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Crystal Pite nel progetto site specific per Collezione Maramotti

La coreografa canadese Crystal Pite è una voce celebre della danza contemporanea da oltre 35 anni. È apprezzata a livello internazionale per creazioni che affrontano con coraggio temi quali il trauma, la dipendenza, il conflitto, la coscienza e la mortalità; la sua visione audace e originale le ha valso un riconoscimento internazionale e ha ispirato un’intera generazione di artisti della danza. Il suo nuovo progetto – parte del programma di Festival Aperto 2026 – è una collaborazione tra Fondazione I Teatri / Festival Aperto, Collezione Maramotti, la sua compagnia di danza Kidd Pivot e la prestigiosa compagnia di danza contemporanea Nederlands Dans Theater (NDT), dove è Coreografa Associata dal 2008. In questo progetto si incrociano percorsi che hanno già cambiato la danza contemporanea: la creazione prenderà forma in dialogo con l’architettura della Collezione Maramotti e con le sue opere e sarà interpretata da danzatori di NDT 1 e Kidd Pivot, proseguendo la collaborazione avviata nel 2009 tra Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max Mara con l’obiettivo di creare un dialogo tra coreografia e arti visive. La danza come forza che abita un corpo umano Per Crystal Pite, l’arte del fare è il canale che conduce verso l’arte. Partendo dalla ...

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Giornata Internazionale della Danza 2026: il messaggio di Crystal Pite

La Giornata Internazionale della Danza è stata creata dal Comitato della Danza dell’International Theatre Institute, il principale partner dell’UNESCO per le arti performative. Dalla sua creazione nel 1982, l’International Dance Committee e l’International Theatre Institute selezionano un’importante personalità della danza per scrivere ogni anno un messaggio per la Giornata Internazionale della Danza.In questo giorno si celebra il valore e l’importanza della forma d’arte della danza, anche per sensibilizzare le istituzioni che non hanno ancora riconosciuto il suo valore per le comunità e per l’individuo. Quest’anno è stata scelta la coreografa canadese Crystal Pite (di seguito il messaggio 2026)   Gli esseri umani si muovono: le nostre braccia si allungano, le ginocchia cedono, la testa annuisce, il petto si inarca, la schiena si incurva, saltiamo, alziamo le spalle, stringiamo i pugni, ci solleviamo e ci respingiamo a vicenda. Tutto questo è sia linguaggio che azione. È ciò che il corpo ha da dire rispetto al bisogno, alla sconfitta, al coraggio, alla disperazione, al desiderio, alla gioia, all’ambivalenza, alla frustrazione, all’amore. Queste immagini appaiono vivide e cariche di significato nella nostra mente perché abbiamo sentito queste cose in maniera così pura nel corpo: ci siamo emozionati. Siamo danzatori, tutti noi lo siamo. La vita ci muove; la vita ci danza. ...

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Crystal Pite: quando la danza smette di essere solo danza

Nel panorama della danza contemporanea internazionale, la figura di Crystal Pite si impone come una presenza capace di ridefinire in profondità il modo in cui il corpo, la parola e la scena possono dialogare tra loro. Il suo lavoro non si limita a costruire coreografie, ma sviluppa veri e propri sistemi di pensiero incarnato, in cui il movimento diventa una forma di linguaggio complessa, stratificata, capace di attraversare territori emotivi, politici e filosofici senza mai rinunciare a una chiarezza comunicativa sorprendente. La sua formazione, radicata nel mondo del balletto e della danza contemporanea nordamericana, si intreccia con una sensibilità teatrale che la porta a concepire ogni creazione come una drammaturgia in movimento. In questo senso, il suo stile non può essere ridotto a un insieme di caratteristiche formali riconoscibili, ma va compreso come una tensione costante tra controllo e perdita, tra struttura e caos. Nei suoi lavori, il corpo non è mai soltanto estetico: è un luogo di conflitto, di memoria, di trasformazione. Le sequenze coreografiche si sviluppano spesso come organismi viventi, in cui gruppi di danzatori si muovono come masse fluide, attraversate da impulsi collettivi che sembrano emergere da una coscienza condivisa. Uno degli aspetti più distintivi del linguaggio ...

