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Carla Fracci e Giselle: l’identificazione perfetta

Esistono grandi ballerine che interpretano un ruolo e, più raramente, artiste che finiscono per incarnarlo fino a diventarne il riferimento storico. Carla Fracci appartiene senza alcun dubbio alla seconda categoria. Se la sua carriera è stata straordinariamente vasta – comprendendo i grandi titoli del repertorio classico, neoclassico e contemporaneo – è in Giselle che la ballerina milanese ha raggiunto una forma di identificazione artistica pressoché assoluta, tanto da essere universalmente riconosciuta come la Giselle del Novecento. Il balletto di Adolphe Adam, su libretto di Théophile Gautier, Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges e Jean Coralli, rappresenta probabilmente la più alta espressione del Romanticismo coreutico. La sua protagonista attraversa una trasformazione drammatica senza eguali: giovane contadina ingenua e innamorata nel primo atto, spirito ultraterreno e incarnazione del perdono nel secondo. È un percorso che richiede non soltanto una tecnica impeccabile, ma anche una profondissima maturità interpretativa. Carla Fracci seppe fondere entrambe le dimensioni con una naturalezza che pochi artisti hanno mai raggiunto. Diplomatasi alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala nel 1954, Carla Fracci si impose rapidamente come una delle maggiori promesse della danza italiana. Fu proprio il repertorio romantico a rivelare pienamente la sua personalità artistica. Negli anni Sessanta la sua ...

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Vera Colombo, la signora della danza scaligera

Ci sono artisti che appartengono alla memoria di un teatro e altri che, con il tempo, finiscono per appartenere alla sua storia. Vera Colombo appartiene alla storia della Scala. Il suo nome evoca una stagione irripetibile della danza italiana, gli anni della rinascita del grande teatro milanese dopo la guerra, quando la tradizione della scuola scaligera incontrava i nuovi linguaggi della coreografia internazionale e sul palcoscenico si alternavano personalità destinate a diventare leggenda. Ricordare Vera Colombo significa dunque ricordare non soltanto una grande prima ballerina, ma una donna che ha rappresentato, con una rara combinazione di eleganza, rigore e sensibilità, una precisa idea della danza e del teatro. Nata a Milano il 10 agosto 1931, Vera Colombo entrò giovanissima nella Scuola di Ballo della Scala, una delle istituzioni più severe e prestigiose della formazione coreutica europea. Lì apprese quella disciplina quotidiana, quasi ascetica, che è alla base della grande danza: la pazienza, la precisione, il controllo del corpo, l’ascolto della musica, il rispetto assoluto della coreografia. Si diplomò nel 1952 e appena due anni dopo, nel 1954, venne nominata prima ballerina. Avrebbe mantenuto quel ruolo fino al 1975, per oltre vent’anni di straordinaria attività artistica. Erano gli anni in cui ...

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Giselle, balletto all’aperto e consigli per l’autunno a Vienna

Chi non vuole rinunciare al balletto nemmeno durante i mesi estivi avrà un’ottima occasione il 2 agosto. Nell’ambito del Film Festival in Rathausplatz a Vienna sarà proiettato sul grande schermo Giselle, una splendida opportunità per vivere uno dei balletti classici più amati in un’atmosfera unica, sotto il cielo aperto. L’autunno inaugura poi la nuova stagione con un appuntamento speciale: Living Legacies riunisce a settembre tre capolavori di George Balanchine, Christopher Wheeldon e Frederick Ashton. Con Divertimento n. 15, Within the Golden Hour e Rhapsody, questa serata di balletto in tre parti attraversa la tradizione neoclassica fino al linguaggio della danza contemporanea, rendendo omaggio a tre coreografi che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia del balletto. Un altro grande appuntamento seguirà già a ottobre: con Nijinsky, il Balletto di Stato di Vienna porterà sul palcoscenico dell’Opera di Stato di Vienna il celebre balletto narrativo di John Neumeier, dedicato alla vita del leggendario ballerino Vaslav Nijinsky. Quest’opera, acclamata a livello internazionale, ripercorre la straordinaria vicenda umana e artistica di uno dei più grandi interpreti del XX secolo ed è considerata una delle più intense biografie coreografiche del repertorio moderno. La coreografia di Giselle creata da Elena Tschernischova per Vienna, ispirata alla leggenda ...

