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Redattori

I bambini e la danza: ecco perché fa bene studiarla

La danza è una disciplina che associa l’esercizio fisico al linguaggio artistico. Insegna ad esprimere le proprie emozioni, sia con il corpo che con la mente. Ma qual è il momento migliore per  far avvicinare i bambini alla danza? Se stai pensando di avviare tuo figlio/a a una disciplina sportiva, sappi che proprio la danza è uno sport tra i più completi e tra i più divertenti. Questa disciplina non solo coinvolge tutti i muscoli, ma permette di accompagnare l’esercizio fisico con la musica. L’attività fisica è importantissima durante l’età evolutiva perché aiuta un corretto sviluppo motorio. Inoltre insegna ai bimbi a incanalare le loro energie in maniera positiva e, al contempo, provvede a mantenerli in forma evitando il sovrappeso. I bambini e la danza: grazie a questa disciplina si sviluppa anche l’educazione al ritmo e alla musica I bimbi, grazie alla danza, apprendono cosa significa veramente ascoltare e interagire con gli altri. La scienza ci dice che l’esercizio fisico in età evolutiva è essenziale, non solo per lo sviluppo motorio, ma anche per quello psicologico. La danza, in particolare, è una delle discipline più utili e complete per la formazione dei bambini. Associa infatti il linguaggio artistico e il ...

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Il concetto di bellezza nella danza, madre di tutte le arti

Ogni forma di danza utilizza il linguaggio del corpo in maniera diversa, sia dal punto di vista tecnico che espressivo. Il fine cui tende però è il medesimo, comunicare bellezza utilizzando l’elemento artistico, fisico, emotivo e intellettuale. Nel momento in cui la danza trasmuta da manifestazione spontanea a codice linguistico e comunicativo basato su precise norme estetiche ed espressive, si trasforma in arte. La danza classica o accademica è comunemente definita ‘balletto’ e viene considerata la forma più alta di danza in cui si può raggiungere perfezione artistica, vigore espressivo e capacità interpretativa. Essa inizia a trasformarsi in balletto nel XVI secolo, quando viene regolata da schemi iconografici e canoni estetici ben precisi, tendenti a una differenziazione sempre più marcata nei confronti di tutte la forme di danza istintiva. La danza moderna e contemporanea si sviluppano a partire dal XX secolo grazie al lavoro illuminato di Rudolf Laban e Mary Wigman che, trovando il balletto classico eccessivamente rigido e schematico, gli contrappongono una danza libera che valorizzi il gesto e il movimento, ed esprima la personalità del danzatore. Pur ricorrendo spesso all’improvvisazione come mezzo creativo, i movimenti della danza moderna presentano una morfologia ben precisa, basti pensare alla tecnica Graham, ...

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Il Re Sole e la danza: il balletto all’epoca di Versailles

Luigi XIV fu tra i grandi promotori della danza accademica. Quando salì al trono di Francia, da grande appassionato di danza e abile ballerino, valorizzò molto il balletto. Grazie al Re Sole, infatti, venne ideato il “Ballet de la nuit” del 1653. Lo stesso Re Sole partecipò nelle vesti di Apollo alla messa in scena dell’opera che durava circa tredici ore. All’epoca alla Corte di Versailles la danza rivestiva un ruolo davvero importante. I cortigiani dovevano imparare dai 2 ai 4 balli ogni anno per poi avere un repertorio di 12 balli da poter utilizzare nelle varie feste. Anche il Re Sole ballava, anzi aveva una vera e propria passione per il ballo, si esercitava due ore al giorno Ballava in modo diverso dai cortigiani, doveva stare da solo, essere al centro della scena. In effetti è rimasto famoso il ballo che lo vede protagonista nel 1963. A soli 15 anni Luigi XIV ballò per ben 12 ore in 43 scene nell’arco di una notte! Il famoso “Ballet de la nuit” in cui c’erano effetti speciali straordinari: i carri che si alzavano, i cavalli alati e il Re che appariva alla fine vestito di pietre preziose e di piume di ...

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Gli otto comportamenti che un insegnante di danza non dovrebbe mai tenere in classe

Nella mente umana, i giudizi negativi permangono nella memoria più a lungo di quelli positivi e possono produrre effetti devastanti per le personalità più fragili, specialmente se provengono da qualcuno di cui abbiamo stima e rispetto. Ecco perché, nel comunicare con le persone, dobbiamo prestare molta attenzione a ciò che diciamo e al modo in cui lo diciamo. In particolare, l’insegnante di danza deve valutare attentamente non solo il tipo di correzione che impartisce ai suoi allievi, ma anche il modo in cui la comunica. In un articolo precedente abbiamo parlato di ciò che gli studenti non dovrebbero mai dire a un insegnante di danza, vediamo ora quali sono invece i comportamenti che un insegnante non dovrebbe mai tenere a lezione e le frasi che non dovrebbe mai dire ai suoi allievi. ‘La tua gamba non sale come quella del tuo compagno’. Il confronto tra allievi costituisce una parte importante dell’essere un ballerino, tuttavia, confrontare uno studente con un altro in termini negativi crea una competizione dannosa e inutile.  Compito del maestro al contrario è stimolare la sana competizione e interazioni positive tra allievi. Anziché paragonare, meglio far lavorare assieme il ballerino più ferrato in un certo passo con il ...

