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Léonide Massine: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Fu il successore di Nijinskij nei Ballets Russes: Dopo l’allontanamento di Nijinskij, Diaghilev scelse proprio Massine come coreografo e primo ballerino, affidandogli il futuro della compagnia. Inventò il “balletto sinfonico”: Fu tra i primi a creare coreografie costruite su musica sinfonica non pensata per il balletto, come opere di Beethoven e Brahms. Unì danza e carattere teatrale: I suoi balletti mescolavano tecnica classica, pantomima e danza di carattere, rendendo ogni personaggio fortemente riconoscibile. Collaborò con artisti d’avanguardia: Lavorò con Picasso, Miró e Matisse per scene e costumi, trasformando i suoi balletti in vere opere d’arte visiva. Era anche un grande interprete comico: Oltre ai ruoli drammatici, eccelleva nei balletti ironici e grotteschi (Parade, La Boutique fantasque), mostrando un lato brillante e teatrale. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Isadora Duncan: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Danzava a piedi nudi: Isadora ruppe con la danza accademica del suo tempo esibendosi senza scarpette e senza tutù. Per lei il movimento doveva nascere in modo naturale dal corpo, in contatto diretto con la terra. Si ispirava all’Antica Grecia: La sua arte era fortemente influenzata dall’estetica greca classica: tuniche leggere, pose armoniche e un’idea di danza come espressione libera dell’anima, non come esercizio tecnico. Rivoluzionò il rapporto tra musica e danza: Fu tra le prime a danzare su musica sinfonica e classica (Beethoven, Chopin, Gluck), non composta appositamente per il balletto, creando un nuovo dialogo tra movimento e musica. Una vita segnata dalla tragedia: La sua esistenza fu drammatica: nel 1913 perse entrambi i figli in un incidente nel fiume Senna. Questo evento influenzò profondamente il tono emotivo delle sue coreografie successive. Una morte simbolica e tragica: Morì nel 1927 a Nizza in modo assurdo e celebre: la sua lunga sciarpa si impigliò nella ruota dell’automobile su cui viaggiava, causandole la morte. Un epilogo che contribuì al mito romantico attorno alla sua figura. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Intervista a Oriella Dorella: elegante, iconica, ispiratrice [ESCLUSIVA]

Oriella Dorella nasce a Milano, dove inizia a frequentare la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Diplomatasi nel 1969, entra a far parte del Corpo di Ballo dell’Ente Lirico Scaligero, divenendo dapprima Solista nel 1972, poi Prima Ballerina nel 1977 ed infine Étoile nel 1986. Artista versatile, ricca di sensibilità e dotata di una tecnica rigorosa interpreta alcuni ruoli del grande repertorio classico e contemporaneo tra cui Giselle di Jean Coralli-Jules Perrot, Il giardino religioso di Felix Blaska, Specchio a tre luci di Mario Pistoni, Le Silfidi di Michel Fokine, Ricercare a nove movimenti di Amedeo Amodio, Take Five di Mario Pistoni, Specchio a tre luci di Mario Pistoni, Esoterik Satie di Llorca Massine, Coppélia di Enrique Martinez, Cinderella di Paolo Bortoluzzi, Don Juan di Aurel M. Milloss, Il Figliuol Prodigo di Mario Pistoni, Concerto Barocco di George Balanchine, Romeo e Giulietta di John Cranko, Lo Schiaccianoci di Rudolf Nureyev, Excelsior di Ugo Dell’Ara, La Jeune Fille et la Mort di Robert North, Square Dance di George Balanchine, Carmina Burana di John Butler, Miss Julie di Birgit Cullberg, La bisbetica domata di John Cranko, La strada di Mario Pistoni, Troy Game di Robert North, The Lesson di Flemming Flindt, Canzoni d’infanzia di Laszlo Seregi, L’Après-Midi d’un Faune di Jerome Robbins, Il lago dei cigni di Rosella Hightower, L’Histoire de Manon di Kenneth McMillan, Onegin di John Cranko, Le ...

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In memoria della nascita di Maurice Béjart

Nel giorno che ne celebra la nascita, Maurice Béjart si impone alla memoria collettiva come una delle figure più alte e determinanti della danza del Novecento. Nato il 1° gennaio 1927, Béjart ha segnato in modo profondo e duraturo il linguaggio coreografico contemporaneo, contribuendo a ridefinirne i confini estetici, culturali e spirituali. Coreografo di straordinaria visione, Béjart ha saputo coniugare rigore e audacia, tradizione e innovazione. La sua opera si distingue per la capacità di dialogare con la grande musica — da Stravinskij a Beethoven, da Ravel a Mahler — e di tradurla in una scrittura coreografica intensa, riconoscibile, universale. Balletto, teatro, filosofia e mito si intrecciano nei suoi lavori in un equilibrio raro, capace di parlare tanto allo spettatore esperto quanto a un pubblico più ampio. Uno degli aspetti più rivoluzionari del suo percorso è stato l’aver restituito centralità al corpo come strumento di pensiero. Nella visione di Béjart, il danzatore non è mai mero esecutore, ma interprete consapevole, portatore di una responsabilità artistica e umana. Il movimento diventa così veicolo di significato, capace di esprimere tensioni interiori, interrogativi esistenziali e aspirazioni collettive. Fondatore di compagnie e scuole che hanno formato intere generazioni di artisti, Béjart ha lasciato un’eredità ...