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Trittico Pite/Preljocaj/Tortelli: al Teatro Bellini di Napoli: architetture del gesto, tra poesia ed evocazione

Ha debuttato il 26 marzo 2026, al Teatro Bellini di Napoli, Pite/Preljocaj/Tortelli, trittico d’autore di grande spessore che unisce tre grandi nomi della danza contemporanea internazionale: Crystal Pite, Angelin Preljocaj e Diego Tortelli, una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Bologna. Lo spettacolo ‒ in scena al Bellini fino al 29 marzo 2026 ‒ racchiude tre coreografie che attraversano paesaggi interiori ed emotivi, in un percorso multidimensionale che esplora tre diverse modalità di intendere la scrittura coreografica contemporanea: Glory Hall/Reconciliatio/Solo Echo. In apertura, la potenza emotivamente dirompente di Glory Hall, creazione per 16 danzatori su musiche di Goldspeed You! Black Emperor e Oneohtrix Point Never, in cui Diego Tortelli, attraverso una stratificazione di codici, costruisce un paesaggio coreografico che genera un flusso continuo, in cui il corpo non si limita a occupare lo spazio, ma lo struttura e lo mette in tensione, oscillando tra attrazione e resistenza. L’uso della musica non è illustrativo, ma architettonico: definisce spazi di attraversamento più che atmosfere. È qui che Aterballetto mostra la sua piena capacità di sostenere una fisicità estrema senza mai perdere la nitidezza del segno. Ogni gesto assume una duplice densità: è al contempo segno e intensità, traccia e ...

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Il CCN/Aterballetto danza al Teatro Bellini di Napoli

I danzatori del CCN/Aterballetto sono i protagonisti di una produzione firmata dalla pluripremiata Crystal Pite, coreografa canadese ormai nell’Olimpo della danza. Solo Echo si ispira a due sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e alla poesia Lines for Winter di Mark Strand. Come nella poesia di Strand, Solo Echo invoca l’inverno, la musica e il corpo in movimento per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita. Reconciliatio è un delicato passo a due femminile ispirato alla lettura dell’Apocalisse, firmato da uno dei più importanti coreografi a livello internazionale Angelin Preljocaj. L’ultima coreografia Glory Hall è la nuova produzione firmata da Diego Tortelli, che regala alla compagnia e al pubblico un affresco di sensualità e travolgente vitalità. Solo Echo Coreografia Crystal Pite Musiche Johannes Brahms (Sonata for Cello and Piano in E Minor, Op. 38: I. Allegro non troppo; Sonata for Cello and Piano in F Major, Op. 99: II. Adagio Affettuoso) Produzione e riallestimento Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto Coproduzione Teatro Comunale di Bologna Reconciliatio Coreografia Angelin Preljocaj Musica Ludwig van Beethoven, Sonata al Chiaro di Luna Produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto Glory Hall Coreografia Diego Tortelli Musica Godspeed You! Black Emperor Produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto Coproduzione ...

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Parma Danza 2026: il nuovo cartellone del Teatro Regio

Les Ballets de Monte-Carlo, Balletto del Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Fiume, CCN/Aterballetto, Balletto di Maribor, Artemis Danza, Orchestra e Ballo della Fondazione Arena di Verona sono i protagonisti di Parma Danza 2026, sei spettacoli da febbraio a dicembre e una prima nazionale, con compagnie di danza nazionali e internazionali che offrono un ampio e vario panorama del balletto e della danza contemporanea. Les Ballets de Monte-Carlo, sotto la presidenza di S.A.R. la Princesse de Hanovre, inaugura Parma Danza sabato 28 febbraio 2026, ore 20.30, con Roméo et Juliette di Sergej Prokof’ev, nella versione coreografica di Jean-Christophe Maillot. La compagnia monegasca interpreta il celebre balletto ispirato alla tragedia di William Shakespeare, nella messinscena, presentata per la prima volta all’Opéra di Monte-Carlo nel 1996, che si avvale delle scenografie di Ernest Pignon-Ernest, dei costumi di Jérôme Kaplan e del disegno luci di Dominique Drillot. Jean-Cristophe Maillot adotta una prospettiva coreografica che evita di parafrasare il monumento letterario di Shakespeare, raccontando la disputa fra Capuleti e Montecchi fino al suo tragico epilogo, e sceglie di rivivere la tragedia dal punto di vista dell’animo tormentato di Frate Lorenzo, il quale, desiderando fare del bene, alla fine provoca invece la morte dei due ...