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In autunno la Scala riporta in scena la storica “Giselle”

Dopo le otto recite di Don Chisciotte praticamente esaurite, al rientro dalla pausa estiva sarà Giselle a ritornare in scena alla Scala e sarà anche oggetto di registrazione da parte di Rai Cultura. La Stagione in corso si concluderà poi a novembre con l’attesissima serata Balanchine Bausch/ Stravinskij che ben  riassume ed esalta  le linee guida delle Stagioni del Ballo: grandi nomi, grande repertorio, nuove sfide con nuovi stili e produzioni in debutto. Assente dal palcoscenico scaligero dal 2022, ma nel 2024 in trionfo con il pubblico di Shanghai, Giselle torna alla Scala dall’ 1 al 23 ottobre, nella classica coreografia di Coralli/Perrot ripresa da Yvette Chauvirè. Una storia d’amore, tradimento e redenzione, tra gioiose feste contadine e il bianco stuolo di willi, affascinanti quanto spietate: Giselle, balletto romantico per eccellenza, continua a commuovere il pubblico con la sua storia delicata, a coinvolgerlo grazie alla tecnica e alla sensibilità dell’interpretazione dei protagonisti, nel contrasto fra un mondo solare e un regno oscuro popolato di spiriti. Il Corpo di Ballo scaligero riporta in scena l’indimenticabile coreografia di Coralli-Perrot nella ripresa di Yvette Chauviré, che proprio con la cura e la raffinatezza di ruoli come Giselle ha esaltato la tradizione classica in tutta ...

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Lezioni di repertorio: il ponte tra tecnica e interpretazione

Le lezioni di repertorio rappresentano uno dei momenti più affascinanti e formativi nello studio della danza classica. A differenza delle lezioni di tecnica alla sbarra o al centro, il repertorio introduce gli allievi all’interpretazione dei grandi balletti della tradizione, trasformando lo studio del movimento in un’esperienza artistica completa. Si tratta di un passaggio fondamentale nella formazione del danzatore: qui la tecnica non è più un fine, ma uno strumento al servizio del racconto. Dalla tecnica alla narrazione Nelle lezioni di repertorio, gli allievi studiano estratti dai grandi capolavori del balletto classico. Tra i più utilizzati troviamo Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata e Giselle. Ogni variazione o passo a due non è soltanto una sequenza di movimenti, ma una vera e propria scena teatrale. Il ballerino deve imparare a comprendere il contesto narrativo, il carattere del personaggio e le emozioni da trasmettere. L’importanza dell’interpretazione Uno degli aspetti più complessi del repertorio è l’interpretazione. Nella danza classica, la precisione tecnica è fondamentale, ma non sufficiente. Durante queste lezioni, l’insegnante guida gli studenti a sviluppare espressività, musicalità e presenza scenica. Un semplice gesto della mano o uno sguardo possono cambiare completamente il significato di una variazione. Per questo motivo, il repertorio ...

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Lezioni di pas de deux nella danza classica accademica

Le lezioni di pas de deux rappresentano uno dei momenti più delicati, affascinanti e completi nella formazione di un danzatore classico. Non si tratta solo di imparare sequenze tecniche in coppia, ma di sviluppare un vero e proprio linguaggio fatto di fiducia, ascolto e precisione reciproca. Nel pas de deux, la danza smette di essere un’esperienza individuale e diventa relazione: ogni movimento esiste in funzione dell’altro. A differenza delle lezioni di tecnica individuale, il pas de deux introduce elementi complessi come prese, sollevamenti, rotazioni assistite e lavoro in equilibrio condiviso. Il danzatore e la danzatrice devono coordinarsi in modo quasi istintivo, ma sempre basandosi su una solida preparazione tecnica. La fiducia è l’elemento centrale: chi guida deve garantire stabilità e controllo, mentre chi viene sostenuto deve affidarsi completamente al partner, mantenendo però autonomia di asse e consapevolezza corporea. Il pas de deux è spesso definito un “dialogo silenzioso”. Ogni gesto risponde a quello del partner, ogni equilibrio nasce da una collaborazione invisibile. Questo dialogo diventa evidente nei grandi pas de deux del repertorio classico accademico, come quelli presenti nei balletti Il Lago dei Cigni, Giselle e La Bella Addormentata. In queste opere, la danza in coppia non è solo un ...

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Buon compleanno a Dominique Khalfouni: l’arte della grazia

Nel calendario silenzioso della danza, vi sono date che non appartengono soltanto al tempo, ma alla memoria viva dell’arte. Il 23 giugno – giorno della nascita di Dominique Khalfouni – è una di queste: un’occasione per celebrare non solo una figura eminente del balletto del Novecento, ma una concezione stessa della danza come vocazione assoluta, come destino inscritto nel gesto. Nata nel 1951 a Charenton-le-Pont, alle porte di Parigi, Khalfouni appartiene a quella generazione che ha incarnato l’ultima stagione aurea del grande balletto classico europeo, sospesa tra tradizione accademica e rinnovamento coreografico. La sua formazione all’École de danse dell’Opéra di Parigi – iniziata all’età di nove anni – si inscrive in quella linea severa e luminosa che, da Carlotta Zambelli a Yvette Chauviré, ha plasmato il canone della scuola francese. Vi è, nella sua ascesa, qualcosa di quasi mitologico: entrata nel corpo di ballo giovanissima, Khalfouni giunge al titolo di danseuse étoile nel 1976, in circostanze che la leggenda della danza ama ricordare come eccezionali. Non già attraverso i consueti gradi gerarchici, ma per una consacrazione immediata, quasi inevitabile, che riconosceva in lei una qualità rara: la capacità di unire purezza tecnica e intensità drammatica in un equilibrio perfetto. Il ...

