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La danza è un bisogno, una vocazione e un’opportunità

Tutti noi, atavicamente, sentiamo il bisogno di danzare e tutti dovrebbero avere la possibilità di soddisfare questo bisogno, vincendo eventuali giudizi esterni, timori infondati e spietate auto-critiche. Esistono però alcune persone che vivono questo bisogno con maggiore intensità degli altri. L’amatore danza per la gioia e per i molteplici benefici che derivano dal ballo. Chi invece sente la vocazione alla danza è un artista e lavora per perfezionare gli skills necessari per eseguirla come prevede la tecnica e al meglio delle sue possibilità. L’artista della danza quindi si impegna per condividere con gli altri il risultato della sua passione, del suo lavoro e del suo bisogno di danzare, esibendosi su un palcoscenico o dedicandosi all’insegnamento. Anche l’insegnante di danza, infatti, è un artista che trasmette agli allievi e l’arricchimento derivante dalla pratica di una disciplina così complessa e intensa, al fine di creare nuova bellezza. Il maestro dunque è un artista anche nella comunicazione, quando trova il giusto canale di comunicazione con i suoi allievi che apprendono il linguaggio del movimento, del ritmo e della tecnica. L’allievo inoltre interiorizza l’importanza della dedizione e dell’impegno, impara a conoscere il proprio corpo e le quasi illimitate potenzialità fisiche e mentali. La danza ...

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Homing di Marta Bevilacqua: il viaggio verso il luogo del cuore, una casa intima e diversa per ognuno di noi

Nell’ambito del Festival internazionale di danza “Lasciateci sognare”, organizzato da La Sfera Danza, domenica 7 novembre alle ore 20.00 al Teatro ai Colli di Padova sarà in scena in prima regionale la Compagnia Arearea con Homing, regia, coreografia e performance di Marta Bevilacqua, su musiche di Walter Watta Sguazzin. Gli animali, come gli esseri umani, sfruttano gli elementi visivi che li circondando per trovare una determinata posizione. Essi possiedono tecniche di localizzazione che danno origine a un particolare comportamento che in zoologia è chiamato homing. E’ il percorso che gli animali fanno per trovare il proprio nido, il luogo di caccia o di approvvigionamento, ed è anche il modo che utilizzano per comunicare tra loro. Si tratta di viaggi complessi e avventurosi, ed è su tale capacità che si incentra la performance proposta da Marta Bevilacqua. Attraverso il linguaggio gestuale, poetico e sonoro della danza contemporanea, la performer cerca di rispondere a un interrogativo che ci poniamo da secoli, fin dai tempi di Aristotele: come si orientano gli animali? Come riescono a tornare ogni anno esattamente nel luogo in cui sono nati o sono stati l’anno precedente? Perché migrano? I migratori sanno quando è il momento di partire, sanno anche ...

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“Spellbound 25”: venticinque anni dell’ensemble in scena a Rieti

Spellbound 25 è il progetto produttivo che celebra il venticinquesimo anniversario di Spellbound Contemporary Ballet. Venticinque anni densi di progetti, produzioni e soprattutto tour internazionali hanno rafforzato la  posizione della Compagnia sulla scena europea e non solo, aprendo nel tempo numerose collaborazioni anche con artisti di provenienza differente. Da qui, per il 25esimo compleanno, la scelta produttiva di abbracciare una progettualità su larga scala costruendo un programma a tre autori che ponga l’accento su un più ampio futuro progettuale. Tre autori diversi Mauro Astolfi, Marco Goecke e Marcos Morau, ma accomunati da una danza densa e precisa, riconoscibile e spesso straordinaria, firmano le quattro creazioni che compongono questo programma: due progetti corali, l’onirico Marte di Morau e l’immaginifico Wonder Bazaar di Astolfi costruiti sull’interno organico di nove performer, e due progetto a solo, l’acclamato Affi di Goecke affidato alla tecnica di Mario Laterza e Unknown Woman di Astolfi dedicato a una straordinaria interprete, Maria Cossu, che nell’anno del venticinquennale festeggia venti stagioni con Spellbound. INFO 23 ottobre ore 21:00 Teatro Flavio Vespasiano Rieti www.giornaledelladanza.com Foto di Sara Meliti  

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La danza è un’arte primaria e il danzatore è un artigiano

