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Nijinsky (balletti): storia, personaggi, curiosità e trama

Il più celebre balletto dedicato a Nijinsky, andato in scena nel 2017 presso l’Hamburg State Opera con la regia di Thomas Grimm porta la firma coreografica di John Neumeier. La sua danza è una lucida pennellata, le forme e l’uso dello spazio si sviluppano espressivamente in crescendo, trasformando pagine di vita in sculture viventi che poggiano sulla fragilità dell’animo. Un corpo vivido, un’architettura che ha definito i limiti della follia, i tormenti, la guerra, la pazzia, i silenzi, i fantasmi, le costrizioni umane. Le inquadrature, come in un film, tratteggiano nettamente il personaggio di Nijinsky dove il tormento viene rivissuto mediante flashback evocativi in cui i danzatori illuminano le zone oscure della mente, tamponando le sfumature del male oscuro. Il ballerino protagonista si fonde in totale simbiosi con Nijinsky descrivendo l’azione col pensiero, attento al gesto, al suo valore, ai suoi significati, ai suoi modi. Lo spettacolo, diventato negli anni un cult, rimane ad oggi opera magistrale nel racchiudere i sentimenti e i deliri di uno dei più grandi ballerini di tutti i tempi, il cuore e l’anima dei Ballets Russes, narrati da Neumeier con ritmo compulsivo e incalzante, a tratti poetico e malinconico, spingendo lo spettatore più empatico ad ...

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Le nuove uscite editoriali 2025 degli “Amici della Scala”

La collana Gli artisti dello spettacolo alla Scala celebra con due nuovi volumi due figure cardine della scenografia del Novecento: Dimitri Bouchène e Franco Zeffirelli. Entrambi hanno segnato la storia del teatro con la loro arte, pur con stili differenti, incantando il pubblico con la loro visione unica. Le due monografie, curate da Vittoria Crespi Morbio, arricchiscono la collana degli Amici della Scala, giunta a 78 volumi. Questa prestigiosa opera editoriale rende omaggio ai protagonisti del Teatro alla Scala, offrendo al pubblico un’immersione nel talento di Bouchène e Zeffirelli attraverso immagini e testimonianze. Un’occasione unica per riscoprire il contributo di questi artisti al tempio dell’opera lirica. DIMITRI BOUCHÈNE: L’ELEGANZA DISCRETA DELLA TRADIZIONE RUSSA Erede della tradizione pittorica russa, Dimitri Bouchène (1893-1993) si distingue come maestro di scenografia e del costume teatrale. Formatosi alla scuola di Alexandre Benois, Bouchène sviluppò uno stile personale, caratterizzato da pennellate delicate e un raffinato uso di colori freddi e impolverati. Alla Scala, le sue scenografie degli anni Cinquanta, come il Pelléas et Mélisande di Debussy, e L’incoronazione di Poppea di Monteverdi-Ghedini, ne consacrarono il talento, con allestimenti unici e costumi di straordinaria eleganza. La monografia ripercorre la carriera di questo artista schivo e raffinato, che ha ...

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Le Pavillon d’Armide (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Il balletto in un atto e tre quadri su coreografia di Michel Fokine utilizza la musica di Nikolai Tcherepnin e il libretto di Alexandre Benois. L’opera fu ispirata alla novella Omphale dello scrittore romantico francese Théophile Gautier e venne rappresentata per la prima volta il 25 novembre 1907 al Teatro Mariinskij, con scenografie e costumi disegnati dallo stesso Benois. Interpreti principali furono la leggendaria prima ballerina Anna Pavlova nel ruolo di Armide, l’altrettanto iconico Vaslav Nijinsky nella parte dello schiavo prediletto della maga e il grande danzatore Pavel Gerdt nel ruolo di René, visconte di Beaugency. Gerdt era allora una vera istituzione del balletto imperiale russo: aveva debuttato nella metà dell’Ottocento e rappresentava uno degli ultimi eredi viventi della tradizione accademica sviluppatasi nei teatri zaristi. Il balletto assunse presto un ruolo storico ancora più rilevante quando divenne il primo titolo presentato al pubblico parigino dalla compagnia dei Ballets Russes guidata dall’impresario Sergej Pavlovič Diaghilev. La rappresentazione ebbe luogo il 19 maggio 1909 al Théâtre du Châtelet e si rivelò un autentico trionfo. Il programma della serata comprendeva tre balletti: le Polovtsian Dances, Le Festin e, appunto, Le Pavillon d’Armide. Tra i protagonisti figuravano Vera Karalli, Mikhail Mordkin e Nijinsky. La parte ...