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Torna alla Scala in autunno Giselle nella ripresa di Yvette Chauviré

Una storia d’amore, tradimento e redenzione, tra gioiose feste contadine e il bianco stuolo di willi, affascinanti quanto spietate: Giselle, balletto romantico per eccellenza, continua a commuovere il pubblico con la sua storia delicata, a coinvolgerlo grazie alla tecnica e alla sensibilità dell’interpretazione dei protagonisti, nel contrasto fra un mondo solare e un regno oscuro popolato di spiriti. Il Corpo di Ballo scaligero riporta in scena l’indimenticabile coreografia di Coralli-Perrot nella ripresa di Yvette Chauviré, che proprio con la cura e la raffinatezza di ruoli come Giselle ha esaltato la tradizione classica in tutta la sua purezza e consegnato la sua fama al mondo. La sua versione, per la prima volta alla Scala nel 1950, la vide proprio nel ruolo della sfortunata giovane di campagna che sognava l’amore e amava danzare. Con il classico allestimento scaligero di Aleksandr Benois, Giselle è patrimonio della storia del Teatro alla Scala e degli artisti scaligeri che la hanno rappresentata in molti Paesi del mondo, infondendo ad ogni ripresa linfa nuova e nuove emozioni, mantenendo vivo questo meraviglioso spettacolo.   1, 5, 7, 9, 13, 17,19, 21, 22, 23 ottobre 2026 GISELLE Coreografia  Jean Coralli – Jules Perrot Ripresa coreografica Yvette Chauviré Musica  Adolphe ...

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La stagione di balletto 26/27 della Fenice: tradizione e innovazione

La nuova stagione di balletto 2026/2027 del Teatro La Fenice di Venezia si presenta come un viaggio affascinante attraverso alcune delle più significative espressioni della danza internazionale, confermando la volontà del prestigioso teatro veneziano di offrire al proprio pubblico un cartellone capace di coniugare tradizione, innovazione e grande spettacolarità. Il programma danza si sviluppa nell’arco di quasi un anno, da dicembre 2026 a ottobre 2027, e riunisce compagnie e artisti di fama mondiale, rappresentando un perfetto equilibrio tra il repertorio classico e le più interessanti tendenze della coreografia contemporanea. Ad inaugurare la stagione sarà Les Étoiles, gala in programma il 12 e 13 dicembre 2026. L’appuntamento, ormai divenuto un vero e proprio punto di riferimento per gli appassionati di danza, porterà sul palcoscenico veneziano alcune delle più celebrate stelle del balletto internazionale. L’evento offrirà una preziosa occasione per ammirare interpreti provenienti dai maggiori teatri del mondo in una successione di passi a due e assoli che attraversano i capolavori del repertorio classico e le creazioni più moderne. La formula del gala, basata sulla presenza di artisti provenienti da differenti scuole e tradizioni, garantisce ogni anno un confronto stimolante tra stili, tecniche e sensibilità artistiche diverse, trasformando ogni serata in un’esperienza ...

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Il danzatore professionista Alessandro Cascioli “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Sylphide. Adoro lo stile di Bournonville. In generale il balletto romantico mi emoziona molto, Giselle ne è un esempio, un altro balletto che amo fortemente. Il balletto contemporaneo prediletto? Domanda veramente difficile. Jiří Kylián è un grande mito per me, non saprei scegliere quale tra i suoi meravigliosi capolavori. Lo stesso vale per Crystal Pite, coreografa con un movimento che adoro. Poi farei due nomi di due balletti che ho danzato e che reputo due gioielli: Nijinski di Marco Goecke e Les Noces di Andonis Foniadakis. Il Teatro del cuore? Per la mia stabilità lavorativa e di vita sono legato al Teatro Massimo di Palermo, per la mia trasformazione da allievo a professionista e per tutto il percorso di crescita che ho vissuto, il mio cuore è a Firenze, al Maggio Fiorentino. Un romanzo da trasformare in balletto? Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, mi ha sempre affascinato il concetto di maschera. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Mine Vaganti o Le fate ignoranti di Ferzan Özpetek, ma anche Sette Anime di Gabriele Muccino. Il costume di scena indossato che hai preferito? Walkind Mad di Johan Inger, amavo il taglio ...

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