
Balletto classico preferito?
Il Lago dei cigni, non solo per la sua musica e la sua coreografia iconica, ma per il modo in cui bilancia disciplina ed emozione. Sotto la precisione si cela una storia profondamente umana su illusione, scelta e trasformazione, che la rende senza tempo piuttosto che tradizionale.
Balletto contemporaneo preferito?
Il Lago dei Cigni, allenando ho notato che si tratta di una coreografia molto contemporanea.
Teatro del tuo cuore?
Teatro Comunale di Saint-Quentin (Aisne). Il teatro del mio cuore, dove la vulnerabilità ha preso forma la prima volta che sono salito sul palcoscenico. Dove l’emozione si è manifestata prima che fossi in grado di ballare correttamente…
Un romanzo da trasformare in balletto?
Il Circo della Notte di Erin Morgenstern. È pieno di magia, illusioni e immagini.
Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto?
Il favoloso mondo di Amélie, ricco di fascino con una narrazione giocosa.
Il costume di scena indossato che hai preferito?
Il costume che ha permesso al movimento, non al tessuto, di parlare. Quando un costume smette di ricordarti che stai indossando un costume.
A quale colore associ la danza?
Il blu, il royal blue. La danza vive tra aria e mistero, il blu ha un’intensità silenziosa.
Che odore ha la danza?
La danza profuma di pelle calda, di resina delle scarpette da punta, un misto di sforzo, precisione e qualcosa di quasi elettrico.
La musica più bella mai scritta per il balletto?
Passo a due del secondo atto dello Schiaccianoci.
Un film di danza indimenticabile?
Mao’s Last Dancer (L’ultima ballerina di Mao) diretto da Bruce Beresford, basato sull’autobiografia di Li Cunxin.
Due miti della danza del passato: uomo e donna?
Mi sarebbe piaciuto vedere Vaslav Nijinsky e Olga Spessivteseva.
Il tuo passo di danza preferito?
Attitude derrière croisé.
Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico?
Un’elegante posizione della Famiglia Reale.
Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti?
Ti ringrazio per averci insegnato che la danza non è solo ciò che fa il corpo…
Tre parole per descrivere la disciplina della danza?
Eleganza, precisione e forza.
Come ti vedi allo specchio oggi?
Fluido.
Michele Olivieri
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