
La stagione 2026–2027 dello Houston Ballet si presenta come un racconto articolato e coerente, capace di attraversare epoche, stili e immaginari senza perdere unità. Non è soltanto una successione di titoli prestigiosi, ma un disegno artistico che mette in dialogo la grande tradizione del balletto con nuove forme di narrazione scenica.
Ad aprire il percorso è Pecos Bill, balletto ispirato alla leggendaria figura del West americano. L’eroe folklorico diventa materia coreografica in uno spettacolo che unisce teatralità, energia e identità culturale. È una scelta significativa: partire da un mito nazionale significa affermare una voce americana all’interno di un’arte storicamente europea, dimostrando come il balletto possa raccontare anche l’epica popolare.
Accanto a questa dimensione narrativa si colloca Manon, il grande dramma coreografico di Kenneth MacMillan. Qui il linguaggio si fa più intenso, psicologico, profondamente emotivo. L’amore, l’ambizione, la caduta: ogni passo diventa gesto drammaturgico. Inserire Manon in stagione significa offrire ai danzatori un banco di prova interpretativo di altissimo livello e al pubblico un’esperienza emotiva potente.
La tensione verso l’innovazione emerge con Where’s Alice?, produzione immersiva che rilegge l’universo di Lewis Carroll attraverso una lente contemporanea. Non solo balletto frontale, ma esperienza scenica che coinvolge lo spettatore in modo più diretto, quasi sensoriale. È il segnale di una compagnia che non teme di sperimentare nuovi formati e nuovi linguaggi.
A questa pluralità di registri si aggiunge Madame Butterfly, adattamento coreografico del celebre dramma pucciniano. Qui la danza incontra l’opera lirica, trasformando la tragedia di Cio-Cio-San in racconto fisico, fatto di linee, silenzi e tensioni corporee. La musica diventa respiro scenico, mentre il gesto amplifica il pathos della vicenda.
Non poteva mancare un titolo simbolo della modernità coreografica come Rite of Spring (La Sagra della Primavera), opera che da oltre un secolo continua a sfidare interpreti e pubblico con la sua forza primordiale. Inserirla in cartellone significa ribadire il dialogo con la storia del Novecento e con le sue rivoluzioni artistiche.
E infine, come vertice e sintesi della stagione, ritorna Swan Lake (Il lago dei cigni). Più che un semplice classico, è l’archetipo del balletto accademico: la purezza delle linee, il dualismo tra Odette e Odile, la geometria del corpo di ballo. Riproporlo oggi non è un gesto conservatore, ma un’affermazione di identità. In mezzo a innovazioni e nuove narrazioni, il lago incantato rimane punto di riferimento, memoria collettiva e prova tecnica suprema.
Nel complesso, la stagione 2026-2027 dello Houston Ballet appare come un equilibrio consapevole tra tradizione e metamorfosi. Dal mito americano alla tragedia romantica, dalla sperimentazione immersiva alla grande eredità ottocentesca, il filo conduttore è la trasformazione. Il balletto non come forma immobile, ma come organismo vivo, capace di rinnovarsi senza perdere le proprie radici. Ed è proprio in questa tensione tra passato e futuro che si riconosce la cifra più autentica della compagnia: custodire la memoria, ma danzare verso l’ignoto.
Pecos Bill | 11-20 settembre 2026
Manon | 24 settembre – 4 ottobre 2026
Where’s Alice? | 25 febbraio – 7 marzo 2027
Madama Butterfly | 11-21 marzo 2027
La sagra della primavera | 27 maggio – 6 giugno 2027
Il lago dei cigni | 10-27 giugno 2027
Michele Olivieri
Foto di Amitava Sarkar
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