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Un maestro della danza moderna: l’eredità di Luigi Faccuito

Luigi Faccuito, nato Eugene Louis Faccuito e universalmente conosciuto nel mondo della danza semplicemente come Luigi, è stato uno dei protagonisti della storia della jazz dance negli Stati Uniti: ballerino, coreografo e soprattutto pedagogo, è considerato da molti il fondatore della prima vera tecnica strutturata di allenamento per la danza jazz. Il suo lavoro si basava su alcuni principi centrali del movimento: l’allineamento corretto del corpo, la stabilità del centro, il controllo dell’equilibrio e la capacità del danzatore di percepire il movimento dall’interno. Questi elementi confluirono in un sistema di esercizi che Luigi sviluppò nel corso degli anni e che divenne noto come Luigi Warm-Up Technique, un programma di preparazione fisica pensato non solo per migliorare la qualità della danza ma anche per rafforzare il corpo e prevenire o recuperare infortuni. Proprio per queste caratteristiche, il metodo è stato talvolta utilizzato anche in contesti di riabilitazione fisica. Con il tempo questo sistema di lavoro si è affermato come uno dei primi metodi codificati per l’insegnamento della danza jazz e della danza legata al teatro musicale, offrendo agli interpreti una base tecnica stabile su cui costruire il proprio stile. L’origine di questo metodo è legata a un momento molto difficile della ...

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Cyd Charisse: il passo perfetto tra balletto e cinema

L’8 marzo si ricorda la nascita di Cyd Charisse (Amarillo, 8 marzo 1922 – Los Angeles, 17 giugno 2008), una delle figure più eleganti e magnetiche della storia del musical cinematografico. Celebre per le sue linee perfette, per l’eccezionale tecnica classica e per un carisma scenico unico, Charisse fu acclamata dalla critica del suo tempo come una delle più grandi ballerine mai apparse sul grande schermo. Nel 2000 fu anche la prima artista a ricevere il prestigioso Premio Nižinskij per la danza, riconoscimento che suggellò definitivamente il suo ruolo nella storia della danza. La sua formazione affonda le radici nella grande tradizione del balletto europeo trapiantata negli Stati Uniti. Ancora bambina, trasferitasi con la famiglia a Los Angeles per motivi di salute (la danza era stata consigliata dai medici per rinforzarne il fisico dopo una malattia infantile), iniziò a studiare presso la scuola dei maestri russi Adolph Bolm e Bronislawa Nijinska, due figure fondamentali della diffusione della cultura coreutica dei Ballets Russes negli Stati Uniti. Il talento della giovane Tula Ellice Finklea – questo il suo vero nome – si rivelò precocemente: a soli tredici anni entrò infatti nella compagnia dei Ballets Russes con il nome d’arte di Siderova, iniziando ...

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I grandi ballerini di Broadway che hanno fatto la storia

Broadway non è solo una strada di New York: è un luogo simbolico in cui la danza ha cambiato il modo di raccontare storie. Tra luci, orchestra dal vivo e palcoscenici affollati, sono nati ballerini che non hanno semplicemente eseguito passi, ma hanno ridefinito il rapporto tra corpo, musica e teatro. La storia di Broadway è anche la storia dei suoi grandi danzatori, artisti capaci di fondere tecnica, carisma e narrazione in uno stile inconfondibile. Fred Astaire, l’eleganza che ha insegnato a volare Anche se il cinema lo ha reso immortale, Fred Astaire nasce artisticamente a Broadway. Negli anni Venti e Trenta porta sul palcoscenico una danza nuova, leggera, raffinata, in cui il tip tap diventa poesia. Astaire non cercava l’esibizione muscolare, ma la naturalezza assoluta: il suo stile ha insegnato che la danza può sembrare semplice pur essendo estremamente complessa. A Broadway, ha posto le basi di un’idea fondamentale: il ballerino come narratore elegante, mai sopra le righe. Gene Kelly, il corpo che rompe le regole Se Astaire rappresentava la grazia, Gene Kelly incarnava l’energia. Prima di conquistare Hollywood, Kelly porta a Broadway un corpo atletico, terreno, potente. La sua danza rompe con l’idea aristocratica del ballerino e introduce ...

