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L’étoile dell’Opera di Roma Susanna Salvi “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bella Addormentata. Il balletto contemporaneo prediletto? Le parc di Angelin Preljocaj. Il Teatro del cuore? Il Teatro dell’Opera di Roma. Un romanzo da trasformare in balletto? L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il favoloso mondo di Amélie di Jean-Pierre Jeunet. Quale colore associ alla danza? Tutti i colori. Che profumo ha la danza? Profumo di Marsiglia, di pulito. La musica più bella scritta per balletto? Quella del Lago dei cigni. Il film di danza irrinunciabile? Il ritmo del successo (Center Stage) di Nicholas Hytner. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Mikhail Barishnikov e Gelsey Kirkland. Il tuo “passo di danza” preferito? Gran jeté. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Aurora. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Kenneth McMillan per i passi a due che sono sicuramente tra i più belli. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Sei la musa prediletta. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Esigente, pura, perfetta. Come ti vedi oggi allo specchio? Sono fiera di me. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione ...

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La maestra accademica Gioia Masala “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Qualsiasi balletto di Sidi Larbi Cherkaoui. Il Teatro del cuore? La Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? L’Alchimista di Paulo Coelho. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La mia Africa di Sydney Pollack. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume, disegnato per me, da Karl Lagerfeld nel balletto Mea Culpa di Sidi Larbi Cherkaoui. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Il profumo del legno. La musica più bella scritta per balletto? Il lago dei cigni. Il film di danza irrinunciabile? Il sole a mezzanotte di Taylor Hackford con Michail Baryšnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Sono due estremi e inseparabili: plié e tendu. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? La dama delle camelie è per me, in assoluto, il personaggio più coinvolgente appassionante ed emozionante da interpretare… ma vista la sua fine lo preferisco solo per il palcoscenico e non nella vita reale. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? ...

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Paolo Bortoluzzi: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

La gioia della danza incarnata: Maurice Béjart lo definì come colui che incarnava la gioia più pura della danza, grazie alla sua eleganza, fluidità e straordinaria presenza scenica. Stella del Ballet du XXe Siècle: Dal 1960 al 1972 fu uno dei principali danzatori della compagnia di Béjart a Bruxelles, partecipando a quasi tutte le creazioni e diventando interprete ideale dei balletti moderni più iconici. Maestro di classico e moderno: Bortoluzzi riuscì a spaziare tra repertorio classico e contemporaneo. Dopo l’esperienza con Béjart, danzò come primo ballerino in compagnie prestigiose come l’American Ballet Theatre, interpretando Giselle, Il lago dei cigni e altri classici. Direttore artistico di grandi compagnie: Non si limitò a danzare: fu direttore del Balletto alla Scala di Milano (1981‑84), poi del Balletto di Düsseldorf e del Ballet de Bordeaux, portando la sua visione artistica anche dietro le quinte. Collaborazioni e sperimentazioni coreografiche: Fu anche coreografo, con lavori come La Valse e Cinderella, e collaborò in scena con grandi artisti, tra cui Rudolf Nureyev, in pezzi memorabili come Chant du compagnon errant. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Chicos Mambo con TUTU arriva a Londra al Sadler’s Wells

Londra si prepara ad accogliere uno degli spettacoli di danza più irriverenti, intelligenti e amati del panorama internazionale. Nel febbraio 2026, la compagnia Chicos Mambo porta il suo celebre TUTU al Peacock Theatre, spazio iconico gestito dal Sadler’s Wells, tempio mondiale della danza contemporanea. Non è solo uno spettacolo di danza. TUTU è un’esperienza teatrale totale, un’esplosione di creatività che gioca con i codici del balletto classico per smontarli, reinventarli e – soprattutto – farli ridere. Creato e diretto dal coreografo francese Philippe Lafeuille, TUTU è interpretato da sei danzatori uomini che, con tecnica impeccabile e tempismo comico millimetrico, incarnano oltre quaranta personaggi. In scena si alternano tutù improbabili, parrucche, costumi surreali e citazioni colte che spaziano da Il lago dei cigni a West Side Story, dal musical al hip hop, fino alla danza contemporanea più estrema. Il risultato è una parodia affettuosa e intelligente: TUTU non deride la danza, la celebra. Ogni gag nasce da una conoscenza profonda del linguaggio coreutico, trasformando lo spettacolo in un omaggio brillante a tutto ciò che la danza può essere. Uno dei segreti del successo internazionale di TUTU è la sua accessibilità totale. Lo spettacolo fa pochissimo uso della parola: il corpo è ...

