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La solista scaligera Vittoria Valerio “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Non ne ho uno preferito. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Il gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La vita è bella di Roberto Benigni. Il costume di scena indossato che hai preferito? Tatiana (Onegin, terzo atto). Quale colore associ alla danza? Rosa. Che profumo ha la danza? Difficile da descrivere: legno, misto a velluto, lacca, rossetto… un profumo unico. La musica più bella scritta per balletto? Ce ne sono troppe meravigliose per sceglierne una sola. Il film di danza irrinunciabile? Non mi piacciono molto i film di danza. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Carla Fracci e Rudolf Nureyev. Il tuo “passo di danza” preferito? Più che un passo preciso adoro gli adagi. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Giulietta. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Ce ne sono stati tanti. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Che mi avrebbe accompagnato a lungo… Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Rigore, costanza, impegno. ...

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La danzatrice dell’ABT Virginia Lensi “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Giselle di Akram Khan. Il Teatro del cuore? Metropolitan Opera House. Un romanzo da trasformare in balletto? Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett è pieno di quadri poetici con un percorso introspettivo che si apre lentamente alla luce per finire con un’apertura completa alla vita. Perfetto per una coreografia contemporanea con elementi classici. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Assolutamente Il favoloso mondo di Amélie. Adoro  questo film, i colori accentuati, le  sue splendide atmosfere, i personaggi così particolari, lo trovo pieno di spunti per una coreografia che spazia tra classico, contemporaneo e jazz. Il costume di scena indossato che hai preferito? La Fata dei Lillà, La Bella Addormentata. Quale colore associ alla danza? Lilla. Che profumo ha la danza? Aromi speziati con note dolci di vaniglia e cannella e frizzanti di zenzero e paprika fino ad arrivare al peperoncino. La musica più bella scritta per balletto? Sergej Prokof’ev, Romeo e Giulietta. Il film di danza irrinunciabile? Fame. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Carla Fracci e Rudolf Nureyev. Il tuo “passo di danza” preferito? Adagio. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale ...

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La prima ballerina Silvia Selvini “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Non ne ho uno preferito ma trovo il linguaggio di Crystal Pite molto interessante. Il Teatro del cuore? Il nostro teatro a Copenhagen “Gamle Scene” e il “Teatro la Fenice” a Venezia. Un romanzo da trasformare in balletto? Cime Tempestose di Emily Brontë. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? The Artist diretto e scritto da Michel Hazanavicius. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il bellissimo costume di pizzo per il balletto di Bournonville La Ventana di Kirsten Lund Nielsen. Quale colore associ alla danza? Il bianco avorio. Che profumo ha la danza? Cedro e vaniglia. La musica più bella scritta per balletto? Quella di Prokofiev per Romeo e Giulietta. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Carla Fracci ed Erik Bruhn. Il tuo “passo di danza” preferito? Non proprio un solo passo ma l’adagio è il mio preferito. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Credo sia ancora Giselle. Ammiro molto la sua forza nel scegliere il perdono, una qualità rara soprattutto in questi tempi. Chi ...

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La maestra accademica Gioia Masala “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Qualsiasi balletto di Sidi Larbi Cherkaoui. Il Teatro del cuore? La Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? L’Alchimista di Paulo Coelho. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La mia Africa di Sydney Pollack. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume, disegnato per me, da Karl Lagerfeld nel balletto Mea Culpa di Sidi Larbi Cherkaoui. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Il profumo del legno. La musica più bella scritta per balletto? Il lago dei cigni. Il film di danza irrinunciabile? Il sole a mezzanotte di Taylor Hackford con Michail Baryšnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? Sono due estremi e inseparabili: plié e tendu. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? La dama delle camelie è per me, in assoluto, il personaggio più coinvolgente appassionante ed emozionante da interpretare… ma vista la sua fine lo preferisco solo per il palcoscenico e non nella vita reale. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? ...

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Paolo Bortoluzzi: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

La gioia della danza incarnata: Maurice Béjart lo definì come colui che incarnava la gioia più pura della danza, grazie alla sua eleganza, fluidità e straordinaria presenza scenica. Stella del Ballet du XXe Siècle: Dal 1960 al 1972 fu uno dei principali danzatori della compagnia di Béjart a Bruxelles, partecipando a quasi tutte le creazioni e diventando interprete ideale dei balletti moderni più iconici. Maestro di classico e moderno: Bortoluzzi riuscì a spaziare tra repertorio classico e contemporaneo. Dopo l’esperienza con Béjart, danzò come primo ballerino in compagnie prestigiose come l’American Ballet Theatre, interpretando Giselle, Il lago dei cigni e altri classici. Direttore artistico di grandi compagnie: Non si limitò a danzare: fu direttore del Balletto alla Scala di Milano (1981‑84), poi del Balletto di Düsseldorf e del Ballet de Bordeaux, portando la sua visione artistica anche dietro le quinte. Collaborazioni e sperimentazioni coreografiche: Fu anche coreografo, con lavori come La Valse e Cinderella, e collaborò in scena con grandi artisti, tra cui Rudolf Nureyev, in pezzi memorabili come Chant du compagnon errant. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Alexander Godunov: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Dalla Russia agli Stati Uniti: Nato a Riga nel 1949 e cresciuto nel Bolshoi Ballet, Godunov fece notizia nel 1979 quando chiese asilo politico negli Stati Uniti durante una tournée a New York, in un gesto che segnò profondamente la cultura della Guerra Fredda. Fisico imponente e tecnica raffinata: Con i suoi quasi 2 metri di altezza e una forza scenica incredibile, eccelleva in ruoli classici come Swan Lake e Giselle, combinando potenza atletica e grazia artistica, tanto da vincere la medaglia d’oro al Concorso Internazionale di Mosca nel 1973. Primo ballerino in America: Dopo la defezione, fu accolto dall’American Ballet Theatre come primo ballerino. La sua presenza dominava il palco, e la sua tecnica drammatica conquistava il pubblico americano, consolidando la sua fama internazionale. Passaggio al grande schermo: Godunov non si limitò alla danza: recitò in film di successo come Witness (1985) e Die Hard (1988), portando sul cinema la stessa forza scenica e carisma che lo aveva reso celebre nelle sale da balletto. Una vita intensa e breve: La sua carriera e la sua vita furono piene di passione, amicizie celebri e relazioni importanti, tra cui quella con Jacqueline Bisset. Morì prematuramente a soli 45 anni, nel 1995, ...