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Il danzatore e coreografo Oliviero Bifulco “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère. Legata anche a ricordi personali, probabilmente. Il balletto contemporaneo prediletto? Non mi stanco mai di guardare il lavoro di Crystal Pite. Il Teatro del cuore? Non ci ho mai ballato, ma il Sadler’s Wells Theatre di Londra lo trovo profondamente innovativo e democratico. Mi affascina molto anche il pubblico che lo frequenta. Un romanzo da trasformare in balletto? Ci sto lavorando… Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Past Lives, scritto e diretto da Celine Song. Il costume di scena indossato che hai preferito? In Accademia alla Scala, durante l’annuale Schiaccianoci. Erano costumi storici del Teatro, riutilizzati dai produzioni precedenti: leggere certe etichette all’interno, all’epoca, fece un certo effetto. Quale colore associ alla danza? Il blu. Che profumo ha la danza? Il profumo del palcoscenico. La musica più bella scritta per balletto? Pëtr Il’ič Čajkovskij resta, per me, insuperabile Il film di danza irrinunciabile? White Nights. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Anna Pavlova e Mikhail Baryšnikov. Il tuo “passo di danza” preferito? Il fondu. Senza esitazioni. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Da bambino sognavo sicuramente ...

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La prima ballerina Silvia Selvini “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Non ne ho uno preferito ma trovo il linguaggio di Crystal Pite molto interessante. Il Teatro del cuore? Il nostro teatro a Copenhagen “Gamle Scene” e il “Teatro la Fenice” a Venezia. Un romanzo da trasformare in balletto? Cime Tempestose di Emily Brontë. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? The Artist diretto e scritto da Michel Hazanavicius. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il bellissimo costume di pizzo per il balletto di Bournonville La Ventana di Kirsten Lund Nielsen. Quale colore associ alla danza? Il bianco avorio. Che profumo ha la danza? Cedro e vaniglia. La musica più bella scritta per balletto? Quella di Prokofiev per Romeo e Giulietta. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Carla Fracci ed Erik Bruhn. Il tuo “passo di danza” preferito? Non proprio un solo passo ma l’adagio è il mio preferito. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Credo sia ancora Giselle. Ammiro molto la sua forza nel scegliere il perdono, una qualità rara soprattutto in questi tempi. Chi ...

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PITE/PRELJOCAJ/TORTELLI: trittico SOLO ECHO | RECONCILIATIO | GLORY HALL

Dal 26 al 29 marzo 2026 il Teatro Bellini di Napoli ospiterà un trittico d’autore di grande spessore che unisce tre grandi nomi della danza contemporanea internazionale: Crystal Pite, Angelin Preljocaj e Diego Tortelli. Lo spettacolo ‒ una produzione Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto ‒ si aprirà con Solo Echo di Crystal Pite, un’indagine delicata e profonda sulla memoria. Pite esplora il silenzio e l’eco dei ricordi attraverso movimenti poetici, trasformando il palcoscenico in uno spazio sospeso tra presenza e assenza. Ispirata a due sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e alla poesia Lines for Winter di Mark Strand, la coreografia invoca l’inverno, la musica e il corpo in movimento per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e sulla perdita. A seguire Reconciliatio di Angelin Preljocaj, su musiche di Ludwig van Beethoven, in cui la danza diventa strumento di riconciliazione interiore e universale. Preljocaj fonde forza ed eleganza, costruendo un dialogo tra armonia classica e tensione contemporanea, in cui la musica amplifica ogni gesto in un respiro epico e spirituale. Il duetto prescelto per raccontare il tema della riconciliazione è tratto da Suivront mille ans de calme, un lavoro caratterizzato da una vena poetica e impressionista, ispirato a una lettura assidua, ...

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Il demi-solista Rinaldo Venuti “allo specchio”

Balletto classico preferito? L’histoire de Manon di Kenneth MacMillan. Balletto contemporaneo preferito? The statement di Crystal Pite. Teatro del tuo cuore? L’Opera di Vienna, dove ho visto il mio primo balletto. Un romanzo da trasformare in balletto? Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Call me by your name (Chiamami col tuo nome) di Luca Guadagnino. Il costume di scena indossato che hai preferito? Rubies nel balletto Jewels di George Balanchine. A quale colore associ la danza? Per me la danza è azzurra: come un cielo che alterna sole e pioggia. Che odore ha la danza? Di aria fresca. La musica più bella mai scritta per il balletto? Sicuramente il Grand Pas de Deux dello Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Un film di danza indimenticabile? Center Stage (Il ritmo del successo) di Nicholas Hytner. Due miti della danza del passato: uomo e donna? Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn. Il tuo passo di danza preferito? Probabilmente un manèje di jetè. Mi esprime libertà. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Nella vita reale nessuno. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte ...

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