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PROSPETTIVE01 – Roberta Siciliano: “Attraverso la mia Arte cerco di esprimere la coscienza delle cose”

Roberta Siciliano

“Prospettive01” è una rubrica rivolta ad artisti e contesti che rappresentano un mondo di talenti in continua evoluzione. Ideata e curata da Lorena Coppola, la rubrica si propone di raccogliere una serie di interviste e di articoli mirati a dar voce e spazio a tutte le fasce creative del mondo coreutico che costituiscono giovani realtà in via di sviluppo ed espansione, progetti innovativi, o realtà già consolidate, di spiccato talento, meritevoli di attenzione. Un luogo di rivelazione e di incontro di nuove prospettive.

Volto angelico, eleganza e armonia di linee… si chiama Roberta Siciliano, è una danzatrice del Teatro San Carlo di Napoli, che ha saputo coniugare lo spirito della danza con il glamour, maturando una nuova visione espressiva ed artistica. Nata a Napoli, laureanda in Lettere e Filosofia, dopo aver conseguito il diploma di danza classica presso la Scuola di Ballo del Teatro San Carlo, inizia la sua carriera di ballerina professionista nel Corpo di Ballo del Lirico Partenopeo con cui tuttora collabora. La sua singolare bellezza ha catturato l’attenzione del maestro internazionale Fabrizio Ferri, che l’ha resa protagonista di un suo servizio fotografico. Testimonial della campagna pubblicitaria del Teatro di San Carlo, è stata coprotagonista del programma “Ballerini dietro il sipario”, prodotto e trasmesso su MTV, unica edizione ed ha collaborato con numerosi personaggi di rilievo, maestri e coreografi, dello scenario internazionale della danza, anche in diversi teatri

Come e quando nasce la tua passione per la danza?

Il mondo della danza mi ha affascinata sin dal primo momento in cui l’ho conosciuto, istintivamente e senza ragione.  Tutto è iniziato quando mia madre ha notato che all’ascolto di qualsiasi genere musicale, mi muovevo a ritmo. Incuriosita da questo mio comportamento, decise di farmi provare l’emozione di entrare in una sala da ballo. Questo per vedere la mia reazione, che non ha tardato ad arrivare. Con grande entusiasmo assistevo alle lezioni delle ragazze più grandi, le guardavo ammirata e sognante.  Sul palco mi sono sempre sentita a mio agio e proprio lì sentivo di essere me stessa, nella mia essenza, la danza più che le parole per farmi conoscere.

Le tappe salienti del tuo percorso di formazione?

La mia formazione nasce nel momento in cui sono stata selezionata per entrare a far parte della scuola di ballo del Teatro di San Carlo. Avevo solo dieci anni. Sono riuscita a conseguire il diploma, dopo otto duri anni di scuola. Al suo interno non mi è stata preclusa la possibilità di lavorare con importanti personaggi, quali la stessa direttrice Anna Razzi, in una particolare occasione, l’insegnante russa Irina Badaeva ed altri insegnanti occasionali ma di fama internazionale. In seguito, numerosi sono stati gli stage a cui sono stata invitata, attraverso i quali ho potuto lavorare con importanti artisti che hanno arricchito sensibilmente la mia passione e formazione professionale. Non mi sono vietata la possibilità di potermi diplomare presso il liceo scientifico. Attualmente sono laureanda presso l’Università di Roma, per meglio arricchire la mia persona.

Cos’è per te la danza?

Ciò che mi fa sentire me stessa, senza insicurezze, senza troppe distrazioni.  È il mio modo di esprimere il concetto che ho della vita: dare e ricevere emozioni.  Desidero vivere a pieno questa, che ritengo sia la mia compagna di vita. Ho racchiuso in essa l’idea che non bisogna mai cadere nella consuetudine, per non rischiare di diventare vittima dell’abitudine, lasciando esplodere l’uragano di sensazioni che ad ognuno è dato avere.  Bisogna vivere perseguendo sempre un obiettivo, sperando e lottando con le proprie forze, per il suo raggiungimento. Mai lasciarsi andare alla tristezza o alla paura, cessando di lottare, pur trovandosi di fronte ad ostacoli che, in quel momento, possono sembrarci insormontabili, negandoci la gioia del successo che, certamente, ci arriderà purché lo avremmo cercato con tutto noi stessi. Tutto questo lo vivo con la danza, perché per me,  è una vera fonte di gioia, consolazione, aiuto e dispensatrice di serenità e forza vera , capace di spingerti a non mollare mai, perché per nulla varrebbe la pena di spegnere la fiamma che alimenta i nostri sogni.

Il tuo ideale di ballerina?

L’immagine della ballerina si è evoluta moltissimo nel corso del tempo, ha percorso le prime difficoltà della società, le ha vissute sulla propria immagine e solo la cultura le ha fatto acquistare una certa valenza. Il cambiamento vi è stato per la società ma non per l’immagine della ballerina stessa, che per me idealmente rimarrà sempre come una figura gentile e piena di grazia, immutabile nel tempo. Non la incarno in un’unica persona ma più in generale in una bellezza che non ha nulla di terreno, nessuna immagine materiale, se non quella sudata ed ansimante dietro le quinte, quando si notano le chiazze rosse delle guance, la linea dei muscoli troppo marcata, le scapole troppo vicine, una visione che si muove tra l’immagine del corpo e la sua fisicità. Un volto che non si nasconde dietro una maschera, un interprete senza finzione, immedesimandosi, interpretando e riportando attraverso il personaggio, le proprie esperienze di vita vissuta, condividendo con esso stesso sensazioni ed umori. La danza è arte non ginnastica. Per cui la mia ballerina ideale è un artista in senso lato, un’atleta che si trasforma nell’interprete che racconta in scena i propri “sogni”, emozionandosi e capace di trasmettere emozioni.