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La Stagione Danza 2026 del Teatro Ponchielli di Cremona

  La Stagione Danza 2026 del Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona nasce come un percorso che attraversa linguaggi, estetiche e visioni differenti. Non più una rassegna isolata, ma una trama narrativa che dialoga con l’intera programmazione del teatro, rispecchiando il nuovo corso voluto dal sovrintendente Andrea Nocerino: un’unica grande stagione, dove la danza diventa voce essenziale per interpretare il presente. Per il 2026 il cartellone si compone di otto appuntamenti che, da febbraio ad aprile, porteranno sulla scena cremonese alcune tra le realtà coreutiche più rilevanti del panorama internazionale. La varietà è la chiave: il pubblico attraverserà classico, contemporaneo, danza-teatro e nuove creazioni, trovandosi di fronte a un ventaglio di possibilità che invita a osservare il movimento come un linguaggio in continua trasformazione. A inaugurare simbolicamente la stagione sono le grandi compagnie internazionali. Les Ballets de Monte-Carlo tornano al Ponchielli con una delle loro produzioni più amate, Romeo e Giulietta, che nel tempo è diventata non solo un classico del repertorio ma anche la dimostrazione di come la danza possa rinnovare la materia shakespeariana senza tradirne la forza emotiva. Accanto a loro, la presenza di compagnie come NDT2 o Tao Dance Theater porta sul palco una danza dal carattere più ...

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La rassegna “Second Hand – Di Seconda Mano” torna a Napoli

Second Hand – Di Seconda Mano torna a Napoli per la sua ventottesima edizione, dall’11 al 14 dicembre 2025 presso la Sala Assoli. Diretta da Gabriella Stazio e parte del progetto Dance Ecosystem – Supporting Artists Under 35 2025–2027, la rassegna conferma la sua vocazione: giovane coreografia d’autore, dialogo tra artisti nazionali e internazionali, scambio intergenerazionale tra artisti junior e senior, sperimentazione sui temi della contemporaneità. Un laboratorio che prende il titolo provocatorio scelto da Merce Cunningham nel 1970, dove frammenti già esistenti venivano ricombinati in creazioni originali. La serata inaugurale dell’11 dicembre alle 20:30 propone tre lavori distinti per poetiche e linguaggi: Oscure Luminiscenze di Lucas Monteiro Delfino, Flavia Dule, Angela Valeria Russo esplora gli angoli più remoti dell’interiorità umana, con drammaturgia e regia di Senio Giovanni Barbaro Dattena, interpretata da Flavia Dule e Manolo Perazzi, prodotta da Asmed – Balletto di Sardegna e co-prodotta da Danzeventi. Segue Dilatazione di un Attimo (Noemi De Rosa e Pierfrancesco Vicinanza), vincitore del Bando MUD C.Re.A.Re. Campania, un’indagine sul tempo e sull’ecosistema che unisce gesto, spazio e quarta dimensione, interpretato da Noemi De Rosa, con luci di Classico Light e produzione Compagnia Borderlinedanza 2024. Chiude la serata Desdemona (Monica Casadei), un duetto ...

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La Stagione di danza 25-26 del Teatro Lirico di Cagliari

Da quest’anno il Teatro Lirico di Cagliari accende maggiormente i riflettori sulla grande danza classica e contemporanea dando ampio spazio ad un’arte così raffinata ma anche apprezzabile e raggiungibile da tutti, attraverso un’importante Stagione di danza 2025-2026 che prevede sei singoli spettacoli (suddivisi in quattro nuovi turni di abbonamento) in cui si potrà godere il gotha della coreografia mondiale: il classico Lo schiaccianoci, Il lago dei cigni di Angelin Preljocaj, Beethoven 7 di Sasha Waltz, Peer Gynt di Edward Clug, Béjart Ballet Lausanne, Roberto Bolle in Caravaggio. Si inizia, quindi, come titolo di apertura di stagione, con il ritorno della grande danza classica d’autore, dal 20 al 24 dicembre (cinque recite, di cui una fuori abbonamento), con Lo Schiaccianoci, balletto in due atti, dal racconto Schiaccianoci e il re dei topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, e musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij (Kamsko-Votkinsk, governatorato di Vjatka, 1840 – San Pietroburgo, 1893), uno dei capolavori più amati dal pubblico, nella versione magica, colorata, onirica, effervescente portata in scena dal Corpo di Ballo e dai Solisti del TAM Ballet – Teatro Arcimboldi Milano e con la coreografia di Marius Petipa e Vasily Vainonen, ripresa da Ekaterina Dalskaya e Pierpaolo Ciacciulli e la ...