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Balletti nell’arte coreografica: La Sylphide

La Syplhide è il primo balletto danzato interamente sulle punte. Il tutù ha dato vita ad uno stile che ha contrassegnato l’arte coreutica per più di un secolo, e continua ancora oggi a definire al meglio il tradizionale canone della ballerina classica accademica. Questo costume fu creato da Eugène Lamy. Con l’introduzione del tutù La Sylphide diventa il capostipite dei ballets blancs segnando in assoluto lo stile Romantico, nel quale dominano personaggi fantastici ed eterei, portati in scena ben appunto con i costumi bianchi in tulle. Il libretto reca la firma di Adolphe Nourrit e, nella prima versione la musica fu composta da Jean Schneitzhöeffer, su coreografia di Filippo Taglioni. Il balletto condensa tutta la poesia tipica del movimento romantico nato nella prima metà del XIX secolo che influenzò l’arte, la letteratura, la musica e naturalmente l’arte di Tersicore. James, un contadino scozzese, sta per sposare una contadina che si chiama Effie. Una Silfide, uno spirito alato dei boschi, si innamora di lui il giorno del matrimonio. Si rende visibile a James che si innamora a sua volta di lei e cerca di trattenerla, ma lei sfugge attraverso il camino. Entrano numerosi amici, la sua fidanzata, e la madre di James. Si ...

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Balletti nell’arte coreografica: Boléro

Nel 1928 il compositore Maurice Ravel compose la partitura del “Boléro” per la “Compagnia Ida Rubinstein”. La prima assoluta avvenne nel novembre del 1928 presso l’Opéra di Parigi su coreografia di Bronislava Nijinska con le scene e i costumi firmati da Alexandre Benois. In scena Ida Rubinstein, Anatole Viltzak, Alexis Dolinoff, Eugene Lapitzky, Tomi Ungerer. In seguito questa creazione venne ricostruita con l’aiuto di Hillary Mitchell dalla “Maris Liepa Charitable Foundation” per il progetto “Les Saison Russes” con la regia di Andris Liepa. Altre numerose versioni sulla musica di Ravel hanno poi visto la luce. Il balletto entrò nel repertorio dell’Opéra il 31 dicembre del 1941 con la coreografia di Serge Lifar, scene e costumi disegnati da Léon Leyritz, con interpreti Suzanne Lorcia (Marilèna), Serge Lifar (Torero) e Serge Peretti (Spontano), ripreso nel 1947 con Espanita Cortez, José Estrada e Michel Renault. All’Opéra-Comique di Parigi nel giugno del 1932 la compagnia dei “Ballets Russes” propose il titolo con le scene e i costumi di Natal’ja Gončarova su coreografia di Bronislava Nijinska. In scena la stessa Bronislava insieme ad Anatole Wilsak, Tadéo Slawinsky e Igor Schwezoff. La storia si svolge in una taverna della Andalusia dove una giovane gitana danza sopra ...

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Il Ballet Preljocaj presenta un omaggio ai Balletti Russi

All’Opéra Royal di Versailles è di scena dal 28 marzo al 5 aprile lo spettacolo di danza suddiviso in tre parti dal titolo “Tryptique” a cura di Angelin Preljocaj. Un grande tributo del “Ballet Preljocaj” all’opera innovativa e storica dei “Ballets Russes” di Diaghilev per tutti gli amanti della disciplina contemporanea e per ricordare ilsuccesso della leggendaria compagnia: una straordinaria avventura durata solo otto stagioni e tre estati. Dal 1911 al 1914, Serge Diaghilev trasformò la sua visione in realtà collaborando con artisti del calibro di Léon Bakst, Igor Stravinsky, Vaclav Nijinsky, Léonide Massine, Serge Lifar, George Balanchine, Alexandre Benois, Claude Debussy e Pablo Picasso per creare un vulcanico scoppio di creatività che non era mai stata vista prima nel mondo dell’arte. Grazie ai “Ballets Russes” e ai suoi iconici danzatori, tra cuiAnna Pavlova, Matil’da Kšesinskaja, Michel Fokine, Tamara Karsavina, Aleksandra Danilova, Ida Rubinstein, Alicia Markova, Ruth Page, è stata scritta la pagina più gloriosa della storia del balletto. Un viaggio che continua a influenzare e ad ispirare ancora oggi l’arte, il teatro, il balletto e la moda. Il primo pezzo in programma “Annonciation” ha debuttato nel 1995 per due danzatori, si distingue per finezza ed eleganza stilistica, con le musiche di Stéphane Roy e Antonio Vivaldi ...

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