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“In prospettiva – Dialoghi sul teatro” online tutti i lunedì, da questa sera

Nato dalla collaborazione tra Emilia Romagna Teatro Fondazione e il Dipartimento delle Arti-La Soffitta dell’Università di Bologna, con la curatela di Gerardo Guccini, Claudio Longhi e Rossella Mazzaglia, il progetto In prospettiva. Dialoghi sul teatro prevede una serie di incontri che danno voce ad artisti, studiosi, operatori del mondo dello spettacolo dal vivo per interrogarsi sul ruolo delle arti performative in un periodo di così profonde trasformazioni. A partire da oggi, 16 novembre, va in scena il terzo e ultimo ciclo dedicato al binomio Spettatore-Persona.  Le conversazioni saranno trasmesse a cadenza settimanale il lunedì alle ore 19.00 sui canali Facebook di ERT e del DAMSLab-La Soffitta e successivamente archiviati e accessibili sulla piattaforma Youtube di ERT e sul sito del Dipartimento delle Arti. Il ciclo Spettatore-Persona si terrà dal 16 novembre al 14 dicembre e vedrà la partecipazione di: Gabriele Vacis, regista teatrale, co-fondatore del Laboratorio Teatro Settimo; Armando Punzo, regista teatrale e fondatore della Compagnia della Fortezza; Silvia Gribaudi, coreografa e performer; Kornél Mundruczó, regista teatrale e cinematografico ungherese; Davide Enia, scrittore e drammaturgo, regista e attore teatrale. Il progetto In prospettiva. Dialoghi sul teatro si chiude così su un binomio che rinnova la dialettica tra dimensione soggettiva, relazionale ...

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Lindsay Kemp: l’icona della danza contemporanea che ispirò David Bowie

Sperimentatore eccentrico e provocatorio, Linsay Kemp è un’icona della danza contemporanea. Artista poliedrico, inclassificabile, perfetto nei ruoli di ballerino, mimo, coreografo e regista. Kemp è stato fonte d’ispirazione per altrettante grandi personalità, che vanno ben oltre i suoi campi d’azione. Ne è un esempio l’influenza esercitata sulla musica di David Bowie e Kate Bush e anche sul cinema dell’amico e genio dell’avanguardia inglese Derek Jarman. Nel 1962 fondò la Lindsay Kemp Company e raggiunse la notorietà con Flowers (1969), pantomima ispirata a Notre-Dame-des-Fleurs. “Lo produssi con 500 sterline ricevute in eredità da una zia e da lì per 25 anni ho girato tutto il mondo, sempre attaccato per oscenità”, affermò il trasformista. L’abilità di Kemp era quella di coniugare gusto favolistico, eleganze figurative e morbidezze stilistiche. Nato sull’Isola di vicino Liverpool e cresciuto nel nord dell’Inghilterra, Lindsay Kemp sin dall’infanzia s’innamora della danza, del teatro, del cinema Orfano a soli due anni di padre, la madre si oppone e gli darà credito come artista soltanto quando lui otterrà l’esenzione dal servizio militare facendosi credere pazzo. Terminati gli studi si trasferisce a Londra dove frequenta la scuola del Ballet Rambert, quindi si perfeziona con grandi nomi della danza. Particolarmente significativa per Lindsay Kemp è l’esperienza formativa con il ...

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Gli errori più diffusi che possono diventare infortuni e compromettere la danza

Nonostante l’aumento di conoscenza e informazioni riguardanti la salvaguardia fisica dei danzatori, il tasso di infortuni connessi alla danza è ancora molto elevato. L’infortunio comporta non solo problemi di natura fisica che in alcuni casi si possono protrarre, ma può diventare anche un elemento psicologicamente frustrante, causa di abbandono delle lezioni di danza, in particolar modo nel caso dei ballerini amatoriali. Vediamo alcuni degli errori più diffusi che possono sfociare in un infortunio. Iniziare la lezione con una seduta di allungamento statico è uno degli sbagli più comuni e pericolosi. Studi recenti hanno dimostrato che lo stretching statico o passivo prima di un’attività diminuisce forza e potenza muscolare. Jennifer Gamboa, presidente di Body Dynamics, Inc., e medico sportivo del Washington Ballet, paragona la conseguenza dell’allungamento statico a quello prodotto su una catena. Se si mantiene costantemente tirata, la catena si deforma, ed è ciò che accade alle fibre muscolari che perdono mobilità, agilità e coordinamento con ripercussioni anche sull’altezza dei salti. Meglio riservare lo stretching passivo al termine dell’allenamento che dovrebbe invece iniziare con movimenti dinamici di bassa intensità e a un ritmo moderato, come gli affondi per esempio, che fanno fluire il sangue, aumentano la frequenza cardiaca e riscaldano ...

