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Scala, quattro stelle per “Manon”: Sylvie Guillem accanto a Massimo Murru, Roberto Bolle con Olesia Novikova nel secondo balletto della nuova stagione

Dopo le ultime rappresentazioni che risalgono all’autunno 2005, ha debuttato ieri alla Scala di Milano L’histoire de Manon di Kenneth MacMillan che sarà in scena per dieci recite fino all’11 febbraio. Eccellente esempio della creatività di Kenneth MacMillan nella fusione di tradizione e spirito innovativo, il celebre balletto ha sempre affascinato le più grandi stelle, per i ruoli appassionanti che offre ai danzatori sul piano tecnico, psicologico e coreografico. Quattro le étoiles che si alternano nei ruoli principali di questo allestimento scaligero: alla prima di ieri, ma anche il  29 gennaio e la sera del 2 febbraio Sylvie Guillem nel ruolo di Manon, accanto a Massimo Murru, nel ruolo di Des Grieux. Nelle stesse rappresentazioni, il ruolo di Lescaut sarà interpretato da Thiago Soares, primo ballerino del Royal Ballet. Le successive recite di febbraio (6, 8 e 11 sera) offriranno al pubblico l’interpretazione di Des Grieux di Roberto Bolle, che affronta nuovamente il balletto, ma con una nuova partner che si presenterà per la prima volta al pubblico della Scala: Olesia Novikova. Prima solista del Balletto Kirov del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, Olesia Novikova, è stata ospite della Compagnia scaligera in tournée in Messico, nel ruolo di Kitri in Don Chisciotte di Rudolf Nureyev e sarà poi protagonista accanto a Massimo Murru e Guillaume Côté, di Raymonda, in prima assoluta per il balletto della Scala nell’ottobre 2011. Accanto a loro il primo ballerino Mick Zeni, al debutto nel ruolo di Lescaut.  Nel corso delle repliche altri tre cast di artisti scaligeri si alterneranno in scena:  il 30 gennaio e il pomeriggio del 2 febbraio Gilda Gelati nel ruolo di Manon; accanto a lei Eris Nezha sarà Des Grieux e Antonino Sutera, in debutto, nel ruolo di Lescaut; il 4 febbraio ugualmente riprende il ruolo la prima ballerina Marta Romagna, con Gabriele Corrado che debutterà nel personaggio di Des Grieux e Alessandro Grillo (Lescaut); debutto completo dei ruoli principali la pomeridiana dell’11 febbraio: Emanuela Montanari sarà Manon, Marco Agostino Des Grieux e Massimo Garon Lescaut. Bryan Hewison, Gianni Ghisleni e Matteo Buongiorno si alterneranno nel ruolo di Monsieur G.M; mentre il ruolo dell’Amante di Lescaut sarà interpretato da Sabrina Brazzo, che si alternerà con Alessandra Vassallo ed Emanuela Montanari.

Manon fu creata nel 1974. Come ricorda Clement Crisp in un suo saggio, «MacMillan era affascinato da personaggi storici “speciali” Egli cercò in grandi lavori come Anastasia, Mayerling e Isadora, così come in Manon, di comprendere e spiegare il loro mondo come pure i loro conflitti interiori. […]  La seducente, infuocata, amorale Manon ha affascinato il pubblico dal momento in cui l’Abbé Prévost la creò. MacMillan si propose il compito di collocarla nel suo scenario, di spiegare il suo fascino e la sua tragedia. C’era anche la necessità di creare un grande ruolo per una danzatrice e di contrapporre il fascino di Manon alle rivali attrattive del vero amore e della ricompensa terrena. I caratteri di Lescaut, Des Grieux e Monsieur G.M. offrivano l’occasione per tre splendidi ruoli maschili, con i grandi elementi scenografici del cortile di una locanda al primo atto e di una festa nel secondo per mostrare l’intera compagnia. Centrale negli interessi di MacMillan è il bisogno di esplorare il fascino della giovane e la sua corruzione. Quando Manon giunge a Parigi, è un magnete per i diversi interessi di chi la circonda: suo fratello la vede come un prodotto vendibile; Madame puo’ usarla; Monsieur G.M. la brama ardentemente; perfino un tremolante vecchio ha dovuto soccombere alla sua freschezza e alla sua grazia. E lo studente Des Grieux si innamora di lei. La sua innocenza è mostrata tingersi di calcolo; la sua impulsività emotiva e sessuale è già pericolosa. Il carattere creato da Prévost, che gli appassionati di opera hanno adorato per anni, acquista una nuova e affascinante vita con la danza. Manon è una creazione tipica di MacMillan sotto molti aspetti: nella vivacità emotiva della coreografia, nell’intensità delle sensazioni, nell’evocazione di una minaccia incombente e nell’abilità di rivelare la passione nei termini più penetranti della danza. È caratteristica per la sua freschezza inventiva, per il modo in cui Manon può essere trattata come “carne” (si veda come Lescaut e G.M., nella camera da letto, giochino con il suo corpo) e adorata come un’icona sessuale nella scena della festa, allorché è sollevata fra le braccia degli ospiti maschili».

Lorena Coppola

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