Nel precedente articolo abbiamo parlato della danza come arte del corpo in movimento, una forma d’arte primaria ed essenziale. L’arte del movimento possiede una precisa caratteristica che la distingue da tutte le altre: è indipendente e non ha bisogno di nessun’altra arte per essere completa. La danza pura, infatti, esiste anche senza musica, senza parole, senza testo cantato, senza scenografie e costumi sontuosi che la arricchiscono certamente, ma non le sono indispensabili per esprimersi. Ciò che serve alla danza per germogliare sono un corpo, l’energia e la passione. Il movimento è un linguaggio non verbale atavico, comune a ogni cultura. Tutti gli esseri viventi comunicano tramite il gesto. Mentre le parole esprimono pensieri e idee, il movimento comunica sentimenti e sensazioni, senza che ce ne rendiamo conto razionalmente. Il corpo parla, comunica, sente, ricorda, crea. Il movimento è un’esperienza sensoriale vissuta dal corpo e dal cervello. Le emozioni collegate a un determinato gesto imprimono al movimento una determinata direzione. In questo modo il danzatore è coinvolto completamente nella danza che diventa totale espressione del danzatore stesso. Il ballerino dunque può essere considerato un artigiano, perché possiede l’abilità di forgiare con il suo movimento qualcosa di nuovo, creativo e originale. L’artigianalità ...

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La danza è la più pura delle arti, è materia in movimento e il suo strumento è il corpo

  La creatività si può esprimere in modi e livelli differenti e dipende da vari fattori: la sensibilità dell’individuo, la sua capacità introspettiva e di comunicare in maniera efficace emozioni e sentimenti. In questo processo, diventa essenziale la scelta dei mezzi espressivi più congeniali, poesia, pittura e, ovviamente, la danza. Fare arte significa creare qualcosa di nuovo. Nelle sue opere, l’artista traspone se stesso, il suo sentire, e perfino il suo dolore e la sua angoscia che vengono esorcizzati. L’arte diventa quindi un linguaggio attraverso il quale l’individuo esprime la sua logica e il suo mondo interiore per renderlo comprensibile e in parte condividerlo con gli altri. L’arte è una miscela in continua evoluzione e soddisfa ciò che l’uomo percepisce come bello. Bellezza è ordine, completezza, perfezione, simmetria e armonia, tutti elementi che si ritrovano nella danza. La danza, infatti, è l’unica forma d’arte in cui la creatività trova il suo sbocco attraverso il movimento che diventa il mezzo per percepire, comprendere e comunicare idee, sentimenti ed esperienze. Essa può assumere varie forme e colmare diverse mancanze e necessità. Può essere ricreativa, educativa o terapeutica. Ma prima di tutto la danza è la più pura ed essenziale delle arti, è ...

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Perché balliamo? Le motivazioni della danza

Perché balliamo? Cosa ci spinge a intraprendere un corso di danza? Perché ci sottoponiamo alla fatica fisica (e all’occasionale imbarazzo sociale) per diventare dei ballerini? Le risposte sono molteplici. A volte l’allievo è costretto dai genitori a iscriversi a un corso di danza perché la mamma ha sempre voluto ballare, ma non ha potuto realizzare il suo sogno che delega al proprio figlio. Questi allievi di solito finiscono per non amare la danza e smettono di seguire il corso dopo qualche lezione, quindi in questo caso non si può parlare di una reale motivazione. Da una ricerca svolta nel 2015 da un team di psicologi e ricercatori della Eötvös Loránd University di Budapest, è emerso che esercizio fisico e miglioramento dell’umore sono i fattori motivazionali più forti che spingono un individuo ad avvicinarsi alla danza. Quindi, in teoria, danzare sarebbe un’attività ricreativa, perseguita prevalentemente con lo scopo di migliorare il proprio umore e la forma fisica, stimolare i centri di ricompensa del cervello, ridurre lo stress, aumentare la chiarezza mentale, potenziare l’autostima e ottenere stabilità emotiva. E’ vero, la danza regala tutto questo, ma benefici simili possono essere ottenuti con altri mezzi, altri sport, una serata al cinema o uno spritz ...

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Il protocollo del partnering: rispetto, ascolto e responsabilità

Danzare assieme a un’altra persona è difficile, impegnativo e richiede una notevole intesa, sia che si tratti di un pas de deux classico che del partnering moderno-contemporaneo. Mentre imparano, gli allievi potrebbero sentirsi impacciati e insicuri riguardo ai confini fisici. Gli insegnanti possono allentare la tensione spiegando il rispetto e la sensibilità richiesti per eseguire il lavoro in coppia e spiegando che la collaborazione tra i danzatori non deve mai essere invasiva. Danzare in coppia richiede e crea un’intimità che non deve mai superare determinati limiti. È comune nei principianti associare implicitamente il contatto fisico a sentimenti romantici. Questa confusione può essere un limite al lavoro e alla coreografia. Bisogna quindi sempre avere chiaro che il fine del lavoro in sala è creare arte, quindi deve essere svolto con professionalità e consapevolezza. Nel partnering moderno, che può essere più intimo e fisico del lavoro in coppia del balletto, è molto importante rispettare i confini personali. Ancor più essenziale però è assumersi la propria responsabilità nelle mancanze o carenze tecniche, senza scaricarla sul partner. A nessuno piace sbagliare, ma nel ballo in coppia (e nella danza in generale) è indispensabile riconoscere i propri limiti. Ciò significa conoscersi e sviluppare consapevolezza di ...