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Ovazioni per ‘Il lago dei cigni’ di J.-S. Colau al Teatro Massimo

Un’ovazione interminabile ha salutato il debutto al Teatro Massimo di Palermo de Il lago dei cigni. In una Sala Grande gremita in ogni ordine di posto, la nuova versione coreografica firmata da Jean-Sébastien Colau ha appassionato il pubblico, trasportando il capolavoro di Čajkovskij nelle atmosfere della Sicilia del Gattopardo. Applausi a scena aperta al termine di quasi ogni quadro hanno scandito la serata, trasformatasi in un vero e proprio tributo all’eccellenza del Corpo di ballo che, sotto la guida di Colau, ha mostrato una solida coesione e maturità. Un’autentica ovazione è stata riservata alla coppia di protagonisti: la straordinaria Maia Makhateli, stella del Dutch National Ballet, ha offerto un’interpretazione di Odette/Odile tecnicamente impeccabile e commovente. Accanto a lei, il beniamino di casa Andrea Sarri, palermitano e premier danseur dell’Opéra di Parigi, ha letteralmente infiammato la platea, con una prova di grande vigore e sensibilità interpretativa, confermando il legame speciale che lo unisce alla sua città. A dare respiro e corpo alla rappresentazione ha contribuito l’Orchestra del Teatro Massimo, diretta dal Maestro Nicola Giuliani, che ha restituito alla partitura di Čajkovskij tutto il suo splendore romantico, in una perfetta simbiosi tra buca e palcoscenico. L’allestimento, impreziosito dalle scenografie di Francesco Zito ...

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L’étoile e docente di repertorio Gabriella Cohen “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Da ballare, Giselle, in generale Il Lago dei Cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Apollon Musagète di George Balanchine, L’Enfant et les Sortileges di Jiří Kylián, Steps in the Street di Martha Graham. Il Teatro del cuore? La Scala per la mia giovinezza, il San Carlo per la mia crescita artistica, sempre grata ad Ugo Dell’Ara che per primo mi aprì le porte di questo grandioso Teatro. Un romanzo da trasformare in balletto? Novembre alle Porte di Chaim Potok e La promessa dell’Alba di Roman Gary. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Rebecca – La prima moglie di Alfred Hitchcock. Il costume di scena indossato che hai preferito? Tutti…Ognuno recava in sé il mistero ed il fascino del Personaggio. Quale colore associ alla danza? Banale e scontato ma, il rosa! Che profumo ha la danza? Pece mista a fatica ed impegno. La musica più bella scritta per balletto? I tre masterpieces ciaikovskiani… Il film di danza irrinunciabile? Il sole a Mezzanotte e l’intramontabile Scarpette Rosse. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Natalija Makarova e, ovviamente Carla Fracci! Il tuo “passo di danza” preferito? Pas de basque scenico; ...

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La prima ballerina e maestra Gilda Gelati “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Non esattamente un romanzo ma la biografia di Camille Claudel. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Lezioni di piano di Jane Campion. Il costume di scena indossato che hai preferito? Davvero difficile scegliere tra tutti… ma indossare per il mio debutto il costume di Giulietta, dopo averlo visto da ragazzina addosso alle più grandi ballerine, è stata una emozione che non dimenticherò mai! Quale colore associ alla danza? Bianco! Il colore dei tutù romantici e della mia ballerina di riferimento, Carla Fracci. Che profumo ha la danza? Ancora un ricordo da ragazzina legato a Carla Fracci… Un meraviglioso profumo alla Rosa di cui lasciava la scia ovunque passasse. Quindi, la ROSA. La musica più bella scritta per balletto? Il Lago dei cigni è il mio preferito tra le musiche composte per balletto. Ma incredibilmente belle quelle usate per i passi a due di Romeo e Giulietta (Prokofiev), Onegin (Tchaikovsky), Histoire de Manon (Massenet). Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta di Herbert Ross Due miti della danza ...

