La gioia della danza incarnata: Maurice Béjart lo definì come colui che incarnava la gioia più pura della danza, grazie alla sua eleganza, fluidità e straordinaria presenza scenica. Stella del Ballet du XXe Siècle: Dal 1960 al 1972 fu uno dei principali danzatori della compagnia di Béjart a Bruxelles, partecipando a quasi tutte le creazioni e diventando interprete ideale dei balletti moderni più iconici. Maestro di classico e moderno: Bortoluzzi riuscì a spaziare tra repertorio classico e contemporaneo. Dopo l’esperienza con Béjart, danzò come primo ballerino in compagnie prestigiose come l’American Ballet Theatre, interpretando Giselle, Il lago dei cigni e altri classici. Direttore artistico di grandi compagnie: Non si limitò a danzare: fu direttore del Balletto alla Scala di Milano (1981‑84), poi del Balletto di Düsseldorf e del Ballet de Bordeaux, portando la sua visione artistica anche dietro le quinte. Collaborazioni e sperimentazioni coreografiche: Fu anche coreografo, con lavori come La Valse e Cinderella, e collaborò in scena con grandi artisti, tra cui Rudolf Nureyev, in pezzi memorabili come Chant du compagnon errant. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata
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