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Dance Well: la danza in aiuto ai malati di Parkinson

  Una malattia, una limitazione o comunque una situazione sfavorevole in generale possono trasformarsi in un’opportunità da cui ripartire. Prende il via proprio da questa considerazione il progetto Dance Well. La pratica artistica di danza contemporanea e di filosofia rivolta ai malati di Parkinson, ma non solo. I partecipanti si ritrovano ogni sabato mattina nelle ex lavanderie del Manicomio di Collegno, ora chiamato «La Casa della Danza in Piemonte». L’iniziativa Dance Well nasce nella Casa della Danza di Bassano del Grappa nel 2015, sulla base di pratiche sviluppate in Olanda Oggi si sta espandendo in tutto il mondo da Israele al Giappone. La pratica consiste in lezioni di danza per i malati del morbo di Parkinson, ampliate anche alle diverse comunità locali. Nel gruppo figurano infatti familiari, membri della comunità anziana over 60, cittadini, studenti. Attraverso l’espressione del proprio corpo, i partecipanti di Dance Well affrontano le classi di danza non come “persone con il Parkinson” ma come dei veri danzatori. Malati che per due ore si dimenticano della malattia. Le classi, gratuite, si svolgono ogni lunedì e venerdì presso il Museo Civico di Bassano del Grappa. Lo spazio artistico è uno degli elementi che distingue Dance Well dalle pratiche ...

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“Una terrible repetición”: il Carignano di Torino racconta il dietro le quinte di una pièce teatrale

Il Teatro Carignano, in questo ulteriore periodo di chiusura al pubblico, ha accolto la Compagnia de La casa di Bernarda Alba per un nuovo progetto del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale: la realizzazione del docufilm Una terrible repetición – Una terribile ripetizione titolo che richiama una battuta del testo di Federico García Lorca: testo che ha una forte valenza rispetto a quanto sta accadendo e a quanto hanno vissuto gli interpreti impegnati in questa produzione. Con questo lavoro si vuole valorizzare il dietro le quinte dello spettacolo La casa di Bernarda Alba diretto da Leonardo Lidi e prodotto dal Teatro Stabile di Torino, andato in scena per pochi giorni dopo il suo debutto, il 20 ottobre 2020 in occasione dell’inaugurazione della Stagione del Teatro Carignano, mettendo in luce emozioni e pensieri di chi è temporaneamente lontano dal palco. Il videomaker Lucio Fiorentino ha seguito il regista Leonardo Lidi e le sette interpreti (Francesca Mazza, Orietta Notari, Francesca Bracchino, Paola Giannini, Barbara Mattavelli, Giuliana Bianca Vigogna, Matilde Vigna) sulla scena e nei momenti di pausa di questo necessario momento di sospensione, che inevitabilmente allontana dal contatto con il pubblico e rende invisibile chi sta in palcoscenico. Il documentario permetterà, dando voce e corpo ai ...

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Lezioni di danza online nell’era Covid 19, sì o no? Pensate sia utile per gli allievi?

L’era del Covid 19 sta mettendo a dura prova il mondo della danza, e tutte le attività commerciali e artistiche connesse. In particolare sofferenza sono le scuole e le accademie di danza, penalizzate dalle decisioni governative che hanno imposto la chiusura solo pochi mesi dopo la riapertura, pur se compiuta nel rispetto delle regole. Le ricadute sono state chiaramente di natura economica, ma anche psicologica, per i titolari delle scuole, per gli insegnanti e per i ballerini che hanno perso quel momento di studio, apprendimento e benessere connesso alla danza. Durante il primo lockdown molte scuole hanno deciso di fermarsi in attesa della fine del periodo di chiusura, ma la seconda interruzione ha provocato una netta inversione di tendenza che ha portato numerosi insegnanti a proporre corsi online. E qui sorge il dilemma: lezioni di danza online, sì o no? Chiaramente sono numerosi gli svantaggi per allievi e insegnanti connessi ai corsi online, come l’assenza di pavimenti ammortizzanti, gli spazi ridotti e le distrazioni, elementi che limitano la possibilità di trarre il massimo dalla lezione. Inoltre, l’insegnante non è fisicamente presente, vede gli allievi relegati in un quadrettino, e non sempre riesce a scorgere e correggere l’errore. Un altro ‘contro’ ...

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