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A MilanOltre va in scena “AVE MONSTRUM + I OFFER MYSELF TO YOU”

La maschera cambia quando sa di essere guardata? È una delle domande che Chiara Ameglio si aspetta possano emergere in un immaginario dialogo tra maschera e spettatore. Ave Monstrum nasce dal progetto “Indagini sulla mostruosità” partito nel 2018 e si articola in spettacoli, performance, installazioni, e workshop. Una ricerca intorno alla figura del mostro, su normalità e alterità, anomalia e imperfezione, errore e paura. Daniele Ninarello parte con una nuova avventura e incontra, nella distanza, il pensiero, le parole e le immagini di altri corpi, altre menti. Una riflessione sul corpo, sulla postura dell’attesa quando è immerso nella sua solitudine, e sul desiderio di lasciarsi attraversare ed orientare da altre voci. Cristina Donà, Elena Giannotti e Alessandro Sciarroni raccolgono immagini, suoni, istruzioni e tracce, da indirizzare al suo corpo. Un tentativo per colmare una provvisoria solitudine con il loro pensiero, rivolto ad una sua possibile danza. INFO 4 ottobre ore 20.30 Teatro Elfo Puccini – Sala Fassbinder C.so Buenos Aires 33, Milano https://www.milanoltre.org/   www.giornaledelladanza.com

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I passi di danza sono come parole, disposti in sequenze logiche creano frasi piene di significato

La danza è un potente veicolo di espressione, comunicazione e connessione con se stessi e con gli altri. Permette di raccontare una storia, trasmettere sentimenti ed emozioni che talvolta non si riesce a verbalizzare, e aiuta a esprimersi in modo creativo e personale Il movimento è un mezzo di autoespressione sincero e autentico. Le parole non sono necessarie e, contrariamente a quanto faccia l’essere umano a cui appartiene, il corpo non mente mai. Anziché usare le parole, i ballerini utilizzano il movimento per condividere ciò che pensano e come si sentono, dando così vita a un interessante parallelismo tra danza e comunicazione verbale. Un movimento lento può richiamare sentimenti di tristezza, malinconia, ma anche calma e leggerezza. Movimenti bruschi invece possono esprimere forza, irrequietezza oppure gioia. I passi di danza quindi sono come parole, disposti in sequenze logiche creano frasi piene di significato. La composizione delle sequenze, infatti, riflette i pensieri e le idee che la sottendono, mentre la qualità del movimento rispecchia il tono della voce. Per gli individui che faticano a esprimersi verbalmente per timidezza, perché attraversano un periodo difficile come l’adolescenza o perché affetti da incapacità comunicative e interpersonali, la danza può diventare uno strumento di libera ...

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La danza è la più salutare delle attività fisiche e delle arti

L’attività fisica è essenziale per mantenere una buona salute, è una vera e propria medicina che aiuta ad allungare la vita. In Gran Bretagna i medici la prescrivono ai loro pazienti come un qualsiasi altro farmaco, ma privo di controindicazioni ed effetti collaterali negativi. Quando si parla di attività sportive che impattano positivamente sulla salute, spesso si fa riferimento alla corsa, al ciclismo e in particolare al nuoto, definito lo sport ‘completo per eccellenza’, perché permette di dimagrire, drenare e preservare da problemi alla colonna vertebrale, soprattutto durante la crescita. E la danza? Mettendo a confronto la colonna vertebrale di un nuotatore con quella di un danzatore emerge immediata la differenza posturale. La postura di un ballerino è leggera, equilibrata e consapevole, il peso corporeo è perfettamente distribuito su entrambi i fianchi, i muscoli dorsali sono forti e allenati e sostengono il rachide. La danza, soprattutto quella classica, favorisce uno sviluppo armonico di tutti i muscoli del corpo, l’allungamento verso l’alto della colonna, aiutando nella prevenzione e nel miglioramento di posture ipercifotiche o iperlordotiche. Danzare inoltre aumenta la propriocezione corporea e spaziale, migliora la coordinazione e di conseguenza la fluidità con effetti positivi sul movimento in generale. La danza migliora le ...

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