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Moses Pendleton debutta a Roma con ‘Alice’, nuovo spettacolo per Momix

Atteso ritorno a Roma per i leggendari Momix che, per l’Accademia Filarmonica Romana e il Teatro Olimpico, presentano il loro nuovissimo spettacolo ‘Alice’, in prima mondiale dal 20 febbraio al 3 marzo, nell’ambito della IX edizione del Festival Internazionale della Danza di Roma organizzato dall’istituzione romana e dal teatro capitolino.

Alice, il nuovo spettacolo dei Momix, compagnia statunitense che non ha bisogno di presentazioni, affezionatissima al Teatro Comunale di Vicenza tanto da sceglierlo per il lancio della nuova creazione dell’infaticabile Moses Pendleton, è un lavoro naturalmente ispirato ad “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll e al mondo della fantasia sfrenata ricca di colpi di scena e scenografie in technicolor. Alice non racconta ovviamente tutto il romanzo, ma è un’ispirazione che prende corpo in puro stile Momix, e quindi si presenta in un mondo pieno di sorprese, nonsense e follia. In scena saranno presenti molta tecnologia, luci speciali e costumi particolari, più che in altre occasioni, come ha recentemente rivelato Moses Pendleton in un’intervista, per fare dello show “un’Alice nella tana del coniglio dei Momix” e per scoprire un mondo magico dove il corpo umano si trasforma, e niente è ciò che appare. Ancora una volta, il trionfo dell’immaginazione e delle illusioni, un gioco fantastico costruito con immagini e coreografie surreali, in cui i corpi dei danzatori cambiano e si trasformano senza sosta, in immagini indimenticabili per chi assiste. Lo spettacolo, ideato e diretto da Moses Pendleton, con la co-direzione artistica di Cinthya Quinn, dura 2 ore con un intervallo di 20 minuti; è in due atti (“Nella tana del coniglio” il primo, “Oltre lo specchio” il secondo) e presenta quasi una ventina di coreografie, liberamente ispirate alle vicende dell’omonimo romanzo. I danzatori in scena a Vicenza saranno: Heather Conn, Gregory De Armond, Seah Hagan, Hannah Klinkman, Sean Langford, Jade Primicias, Colton Wall; il video design è di Woodrow F. Dick, il design luci è di Michael Korsch, il collage musicale (musiche di autori vari) è curato dallo stesso Pendleton, mentre l’editing musicale porta la firma di Andrew Hanson; i costumi sono di Phoebe Katzin, il ragno (design e realizzazione) di Michael Curry.

Il corpo e la danza sono, come in tutti gli spettacoli dei Momix, gli ingredienti fondamentali  e grazie a loro possono prendere vita le inesauribili meraviglie che affascinano il pubblico da quasi 40 anni. Multimedialità, invenzione teatrale, uso del corpo come strumento espressivo e immaginifico, luci e suoni calibrati in funzione di una costante e rinnovata esplosione di visioni fantasmagoriche che si animano per il piacere dichiarato di meravigliare e ricondurre tutti, alla dimensione senza tempo dello stupore e della sorpresa, questa è e resta la cifra inconfondibile dei Momix e dei loro show performance totali.

Il loro nome – brand consolidato e celebre in tutto il mondo – viene dal nome di un assolo ideato da Moses Pendleton, al tempo membro dei Pilobolus Dance Theatre, per i Giochi Olimpici invernali di Lake Placid del 1980; il significato, MO come Moses MIX come miscellanea di stili delle sperimentazioni del gruppo. La compagnia ha spesso realizzato progetti speciali e televisivi. In Italia è apparsa in produzioni RAI trasmesse in mondovisione. Oltre alle annuali apparizioni al Joyce Theatre di New York, I Momix si esibiscono regolarmente in tutto il mondo.

Redazione www.giornaledelladanza.com

 

 

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