La scomparsa di Irina Gensler, avvenuta all’età di novantasette anni, segna la fine di un’epoca irripetibile per la storia della danza mondiale. Considerata una delle più grandi ballerine di carattere di tutti i tempi, la sua figura si intreccia indissolubilmente con l’Età d’Oro del Balletto Sovietico e con il tempio sacro della formazione coreografica: l’Accademia di Balletto Vaganova di San Pietroburgo. Nata in un’epoca di straordinario fervore artistico, Irina Gensler legò la gran parte della sua carriera artistica al Teatro statale accademico dell’Opera e del Balletto Kirov (oggi Teatro Mariinskij). Sul palcoscenico non era semplicemente un’interprete di danze di carattere all’interno dei grandi titoli del repertorio classico (Il lago dei cigni, Don Chisciotte, Raymonda, Le Corsaire), ma una forza della natura capace di infondere in ogni passo — che fosse una czarda, una mazurka o una danza gitana — un temperamento drammatico travolgente, una precisione stilistica ineguagliabile e una vivacità scenica magnetica. La sua danza possedeva la rara virtù di nobilitare il folklore trasformandolo in alta poesia teatrale, unendo il rigore della scuola russa a una solarità e a un carisma scenico che lasciavano il pubblico senza fiato. Ritiratasi dalle scene nel 1981, Irina Gensler ha compiuto la transizione più ...
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