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Panoramica sui grandi nomi della danza mondiale

La danza è molto più di un semplice movimento del corpo: è espressione di cultura, emozione e innovazione. Nel corso della storia, alcuni coreografi e ballerini hanno saputo rivoluzionare questo mondo, lasciando un’impronta indelebile che ancora oggi influenza spettacoli e insegnamenti. Scopriamo alcune delle icone che hanno cambiato la scena della danza. MARTHA GRAHAM: la rivoluzionaria del movimento moderno Considerata la madre della danza moderna americana, Martha Graham (1894-1991) ha introdotto un linguaggio coreografico basato sull’espressività interna e sulla tensione muscolare. La sua tecnica, conosciuta come Graham technique, rompeva con i rigidi schemi del balletto classico, enfatizzando contrazioni e rilasci del corpo per trasmettere emozioni profonde. Attraverso opere come Appalachian Spring, Graham ha dimostrato che la danza poteva raccontare storie complesse, sociali e psicologiche, aprendo la strada a generazioni di coreografi moderni. RUDOLF NUREYEV: la leggenda del balletto classico Rudolf Nureyev (1938-1993) è stato uno dei ballerini più carismatici del XX secolo. La sua tecnica impeccabile e la presenza scenica magnetica hanno elevato il balletto a una forma d’arte globale. Nureyev non solo eccelleva in performance classiche come Il lago dei cigni e Giselle, ma ha anche portato una nuova interpretazione dei ruoli maschili nel balletto, rompendo stereotipi e ispirando ...

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Shirley MacLaine ha ricevuto il premio “Dancer Hall of Fame”

Shirley MacLaine è tornata sotto i riflettori. A 91 anni, l’attrice premio Oscar ha fatto una rarissima apparizione pubblica durante l’evento inaugurale del Dance Hall of Fame al Gloria Kaufmann Performing Arts Center di Los Angeles, dove le è stato conferito il primo Lifetime Achievement Award — un riconoscimento che, da quest’anno, porterà per sempre il suo nome. La star di Voglia di tenerezza è stata inserita nella Dance Hall of Fame insieme a Mikhail Baryshnikov, Kenny Ortega e Misty Copeland. Sono stati omaggiati anche i defunti ballerini Gene Kelly, Bob Fosse, Alvin Ailey, Jerome Robbins e Stephen “Twitch” Boss. Un ritorno inatteso quello di Shirley MacLaine, accolto da una standing ovation, che ha confermato ancora una volta l’aura magnetica di un’icona che non ha mai smesso di stupire. Salita sul palco con passo calmo ma deciso, MacLaine ha accolto il premio con emozione visibile, definendolo «pesante e bellissimo» e soprattutto «il più significativo» della sua lunga carriera. Non un’affermazione banale, considerati oltre settant’anni di lavoro nel cinema, nel teatro e in televisione. Per l’attrice, però, il senso del premio va oltre la celebrazione artistica: affonda le radici nella sua storia personale. «La danza è parte del motivo per cui ...

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La solista Beatrice Libonati “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Le Spectre de la rose. Il balletto contemporaneo prediletto? Barbablù di Pina Bausch. Il Teatro del cuore? Il Théâtre de la Ville di Parigi. Il costume di scena indossato che hai preferito? Quello di Giuditta nel Barbablù. Quale colore associ alla danza? Color lavanda. Che profumo ha la danza? Profumo di scarpette. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Gene Kelly e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Grand Jeté. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i ruoli del grande repertorio di balletto classico? Giselle. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Pina Bausch. Come ti vedi oggi allo specchio? Allo specchio vedo la pelle che scende e i baffi che crescono. Michele Olivieri Foto di Jan Minarik www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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La Direttrice Artistica Amanda Bennett “allo specchio”

Balletto classico preferito? Tra i balletti classici tradizionali: La Bella Addormentata. Inoltre, le opere di Balanchine, come Serenade, Concerto Barocco, Duo Concertant e molte altre. Balletto contemporaneo preferito? Le opere di William Forsythe. Mi è piaciuto anche Grand Finale di Hofesh Shechter. Il teatro del cuore? I miei teatri preferiti sono il Koch Theater al Lincoln Center di New York (ex State Theater), il palcoscenico della Semper Oper di Dresda è fantastico e ho un debole e bellissimi ricordi del palcoscenico del Theater Basel. Un romanzo da trasformare in un balletto? Non sono una coreografa, ma forse Via col vento di Margaret Mitchell. Un film da cui trarre uno spettacolo di balletto? Di nuovo, forse Via col vento, prodotto da David O. Selznik e diretto da Victor Fleming. Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? Il mio secondo costume da La fille mal gardée di Heinz Spoerli e il mio costume “russo” dal terzo atto del Lago dei cigni di Spoerli. Quale colore associ alla danza? Bianco, soprattutto la luce bianca, poiché comprende tutti i colori dello spettro visibile. Che odore ha la danza? Come la somma di tutte le emozioni e l’intelletto umano. La musica più bella scritta per ...