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A Brescia il progetto “Double Reality” tra danza e realtà virtuale

Double Reality è il terzo progetto firmato Fondazione Brescia Musei e CCN/Aterballetto dopo i grandi successi di Stanze/Rooms (2022), ideato in occasione del riallestimento della sezione del Settecento della Pinacoteca Tosio Martinengo, e MicroDanze (2023), che aveva animato tutti i musei cittadini in occasione della inaugurazione di Brescia Bergamo Capitale italiana della Cultura. Double Reality, nuovo progetto che unisce arti performative e innovazione tecnologica, propone un’esperienza immersiva che intreccia danza, realtà virtuale e valorizzazione del patrimonio culturale. Il dialogo tra opera, performance e spazio espositivo trasforma l’abituale incontro tra passato e futuro, tipico della fruizione museale, grazie all’interfaccia mediata dalla danza nella quale l’utente dei luoghi della cultura vive grazie all’uso di strumenti digitali e interattivi come le applicazioni della VR una esperienza che amplifica il valore del patrimonio. Le Collezioni dei Musei civici, digitalizzate ad altissima risoluzione, forniranno il materiale visivo da cui prenderanno vita animazioni 3D capaci di interagire con le performance coreografiche. La danza contemporanea diventa così un linguaggio attraverso cui riscoprire il patrimonio cittadino, in una narrazione che mette in relazione corpo, immagine e architettura. Il progetto coinvolge tutti i siti museali gestiti da Fondazione Brescia Musei — dal Museo di Santa Giulia e Brixia. Parco ...

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Isadora Duncan: la rivoluzionaria della danza moderna

Isadora Duncan è stata una delle figure più influenti e rivoluzionarie nella storia della danza del XX secolo. Nata il 26 maggio 1877 a San Francisco, California, Duncan ha sfidato le convenzioni del balletto classico e ha creato un nuovo linguaggio di movimento che ha aperto la strada alla danza moderna. Isadora Duncan si ribellò contro le rigide regole del balletto classico, cercando una maggiore libertà e naturalezza nei movimenti, creando la nascita di un inedito stile. Ispirata dalla Grecia antica e dalla natura, ideò una propria metodologia che enfatizzava la spontaneità, l’espressività e la connessione con la musica. I suoi movimenti fluidi e ondulati, spesso eseguiti a piedi nudi e con abiti fluenti, rappresentavano una rottura radicale con la tradizione del balletto accademico. Duncan si esibì in tutta Europa e negli Stati Uniti, ricevendo grande attenzione e ammirazione per la sua innovativa interpretazione della danza. Le performance erano spesso accompagnate da musica di compositori come Chopin, Gluck e Beethoven. La danza per Isadora non era solo un’esibizione tecnica, ma un’espressione profonda di emozioni e pensieri. Duncan viaggiò in tutta Europa, danzando in teatri prestigiosi e ricevendo critiche positive. La sua enfasi sulla libertà di movimento e sull’espressione personale ha ...

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La Paul Taylor Dance Company nella stagione 25/26 di Chiasso

Il Cinema Teatro di Chiasso presenta la Stagione Teatrale 2025-2026, ricca di oltre trenta date con proposte legate alla prosa, alla musica, alla danza, al cinema. Quella che sta per aprirsi è una stagione imperdibile, con l’obiettivo costante di incontrare gli interessi e le aspettative del pubblico nel campo delle varie arti performative. Una stagione particolare perché segna un passaggio di consegne: dopo un decennio di attività, Armando Calvia ha ceduto il testimone della direzione del Cinema Teatro a Jurij Meile, in carica dal 1° settembre e che si appresta ora a incontrare ufficialmente la stampa e gli spettatori nella sua nuova veste. Per questioni di tempistica legata all’avvicendamento nella gestione, il cartellone è stato allestito dal direttore uscente, che lo presenta al pubblico e ai media in occasione dell’evento dell’11 settembre 2025. Jurij Meile raccoglie il testimone con entusiasmo, pronto ad accompagnare il Cinema Teatro verso nuove stimolanti stagioni. Seguendo il tema chiave del Centro Culturale Chiasso, pulchritudo, il Cinema Teatro propone per la Stagione 2025-2026 un ampio ventaglio di eventi. Il primo appuntamento della stagione teatrale, quasi un prologo al cartellone in abbonamento, sarà affidato agli inossidabili Legnanesi, che tornano al Cinema Teatro per due date con Ricordati ...

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