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Si chiude il sipario per l’ETI, lo storico Ente Teatrale Italiano

Con la Legge n. 365 del 19.03.1942 viene costituito, in pieno periodo di guerra, l’Ente Teatrale Italiano per la cultura popolare, con lo scopo di promuovere l’incremento delle attività teatrali e di pubblico spettacolo nel quadro delle direttive fissate dal Ministero della Cultura Popolare. Dalla sua fondazione ad oggi l’Ente si è sempre occupato di iniziative volte alla cura ed alla promozione del teatro italiano. Erano gli anni settanta quando, ad esempio, l’ETI finanziava i circuiti teatrali territoriali e nel 1975 venne inserito tra gli Enti Pubblici Culturali non economici. Con un salto temporale che copre anni di intensa attività, arriviamo al 1993 quando, con il Decreto Legislativo n. 394 del 2 ottobre (che prevede, tra l’altro, il riordino degli Enti operanti nel settore dello Spettacolo da attuarsi tramite Regolamenti) e un Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 5.10.1993, vengono sciolti gli organi statutari dell’Ente e nominato un Commissario Straordinario. Nonostante il commissariamento, l’ETI continua a svolgere un ruolo centrale nel sistema teatrale italiano, divenendone punto di riferimento imprescindibile per tutto ciò che concerne il rafforzamento delle politiche di agevolazione della cultura. Successivamente l’ETI uscirà dal commissariamento e verrà retto dalla normativa relativa agli Enti Pubblici, dalle norme della Legge n. 836 del 14.12.1978, e dallo statuto approvato nel marzo 2002. Secondo quanto espresso dal suddetto statuto, l’ETI ha lo scopo di contribuire alla valorizzazione e diffusione della cultura e delle attività teatrali e di danza. Le aree di intervento si concretizzano innanzitutto nell’attività di promozione culturale sia in Italia che all’Estero, attraverso una intensa politica di scambi. Particolare attenzione è rivolta alla tutela delle tradizioni, al rinnovamento dei linguaggi artistici, alla valorizzazione del repertorio contemporaneo italiano. Grande spazio trovano le diverse forme di espressione artistica, e l’interdisciplinarietà tra le arti. L’Ente cura, inoltre, con rinnovato impegno, il rapporto fra le arti sceniche ed il mondo dell’Istruzione e dell’Università e sostiene la formazione, la promozione e l’informazione del pubblico anche attraverso specifiche iniziative editoriali. Non ultima, fra le finalità statuarie, l’attività di formazione ed aggiornamento professionale e la diffusione dello spettacolo attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie e la collaborazione con l’emittenza televisiva. Con il Decreto Legge n.78 del 31 maggio 2010, l’Ente Teatrale Italiano viene soppresso. Recita l’art. 7, comma 20 del Decreto “Gli enti di cui all’allegato 2 sono soppressi e i compiti e le attribuzioni esercitati sono trasferiti alle amministrazioni corrispondentemente indicate.[…] Le amministrazioni di destinazione esercitano i compiti e le funzioni facenti capo agli enti soppressi con le articolazioni amministrative individuate mediante le ordinarie misure di definizione del relativo assetto organizzativo”. La chiusura effettiva dell’ente avverrà il 25 ottobre ed i suoi compiti verranno attribuiti al Ministero per i beni e le Attività Culturali.

INFO

www.enteteatrale.it

Alessandro Di Giacomo

 

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