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La prima ballerina internazionale Maria Eichwald “allo specchio”

Il tuo balletto classico preferito? Ne ho diversi: Giselle, La Bayadère, Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata. Il tuo balletto contemporaneo preferito? Bella Figura di Jiří Kylián. Il teatro del cuore? Staatstheater Stuttgart e Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Onegin, La signora delle camelie. Il costume di scena che hai preferito indossare? La signora delle camelie di Jürgen Rose. Che colore associ alla danza? Bianco. Che odore ha la danza? Per me ha l’odore che si sente dietro il sipario (colofonia, pavimento in linoleum, lacca per capelli e così via…). La musica più bella mai scritta per il balletto? Quella di Čajkovskij (Lo Schiaccianoci, La Bella Addormentata). Il tuo “passo di danza” preferito? Arabesque. Chi avresti voluto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio classico? Clara dello Schiaccianoci: amo il dramma in scena, ma non nella vita reale. Chi è stato il genio per eccellenza dell’arte coreografica? John Neumeier. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Concentrazione, costanza, grande pazienza. Come ti vedi oggi allo specchio? Rilassata. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Il TAM Ballet torna agli Arcimboldi con “Il Lago dei Cigni”

Il TAM Ballet, la nuova compagnia residente del TAM Teatro Arcimboldi Milano, torna a brillare sul palco e affronta uno dei capolavori assoluti del balletto classico: Il Lago dei Cigni, in scena sabato 10 e domenica 11 gennaio. Sarà una grande opportunità per il pubblico assistere a uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo, musicato da Pëtr Il’ič Čajkovskij, nella sua versione più tradizionale interpretato per la dal TAM Ballet, la compagnia di balletto del Teatro Arcimboldi diretta da Caterina Calvino Prina. In questa occasione la compagnia avrà l’onore di ospitare i primi ballerini Elisabeth Beyer e Michael de la Nuez dell’American Ballet Theatre. I costumi iconici, le coreografie straordinarie, la colonna sonora immortale celebrata nei teatri di tutto il mondo eseguita dal vivo dall’Orchestra Filarmonica di Modena diretta da Marco Dallara, trasporteranno la platea nel sogno della danza più pura. TAM Ballet è la nuova compagnia di balletto del TAM Teatro Arcimboldi Milano nata un anno fa dalla collaborazione tra Gianmario Longoni (direttore artistico del teatro) e la ventennale esperienza di Caterina Calvino Prina (direttrice dell’Accademia Ucraina di Balletto) nel mondo della danza, con l’obiettivo comune di creare, presentare, preservare e ampliare il grande repertorio della ...

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Galina Ulanova: Icona del Balletto Russo e Universale

Galina Pavlovna Ulanova (1910-1998) occupa un posto di rilievo nella storia del balletto mondiale, incarnando una fusione rara di virtuosismo tecnico, profondità emotiva e raffinata musicalità. Nata a Pietrogrado, oggi San Pietroburgo, Ulanova fu figlia d’arte: il padre era cantante d’opera e la madre ballerina. Questa precoce immersione in un ambiente artistico fece sì che la sua vocazione fosse nutrita fin dall’infanzia da un contesto familiare in cui disciplina e sensibilità estetica coesistevano in armonia. Ulanova studiò alla celebre Accademia Vaganova, allora nota come Scuola Imperiale di Balletto, sotto la guida di Agrippina Vaganova, figura che rivoluzionò la pedagogia classica russa. La sua formazione fu caratterizzata da un rigoroso allenamento tecnico, ma ciò che la distingueva era la capacità di trasformare ogni gesto in espressione emotiva. Al suo debutto sul palco del Kirov (oggi Teatro Mariinskij) a soli diciotto anni, Ulanova mostrò immediatamente quella fusione di precisione e lirismo che sarebbe divenuta il tratto distintivo della sua arte. L’arte di Ulanova si distingueva per un equilibrio straordinario tra tecnica e interpretazione. A differenza di molti ballerini del suo tempo, la sua virtuosità non era fine a se stessa: ogni salto, ogni arabesque, ogni port de bras sembrava veicolare una narrativa ...

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