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Quali sono state le tue esperienze artistiche più significative sino ad oggi?

Tra i trascorsi della mia, ancor breve, carriera, non posso non citare questi che più sono rimasti incisi nel mio cuore, come la prima volta sul palco, ma ancor di più il momento in cui ho calcato il palcoscenico del teatro, considerato fra i più belli al mondo, al mio diploma, il trampolino di inizio carriera. Come esperienze artistiche, vissute fino ad oggi, le più significative sono state:La partecipazione come coprotagonista al programma televisivo andato in onda su MTV, ”ballerini-dietro il sipario”, più in generale, I numerosi spettacoli come parte integrante del corpo di ballo del teatro di San Carlo, così come la vincita del concorso come solista all’arena di Verona. L’essere protagonista di shooting fotografici che mi hanno permesso di “rappresentare” e, quindi, indossare, meravigliosi vestiti di importanti ed internazionali stilisti. Ancor più di questo, la mia prima vera esperienza dinanzi la macchina fotografica, di uno dei più grandi fotografi del mondo, Fabrizio Ferri, che mi ha resa protagonista di questo lavoro e conseguentemente testimonial del Teatro di San Carlo.  Oggi testimonial, anche di una nascente ma già nota, internazionale marca di gioielli. Gratificante, poi, per me è stato ricevere il “premio al talento”. Non do nulla per scontato ed è davvero bello quando c’è chi riconosce le tue capacità in maniera così pubblica ed ufficiale. Lo stesso, per le volte che mi è stato proposto di entrare a far parte di una commissione esaminatrice in scuole di danza. Non trascurabile è stata la mia partecipazione con l’intero corpo di ballo del Teatro di San Carlo, alla tournée all’Opera di Astana in Kazakistan. Concludo con la collaborazione, fra le più belle, lavorando con danzatori russi, al Teatro Lirico di Cagliari,  in quanto mi ha arricchito,  oltre che professionalmente,  anche a livello personale ed umano.

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Che messaggio dovrebbe trasmettere la danza oggi?

La danza è insegnante di vita e come tale ci insegna i valori della dedizione, del sacrificio, della passione, dell’amore, ma anche della sopportazione al dolore.  Come tutte le cose che amiamo intensamente, un po’ ci spaventa, così da far temere che gli sforzi fatti possano sembrare vani, fino a quando non si ricomincia a danzare, per cui si è certi di aver commesso un errore di valutazione , così che il tutto ricomincia con lo stesso entusiasmo , come se fosse la prima volta , animato dallo stesso spirito di sacrificio, invariato. La danza ha la capacità di coinvolgere chiunque. Bisognerebbe che ad essa ci si approcciasse con amore, per passione e divenisse il mezzo attraverso il quale è possibile esprimere se stessi senza la preoccupazione di essere giudicati, e non solo per il raggiungimento di fama o successo. È così che la vedo. Il vero amore è amare senza misura, è dare senza la pretesa di ricevere, ma solo se la si vive in questa maniera ci ricambierà con le meritate soddisfazioni. In conclusione, penso che oltre ad un’evoluzione che c’è stata, con il trascorrere degli anni, a livello tecnico del classico e con la nascita ed evoluzione della tecnica contemporanea, non è cambiata, in sostanza, la danza e lo spirito con cui deve essere offerta al pubblico.  Il messaggio che deve continuare a trasmettere è il senso del sacrificio, l’armonia (“mens sana in corpore sano”), la disciplina, che oltre ad essere riportata sul palco, ci forma anche per la vita di tutti i giorni.  Piuttosto, l’umanità si è adeguata ad essa, ne ha tratto i suggerimenti giusti, avendo un maggior senso critico, purché non cada nella sola continua ricerca del virtuosismo tecnico o nel narcisismo più banale, conseguenza di uno spiccato egocentrismo, tralasciando il senso artistico, di cui,  più di tutto è caratterizzata.

Sei anche un’appassionata di moda, come riesci a coniugare questi due mondi?

Sono due passioni che si intrecciano, ma che lasciano il giusto spazio l’una all’altra. La danza resta comunque la mia priorità. Quando mi è possibile prevedere piccoli momenti di sosta, per quest’ultima, me ne occupo prestando attenzione agli eventuali impegni che riguardano, più in generale, la moda, che non prevede un impegno costante, come invece lo è, giustamente necessario, per la danza.

Per te sono due dimensioni complementari?

In un certo senso sì, tutte e due mirano al bello, all’arte. Attraverso una movenza, un portamento fine ed elegante si arricchisce l’abito stesso. Stesse sensazioni che si provano quando si danza. Anche l’occhio vuole la sua parte, per cui l’eleganza con cui si compiono dei movimenti non passa mai inosservata.

I tuoi principali obiettivi professionali?

Portare in giro la mia danza, con la speranza di toccare i cuori di molti, calcare importanti

teatri, ricoprire, allo stesso tempo, ruoli di rilievo.

Progetti futuri?

Sempre tanti i progetti futuri. Un danzatore non ne è mai mancante, principalmente siamo tutti sognatori, così come lo è l’artista in genere. Da brava sognatrice ma allo stesso tempo, professionista con uno spiccato senso del reale, spero di poter realizzare le mie idee e concretizzare la speranza.

Lorena Coppola

www. giornaledelladanza. com

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