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Intervista a Oriella Dorella: elegante, iconica, ispiratrice [ESCLUSIVA]

Oriella Dorella nasce a Milano, dove inizia a frequentare la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Diplomatasi nel 1969, entra a far parte del Corpo di Ballo dell’Ente Lirico Scaligero, divenendo dapprima Solista nel 1972, poi Prima Ballerina nel 1977 ed infine Étoile nel 1986. Artista versatile, ricca di sensibilità e dotata di una tecnica rigorosa interpreta alcuni ruoli del grande repertorio classico e contemporaneo tra cui Giselle di Jean Coralli-Jules Perrot, Il giardino religioso di Felix Blaska, Specchio a tre luci di Mario Pistoni, Le Silfidi di Michel Fokine, Ricercare a nove movimenti di Amedeo Amodio, Take Five di Mario Pistoni, Specchio a tre luci di Mario Pistoni, Esoterik Satie di Llorca Massine, Coppélia di Enrique Martinez, Cinderella di Paolo Bortoluzzi, Don Juan di Aurel M. Milloss, Il Figliuol Prodigo di Mario Pistoni, Concerto Barocco di George Balanchine, Romeo e Giulietta di John Cranko, Lo Schiaccianoci di Rudolf Nureyev, Excelsior di Ugo Dell’Ara, La Jeune Fille et la Mort di Robert North, Square Dance di George Balanchine, Carmina Burana di John Butler, Miss Julie di Birgit Cullberg, La bisbetica domata di John Cranko, La strada di Mario Pistoni, Troy Game di Robert North, The Lesson di Flemming Flindt, Canzoni d’infanzia di Laszlo Seregi, L’Après-Midi d’un Faune di Jerome Robbins, Il lago dei cigni di Rosella Hightower, L’Histoire de Manon di Kenneth McMillan, Onegin di John Cranko, Le ...

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L’étoile e docente di repertorio Gabriella Cohen “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Da ballare, Giselle, in generale Il Lago dei Cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? Apollon Musagète di George Balanchine, L’Enfant et les Sortileges di Jiří Kylián, Steps in the Street di Martha Graham. Il Teatro del cuore? La Scala per la mia giovinezza, il San Carlo per la mia crescita artistica, sempre grata ad Ugo Dell’Ara che per primo mi aprì le porte di questo grandioso Teatro. Un romanzo da trasformare in balletto? Novembre alle Porte di Chaim Potok e La promessa dell’Alba di Roman Gary. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Rebecca – La prima moglie di Alfred Hitchcock. Il costume di scena indossato che hai preferito? Tutti…Ognuno recava in sé il mistero ed il fascino del Personaggio. Quale colore associ alla danza? Banale e scontato ma, il rosa! Che profumo ha la danza? Pece mista a fatica ed impegno. La musica più bella scritta per balletto? I tre masterpieces ciaikovskiani… Il film di danza irrinunciabile? Il sole a Mezzanotte e l’intramontabile Scarpette Rosse. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Natalija Makarova e, ovviamente Carla Fracci! Il tuo “passo di danza” preferito? Pas de basque scenico; ...

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Il principal dancer Alessandro Riga “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? God and Dogs di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro dell’Opera di Roma. Un romanzo da trasformare in balletto? Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Guerre stellari (Star Wars) di George Lucas. Il costume di scena indossato che hai preferito? Albrecht. Quale colore associ alla danza? Verde. Che profumo ha la danza? Dipende dal tipo di balletto ma direi che in generale profumo di legno. La musica più bella scritta per balletto? Morte di Giulietta, composta da Sergej Prokof’ev. Il film di danza irrinunciabile? Il ritmo del successo (Center Stage) diretto da Nicholas Hytner. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Sylvie Guillem e Michail Barysnikov. Il tuo “passo di danza” preferito? Fondu. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Drosselmeyer. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? George Balanchine. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Sii più clemente con le punte per le danzatrici. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Estetica, emozione, passione. Come ti vedi oggi allo specchio? Che ancora ...

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Il principal dancer e direttore artistico Domenico Luciano “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? 27’52” di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro San Carlo di Napoli. Un romanzo da trasformare in balletto? Orlando di Virginia Woolf. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Espiazione (Atonement), un film del 2007, diretto da Joe Wright. Il costume di scena indossato che hai preferito? Albrecht dell’ABT con dentro il nome di Marcelo Gomes. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Profumo di rose rosa. La musica più bella scritta per balletto? Il IV atto del Lago dei cigni. Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta (The Turning Point) diretto da Herbert Ross con protagonista Mikhail Baryshnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Carla Fracci e Rudolf Nureyev. Il tuo “passo di danza” preferito? Non ho un passo in particolare, ma adoro un port de bras di qualità, quello che per me fa la differenza. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Il Principe in Cenerentola. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Tersicore, ti sono ...

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