti, Rovereto, 8/9, ore 21.00); Facing up to hope, di Germaine Acogny (Auditorium Fausto Melotti, 10/9, ore 21.00); Ars subtilior di Anne Teresa De Keersmaeker (Teatro Sociale, Trento, 11/9, ore 21.00). Inoltre Oriente Occidente coproduce i due nuovi lavori delle vincitrici 2009 del concorso di coreografia Danz’è, che avrà quest’anno una nuova edizione. Sono ...
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