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Gene Kelly: anniversario della nascita di una leggenda

Il 23 agosto del 1912 nasceva a Pittsburgh, in Pennsylvania, Eugene Curran Kelly, destinato a diventare semplicemente Gene Kelly: danzatore, attore, coreografo, regista e produttore, ma soprattutto un innovatore che avrebbe cambiato per sempre il modo in cui il cinema si muove. Nel celebrare il suo anniversario, non rendiamo omaggio solo a un artista del passato, ma a una figura che ha rivoluzionato l’immaginario collettivo della danza sullo schermo, trasformandola in qualcosa di più che un momento di spettacolo: in un linguaggio narrativo, in pura emozione visiva. Quando si parla di Gene Kelly, l’immagine che viene immediata alla mente è quella del suo iconico numero sotto la pioggia, cappello e ombrello in mano, in Singin’ in the Rain. Gene Kelly ha portato nel cinema un tipo di danza maschile nuova: atletica, virile, popolare. Non l’eleganza aristocratica di Fred Astaire, ma un’energia muscolare, terra-terra, capace di parlare anche alla classe operaia da cui proveniva. Le sue coreografie erano dinamiche, spesso fuse con lo spazio urbano – scale, marciapiedi, palazzi – e anticipavano una concezione moderna e cinematografica della danza. Dietro l’apparente leggerezza dei suoi movimenti si nascondeva un rigore tecnico quasi scientifico. Kelly era perfezionista, pignolo fino all’ossessione. Ma era anche ...

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Addio alle scene per il grande primo ballerino Guillaume Côté

L’icona della danza canadese Guillaume Côté è pronto a dare l’addio alle scene il 5 giugno con la serata Adieu, dopo ventisei anni di danza. Grand Mirage è il suo nuovo lavoro creato appositamente per celebrare questa importante occasione e per onorare la sua eredità di principal e tra i primi coreografi associati nella storia del Ballet National of Canada. Il programma include anche il suo Boléro e le anteprime mondiali di Reverence e Kings Fall di Ethan Colangelo e Jennifer Archibald. Grand Mirage è una potente opera multimediale creata con il regista canadese Ben Shirinian. Un hotel chiamato Grand Mirage è la metafora calzante della transizione, in cui una figura centrale riflette sul passato e si affaccia su un futuro di nuove possibilità. Grand Mirage rende omaggio alla passione di Côté per la performance e la coreografia, catturando sia l’euforia di quest’ultimo momento sia la tristezza del dover dire addio. Un piccolo ensemble di uomini e una protagonista femminile definiscono il favoloso Bolero di Guillaume Côté, creato per il 60° anniversario del Diamond Gala del Balletto Nazionale nel 2012. Il pezzo si sviluppa sulla celebre musica di Maurice Ravel, partendo da un tema iniziale unico e sviluppando numerosi elementi che interagiscono ...

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Fred Astaire: amato da Nureyev, Balanchine, Baryshnikov, Fonteyn

Il 10 maggio del 1899 nasceva Fred Astaire, nome d’arte di Frederick Austerlitz, il più influente danzatore nella storia dei musical. Rudolf Nureyev esclamò “Fred Astaire è il danzatore più grande del Novecento”. George Balanchine disse “È terribilmente raro. È come Bach, che ai suoi tempi aveva una grande concentrazione di abilità, essenza, conoscenza, una vastità di musica. Astaire ha la stessa concentrazione di genio; c’è così tanta danza in lui che è stata distillata”. Anche Mikhail Baryshnikov definì Fred Astaire “Il migliore. Senza dubbio” aggiungendo “Nessun ballerino può guardare Fred Astaire e non sapere che tutti noi avremmo dovuto dedicarci a un altro mestiere”. L’illustre danzatore Edward Villella, ebbe modo di affermare che Fred Astaire era “la personificazione del neoclassicismo all’interno di una popolare forma d’arte americana”. Mentre la meravigliosa étoile Margot Fonteyn dichiarò della “magia della magia” di Astaire, che faceva apparire “la danza più facile del camminare, più naturale del respirare”. Nel libro Astaire Dancing: The Musical Films pubblicato nel 1985, l’autore John Mueller riporta che il coreografo Jerome Robbins nel suo balletto I’m Old-Fashioned (la première ebbe luogo nel giugno 1983 al New York State Theater, Lincoln Center) integrò la messa in scena con una sequenza danzata da ...

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